La Casta dei Meta-Baroni

Scritto da Andrea Vincenti il 20 novembre 2012 in Fumetti Europei e Sudamericani con un commento

Testi: Alejandro Jodorowsky
Disegni:
Juan Gimenez
Edizione Italiana:
Ed. Integrale Magic Press, brossurato, 544 pagine, a colori, 49,00 euro
Edizione Originale:
Les Humanoïdes Associés (1992-2003)

Era il 1992 quando uscì il primo numero della saga dei Castaka, opera di Jodorowsky e Gimenez che si occuparono, con questo fumetto monumentale, di raccontare la storia e le origini dei Meta-Baroni, famiglia di conquistatori e mercenari, che venne creata con il personaggio di Senza-Nome nel 1981 sulle pagine de L’Incal.
La saga si concluse nel 2003 con l’uscita dell’ultimo capitolo incentrato proprio su Senza-Nome, ultimo dei Meta-Baroni e più grande guerriero dell’Universo.
Parlare di questo fumetto non è semplice in quanto si mischiano diversi generi: la fantascienza fa da padrona, ma le vicende dei Castaka non hanno nulla da invidiare alla tragedia greca, così come è presente un forte elemento di satira nei discorsi di Tonto e Lothar, i due servi robotici della famiglia, oltre a tematiche filosofiche e religiose che permeano l’opera.

STORIA DI FAMIGLIA

Avvampando gli angeli caddero; profondo il tuono riempì le loro rive, bruciando con i roghi dell’orco.

La storia del fumetto ruota  attorno ai membri della famiglia Castaka, antica stirpe che non ha mai smesso di coltivare l’arte del combattimento con le armi bianche, pur trovandosi in un’epoca remota nel futuro in cui potentissime armi possono disintegrare interi pianeti e galassie.
Proprio questa abilità marziale, unita ad un codice d’onore di ferro, faranno la fortuna dei Castaka che, grazie al  valore dimostrato in battaglia, riusciranno ad elevarsi al rango di Meta-Baroni, uno dei titoli più ambiti nell’Impero dell’umanità.
L’abilità di Jodorowksy di immergere il lettore in queste vicende ha dell’incredibile e difficilmente si riuscirà a smettere di leggere il fumetto prima di giungere alla conclusione di un capitolo e ben presto ci si ritroverà totalmente rapiti da questa epopea.
Le vicende della casta sono così travagliate e portate al limite che ricordano le tragedie greche: il fato si oppone continuamente ai Meta-Baroni, tanto più che nemmeno l’amore riesce a portare loro felicità, in una vita fatta di violenza e repressione dei sentimenti, ma anzi è fonte di tormenti ancora maggiori.
Come futuristici samurai i Castaka seguono un rigido codice d’onore, il Bushitaka che regola la vita dei componenti della famiglia: sin dalla più tenera età i Meta-Baroni sono addestrati a non provare sentimenti che li possano indebolire, così  si sottopongono a dure prove per dimostrare al loro predecessore la loro forza e tenacia.
Infine il giovane erede dovrà affrontare l’ultima delle prove, la più difficile: un duello all’ultimo sangue con il suo genitore, una prova che ha  il sapore di un rito sacro antico risalente alla paleo Terra e che ricorda le usanze dei cannibali che divoravano i nemici sconfitti in battaglia per assorbirne la forza.
La sconfitta per i Meta-Baroni dunque non è un’opzione e per perseguire la vittoria saranno disposti a tutto quel che il loro onore gli concederà.
Eppure, nonostante la durezza dell’addestramento, nei Meta-Baroni sopravvive l’amore per l’onore della famiglia, unico vero sentimento che possa portare benefici alla casta, eredità che da padre in figlio i Castaka si trasmettono e che li porta a testare continuamente il valore del proprio discendente, preferendo l’estinzione della famiglia piuttosto che il passaggio di consegne ad un famigliare che sia indegno.
Il Bushitaka assume quindi il ruolo che ha il Bushido nella vita dei samurai portando però le conseguenze dell’adesione ad una simile filosofia di vita.
Attraverso spettacolari battaglie, che spesso e volentieri sono portate all’esasperazione per quanto epiche, drammatiche e surreali, Jodorowsky ci fa assaporare la vita del Meta-Barone, il suo potere praticamente infinito, un’assenza di limiti che rende la lettura epica e in alcune situazioni persino ironica.

Partendo dalla drammatica storia di Othon il trisavolo il fumetto ci farà conoscere uno ad uno i membri della famiglia fino all’ultimo Meta-Barone, Senza-Nome.
Colpiscono le storie travagliate, l’impossibilità di riuscire ad essere davvero felici dei protagonisti, l’incapacità di vivere vite normali: il desiderio di Aghnar, il figlio di Othon, di porre fine alle usanze sanguinarie dei Meta-Baroni e di vivere in tranquillità assieme alla sua famiglia, verrà spazzato via da un destino più forte di lui, così come il desiderio di amare di Testa di Acciaio.
Le vicende umane (e sovraumane) dei Castaka sono quindi il tema principale del fumetto ma sono anche il pretesto che Jodorowsky usa per scatenare la sua incontenibile fantasia e mostrarci un universo portato agli eccessi, abitato da una razza umana dominata da ambizione e follia per cui la vita non ha valore e capace di accettare un suicidio di massa della razza di fronte ad una sconfitta.

FANTASCIENZA SENZA LIMITI

La fantascienza è quel tipo di letteratura che si occupa delle reazioni dell’uomo ai cambiamenti della scienza e della tecnologia. In questo modo non discutiamo se questi cambiamenti portino al progresso o no, né, grazie al riferimento alle reazioni dell’uomo, ci leghiamo ad una narrazione esclusivamente scientifica.

Come già detto l’Universo creato da Jodorowsky, sebbene sia di tipo fantascientifico, è decisamente portato agli estremi.
Il livello raggiunto dalla scienza è tale da permettere agli uomini qualsiasi tipo di impresa eppure, nonostante l’altissimo livello tecnologico, l’uomo è ancora dominato da ambizione, avarizia e superbia.
Rispetto alla fantascienza di Asimov, uno dei padri nobili del genere, quella presente ne i Meta-Baroni è decisamente incentrata più sulle vicende umane piuttosto che sulla scienza vera e propria (come da definizione dell’autore).
Nell’universo narrativo creato da Jodorowsky non mancano creazioni capaci di destare assoluta meraviglia per quanto estreme e originali: enormi cetacei spaziali usati come astronavi, parassiti alieni in grado di dare incredili poteri, armi e ordigni dalla potenza devastante sono soltanto alcune delle stupefacenti invenzioni dell’autore che prendono vita grazie al talento incredibile di Gimenez capace di trasformare le visioni dell’autore in tavole mozzafiato.
La fantascienza nei Meta-Baroni dunque punta esclusivamente a fornire un’ambientazione suggestiva e impressionante che possa permettere a Jodorowsky di esplorare i comportamenti dei suoi personaggi davanti a situazioni e drammi fuori dal comune.
L’ambientazione creata  è una delle più ricche e variegate e, a suo modo, rispecchia la società di oggi rendendo il fumetto anche mezzo di critica e satira della società.
A tal proposito pensiamo ad esempio alla coppia imperiale, due inetti, incapaci di salvare il proprio impero (e concepire un erede), in perenne attesa di un salvatore, da ricoprire di oro e onore, che possa toglierli dai guai e che, proprio per questo, ricordano i politici incapaci di prendersi cura del proprio popolo.
I Tecnopadri poi, dotati  di un loro Tecnopapa e di un Tecnovaticano, sono creature avide e meschine, pronte a massacrare miliardi di persone per  cupidigia e non possono non far pensare ad una critica diretta alla Chiesa che spesso ha prediletto i beni materiali a scapito degli interessi dei popoli.
E’ uno strano universo quello dei Meta-Baroni, un universo in cui streghe dai pericolosissimi poteri mentali bramano congiure per dare vita al messia supremo e controllare così la galassia, in cui razze provenienti da universi paralleli sfidano la razza umana, incuranti delle leggi della fisica e dei paradossi spazio-temporali, è, in definitiva, un universo in grado di soddisfare anche il più esigente amante della fantascienza.

L’UOMO E LA NATURA

Come robot avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi, che preferisco morire come uomo, che vivere per tutta l’eternità come macchina.

L’universo immaginato da Jodorowsky è qualcosa di affascinante e spaventoso al tempo stesso: l’uomo ha raggiunto un livello tale nella scienza da essere capace praticamente di qualsiasi cosa eppure, allo stesso tempo, si è estraniato totalmente dal mondo naturale scegliendo di vivere in ambienti artificiali.
La natura ormai si è estinta, i pianeti vengono costruiti artificialmente, gli animali sono ologrammi e le piante sintetiche: nulla è reale, nemmeno l’aria, e l’umanità intera vive in questo perpetuo inganno abbracciando volentieri questa finzione o forse, semplicemente, non curandosene affatto.
Quei pochi pianeti che ancora rimangono non toccati dalla razza umana, vengono selvaggiamente sfruttati fino alla loro completa distruzione e persino le persone più rette non possono far altro che soccombere dinnanzi a queste logiche di potere.
L’umanità stessa, persa nel delirio collettivo che riempie l’universo, non può far altro che affidare la propria salvezza alla profezia sul messia supremo che guiderà la razza umana, un essere perfetto che racchiuda in se stesso la natura femminile e maschile ovvero un ermafrodita.

Se l’uomo nella sua interezza si è allontanato dalla natura, il discorso vale a maggior ragione per la casta dei Meta-Baroni.
I Castaka sono talmente al di fuori della natura che nessuno di loro è nato in circostanze “naturali”, ma anzi tutti loro hanno violato le leggi del creato volenti o nolenti: senza svelare dettagli sulla trama invitiamo i lettori a ripensare a queste righe una volta che avranno letto delle circostanze del concepimento di Aghnar o di Testa di Acciaio.
Lo stesso codice d’onore dei Castaka e il modo di combattere li porta al di fuori della natura: le loro usanze non prevedono la resa e vanno contro ogni naturale istinto di autoconservazione.
Anche l’usanza di impiantarsi protesi artificiali, per compensare la perdita di parti del corpo dopo il rito di iniziazione, rende i Castaka non più umani ma una sorta di evolutissimi ibridi tra macchina e uomo, dei cyborg votati alla battaglia, menti umane in corpi a metà strada tra carne e macchina dei cibridi(creature con corpo umano e mente artificiale presenti nella saga di Hyperion di Dan Simmons) al contrario.
Questo tema pervade tutta l’opera di Jodorowsky e la si può ritrovare continuamente nei dialoghi tra Tonto e Lothar, in cui citano continuamente i bio-comportamenti, ma, soprattutto, nella storia di Testa di Acciaio in cerca della sua umanità perduta.
Testa di Acciaio, ibrido definitivo tra umano e macchina, è incapace infatti di provare emozioni e sentimenti, proprio a causa del suo cervello elettronico, solo l’incontro con la poesia riuscirà a smuoverlo dal suo mondo di ferro e bulloni e a donargli un’anima.
E’ interessante  notare, in generale, come non ci sia la volontà  di avvicinarsi alla natura umana da parte degli esseri artificiali ,come i replicanti di Blade Runner, film tratto dal capolavoro di Philip K. Dick   Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche? , o anche l’uomo artificiale interpretato da Robin Williams ne L’Uomo Bicentenario, ma avviene la tendenza opposta, ovvero l’avvicinamento dei comuni esseri umani, che disprezzano la debolezza della carne e bramano la forza del ferro, alle forme di vita artificiali.
D’altra parte i due rappresentanti della razza robotica, Lothar e Tonto, ridicolizzano le abitudini bio e, a volte, provano vero e proprio disgusto per la fragilità della logica umana.
In Jodorowsky quindi macchine e uomini sono si due mondi distinti ma che tendono uno verso l’altro, toccandosi e fondendosi spesso, ma senza mai capirsi del tutto.

Infine, La Casta dei Meta-Baroni è un fumetto adatto a chiunque voglia avvicinarsi al mondo del fumetto europeo data la sua straordinaria bellezza e il vantaggio di avere con un solo acquisto la storia integrale.
L’edizione della Magic Press è perfetta, priva di errori e con una qualità della stampa tale da rendere giustizia alle straordinarie tavole di Gimenez.
Non fatevi spaventare dall’elevato prezzo, prendete senza timore questo fumetto che vi regalerà molte ore di lettura di cui non vi pentirete.





Informazioni sull'autore

Andrea Vincenti [Morfeo]Appassionato di fumetti sin dalla più tenera età, una volta approdato nel sito dcleaguers conosce la dannazione, finendo per sperperare tutte le proprie finanze in titoli Vertigo. L'ultima volta è stato avvistato in un angolo remoto del Tibet, si narra che scriva le sue recensioni con il proprio sangue mentre un rarissimo esemplare di falco delle steppe siberiana volteggia sopra di lui per favorire i vortici della magia. Avido lettore, ma ancora più avido con i soldi, attualmente risulta essere una forma di vita spirituale, residente nel Guinee. Nonostante l'ascensione è ancora più molesto.Leggi tutti gli articoli di Andrea Vincenti