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Superman: Red Son

Started by The Flash, 10 August 2009, 21:16:07

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Selina Kyle

#165
Esatto, alla fine gli eroi rappresentano ciò che sono sempre stati, ma ci arrivano con un'evoluzione diversa. Proprio perché il contesto è diverso, giungono alla medesima consapevolezza attraverso strade differenti. Molto molto bello. L'ideologia totalitaria li guida e li influenza (Superman) o li spinge a opporsi al sistema rifiutandola (Batman) ma alla fine si confermano ciò che sono nel DCU, eroi che ispirano.

Post Uniti: 02 Dicembre 2012, 12:33:33

Quote from: Barry Allen on 02 December 2012, 11:28:15
Non è che Superman diventi peggio di Stalin, a mio avviso... Secondo me la morale della favola di Millar è un'altra, che è poi la stessa ripresa da Azzarello in Per il Domani: la cosa più cara per gli uomini non è il Bene, è la libertà; fra un Bene imposto e la libertà di fare del Male, sceglieranno sempre la seconda.
Quindi le strade sono due: o persegui il Bene a ogni costo e diventi un dittatore, o accetti l'uomo per ciò che è, e con l'esempio cerchi di portare più luce possibile consapevole che la tua sarà sempre e comunque una battaglia persa sul fronte dei numeri.

Più che "peggio" (nel senso che non compie purghe o deportazioni) diventa un dittatore come lui. Con metodologie "pacifiche", ma si pone sullo stesso piano. Poi la sua applicazione del socialismo ovviamente è diversa o più illuminata, se vogliamo.. e alla fine giunge alla conclusione che dici tu.


Una mela al giorno...

Darko

Se non ricordo male c'è un momento di "rottura" in cui Superman decide di prendere l'eredità di Stalin perché vede un popolo affamato e bisognoso di un leader carismatico. Superman è sempre il ragazzone buono del nostro DCU, ma l'ideologia totalizzante lo influenza in tal modo da diventare nient'altro che un dittatore. Lo fa con buone intenzioni (come probabilmente lo fecero tutti i compagni russi), ma come dice Marco tra un bene imposto e la libertà di scegliere, prima o poi prevarrà sempre la seconda (ma storicamente all'inizio prevale la prima). Anche per me diventa peggio di Stalin, semplicemente per il fatto che Superman è un Dio, quindi non puoi destituirlo. Se ci provi di lobotomizza. Tra l'altro lui è il "Grande Fratello" fatto a essere vivente: ti vede, ti sente e se vuole influenza i tuoi pensieri tramite la meccanica. Però il punto del fumetto è chiaro che non sia questo.

Millar ha fatto un lavoro ineccepibile. Ogni tanto lo riprendo in mano per leggerne il finale... Mi commuovo ogni volta.
Visto che siamo in clima di primarie, direi che questo lavoro sta nel pantheon dei miei fumetti preferiti. :)


You and me, Jeannie.
You and me in a blaze of glory.

Ex but still James Howlett

Azrael

Quote from: Darko on 02 December 2012, 11:39:13
Se non ricordo male c'è un momento di "rottura" in cui Superman decide di prendere l'eredità di Stalin perché vede un popolo affamato e bisognoso di un leader carismatico. Superman è sempre il ragazzone buono del nostro DCU, ma l'ideologia totalizzante lo influenza in tal modo da diventare nient'altro che un dittatore. Lo fa con buone intenzioni (come probabilmente lo fecero tutti i compagni russi), ma come dice Marco tra un bene imposto e la libertà di scegliere, prima o poi prevarrà sempre la seconda (ma storicamente all'inizio prevale la prima). Anche per me diventa peggio di Stalin, semplicemente per il fatto che Superman è un Dio, quindi non puoi destituirlo. Se ci provi di lobotomizza. Tra l'altro lui è il "Grande Fratello" fatto a essere vivente: ti vede, ti sente e se vuole influenza i tuoi pensieri tramite la meccanica. Però il punto del fumetto è chiaro che non sia questo.

Millar ha fatto un lavoro ineccepibile. Ogni tanto lo riprendo in mano per leggerne il finale... Mi commuovo ogni volta.
Visto che siamo in clima di primarie, direi che questo lavoro sta nel pantheon dei miei fumetti preferiti. :)

Si, era contrarissimo,
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Barry Allen

Quel che volevo dire è che se uno considera quest'opera semplicemente una "bad version" di Superman che atterra in Siberia piuttosto che in Kansas, allora ha voto 7.
Se la consideri invece una rappresentazione abbastanza disillusa della condizione umana, condannata all'infelicità giacché da un lato spinta verso ideali di pace e bene universale cui da sempre anela, dall'altra divorata dall'individualismo della scelta e dal bisogno fisiologico di libertà, allora il voto non scende sotto il 9.
Il problema nella storia non è Superman o il suo essere Dio o meno. Il problema è che gli uomini saranno sempre infelici, qualunque cosa essi scelgano.


"Non importa se sei il ragazzo più lento della classe di ginnastica o l'uomo più veloce del mondo, ognuno di noi corre.
Essere vivi significa correre; correre via da qualcosa, correre verso qualcosa... o qualcuno."


Selina Kyle

#169
E' un'angolazione a cui non avevo pensato (l'infelicità dell'uomo causata dall'indivisualismo), nel senso che mi sono sempre soffermata, leggendo questa storia, sulla resa dei personaggi in un contesto alternativo.. è quello che mi diverte negli elsworlds, e questo lo è all'ennesima potenza.  :D
Però hai ragione, nel senso che mentre leggi lo pensi "avete tutto - pace, prosperità, equilibrio - e non lo volete?" Poi neanche io non so se l'accetterei, nel senso che sei sempre portato a pensare che una situazione del genere non sarebbe mai gestita "alla Superman", ma dallo Stalin di turno, appunto. Però, soprattutto conoscendoti, è una riflessione che capisco.

QuoteQuel che volevo dire è che se uno considera quest'opera semplicemente una "bad version" di Superman che atterra in Siberia piuttosto che in Kansas, allora ha voto 7.

In realtà secondo me, anche se la si considera "solo" da questo punto di vista, la storia ne esce comunque valorizzata.. non perché Supes ha la falce e il martello sul petto, ma perché la sua "purezza" è stata preservata. Era facile dargli connotazioni "cattive", cosa che non è stata fatta.. quasi tutte le versioni alternative di Supes (extra DC almeno) sono così.


Una mela al giorno...

Azrael

Valutando tutti i possibili punti di vista secondo me la storia merita 7.5/8  :sisi:
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Matches Malone

Red Son mi aveva sorpreso in positivo e colpito: essendo Millar noto come "rosso" duro e puro mi aspettavo qualcosa di abbastanza ammiccante all'ideologia comunista, qualcosa di smaccatamente antiamericano insomma...invece l'autore fa qualcosa di molto più bello e intelligente, evidenzia benissimo pregi e difetti di tutto ciò che sarebbe potuto essere se la navetta di Superman non fosse atterrata nel Kansas. Non fa stupidi giochi di esaltazione di un'ideologia rispetto a un'altra, scrive invece una bellissima storia con un finale strepitoso (tra l'altro avevo letto che gliel'aveva suggerito Morrison quando Millar era ancora il suo "delfino" :P )
C'è un Batman caratterizzato in maniera spettacolare, ma per me la vera star della storia è Luthor. Fantastico, forse la sua versione migliore che abbia mai letto.
A breve mi rileggo bene la nuova edizione Lion.

Darko

In questa opera si possono leggere tanti spunti, ognuno gli vede qualcosa di diverso. Per me, come dicevo qualche post addietro, è una critica al genere umano, ma allo stesso tempo lo esalta (basta guardare il finale: l'uomo può arrivare ad essere quasi un dio, ma resta sempre uomo e come tale sbaglia).


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Ex but still James Howlett

Rain

Quotecon un finale strepitoso (tra l'altro avevo letto che gliel'aveva suggerito Morrison quando Millar era ancora il suo "delfino

e chissà se Moore l'aveva suggerito a Morrison...  :asd:

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Talon

Uno di quei fumetti che godono di una sorta di "aura speciale", che vengono ricordati come un avvenimento storico anche se, in questo caso, non avranno ripercussioni sulla continuity. Un volume stupendo che ho preferito leggermente nel primo capitolo in quanto ho potuto assaporarlo più lentamente, dal secondo in poi gli anni e gli eventi, passatemi il termine, volano!
Ciò ha forse costretto a tralasciare qualche dettaglio e il lettore viene posto direttamente davanti alle situazioni senza troppi preamboli, ma non ne ha certo intaccato la qualità. Bello, bello, bello, dall'inizio alla fine è proprio quello che volevo, un fumetto sui supereroi non un libro di storia, e così è stato.
Batman col berretto poi è impagabile.


Tannhäuser

Nonostante la forte connotazione politica l'opera scorre in maniera "fumettosa" dall'inizio alla fine ed è forse questo il miracolo di questo ComicBook.

Daredevil

Capolavoro supereroistico. Un fumetto che fa riflettere, geniale, innovativo, mai banale, a tratti poetico. Ennesima prova di quanto sia bravo Millar.

Herlyran

Ottimo racconto in grado di coniugare sapientemente il suo lato super-eroistico con quello storico, pur trattandosi di una storia alternativa. Disegni molto ben realizzati, adeguati alla vicenda, con colori spesso tendenti al rosso (ma va?) e alle tinte scure.

Apprezzabile il fatto che l'Uomo d'Acciaio, pur essendo inserito in questo contesto, rimanga psicologicamente sempre lo stesso, con tanta voglia di aiutare la gente.

E poi le amazzoni filo-sovietiche...  :lol:

bruce murdock

scusate ma non ho capito una cosa
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Clod

Quote from: bruce murdock on 15 December 2012, 23:33:37
scusate ma non ho capito una cosa
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We are called Cybermen. We were exactly like you once, but our cybernetic scientists realised that our race was getting weak. Our lifespan was getting shorter, so our scientists and doctors devised spare parts for our bodies until we could be almost completely replaced. Our brains are just like yours, except that certain weaknesses have been removed. Weaknesses like... emotions, pain. You will become like us. You will be upgraded.