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L'arte e la sua interpretazione

Aperto da loregreco69, 07 Novembre 2011, 17:00:46

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magicofra21

ma si può dire che non fanno impazzire i disegni di quel tipo? mi piace mckean, devo sorbirmi pure questo qui? :asd: :P

mistake89

Il gusto personale è quanto di più libero possa esserci. Però attenzione, il gusto si affina con la conoscenza -che non vuol dire, ripeto, che tutto sia bello-
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Sometimes you wake up,
Sometime the fall kills you,
and sometimes, when you fall,
you fly
[Sandman, Neil Gaiman]


Selina Kyle

#47
Intervengo in questa discussione (non posso parlare di Flex Mentallo non avendolo letto) perchè mi riguarda, studiando letteratura. Fare un dottorato (anche se il mio anno qui sta finendo e il futuro è incerto) significa confrontarsi con critica letteraria dalla mattina alla sera (e anche la notte) quindi mi sento coinvolta.  :lol:

- io ho sempre difeso la soggettività del gusto qui sopra, è uno dei miei cavalli di battaglia.  :lol:
Penso sia il sale della vita del forum proporre pareri argomentati e interessanti, confrontare le proprie opinioni (hanno tutte lo stesso peso, su un forum come il nostro, altrimenti verrebbe meno il gusto di farlo) e quindi potrei sembrare l'utente "soggettiva" per eccellenza, in un certo senso direi che lo sono :lol:, perchè credo che a fare la differenza in un forum di appassionati non siano i pareri in quanto tali (poi ci possono essere quelli che affascinano maggiormente) ma il modo in cui li si espone e la volontà di condividerli. Mi piace leggere opinioni argomentate e gustose.

MA

c'è oggettività nell'arte, c'è sicuramente. Ci sono parametri precisi di valutazione, ci sono canoni con cui confrontarsi. Lo studioso, il critico, giustamente, è un chirurgo nel suo campo. La prima cosa che ti chiedono quando costruisci una ricerca o un'argomentazione è la metodologia, io sono stata martoriata su questo punto, ad ogni conferenza a cui ho partecipato. Qual è il tuo quadro di riferimento? Con quali testi ti stai confrontando? La base di una ricerca artistica è proprio questa, metodo, applicazione. E se non lo fai, il tuo lavoro viene demolito come un castello di carte al primo soffio di vento. Quindi sì, c'è certamente oggettività nell'arte, eccome, ma per poter essere portatori di studi/valutazioni oggettivi ci vogliono anni di grande studio e applicazione, non è una competenza che si improvvisa.. chi è nel mestiere da anni ti smonta subito.

Poi è chiaro che ognuno di noi credo che in certi momenti sia in grado di discernere quale sia la propria opinione da un parere prettamente soggettivo.. io mi rendo conto di esaltare qui o criticare cose che hanno invece un valore (o un non valore) oggettivo. Non credo nella soggettività dell'arte a tutti i costi ma neanche nell'oggettività a tutti i costi, soprattutto su Internet. Proprio perchè uno dei pregi dell'arte è l'interpretazione, la possibilità di confrontarsi (e invece vedo che spesso diventa una trincea) e il cammino verso l'oggettività (non credo in ogni caso sia completamente raggiungibile, proprio perchè un critico inconsciamente sarà sempre influenzato dai propri gusti, anche se non dovrebbe farlo trasparire) è irto di anni di studi, disciplina, confronti. Non ti chiudi in biblioteca, esponi la tua tesi, altri esperti del settore più titolati di te la smonteranno.. e a quel punto tu dovrai essere bravo a rimetterla insieme. Sul podio ci stai 20 minuti, gli altri 20 sono di domande a raffica.

Quindi l'oggettività nell'arte esiste (soprattutto nel rilevare l'importanza di un'opera in un certo contesto, come rilevava giustamente mistake) ma secondo me dovrebbe andare di pari passo con una certa umiltà e disponibilità al confronto con altre correnti critiche/di pensiero.

Post Uniti: 08 Novembre 2011, 15:19:01

Citazione di: Ultimate D. Rufy il 08 Novembre 2011, 12:57:00
Per fare un esempio estremo: ci sono delle opere d'arte fatte da una sola tela colorata, uniforme, monocolore (tipo arancione). L'artista puo' dire quello che vuole, e gran parte della gente concorda che sia un capolavoro con innumerevoli significati, vale anche 10k euro, Ma oggettivamente la massa qui sbaglia, e' solo una schifezza e chi lo dice ha ragione (anche se in minoranza). Quindi l'autore e la massa non hanno PER FORZA ragione a priori (e nemmeno a posteriori).

Il tuo dubbio è giusto, perchè in realtà sono meccanismi complessi da capire.. entrano in gioco un sacco di fattori, nel senso che magari si acquista popolarità in un certo momento, anche nel mondo dell'arte, perchè si riesce con un'opera a fare un'istantanea di un certo periodo storico/sociale/culturale, a coglierne l'essenza e/o le contraddizoni. In generale per quanto riguarda le correnti critiche è così: si parte generalmente dal lavoro dei propri predecessori, lo si continua o ce ne si distacca, proponendo alternative.

Se poi una certa interpretazione viene supportata da altri studi progressivamente diventa "canone" e punto di riferimento con cui confrontarsi. E così via. Di solito succede anche con gli studi di rottura: si parte con l'intento di criticare una certa cultura dominante, rompere gli schemi, e poi questi nuovi movimenti si canonizzano, e diventa difficile creare un dibattito in contrasto con essi. Io ad esempio studio autori del periodo coloniale e mi rendo conto che parlare in maniera positiva di qualsiasi tema legato al colonialismo (non perchè lo sostenga, lo ritengo aberrante, ma perchè è necessario andare a fondo nelle cose, se le studi) non è complicato, di più.

Edit: scusate il sermone  :lolle: :lolle: :lolle: :lolle:


Una mela al giorno...

Occhi nella Notte

Parlare di arte, per come la vedo io, è veramente molto molto complesso perchè è legatissima all'emotività dell'artista.
Il periodo, lo stato d'animo, le esigenze di un individuo possono trovare sfogo in un opera che nell'essere analizzata deve necessariamente tenere conto di queste caratteristiche che l'hanno portata a compimento.
Confrontarsi su queste cose è troppo complesso, e rischieremmo di fare un bel buco nell'acqua.

Quello che secondo me è il vero fulcro non è tanto l'arte, quanto lo stile.
Tutte le "critiche" in senso positivo o meno che, ad esempio, vengono mosse a Morrison, non sono tanto su quello che racconta o vuole raccontare, ma sul come lo fa. Quindi al suo stile.
Scrivere una storia o un racconto, nel caso in questione Flex Mentallo, in cui una persona si sente persa e rimpiange quella fantasia e quella voglia di sognare che i fumetti e gli eroi della sua infanzia gli avevano donato, è di per se un'ottima riflessione, nonchè un'ottima storia.
MA...
se la scrivesse un tizio qualsiasi, magari uno scrittore mainstream qualsiasi, allora si sarebbe quasi certi che il bacino d'utenza di lettori che potrebbero apprezzarla sarebbe molto più folto, se la scrive morrison, con il suo simbolismo perenne, con le sue metafore, con la sua ricercatezza, allora si andrebbe a puntare ad un'utenza molto minore...
Questa è semplicemente una questione di stile, che potete applicare a qualsiasi forma d'arte.

Io posso creare un'opera e farla volutamente "difficile" perchè voglio che sia apprezzata solo da una parte particolare di lettori, che hanno della caratteristiche particolari per apprezzarla.
Unisco la mia arte ad uno specifico stile, al fine di non renderla volutamente banale o qualunquista.

Questo è il discorso su Morrison e sull'arte in generale per come la vedo io.

Ci moltissimi autori più poetici e visionari rispetto a Morrison.
Io stò leggendo Jodorowsky e vi posso assicurare che s'è cimentato quasi in ogni campo artistico, e l'ha sempre fatto in modo estremamente personale ed "ermetico".
Questo significa forse che ciò che fa sia merda o robbaccia o cazzate?
Secondo me no...
è arte che necessita di un'impegno, una sensibilità, uno sforzo maggiore rispetto ad altre storie o ad altri autori.

Il terget a cui lui punta non sono le masse, ma una minoranza, perchè sa che ciò che fa non è per tutti.

Quando prendete in mano un fumetto non dovete automaticamente pensare che sia facile, immediato e fruibile come qualsiasi altro solo perchè è un fumetto.
Il fumetto è un mezzo, come può essere un film, o un dipinto... l'arte e lo stile che contiene, invece, possono cambiare moltissimo e in modo drastico. Per cui anche in questo mondo ci sono fumetti più o meno complessi, più o meno geniali, più o meno di valore artistico, come accade nel cinema, nella letteratura ecc...

Stà a voi decidere cosa leggere e quanto impegnarsi.
Ogni cosa ha un suo lettore.
Ogni momento la sua lettura.
L'importante è capire che l'arte è fatta di gradini, che se ne abbiamo voglia possono essere saliti. E alle volte accade più facilmente di quanto pensiamo... io ad esempio, quando iniziai a leggere fumetti, volevo solo la roba di batman... poi non m'è bastata più e ho cominciato a leggere Superman... poi Flash, poi a seguire l'universo DC... poi è arrivata la vertigo, gli indipendenti, il fumetto italiano e francese... e così via... sempre in crescendo, sempre ampliando orizzonti... sempre pronto a sperimentare.
Ho ripreso in mano fumetti che ho odiato in determinati periodi della mia vita e che poi ho rivalutato tantissimo... così mi succede per le canzoni, i gruppi musicali...

Il tempo forgia il vostro senso critico.
Più leggete e più vi formate.
Se devidete di fermarvi ad un genere ben preciso, presto vi annoierete e smetterete di leggere.

PS: forse ho un pò divagato, ma ho scritto di getto.... sorry...  :)

Solo quando l'ultimo campo sara' sporcato,
l'ultimo fiume inquinato, l'ultimo animale avvelenato e l'ultimo albero abbattuto
che gli uomini capiranno che non possono mangiare i soldi.

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