The ITALIAN INVASION: i nostri artisti sbarcati oltreoceano

Started by BADBAT, 08 November 2010, 11:36:24

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Bruce Wayne

Il primo italiano scrittore di comics che conquisterà gli USA sarò io!  :ahsisi:

Murnau

Quote from: Nexus on 09 November 2010, 15:07:52
Comunque questa "invasion", al contrario di quella britannica, conta quasi esclusivamente sui disegnatori, è un vero peccato -_-

Il bello è che vengono quasi tutti messi su fumetti di seconda fascia, o comunque scritti da autori decisamente minori.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987

BADBAT

comunque l'arc su wolverine fatta da loeb e bianchi in quali numeri si trovano?

Nexus

Cerca sul topic della storia, si chiama Wolverine: Evoluzione :sisi:
Previously known as Andrea.

BADBAT


American_Gaijin89

Quote from: Hush/Tommy Elliot on 09 November 2010, 12:09:00
Ma porca puttana, affanculo alla Marvel, i Secret Warriors e Jonathan Hickman.


Da un lato sono d'accordo con il tuo discorso ma da un altro decisamente no.

Se intendi dire che non si dovrebbero limitare a disegnare solo supereroi sono dello stesso tuo parere. Per un disegnatore dovrebbe essere importante variare generi, provare sempre cose nuove, cercare di non autoconfinarsi mai in una determinata nicchia.

Da un altro punto di vista però questo mi sembra un discorso un pò provinciale.  
Io fossi un disegnatore non vedrei l'ora di andare via dall'Italia: con il mercato americano si ha la possibilità di arrivare ad un bacino di pubblico decisamente più ampio, ci si confronta con All Star Mondiali e quindi è anche più facile migliorarsi, inoltre si collabora con alcuni fra i migliori sceneggiatori al mondo (a prescindere dai risultati Camuncoli disegna le sceneggiature di Peter Milligan...PETER MILLIGAN ! Io tante gente del suo livello in Italia non la vedo), senza dimenticare il compenso più alto.
Insomma è un pò come, per un giocatore di calcio, passare dalla Serie A Ucraina alla Serie A Italiana, semplicemente un salto di qualità.

Quote from: Nexus on 09 November 2010, 15:07:52
Comunque questa "invasion", al contrario di quella britannica, conta quasi esclusivamente sui disegnatori, è un vero peccato -_-

Anche io mi son sempre chiesto il perchè di questa cosa sai ? Forse un fattore potrebbe  essere la difficoltà di scrivere in una lingua diversa dalla nostra.

Un Fumettaro

#51
Quote from: Hush/Tommy Elliot on 09 November 2010, 12:09:00
Ma porca puttana, affanculo alla Marvel, i Secret Warriors e Jonathan Hickman.
tu pensa che l'ho conosciuto grazie a quelli :D ed è pure della mia città :lolle:

cmq mi ha detto che ne uscirà un altro numero di Brendon disegnato da lui

Murnau

Quote from: American_Gaijin89 on 09 November 2010, 20:25:37
Quote from: Hush/Tommy Elliot on 09 November 2010, 12:09:00
Ma porca puttana, affanculo alla Marvel, i Secret Warriors e Jonathan Hickman.


Da un lato sono d'accordo con il tuo discorso ma da un altro decisamente no.

Se intendi dire che non si dovrebbero limitare a disegnare solo supereroi sono dello stesso tuo parere. Per un disegnatore dovrebbe essere importante variare generi, provare sempre cose nuove, cercare di non autoconfinarsi mai in una determinata nicchia.

No no, intendo dire che mi fa incazzare vedere dei bravi disegnatori lasciare le collane che seguo e disegnare quelle delle quali non me ne frega nulla.

Se Vitti/Di Giandomenico/Santucci/Alberti fossero andati in Giappone a disegnare One Piace, Bersek o quello che giappo-ti pare, per me sarebbe stata la stessa cosa.

E' come quando Andrea Venturi, uno dei miei disegnatori dylaniati preferiti, è passato a fare Tex. Se permetti mi sono girate le balle.


Quanto alle altre tue considerazioni, che prima manco avevo citato: il più delle volte li fanno lavorare su progetti di seconda fascia, con sceneggiatori modesti e sclcagnati, su fumetti che non si caga nessuno e che vendono molto meno della roba bonelliana e francese. Si, esatto vendono MENO, per quanto strano possa sembrarti.

Inoltre, come dice Recchioni: in America ci mettono due secondi a licenziarti e dalla Vertigo ti ritrovi a disegnare i GI Joe, per poter campare (com'è successo a Dell'Edera); sei un dipendente, stai zitto e disegni, non rompere il cazzo; non esiste il "posto fisso", la serie te la possono chiudere dall'oggi al domani e non hai manco il tempo di trovarti un lavoro; piccola cosa, poi: spesso non ti puoi fare manco le chine da solo.

Alla Bonelli se "entri" ti sei sistemato, è il posto fisso; le serie le chiudono con due anni di preavviso, quindi hai tutto il tempo di trovare un altro impiego; tendenzialmente la Bonelli cerca di non licenziare nessuno: se ti chiudono la serie, vieni spostato altrove; la Bonelli è quasi "a conduzione familiare", se sei in ritardo con le consegne è lo stesso Sergio che ti chiama e ti dice "suvvia, lo sai che devo andare in stampa. Cerca di non prenderti troppo tempo, ok?" (in America sei fuori e via, cazzi tuoi); ti fai le chine da solo; conti tanto quanto lo sceneggiatore, non c'è nessuna sudditanza.

In tutto questo, considerate la paghe della Bonelli, non sono così sicuro che la Marvel paghi meglio.


Ancora convinto di quello che hai scritto prima?  ;)





Posto che il mio discorso principalmente era: "sticazzi i Secret Warriors, non li seguo e me ne fotto, Alessandro Vitti lo voglio su Brendon. Sticazzi le mini di Christon Gage, Mario Alberti lo voglio su Morgana. Sticazzi Magneto Testament, Di Giandomenico lo voglio in coppia con Bilotta su progetti autoriali. Sticazzi le mini su Cap America scritte da Roger Stern, Marco Santucci lo voglio su Dampyr. Camuncoli invece vi prego di tenervelo stretto, ma non su Hellblazer, che sta letteralmente rovinando".

Erano considerazioni di carattere egoistico.


Un'ultima cosa:

QuoteInsomma è un pò come, per un giocatore di calcio, passare dalla Serie A Ucraina alla Serie A Italiana, semplicemente un salto di qualità.

Il problema è che noi NON siamo l'Ucraina e che il fumetto americano NON è superiore a quello europeo. Anzi, tolti alcuni autori, artisticamente SECONDO ME fanno un passo indietro, i disegnatori, quando vanno a lavorare per gli americani. Diciamo che dal mio punto di vista è il contrario, sono giocatori italiani che vanno nella serie A dell'Ucraina.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987

Un Fumettaro

l'Hellblazer di Azzarello disegnato da Camuncoli è pessimo :sick: ora forse sta migliorando ma prima... :tsk:

Murnau

Io col secondo volume ho capito che la sua gestione non decolla per colpa di Camuncoli: rovina tutto, non sa creare l'atmosfera e trasforma la serie in un cazzo di cartone animato per ragazzini.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987

Un Fumettaro


American_Gaijin89

Camuncoli per quanto bravo non sembra adatto ad Hellblazer nemmeno a me, anche se la gestione Milligan per adesso mi sembra grandiosa (mi riferisco alla storia).

Per quanto riguarda il discorso di prima, mi dispiace passare come il denigratore del fumetto italiano, cosa che non è vera (sono uno dei frequentatori più assidui della stanza dedicata al fumetto europeo nonchè compratore regolare), però vorrei dire la mia su qualche punto:

QuoteIl problema è che noi NON siamo l'Ucraina e che il fumetto americano NON è superiore a quello europeo. Anzi, tolti alcuni autori, artisticamente SECONDO ME fanno un passo indietro, i disegnatori, quando vanno a lavorare per gli americani. Diciamo che dal mio punto di vista è il contrario, sono giocatori italiani che vanno nella serie A dell'Ucraina.

Io mi riferivo al fumetto Italiano non all'europeo in generale.

Se è vero che varietà è sinonimo di qualità beh vedo improbo un confronto tra Marvel/Vertigo/Dc ecc. e Bonelli. Le prime pescano aritisti da un roster mondiale, è un All-Star team di disegnatori di ogni nazionalità o quasi mentre la Bonelli si limita principalmente ad autori italiani. La gara non inizia nemmeno, vincono i primi per quantità e qualità e difficilmente potrebbe essere altrimenti. Competere in un mercato simile è chiaramente più difficile per tutti e può succedere che qualcuno sia schiacciato dalla concorrenza, però penso anche che siano maggiori pure gli stimoli per l'artista stesso (questo però andrebbe chiesto ai diretti interessati, le mie sono ipotesi).

QuoteInoltre, come dice Recchioni: in America ci mettono due secondi a licenziarti e dalla Vertigo ti ritrovi a disegnare i GI Joe, per poter campare (com'è successo a Dell'Edera); sei un dipendente, stai zitto e disegni, non rompere il cazzo; non esiste il "posto fisso", la serie te la possono chiudere dall'oggi al domani e non hai manco il tempo di trovarti un lavoro; piccola cosa, poi: spesso non ti puoi fare manco le chine da solo.

Alla Bonelli se "entri" ti sei sistemato, è il posto fisso; le serie le chiudono con due anni di preavviso, quindi hai tutto il tempo di trovare un altro impiego; tendenzialmente la Bonelli cerca di non licenziare nessuno: se ti chiudono la serie, vieni spostato altrove; la Bonelli è quasi "a conduzione familiare", se sei in ritardo con le consegne è lo stesso Sergio che ti chiama e ti dice "suvvia, lo sai che devo andare in stampa. Cerca di non prenderti troppo tempo, ok?" (in America sei fuori e via, cazzi tuoi); ti fai le chine da solo; conti tanto quanto lo sceneggiatore, non c'è nessuna sudditanza.

Questo dipende da una diversa concezione del media fumetto ma è anche giusto che sia così.

Il fumetto supereroistico è simile ad una catena di montaggio: disegni,chine,colori,sceneggiature si montano un pezzo alla volta, tutti sono utili e nessuno indispensabile (anche se, secondo me, ora come ora vista l'importanza che hanno acquisito gli sceneggiatori non è più vero nemmno questo), è un possibile modo di lavorare e non mi sembra che ci sia niente di migliore o peggiore, se fatto nel modo giusto è anzi molto professionale.

Idem per il modus operandi Bonelliano che hai descritto, però l'espressione "a conduzione familiare" non è necessariamente positiva.

Poi, come in tutti i casi, non è giusto fare di tutta l'erba un fascio: una delle prime storie ad essere considerate Graphic Novel (la concezione del romanzo grafico è del tutto estranea a quella della catena di montaggio) è Contratto con Dio di Will Eisner...newyorkese D.O.C.

QuotePosto che il mio discorso principalmente era: "sticazzi i Secret Warriors, non li seguo e me ne fotto, Alessandro Vitti lo voglio su Brendon. Sticazzi le mini di Christon Gage, Mario Alberti lo voglio su Morgana. Sticazzi Magneto Testament, Di Giandomenico lo voglio in coppia con Bilotta su progetti autoriali. Sticazzi le mini su Cap America scritte da Roger Stern, Marco Santucci lo voglio su Dampyr. Camuncoli invece vi prego di tenervelo stretto, ma non su Hellblazer, che sta letteralmente rovinando".

Erano considerazioni di carattere egoistico.

Ma questo lo capisco !

Rompe parecchio anche a me quando un disegnatore che mi piace lascia una serie che seguo. Però questo, come dici giustamente anche te, è un fattore che cambia da persona a persona.
Per esempio io sono felicissimo che DiGiandomenico sia utilizzato per le sceneggiature di David Hine che stimo moltissimo (anzi li vorrei in coppia su Devil). Brendon lo sto recuperando e mi piace parecchio ma cavolo considero i Secret Warriors la nuova serie dell'anno, grazie a Dio è anche disegnata bene.

Sono considerazioni personali, siamo tutti egoisti con le nostre passioni  :hug:

Vorrei concludre riportando un aneddoto: Quando entrai al Forbidden Planet londinese, dopo aver sceso le scale (il primo piano è tutto dedicato al Merchandising), mi venne incontro un commeso gentilmente pronto ad aiutarmi. Visto che mi ero ripromesso di comprare principalmente materiale 2000AD chiesi consigli a riguardo. Il ragazzo sul momento mi guardò con aria confusa, poi mi rispose che non mi poteva essere d'aiuto perchè lui le serie 2000AD non le leggeva, al massimo mi avrebbe potuto aiutare con Marvel e DC.

Non dico che questo sia giusto, anzi per onestà ammetto che ci rimasi piuttosto male, quel che voglio dire è che le serie famose in effetti sono quelle ed è quindi normale l'atteggiamento dei disegnatori nostrani.

Murnau

Per me resta una sbagliata concezione del mercato, tutta esterofila e america-dipendente. Persino con le vendite, ci mangiamo gli americani (Tex vende tipo il triplo del primo in classifica, negli USA, è l'Italia ha mooooolti meno abitanti dell'America).

L'esempio che hai riportato, sul commesso del Forbidden, è purtroppo la prova di quello che stavo dicendo: noi lettori (e stando a quello che scrive Recchioni, anche molti addetti ai lavori) abbiamo l'impressione che lavorare per gli USA significhi sfondare davvero, quando hanno un mercato molto più ristretto del nostro e schifosamente settoriale (supereroi e basta). E' una concezione che abbiamo anche nella letteratura (se un romanzo "di genere" è scritto da un italiano, dev'essere una merda), nella musica e nel cinema (pure gli pseudonimi americani usavano attori e registi di Cinecittà, per i film "di genere" negli anni '70 e '80).

Lo so perché pure io la pensavo in questo modo, fino a non molto tempo fa, ma finalmente mi sono svegliato.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




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godete!

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