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I racconti brevi di Arkin

Aperto da Arkin Torsen, 31 Dicembre 2021, 14:24:05

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Arkin Torsen

Ci provo.
Ne ho scritti alcuni nel 2020 e altri in questo 2021. Sono racconti brevi, anche molto brevi, prevalentemente western.

Apro il topic a fine anno e conto di pubblicare il primo racconto domani, con l'anno nuovo.
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

Edge85

Bravo! Non amo il genere western, ma scrivo anche io e sono curioso di leggere i tuoi racconti.

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Azrael

Grande! Aspetto a leggere il primo :up:
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Combatteremo le idee con idee migliori

Heimdall

Arkin mi fa piacere che ti "lanci" in questa sfida e sono impaziente di leggere  :hug:


Non è una brutta cosa rendersi conto che non si hanno tutte le risposte. Poi cominci a fare le domande giuste....

ClarkArrow46

Grandissimo!! Io lo leggerò volentieri e cercherò di darti un feedback onesto  :hug:




Penny-uno

Bravo Arkin, posta che leggo volentieri. Poi il western mi piace  :sisi:

Arkin Torsen

Citazione di: Edge85 il 31 Dicembre 2021, 14:27:03
Bravo! Non amo il genere western, ma scrivo anche io e sono curioso di leggere i tuoi racconti.

Inviato dal mio Redmi Note 8T utilizzando Tapatalk

Eh, lo so, infatti ho letto con interesse i tuoi racconti   :up:

Citazione di: Azrael il 31 Dicembre 2021, 14:52:47
Grande! Aspetto a leggere il primo :up:
:hug:

Citazione di: Heimdall il 31 Dicembre 2021, 15:58:44
Arkin mi fa piacere che ti "lanci" in questa sfida e sono impaziente di leggere  :hug:

Grazie!

Citazione di: ClarkArrow46 il 31 Dicembre 2021, 16:16:54
Grandissimo!! Io lo leggerò volentieri e cercherò di darti un feedback onesto  :hug:

Sì, onestà, così posso cercare di migliorare!

Citazione di: Penny-uno il 31 Dicembre 2021, 18:09:36
Bravo Arkin, posta che leggo volentieri. Poi il western mi piace  :sisi:

Bene!
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

Arkin Torsen

#7
Ecco il primo racconto breve, come promesso.
Non è un western, l'ho scritto per il Natale. Anche se è passato, siamo comunque ancora sotto le feste  :P

Lo spirito del Natale

Vigilia di Natale. Nome in codice: FC non sapeva perché lo avessero mandato proprio lì. Del resto, se lo sentiva ripetere in continuazione: "Tu sei un mero esecutore". Quindi, non faceva domande, eseguiva gli ordini e tanto bastava. Era maledettamente bravo.
Una cena aziendale, una festa tra amici, un ritrovo di parenti: poteva trattarsi di qualunque cosa. C'erano tante persone radunate in una villa, poco fuori città, desiderose, o forse no, di festeggiare il Natale con luculliane portate di cibo, fiumi di bevande alcoliche e analcoliche, scambi di doni, chiacchiere inutili e sorrisi finti.

Nome in codice: FC non chiacchierava inutilmente e non sorrideva per finta, probabilmente non era stato addestrato (o programmato?) per farlo. "Tu sei il braccio, noi la mente", le poche parole che gli venivano ripetute prima di ogni missione – senza che ce ne fosse bisogno, a dire il vero. Perché lui, in fondo, a essere semplicemente uno strumento provava una piacevole sensazione: paradossalmente si sentiva libero. Libero dalle emozioni e dalle responsabilità.

Nome in codice: FC arrivò alla villa con un ritardo calcolato, l'aveva ponderato affinché fosse l'ultimo a entrare nella sontuosa abitazione...
Suonò il campanello, dopo essere sceso dall'auto – niente di eccezionale, la classica automobile di città – e aver fatto qualche metro a piedi. Il cancelletto si aprì e di fronte a lui iniziò un vialetto delimitato da cespugli sferici addobbati con alcuni giri di lucine colorate. Non ebbe neppure il tempo di avvicinarsi all'uscio che gli si fece incontro il padrone di casa, un tipo affabile. La mano sinistra occupata da un calice di vino, usò la destra per salutarlo e introdurlo nel palazzotto. Il chiacchiericcio degli ospiti nella sala centrale non registrò pause significative, proseguì come se non fosse entrata anima viva. Meglio così, per Nome in codice: FC non era necessario né tanto meno richiesto essere al centro della scena; non in quel momento, almeno. Senza bisogno di indicazioni, entrò in una camera adibita a guardaroba, vicina all'ingresso, posò la borsa che aveva con sé, si spogliò del cappotto e lo adagiò sullo schienale di una sedia. Si diede un'occhiata, approfittando di un grande specchio appeso alla parete. Si fermò un istante a notare che quello specchio era davvero troppo grande per una stanza così piccola. Una metafora della serata che lo avrebbe atteso? Abbozzò un sorriso, si trovò in ordine e, soddisfatto, si diresse verso l'ambiente riservato alla cena. L'atmosfera era gioviale, palesemente finta agli occhi del "braccio" ma tutto sommato gradevole. Persone che ponevano domande ad altre persone, simulando l'ascolto delle risposte o addirittura ruotando il capo altrove, sfacciatamente, attirate da altri suoni o movimenti... le solite cose, insomma. Non c'è occasione migliore di una bella cena di Natale per godersi la solitudine, pensò Nome in codice: FC.

La serata trascorse tra cibo e vacuità e si inoltrò nella notte. Risate, foto, brindisi, aneddoti dei bei vecchi tempi. Giunta la mezzanotte, l'orologio di Nome in codice: FC s'illuminò e vibrò quasi impercettibilmente. Ecco il segnale, era il momento di agire. Il "mero esecutore" si allontanò dalla sala centrale con una scusa e, assicurandosi di non essere notato, raggiunse la stanzetta adibita a guardaroba. Indossò il cappotto, recuperò la borsa che aveva depositato al proprio arrivo e la svuotò sul pavimento del corridoio tra la camera con lo specchio troppo grande e l'ingresso della villa. Era pronto per i gesti finali, quelli decisivi.
Prima spinse a fondo il pulsante apriporta per assicurarsi di pervenire agevolmente alla vettura oltre il cancelletto, poi rapidamente tolse la corrente giocando con il quadro elettrico. Improvvisamente
l'elegante residenza fu inghiottita dall'oscurità, gli ospiti stupefatti. Nome in codice: FC lasciò l'abitazione e con passo deciso raggiunse l'ultima barriera al termine del vialetto non più illuminato dalle lucine colorate. Non ebbe bisogno di voltarsi per capire che nel giro di qualche secondo il padrone di casa aveva ripristinato la corrente, gli fu sufficiente riscontrare lo sfarfallio multicolore degli addobbi sui cespugli sferici. E le voci provenienti dall'uscio rimasto spalancato: stupore, dubbio, esclamazioni, domande, ringraziamenti e benedizioni.
Mise in moto e se ne andò. Nessun pensiero, nessuna esitazione, nessuna emozione, nessuna responsabilità.
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

Heimdall

Arkin ti lascio il primo feedback.
Narrazione scorrevole, buon utilizzo del linguaggio.
Esposizione e scelta delle parole che permettono al lettore di "vedere" le scene.
Unico appunto, almeno per me, è sul finale.
Capisco ovviamente che il lasciare un qualcosa di "nebuloso" sia voluto (per lasciare spazio alla fantasia dei lettori) ma realmente non si capisce il reale motivo della visita  :look:


Non è una brutta cosa rendersi conto che non si hanno tutte le risposte. Poi cominci a fare le domande giuste....

Azrael

Suppongo ci sia un seguito, o no?
Comunque, mi accodo a Heim, good job :up:
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Arkin Torsen

#10
Grazie a entrambi per aver letto il racconto e per aver espresso i pareri!

Non c'è un seguito e il finale è volutamente un non finale. Oltre che aperto all'interpretazione c'è l'idea che il racconto stesso sia metafora della serata vuota e che quindi sia tutto vuoto. È una cosa strana, lo so  :lolle:
Mi interessava più che altro esprimere uno stato d'animo e la modalità che ho trovato è stata il racconto.
Mi rendo conto però che non sia riuscito bene. Il finale risulta debole e inconcludente.

Grazie ancora per la vostra disponibilità!
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

Heimdall

No Arkin, io non lo trovo per nulla debole e inconcludente.
Il finale aperto trasmette ciò che "sentivi" e si chiude molto bene. In modo ermetico direi.
Per me l'unico ingranaggio non presente che servirebbe a dare senso compiuto al racconto sta nel trovare un qualcosa di "tosto" come contenuto di "quella borsa svuotata sul pavimento".
Se riesci a focalizzare al meglio quel punto credo che il racconto acquisti uno spessore maggiore ed una profondità migliore  :hug:


Non è una brutta cosa rendersi conto che non si hanno tutte le risposte. Poi cominci a fare le domande giuste....

ClarkArrow46

Arkin ho capito in pieno quando dici che

Citazione di: Arkin Torsen il 01 Gennaio 2022, 18:57:07
il finale è volutamente un non finale. Oltre che aperto all'interpretazione c'è l'idea che il racconto stesso sia metafora della serata vuota e che quindi sia tutto vuoto. È una cosa strana, lo so  :lolle:
Mi interessava più che altro esprimere uno stato d'animo e la modalità che ho trovato è stata il racconto.

Io mi sono rivisto in certe cose, infatti non sopporto fare le cose per circostanza e fare finta di interessarmi a persone e fatti che realmente non mi interessano.

Questo per dirti che quando il lettore si ritrova in quello che legge é sempre un punto di interesse in più imho.

È strano che un racconto sullo spirito del Natale in realtà sia qualcosa di più profondo e fortunatamente non banale come il solito "vogliamoci più bene" ma anzi lascia un po' un senso di vuoto e proprio alla Vigilia di Natale fa strano vedere qualcuno guardarsi allo specchio e sentirsi fuori luogo e un po' triste.

Se ti dovessi fare un appunto direi che non ho capito e mi ha rotto un po' il flusso della lettura (perché non ho capito il senso) leggere nome in codice: FC a ripetizione, please dimmi a cosa ti riferivi son curioso.  :D

Comunque.. a me é piaciuto!  :up:




Arkin Torsen

Grazie Heim! Cerco di rendere più concreto il contenuto del sacco.

Grazie Clark! FC sono due lettere del mio nome  :lolle: non ho grande fantasia  :lolle:
Cerco un nome migliore!
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

Edge85

Ciao Arkin, ho letto e ti do il mio parere. Innanzitutto mi piace il registro che hai utilizzato, un modo di raccontare la storia che ho percepito come noir. Potrei sbagliarmi, ma forse funzionerebbe ancora meglio se raccontato in prima persona. Forse così il protagonista assumerebbe più personalità piuttosto che sentire le sue vicende commentate da una voce esterna.

Riguardo il finale ho letto la tua spiegazione e ci sta, ma credo che se la maggior parte dei lettori arrivati alla fine potrebbe non cogliere e indispettirsi se lasciati a loro stessi. Un anno fa avevo scritto un racconto che lasciava vaghi diversi punti che nella mia testa avevano una chiara interpretazione, ma facendolo leggere ad amici mi sono reso conto che quelle libertà fossero a loro poco chiare. Ho quindi riscritto il racconto in modo che certi messaggi che volevo mandare fossero più diretti.

C'è gente come David Lynch che ha raggiunto una misura tale che può scrivere un film anche solo per sé stesso che va bene comunque, ma noi poveri mortali quando scriviamo qualcosa lo facciamo perché sia letto, quindi se il lettore non coglie qualcosa la colpa è nostra che scriviamo, non basta pensare che a noi il significato sia chiaro.

Poi questi sono solo i miei pensieri e magari mi sbaglio, ovviamente :-D

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