Monster Deluxe

Scritto da Luca Massari il 2 dicembre 2010 in Manga e Manhwa con 3 commenti

Testi: Naoki Urasawa
Disegni: Naoki Urasawa
Edizione originale: Monster (18 tankobon)
Edizione italiana: Monster, 18 volumi per Planet Manga e Monster Deluxe, 9 volumi da circa 420 pag. cadauno, b/n e col.

Per me non è facile giudicare quest’opera, lo dico subito.
Non è facile perché non è il primo fumetto di Urasawa che leggo, bensì l’ultimo (credo che chi provi un manga di quest’autore si leghi inscindibilmente ad esso, consacrandolo nel suo piccolo come opera prima); non è facile perché, leggendo le recensioni sparse sul web, se ne parla come un capolavoro, superiore a 20th Century Boys e successivi (editorialmente parlando), e quindi il lettore parte con una certa aspettativa.

Monster non mi ha entusiasmato. O meglio, non ha lasciato in me quel vuoto che generalmente ho non appena finisco un volume di Urasawa, vuoto che deve essere colmato leggendo l’uscita successiva.
L’opera è formalmente e contenutisticamente ottima, come al solito, ma emana una sensazione di freddezza, come la Germania nella quale è ambientata.

Due righe sulla trama sono da spendere, ovviamente senza anticipare nulla.

Il dottor Tenma, medico giapponese trapiantato in Germania, è unanimemente considerato il miglior neurochirurgo della clinica, se non del paese, nel quale opera. Fidanzato con la figlia del primario, il suo avvenire pare già delineato, all’insegna del successo e del pubblico prestigio. Un giorno però, mentre si accinge ad operare un manovale, il nostro viene “dirottato” su un ben più facoltoso paziente, un cantante lirico.
Al momento il dottore non dà peso all’avvenimento, ma in seguito si troverà a ripensarci, a chiedersi e a chiedere spiegazioni, fino ad un fatidico colloquio nel quale viene messo a nudo il mondo, torbido, che lo circonda.
Come al solito a contare sono solo i soldi ed il potere, ma Tenma non ci sta e, quando se ne presenta l’occasione, preferisce la via del cuore a quella degli interessi.
E’ così che Tenma finisce per ritrovarsi tagliato fuori da tutto: il suo fidanzamento con la figlia del primario viene rotto in malo modo, ogni possibilità di far carriera preclusa. Ha in tal modo inizio una spirale degenerativa che condurrà il medico sempre più giù, invischiato, suo malgrado, in avvenimenti molto più grandi di lui, nei quali nessuno vorrebbe trovarsi. E la causa è da imputarsi solo ed esclusivamente a lui, che ha preferito la via del medico a quella dell’impresario: mettendo in gioco la sua vita, ha perso tutto.

Urasawa come al solito è un abile narratore:  flashback,  flashforward, monologhi interiori…insomma, tutto il repertorio narrativo al quale siamo abituati è presente in Monster, così come un’evoluzione continua dei personaggi.
Il tratto è pulito e delicato allo stesso tempo (e, in qualche occasione, ciò contribuisce a caratterizzare maggiormente alcuni personaggi, divisi fra l’essere e l’apparire), molto funzionale all’impianto narrativo.

Ma, come detto in precedenza, personalmente non riesco ad “impalmare” Monster:  ho ritrovato, leggendolo, molti personaggi del tutto simili a quelli presenti in altri manga dell’autore, come se fossero attori, con volti già noti, che tornano a calcare la scena interpretando una determinata tipologia di character a loro congeniale. Ripeto che questa mia percezione è stata purtroppo dovuta al fatto di aver letto l’opera per ultima fra i capolavori dell’autore, laddove invece Monster si contraddistingue per essere uno dei primi successi conclamati di Urasawa, serializzato quasi contemporaneamente a Happy! dal 1994 al 2001.
Con ciò non voglio dire che Monster sia una brutta opera (e come potrei, dato che ho giudicato 2 dei 18 volumi complessivi che formano la saga?), ma semplicemente che, a conti fatti, mi è sebrato di trovarmi di fronte un “more of the same”:  sostanzialmente, se non avete mai letto nulla di Urasawa probabilmente lo adorerete, se invece conoscete già l’autore attraverso altre opere, forse potreste rispecchiarvi nella situazione di cui sopra.

Un plauso infine alla Panini per l’edizione: a fronte di un prezzo non facilmente accessibile a tutti (12,90 €), abbiamo un ottimo libro con sovracoperta in rilievo, pagine di ottima qualità, ancora pagine a colori e una buona, resistente rilegatura.
Un piccolo difettuccio, un refuso per l’esattezza, però l’ho notato: in un’occasione due parole vengono scritte attaccate, ma è veramente poca cosa, unico neo di un prodotto altrimenti ottimo.