20th Century Boys

Scritto da Francesco Merlino il 8 novembre 2011 in Manga e Manhwa con nessun commento


Testi e Disegni: Naoki Urasawa
Edizione originale:  20th Century Boys, 22 volumi, Shogakukan
Edizione Italiana: 13×18, B., b/n, 7,00 €, Panini Comics

20th century boy
I want to be your toy

Perché il ritornello della celebre canzone dei T-Rex, gruppo Rock americano anni ’60, all’inizio della nostra introduzione? E qual è il motivo per cui Kenji, il protagonista della storia, ne è così ossessionato al punto da farsi promotore – quasi cinquant’anni dopo- di una vera e propria rivoluzione culturale su base musicale?

Come può un infermo pensare, o anche solo ipotizzare, di poter riuscire a superare ostacoli invalicabili? Come può la legge di un singolo uomo negare all’individuo le basi della sua unicità?  Legge che come un cappio stretto al collo -tale da non permettergli il respiro- agisce su di esso come un potente guinzaglio? Chi permetterà all’umanità di guardare con speranza al domani?
20th Century Boys, uno dei manga di vertice della vastissima produzione nipponica degli anni Duemila, è un fumetto che parla di Libertà.

Libertà dal giogo delle dittature.
Libertà intesa come forza motrice, prima scudo e poi arma dei popoli.
Libertà di movimento, fisico e dell’anima.

E quale, se non la Musica, lo strumento maggiormente indicato per tendere verso questa aspirazione di Libertà? In un mondo dove tutto è buio, dove la Luce si è spenta. Dove non v’è salvezza ne speranza. Un uomo con la chitarra lotta per riconquistare se stesso. Ma il tema della musica è solo una delle chiavi di lettura del racconto – di certo non l’unica- di quello che potremmo definire uno dei classici del fumetto contemporaneo.
Uno dei manga più acclamati dal fandom, vincitore dei premi più prestigiosi quali il Kodansha (2001), Shogakukan (2003), Seiun (2008) ed anche vincitore di un premio Eisner Awards nella categoria miglior fumetto asiatico pubblicato negli Stati Uniti.
Accompagnato da un tratto grafico che dona lustro alle ambientazioni, sottilmente tratteggiate fino al minimo particolare, e all’espressività dei volti, il manga si presenta sin dalla prima vignetta come appartenente ad un genere tutto suo. Scritto e disegnato da Naoki Urasawa, l’autore di punta del panorama fumettistico nipponico contemporaneo – già autore di Monster, Happy, Master Keaton, Pineapple Army, Yawara e dei più recenti Pluto e Billy Bat- 20Th Century Boys è un manga universale e trasversale in 22 volumi, a cui fa seguito la miniserie 21St Century Boys in 2 volumi, vera e propria conclusione della saga.

Il racconto è dispiegato seguendo una narrazione non sequenziale, effetto ottenuto tramite un ampio utilizzo di flashback – e sporadici flashforward- che coprono un tempo narrativo complessivo di quasi 50 anni. Nonostante questi accorgimenti metodologici, la lettura dell’opera rimane per la maggior parte del racconto lineare, permettendo al lettore un alto tasso di immedesimazione e comprensione dello sfondo su cui muove la narrazione. Ad aggiungere sale ad una storia portante adrenalinica ma al contempo ricca di spunti di riflessione, nella quale non mancheranno momenti intimi e profondamente toccanti, o squarci sulla realtà sociopolitica del mondo rappresentato, delle sue storture ma anche dei tanti momenti di profonda e intensa umanità – tutti elementi caratteristici dell’Autore, famoso per le sue realistiche caratterizzazioni, grazie ad un sapiente tratteggio dei dialoghi- sono le decine di segreti, misteri, piccoli easter egg, inclusi e lasciati fermentare all’interno dell’impalcatura del racconto, che creano nel lettore quell’effetto puzzle, quell’aspettativa nel conoscere tutti i particolari della trama, spesso sapientemente nascosti e rivelati a poco a poco nel corso della vicenda. Grazie ad un vastissimo cast di comprimari, la narrazione si arricchisce di un senso profondo, sia per quanto riguarda la sua definizione mistery, sia per quella che è la sua forza, ossia il tentativo di creare un’ambientazione verosimile e coesa, una scacchiera dove muovere tutte le pedine verso una direzione ben determinata, che nella testa dello scrittore è definita fin dal primo momento.

Una direzione apocalittica, che assumerà i toni del dramma e della tragedia, e alla quale ogni singolo personaggio dovrà far fronte più e più volte nel corso del racconto.
Un dramma collettivo e individuale, capace di non risparmiare nessuno.  Istituzioni politiche e religiose, categorie e minoranze fino al singolo individuo.

Nemmeno un fumettista si sentirà più al sicuro qui

Benvenuti in 20th Century Boys. Promettiamo meraviglie.