Personaggio o team creativo: cosa conta di più?

Aperto da Selina Kyle, 29 Gennaio 2010, 11:14:51

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mar-vell

Quoto abbastanza il mio compagno Mon-El. Io leggo comics da 37 anni circa. Il personaggio che ho amato di più di tutti è stato Capitan America. Mi sono innamorato di lui durante il periodo Lee-Kirby, ho apprezzato poco il periodo di Colan, sono stato impressionato da Steranko, l'ho osannato durante il periodo di Buscema, mi sono cadute le palle nel periodo di Frank Robbins e sono rimasto deluso dal ritorno di Kirby per poi riapprezzarlo quando Buscema è tornato. Ma ad ogni modo non ho mai mollato Cap perchè amavo il personaggio. Durante la gestione degli X-Men di Morrison volevo mollare perchè ho trovato quelle storie orrende ma ho perseverato sempre perchè amavo il gruppo da quando era su Cap. L'Uomo Ragno è stato il mio secondo amore. L'ho sempre amato ma quando è venuto fuori che Ben Reilly era l'originale Spidey mi sono cadute le palle ma ho continuato. La gestione di Stacz di Spidey non mi è piaciuta e tutto il periodo seguente pure, come Mon -El ero pure io sul punto di mollarlo ma la speranza è sempre l'ultima a morire ed ora sta tornando leggibile. E che devo dire dei FQ (io ho iniziato a leggere Marvel con loro immaginate quanto li ami) con le loro storie attuali che fanno vomitare (IMO). Altri esempi io Devil l'ho sempre apprezzato e quando è arrivato Miller sono rimasto contento ancor di più (non per i disegni). In sintesi come dice Mon-El l'amore per il personaggio conta di più degli autori almeno per me.
Mar-Vell
Il Mio Nuovo Sito Fumetti Marvel

Doktor Sleepless

Per quanto mi riguarda, 'sta storia dell'amore per il personaggio è uno dei motivi per cui il fumetto non viene consacrato definitivamente come forma d'arte dal resto del mondo. Se ci si riferisce soltanto ai personaggi, si rende marginario il ruolo dello sceneggiatore e viene esaltato il fenomeno "continuity a tutti i costi" che è quello che impedisce ai comics di lanciarsi ad un pubblico molto più vasto. Fintanto che si considera primario il ruolo del protagonista, e lo si caratterizza come avveniva cinquant'anni fa, non verranno sfornate altro che storie potenzialmente mediocri e destinate ad un pubblico di soli appassionati. Ma se ogni tanto, grazie all'intervento di un team creativo con le palle, gli standard vengono aggiornati e ringiovaniti, si permette a chiunque di potersi avvicinare. L'esempio lampante è Batman: quanta vita avrebbe continuato ad avere se non fossero intervenuti i vari Starlin, Miller ecc.? Lo stesso vale per Spidey. Io ADORO il ciclo Lee/Romita, ma allo stesso tempo mi gaso leggendo il ragno versione DeMatteis o Straczynski, e non posso non affermare l'oggettiva superiorità qualitativa di questi rispetto alle storie degli anni '60.

Largand

#62
Citazione di: Doktor Sleepless il 06 Febbraio 2010, 10:22:24
Per quanto mi riguarda, 'sta storia dell'amore per il personaggio è uno dei motivi per cui il fumetto non viene consacrato definitivamente come forma d'arte dal resto del mondo. Se ci si riferisce soltanto ai personaggi, si rende marginario il ruolo dello sceneggiatore e viene esaltato il fenomeno "continuity a tutti i costi" che è quello che impedisce ai comics di lanciarsi ad un pubblico molto più vasto.
Ne sei proprio sicuro?
Parliamo di Cinema e Continuity.

Chi non conosce James Bond-007?
Credo che il personaggio sia conosciuto in tutto il mondo.

E chi conosce invece Richard Maibaum, Johanna Harwood, Paul Dehn, John Hopkins, Jack Whitthingam, Roald Dahl, Tom Mankiewicz, Christofer Wood, Michael G. Wilson, George Macdonald Fraser?
Credo pochissimi.
Eppure questi signori sono gli sceneggiatori dei primi 14 film di James Bond. Lo Staff Creativo insomma.

Allora anche per il Cinema conta più il personaggio che l'Autore ;)!
E stiamo parlando di una forma d'Arte che, al contrario dei Fumetti, attira miliardi di persone.    
Sono un cittadino dello spazio. Mi ritengo quindi Apolide...e non italiano.

American_Gaijin89

Citazione di: Mon-El il 06 Febbraio 2010, 11:34:01
Citazione di: Doktor Sleepless il 06 Febbraio 2010, 10:22:24
Per quanto mi riguarda, 'sta storia dell'amore per il personaggio è uno dei motivi per cui il fumetto non viene consacrato definitivamente come forma d'arte dal resto del mondo. Se ci si riferisce soltanto ai personaggi, si rende marginario il ruolo dello sceneggiatore e viene esaltato il fenomeno "continuity a tutti i costi" che è quello che impedisce ai comics di lanciarsi ad un pubblico molto più vasto.
Ne sei proprio sicuro?
Parliamo di Cinema.

Chi non conosce James Bond-007?
Credo che il personaggio sia conosciuto in tutto il mondo.

E chi conosce invece Richard Maibaum, Johanna Harwood, Paul Dehn, John Hopkins, Jack Whitthingam, Roald Dahl, Tom Mankiewicz, Christofer Wood, Michael G. Wilson, George Macdonald Fraser?
Credo pochissimi.
Eppure questi signori sono gli sceneggiatori dei primi 14 film di James Bond. Lo Staff Creativo insomma.

Ed il Superman di Reeve? Chi non lo conosce?
E chi conosce invece Mario Puzo, l'Autore della sceneggiatura del film?


Allora anche per il Cinema conta più il personaggio che l'Autore ;)!
E stiamo parlando di una forma d'Arte che, al contrario dei Fumetti, attira miliardi di persone.   

Beh però non penso si possa fare questo discorso per il cinema, visto che ha uno staff crativo enormemente più vasto (mediamente ci lavorano centinaia di persone per le grandi produzioni), normalmente però Regista e attori principali si ricordano, quello è considerato Lo staff creativo di un film, lo sceneggiatore poveraccio è quello che viene considerato meno.

Dello stesso James Bond infatti ognuno si ricorda la versione con il suo attore preferito, tutti incarnano il loro James Bond in una determinata persona.

Doktor Sleepless

#64
Non ho colto il nesso.
Cioè, okay, 007 è più famoso degli sceneggiatori che lo scrivono. E allora? Il merito del suo successo dipende in buona parte anche da loro, che poi vengano fermati per strada per l'autografo chi se ne frega.

CitazioneAllora anche per il Cinema conta più il personaggio che l'Autore.
Ah?

P.S. A parte che Puzo è famoso in tutto il mondo. ;)

Largand

Citazione di: Doktor Sleepless il 06 Febbraio 2010, 11:45:05
Non ho colto il nesso.
Cioè, okay, 007 è più famoso degli sceneggiatori che lo scrivono. E allora? Il merito del suo successo dipende in buona parte anche da loro, che poi vengano fermati per strada per l'autografo chi se ne frega.
Tu dicevi che invece della ricerca della Continuity del personaggio a tutti i costi era meglio guardare lo Staff Creativo. Ed io ti ho preso l'esempio di James Bond, un personaggio Cinematografico dotato di Continuity che, a dispetto dei ben 6 volti diversi che ha avuto, ha proseguito la sua carriera Cinematografica passando per le mani anche di decine di sceneggiatori e registi diversi.
Quindi chi va al Cinema a vedersi James Bond, lo fa per James Bond, non per il regista o lo sceneggiatore.
Sono un cittadino dello spazio. Mi ritengo quindi Apolide...e non italiano.

Largand

Citazione di: American_Gaijin89 il 06 Febbraio 2010, 11:41:27
Citazione di: Mon-El il 06 Febbraio 2010, 11:34:01
Citazione di: Doktor Sleepless il 06 Febbraio 2010, 10:22:24
Per quanto mi riguarda, 'sta storia dell'amore per il personaggio è uno dei motivi per cui il fumetto non viene consacrato definitivamente come forma d'arte dal resto del mondo. Se ci si riferisce soltanto ai personaggi, si rende marginario il ruolo dello sceneggiatore e viene esaltato il fenomeno "continuity a tutti i costi" che è quello che impedisce ai comics di lanciarsi ad un pubblico molto più vasto.
Ne sei proprio sicuro?
Parliamo di Cinema.

Chi non conosce James Bond-007?
Credo che il personaggio sia conosciuto in tutto il mondo.

E chi conosce invece Richard Maibaum, Johanna Harwood, Paul Dehn, John Hopkins, Jack Whitthingam, Roald Dahl, Tom Mankiewicz, Christofer Wood, Michael G. Wilson, George Macdonald Fraser?
Credo pochissimi.
Eppure questi signori sono gli sceneggiatori dei primi 14 film di James Bond. Lo Staff Creativo insomma.

Ed il Superman di Reeve? Chi non lo conosce?
E chi conosce invece Mario Puzo, l'Autore della sceneggiatura del film?


Allora anche per il Cinema conta più il personaggio che l'Autore ;)!
E stiamo parlando di una forma d'Arte che, al contrario dei Fumetti, attira miliardi di persone.   

Beh però non penso si possa fare questo discorso per il cinema, visto che ha uno staff crativo enormemente più vasto (mediamente ci lavorano centinaia di persone per le grandi produzioni), normalmente però Regista e attori principali si ricordano, quello è considerato Lo staff creativo di un film, lo sceneggiatore poveraccio è quello che viene considerato meno.

Dello stesso James Bond infatti ognuno si ricorda la versione con il suo attore preferito, tutti incarnano il loro James Bond in una determinata persona.
Quello che mi preme sottolineare è che la gente va al Cinema per vedere James Bond, il Protagonista, e non gli interessa chi ha sceneggiato o diretto il film ;).
Nei comics è lo stesso.
Chi è affezionato ad un determinato personaggio, non lo molla solo perché è cambiato lo Staff Creativo.
Questo accade solo al lettore che è affezionato all'Autore o al Disegnatore...ma non al personaggio principale.
Sono un cittadino dello spazio. Mi ritengo quindi Apolide...e non italiano.

Clark Kent

#67
beh per me se la gente è così stupida da dover aspettare che qualcuno gli dica che una qualsiasi cosa è diventata arte per interessersene, e non farlo invece autonomamente, non so che farci. il fatto che una persona preferisca un personaggio piuttosto che un altro non sminuisce l'opera.

nel cinema e nella letteratura quando si conosce un personaggio ci si affeziona a lui. certo se non lo conosci, ti rifai all'autore o al regista come punto di riferimento. e questo non sminuisce minimamente il cinema o la letteratura. la gente si innamora di montalbano, ma questo non sminuisce camilleri ne la letteratura. e lo stesso vale per sherloch homes e conan doyle e simili. per rimanere nell'ambito delle opere "seriali".

il punto è la differenza fra chi prova qualcosa di nuovo e chi non lo fa, al massimo.

fermo poi restando il concetto iniziale per cui una cosa è arte a dispetto dalla definizione di qualcuno. altrimenti non è arte, è solo essere pecore e avvicinarsi ad un'opera solo perchè qualcuno ti ha detto che è arte e quindi ti senti moralmente obbligato a provarla. la morte dell'intelletto per quanto mi riguarda.  :)

King Mob

Citazione di: Doktor Sleepless il 06 Febbraio 2010, 10:22:24
Per quanto mi riguarda, 'sta storia dell'amore per il personaggio è uno dei motivi per cui il fumetto non viene consacrato definitivamente come forma d'arte dal resto del mondo. Se ci si riferisce soltanto ai personaggi, si rende marginario il ruolo dello sceneggiatore e viene esaltato il fenomeno "continuity a tutti i costi" che è quello che impedisce ai comics di lanciarsi ad un pubblico molto più vasto. Fintanto che si considera primario il ruolo del protagonista, e lo si caratterizza come avveniva cinquant'anni fa, non verranno sfornate altro che storie potenzialmente mediocri e destinate ad un pubblico di soli appassionati. Ma se ogni tanto, grazie all'intervento di un team creativo con le palle, gli standard vengono aggiornati e ringiovaniti, si permette a chiunque di potersi avvicinare. L'esempio lampante è Batman: quanta vita avrebbe continuato ad avere se non fossero intervenuti i vari Starlin, Miller ecc.? Lo stesso vale per Spidey. Io ADORO il ciclo Lee/Romita, ma allo stesso tempo mi gaso leggendo il ragno versione DeMatteis o Straczynski, e non posso non affermare l'oggettiva superiorità qualitativa di questi rispetto alle storie degli anni '60.

Quotazzo col sangue.

No, davvero, senza offesa, ma è ridicolo cercare di trarre un paragone dalla saga di 007, un paragone estremamente forzato.
Come scrive American Gaijin, per quanto concerne gli 007, ti dirò che alla media delle persone frega dell'attore che lo interpreta, c'è gente che vede solo gli episodi con Connery e gente che preferisce Moore o Brosnan. Fatto sta che gli -attori- sono ovviamente parte del team creativo, aggiungono creatività modellando sul proprio volto l'immagine del personaggio, quasi come dei 'disegnatori' se vogliamo intendere così. E quì si torna al discorso del team creativo.

Oltretutto, tralasciando 007, tutti sanno parlando di saghe come Star Wars che c'è un certo Lucas che c'ha a che fare; tutti sanno che Lindelof e Cuse sono quelli che si occupano di Lost, QUALSIASI appassionato li osanna, e ringrazia loro, a fine di ogni episodio con le palle.
Alan Ball è l'ideatore e regista di molti episodi del superbo Six Feet Under, Ryan Murphy è ideatore e regista di molti episodi di Nip/Tuck, e parlo di serial solo perchè sono ben più paragonabili ad un fumetto supereroistico continuo rispetto ad una serie di film.

Inutile dirlo, questo attaccamento al personaggio è sicuramente qualcosa di sensato quando si ha a che fare da anni con la testata; tuttavia, sì, per motivi come questi, diciamo per l'irriducibilità ed il purismo ossessivo di certi fan di vecchia data, più d'una volta in TV passiamo come un branco di coglioni. E questo non invoglia certo gli acquisti da parte di un pubblico esterno.

P.S.
Ovviamente non sto dicendo che ci sia qualcuno di tanto 'sagoma' da queste parti, anzi, sinceramente anche i più anziani lettori di fumetti da queste parti sanno sempre offrire ottimi consigli e colloquiare civilmente.  :sisi:

Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?

King Mob

#69
Citazione di: Nembo Kid il 06 Febbraio 2010, 12:12:57
fermo poi restando il concetto iniziale per cui una cosa è arte a dispetto dalla definizione di qualcuno. altrimenti non è arte, è solo essere pecore e avvicinarsi ad un'opera solo perchè qualcuno ti ha detto che è arte e quindi ti senti moralmente obbligato a provarla. la morte dell'intelletto per quanto mi riguarda.  :)

In questo caso, sono d'accordo con te. Io ho provato qualcosa di nuovo diversi mesi fa, e ora ne vado matto. Io vivo per l'arte, per qualsiasi tipo di arte, partendo da quelle più esotiche se possibile. E credimi, ne conosco di persone chiuse di mente che trovano ridicolo il mio hobby.

Però, beh, io ritengo che se non si offrano gli strumenti a chi è meno avvezzo alla scoperta, difficilmente si potrà diffondere per bene questa nona arte. Non desidero che tutto questo ben di Dio resti arte di nicchia, ma se ci sarà sempre gente ossessionata dalla 'continuity' (e quì sto un po' tralasciando il discorso personaggio/team creativo), sarà sempre dannatamente complesso per moltissimi, avvicinarsi magari al proprio supereroe ideale scoperto in TV.
Un concetto di fumetto più 'autoriale' lo si otterrebbe stroncando la continuity, o quantomeno tenendola in secondo piano. Non che ci non ci sia il fumetto autoriale, per Dio, ne è pieno ...
Ma, ad esempio, se qualcuno scoprisse gli X-Men nei film poi rendendosi conto che in fumetto è COMPLICATISSIMO seguire col senno di poi le loro avventure, quanto credete che faticherà per procurarsi tutto quanto serve (sin da Morrison o peggio Claremont) ?
Lui non ha ancora avuto modo di diventare realmente appassionato ... sarà spaventato e si allontanerà. E questo l'ho visto in primissima persona con alcuni amici d'università.

Ora, sta bene definire pecore chi non vuole scoprire quanto c'è di nuovo al mondo, e sono d'accordo, lo faccio dalla mattina alla sera; ma è da anni che certi fumetti, specialmente quelli su cui più si stanno facendo trasposizioni cinematografiche (i supereroi) sono spesso e volentieri chiusi a riccio. "Se non ti prendi prima quello, non puoi leggere quello e quello". Ce la vogliam prendere anche con la loro misera pazienza ? :°

Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?

Largand

Citazione di: The Corinthian il 06 Febbraio 2010, 12:15:03
Citazione di: Doktor Sleepless il 06 Febbraio 2010, 10:22:24
Per quanto mi riguarda, 'sta storia dell'amore per il personaggio è uno dei motivi per cui il fumetto non viene consacrato definitivamente come forma d'arte dal resto del mondo. Se ci si riferisce soltanto ai personaggi, si rende marginario il ruolo dello sceneggiatore e viene esaltato il fenomeno "continuity a tutti i costi" che è quello che impedisce ai comics di lanciarsi ad un pubblico molto più vasto. Fintanto che si considera primario il ruolo del protagonista, e lo si caratterizza come avveniva cinquant'anni fa, non verranno sfornate altro che storie potenzialmente mediocri e destinate ad un pubblico di soli appassionati. Ma se ogni tanto, grazie all'intervento di un team creativo con le palle, gli standard vengono aggiornati e ringiovaniti, si permette a chiunque di potersi avvicinare. L'esempio lampante è Batman: quanta vita avrebbe continuato ad avere se non fossero intervenuti i vari Starlin, Miller ecc.? Lo stesso vale per Spidey. Io ADORO il ciclo Lee/Romita, ma allo stesso tempo mi gaso leggendo il ragno versione DeMatteis o Straczynski, e non posso non affermare l'oggettiva superiorità qualitativa di questi rispetto alle storie degli anni '60.

Quotazzo col sangue.

No, davvero, senza offesa, ma è ridicolo cercare di trarre un paragone dalla saga di 007, un paragone estremamente forzato.
Come scrive American Gaijin, per quanto concerne gli 007, ti dirò che alla media delle persone frega dell'attore che lo interpreta, c'è gente che vede solo gli episodi con Connery e gente che preferisce Moore o Brosnan. Fatto sta che gli -attori- sono ovviamente parte del team creativo, aggiungono creatività modellando sul proprio volto l'immagine del personaggio, quasi come dei 'disegnatori' se vogliamo intendere così. E quì si torna al discorso del team creativo.

Oltretutto, tralasciando 007, tutti sanno parlando di saghe come Star Wars che c'è un certo Lucas che c'ha a che fare; tutti sanno che Lindelof e Cuse sono quelli che si occupano di Lost, QUALSIASI appassionato li osanna, e ringrazia loro, a fine di ogni episodio con le palle.
Alan Ball è l'ideatore e regista di molti episodi del superbo Six Feet Under, Ryan Murphy è ideatore e regista di molti episodi di Nip/Tuck, e parlo di serial solo perchè sono ben più paragonabili ad un fumetto supereroistico continuo rispetto ad una serie di film.

Inutile dirlo, questo attaccamento al personaggio è sicuramente qualcosa di sensato quando si ha a che fare da anni con la testata; tuttavia, sì, per motivi come questi, diciamo per l'irriducibilità ed il purismo ossessivo di certi fan di vecchia data, più d'una volta in TV passiamo come un branco di coglioni. E questo non invoglia certo gli acquisti da parte di un pubblico esterno.

P.S.
Ovviamente non sto dicendo che ci sia qualcuno di tanto 'sagoma' da queste parti, anzi, sinceramente anche i più anziani lettori di fumetti da queste parti sanno sempre offrire ottimi consigli e colloquiare civilmente.  :sisi:
Se i lettori dei fumetti passano per coglioni non è colpa dell'attaccamento ai personaggi.
E' solo che il Fumetto è visto dai più come una forma di Intrattenimento per bambini.
Ma la colpa è loro, di chi crede ciò e non nostra, dei lettori.
E non credere che basti rendere le storie dei Comics più drammatiche per far si che gli altri le prendano sul serio.
Non serve a niente.

E' ormai un pregiudizio radicato ed inamovibile.
E la sai un'altra cosa?

Dell'opinione che ha su di di me chi non legge i fumetti, dei denigratori di cui parli....non me ne fotte niente :lol:!

A me può interessare l'opinione che ha su di me qualcuno che mi interessa.
Ma di chi ha una visione della vita così limitata...ma che ne frega! Tu dammi i fumetti che mi piacciono da leggere, e dei "denigratori" me ne faccio un baffo ;).
Sono un cittadino dello spazio. Mi ritengo quindi Apolide...e non italiano.

Largand

Citazionema è da anni che certi fumetti, specialmente quelli su cui più si stanno facendo trasposizioni cinematografiche (i supereroi) sono spesso e volentieri chiusi a riccio. "Se non ti prendi prima quello, non puoi leggere quello e quello". Ce la vogliam prendere anche con la loro misera pazienza ? :°
Su questo posso essere d'accordo con te.
L'eccessiva Continuity fa male al fumetto. Ma questo lo dico per il Fumetto in se.
Torno a dire che, se chi va al Cinema a vedere gli X-Men e poi nel fumetto trova tutt'altro e se ne va...sono cazzi suoi.
(Io ad esempio non leggo gli X-Men da più di 15 anni, ma ne ho apprezzato i film)
Sono un cittadino dello spazio. Mi ritengo quindi Apolide...e non italiano.

King Mob

Ah, anche io me ne strafrego, altrimenti non continuerei a leggere fumetti in un mondo come questo dove passiamo per un branco di rincoglioniti ...
Tuttavia, l'opinione generale conta alquanto; finchè la gente sarà chiusa di mente in questa maniera, hai idea di quanti artisti possibili rimangono sbarrati dietro le porte del pregiudizio ?
Sembra un discorso un po' campato in aria, ma la cosa che mi infastidisce è che un tipo d'arte, come ho già specificato nel mio post precedente, non sia accessibile a tutti.

Conosco tante persone che mi parlano bene di Watchmen, V For Vendetta, Sin City, Dylan Dog, Blueberry, che posseggono addirittura quei fumetti e che -comunque- mi criticano quando leggo il mio amatissimo Daredevil. Quelle persone - per come le conosco io - hanno provato ad avvicinarsi a quei personaggi, e spesso e volentieri si son ritrovati a scegliere fra sacrificio fiscale o continuare coi loro beneamati fumetti autoconclusivi.

Questo genere di cose un po' mi infastidisce. Non è colpa del lettore, Dio, non lo è, il mondo è più pieno di gente aperta di mente di quanto non si voglia credere. Ma quella pietosa invenzione che ormai ha fatto il suo tempo è solo un bastone fra le ruote in questo caso.  :shifty:

E non c'entra rendere le storie drammatiche per attirare gente, questo lo so, l'ho provato, alla gente non frega affatto. Il conto sta nel renderle accessibili. Salvo eccezioni quali Brand New Day, che sono accessibili ORA e fra qualche anno diventeranno il solito "Certo, procurati solo i primi SEI TP. Got money ? :°". La gente non ha pazienza per queste cose, la gente comune. Per me è normale. Per gli altri no. Ed è ovvio che sia così.

Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?

King Mob

Citazione di: Mon-El il 06 Febbraio 2010, 12:28:40
Citazionema è da anni che certi fumetti, specialmente quelli su cui più si stanno facendo trasposizioni cinematografiche (i supereroi) sono spesso e volentieri chiusi a riccio. "Se non ti prendi prima quello, non puoi leggere quello e quello". Ce la vogliam prendere anche con la loro misera pazienza ? :°
Su questo posso essere d'accordo con te.
L'eccessiva Continuity fa male al fumetto. Ma questo lo dico per il Fumetto in se.
Torno a dire che, se chi va al Cinema a vedere gli X-Men e poi nel fumetto trova tutt'altro e se ne va...sono cazzi suoi.
(Io ad esempio non leggo gli X-Men da più di 15 anni, ma ne ho apprezzato i film)

Infatti, se uno nei fumetti non trova quel che ama è perchè non ama il media fumetto, e se ne vada a vedere altri film.

Quel che ho nel mirino è la continuity; e una possibile soluzione penso sia rendere anche i fumetti supereroistici più autoriali di quanto già sono.  :sisi:

Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?

Clark Kent

Citazione di: The Corinthian il 06 Febbraio 2010, 12:21:45
Citazione di: Nembo Kid il 06 Febbraio 2010, 12:12:57
fermo poi restando il concetto iniziale per cui una cosa è arte a dispetto dalla definizione di qualcuno. altrimenti non è arte, è solo essere pecore e avvicinarsi ad un'opera solo perchè qualcuno ti ha detto che è arte e quindi ti senti moralmente obbligato a provarla. la morte dell'intelletto per quanto mi riguarda.  :)

In questo caso, sono d'accordo con te. Io ho provato qualcosa di nuovo diversi mesi fa, e ora ne vado matto. Io vivo per l'arte, per qualsiasi tipo di arte, partendo da quelle più esotiche se possibile. E credimi, ne conosco di persone chiuse di mente che trovano ridicolo il mio hobby.

Però, beh, io ritengo che se non si offrano gli strumenti a chi è meno avvezzo alla scoperta, difficilmente si potrà diffondere per bene questa nona arte. Non desidero che tutto questo ben di Dio resti arte di nicchia, ma se ci sarà sempre gente ossessionata dalla 'continuity' (e quì sto un po' tralasciando il discorso personaggio/team creativo), sarà sempre dannatamente complesso per moltissimi, avvicinarsi magari al proprio supereroe ideale scoperto in TV.
Un concetto di fumetto più 'autoriale' lo si otterrebbe stroncando la continuity, o quantomeno tenendola in secondo piano. Non che ci non ci sia il fumetto autoriale, per Dio, ne è pieno ...
Ma, ad esempio, se qualcuno scoprisse gli X-Men nei film poi rendendosi conto che in fumetto è COMPLICATISSIMO seguire col senno di poi le loro avventure, quanto credete che faticherà per procurarsi tutto quanto serve (sin da Morrison o peggio Claremont) ?
Lui non ha ancora avuto modo di diventare realmente appassionato ... sarà spaventato e si allontanerà. E questo l'ho visto in primissima persona con alcuni amici d'università.

Ora, sta bene definire pecore chi non vuole scoprire quanto c'è di nuovo al mondo, e sono d'accordo, lo faccio dalla mattina alla sera; ma è da anni che certi fumetti, specialmente quelli su cui più si stanno facendo trasposizioni cinematografiche (i supereroi) sono spesso e volentieri chiusi a riccio. "Se non ti prendi prima quello, non puoi leggere quello e quello". Ce la vogliam prendere anche con la loro misera pazienza ? :°

beh un'opera autoriale non esclude la c.

nel senso che puoi fare un fumetto seriale con la c., e contemporaneamene affidare una mini, una serie, o una storia ad un autore di spicco.

e quando tu consigli qualcosa chiedi: vuoi entrare nel mondo di supertizio oppure leggerti solo alcune belle storie. e a seconda della risposta ti regoli.

per ogni personaggio ci sono bellissime storie a se che con la C. non centrano nulla, sono leggibili a se.

però non si può ammazzare un genere perchè certe persone sono pigre. sarebbe come chiedere a camilleri di non scrivere in siciliano perchè alcuni non lo seguono. ci sono delle regole nei generi e nelle opere. piuttosto crea qualcosa di nuovo, ma non andare a distruggere quello che c'è già

è lo stesso discorso di superman...perchè bisogna cambiarlo quando con la fantasia puoi crearne altri 300 con tutte le caratterstiche che credi siano migliori? se poi il personaggio funziona allora era buono (e sono felice per  lui), sennò era una cagata, amata da quattro fan accaniti che non si rassegnano e spergiurano che l'opera è un capolavoro, ma di fatto è una cagata!

l'autoriale ci può stare, basta dargli spazio, non togliendolo a ad altre forme di concepimento. sennò ripeto non è arte, è imposizione mentale. solo nella scelta si vede la reale bontà di una cosa.