Star Wars: trilogia di Thrawn

Scritto da Carlo Adinolfi il 20 maggio 2011 in Comics Dark Horse, Image e altri editori con nessun commento



Testi
: Mike Baron (adattamento comics), Timothy Zahn (romanzi)
Disegni: Oliver Vatine, Terry Dodson, Edvin Biukovic
Edizione Originale: Heir to the Empire, Dark Force Rising, The Last Command (Dark Horse)
Edizione Italiana: L’Erede dell’Impero, Sfida alla Nuova Repubblica, L’Ultima Missione (Magic Press)

Ero ancora un imberbe fan dell’allora unica trilogia di Star Wars quando decisi di provare la tanto acclamata serie di libri scritta da Timothy Zahn sul Grande Ammiraglio Thrawn. Ma a causa di volumi esauriti, ordini andati a vuoto e librai poco cortesi non se ne fece niente.
Quasi quindici anni dopo, eccomi ancora fan di Star Wars (stavolta di tutte e due le trilogie) ma digiuno di tutto quel vasto universo narrativo conosciuto come “Expanded Universe”. Ma ecco capitarmi sotto mano la versione fumettistica proprio di quella saga che tanto agognavo da quasi adolescente.
Mi sono accostato a questi adattamenti a fumetti scritti da Mike Baron con sentimenti misti: da una parte l’emozione di rivedere i miei personaggi della galassia lontana lontana alle prese con altre e nuove storie, dall’altra il terrore di veder snaturati quegli stessi personaggi, quel mondo così perfettamente creato da Gorge Lucas con l’ausilio della Forza.
Non so ora quali siano i meriti (e anche i demeriti, perché qualcosina da dire c’è) di Zahn e quali quelli di Baron, ma devo dire che il risultato è molto più che soddisfacente.

I personaggi di questa trilogia sono proprio quelli dell’antica saga cinematografica: Abbiamo Leia (incinta di due gemelli) alle prese con la diplomazia della neonata Nuova Repubblica, sempre pronta a mettersi in prima linea per difendere i cittadini della galassia – chiunque essi siano – ad aiutare in prima persona e a sacrificarsi per il bene di tutti. Abbiamo Luke che ancora cerca di imparare a cogliere tutti gli aspetti della Forza, ancora pieno di domande e di incertezze ma stavolta pronto ad assumersi le proprie responsabilità come unico Jedi rimasto e come garante della Giustizia, oltre che come futuro maestro di futuri Jedi. Lando Carlissian, mercante sempre impegnato a difendere i propri affari ma sempre pronto, spesso suo malgrado ma neanche troppo, a combattere per i suoi amici. E poi Han, forse quello meno “riuscito” rispetto agli altri, meno guascone e tamarro del mitico Harrison Ford, ma cmq avventato e coraggioso. E poi ancora il fedele e agguerrito Chewbecca, la carismatica Mon Mothma, l’ammiraglio “è una ciappola” Akhbar e, ovviamente, i mitici droidi C1 e 3-BO (a dire il vero poco presente, purtroppo).

Ma i meriti di Zahn e Baron sono soprattutto nella costruzione di una trama ben strutturata e perfettamente inserita in un contesto tutt’altro che banale e nella creazione di nuovi personaggi a tutto tondo e perfettamente delineati.
In una Nuova Repubblica appena nata dai fuochi della ribellione che unisce anime diverse si delineano i primi scontri tra le varie fazioni che creano instabilità politica, permettendo l’avanzata delle rinate forze dell’Impero sotto il comando del Grande Ammiraglio Thrawn, uomo dal pugno di ferro e dal carisma eccezionale. Thrawn è sicuramente il personaggio più riuscito, un vero genio politico militare che tesserà la sua rete per distruggere la Repubblica e portare la galassia sotto il suo giogo. Pensate a un Grand Moff Tarkin con l’intelligenza di Batman e le capacità strategiche e da leader di Mourinho e avrete un quadro del personaggio che dà il nome all’intera trilogia, un personaggio affascinante e terribilie che fa meritare a Zahn (e a Baron) una vera e propria standing ovation.

In uno scontro epico ai margini dei quali si muoveranno anche contrabbandieri e pirati, come il riuscitissimo Talon Karrde, trovano spazio anche nuove specie di alieni, come i fedeli guerrieri Noghri e gli strani Ysalamiri che sembrano avere strani ripercussioni sulla Forza. E a proposito di Forza, non potevano mancare un Jedi pazzo ma molto pericoloso, Joruus C’Baoth, pronto a impadronirsi dell’Impero per creare una nuova stirpe di Jedi Oscuri e soprattutto la misteriosa ed enigmatica Mara Jade, che sembra serbare un odio rancoroso verso Luke Skywalker…

L’intreccio è complesso ma ben strutturato, senza buchi narrativi e senza parti oscure o fastidiosamente contorte. Forse solo il secondo volume, “Sfida alla Nuova Repubblica” è un po’ confuso – e anche qua non sappiamo se per colpa di Zahn o Baron – e forse è troppo “frettoloso” il combattimento stellare finale che ovviamente al cinema sarebbe durato un buon quarto d’ora abbondante mentre qua deve risolversi in poche tavole, ma per il resto si ha tutta l’impressione di avere tra le mani un’opera perfettamente confezionata, nonostante sia stata costruita su un vero e proprio campo minato, un’opera che è riuscita veramente a espandere un Universo così difficilmente adattabile senza scadere o fallire clamorosamente.

Una nota finale sui disegni. Ogni volume ha un disegnatore diverso e questo può causare un po’ di fastidio: il Thrawn del primo volume sembra un altro personaggio rispetto a quello degli ultimi due, così come i Noghri che passano da scimmieschi a rettiliani spiazzando un po’ il lettore. Ma a tutti e tre i disegnatori, Vatine, Dodson e Biukovic (soprattutto i primi due) va riconosciuto un ottimo lavoro.