FACCIA DI LUNA

Scritto da Alessandro Spaccini il 1 febbraio 2013 in Comics Dark Horse, Image e altri editori e Fumetti Europei e Sudamericani con nessun commento

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Titolo: Faccia di luna
Autore: Alejandro Jodorowsky
Disegnatore: François Boucq
Editore: Magic Press
Data di Pubblicazione: Ottobre 2009
Pagine: 252 col
Prezzo: € 22,00

l Kondukator Oscar Lazo e la moglie Lili tiranneggiano La Repubblica Democraticovarica dell’isola di Damanuestra imponendo regole surreali e tremende punizioni. Mentre i due terribili dittatori affamano il popolo e lo stringono nelle opprimenti maglie del loro potere dittatoriale, dal sottosuolo comincia a soffiare il vento della rivoluzione grazie a un misterioso individuo privo di lineamenti. Il suo nome è Borrado: Faccia di Luna!
Da dove viene? Chi è? Cosa ha in mente?

La paura si fa potere. Il potere si fa istituzione. L’istituzione si fa controllo.
Ciò che era, è destinato a ripetersi.
La sprovvedutezza dell’essere umano implica l’asservilismo a figure apparentemente superiori in cui credere, per una salvezza assicurata, per un futuro migliore.
Per inseguire questo miraggio, noi stessi siamo disposti a barattare ciò che abbiamo di più prezioso, la nostra libertà.

Coloro che si ribellano, che non credono nel miraggio, divengono i nostri veri nemici, i responsabili dei mali che potrebbero colpirci, che devono essere combattuti, imprigionati o almeno emarginati.
Se questo è il potere politico, esplicato nella dittatura, Jodorowsky osa ancora di più ponendo la religione, incarnata graficamente da una congrega vescovile e sostanzialmente da uno “Stato Chiesa” inteso come organizzazione sociale, al di sopra di tutto. Un potere al di sopra del potere.
A questi uomini vicini a Dio, così apparentemente santi, spetta il compito di decidere il giusto e lo sbagliato, il possibile e il peccato, cosa tacere e cosa diffondere, celando la verità alla massa ed imbrigliandola in maniera indiretta nascondendosi attraverso l’istituzione politica che sarà l’unica ad accollarsi il prezzo della colpa in caso di fallimento.

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In tutto questo, Borrado, non è tanto un personaggio misterioso vero e proprio, quanto più una trasfigurazione fisica del potere miracoloso della natura, che non è solo esterno e visibile attraverso la potenza degli elementi, ma anche presente all’interno di ognuno di noi, come un tesoro nel quale dobbiamo credere per compiere azioni nobili, e che ci rende “divinità” (seppur imperfette) collegate in una sorta di comunione universale. Egli diventa termine di paragone nella presentazione dell’isola di Damanuestra e della sua società che specularmente è qualsiasi stato\nazione reale che tende a chiudersi, ad isolarsi rispetto al resto del mondo con la convinzione che non ci sia nulla da spartire, nulla conoscere migliore di quello che non si ha già. Da questa chiusura nasce l’ignoranza delle masse che riscattano la propria disperazione attraverso leggende e rituali.

In questo senso, quest’opera, è una declinazione continua e totale al concetto di “credenza“.
Jodorowsky ce la racconta attraverso differenti personaggi e realtà:

  • la tirannia del Konduktator: il “credere” visto attravero gli occhi del popolo, il quale accecato dalla menzogna, da una promessa di felicità, crea da solo un regime.
    E’ forse l’esempio più pragmatico  e sentito all’interno dell’opera perchè è uno spaccato della storia dell’umanità che più volte ha sacrificato la propria libertà intellettuale, morale e fisica per una sicurezza utopistica.
  • i pescatori: il “credere” visto attraverso gli occhi delle persone più umili, che non possono fare altro che interpretare ciò che accade attraverso il mito, il folclore del rito, le parole di uno pseudo-profeta in contatto diretto con la divinità. Come spesso accade in questi casi (anch’essi purtroppo di incredibile realtà e attualità) per rafforzare una fede servono prove concrete che non posso essere altro che oggetti o reliquie… in questo caso il cadavere di una donna rinvenuto all’interno della pancia di una balena.

Questo aspetto forse potrebbe essere un rimando a:

“Il Signore fece venire un gran pesce per inghiottire Giona: Giona rimase nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò […] e il Signore diede ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sulla terraferma.”

Antico Testamento, Giona

Giona è si un profeta, ma anche una trasfigurazione di Cristo poichè ha vinto la morte perchè è uscito vivo dal ventre del pesce dopo tre giorni e Gesù ha vinto la morte (che non ha potuto trattenerlo) risuscitando il terzo giorno.
Nel caso di “Faccia di Luna” viene ritrovata una donna (una vergine si sostiene) che rispecchia una grande purezza nonchè proprietà extraterrene, e quindi anch’essa esprime bene una sorta di re-incarnazione divina portata al popolo per la salvezza ultima.

  • l’eremita: il “credere” visto attraverso gli occhi di un uomo che ha fatto di questo il fulcro della sua vita, che si è ritirato in solitudine per difendere le sue convinzioni. Fedele alle sacre scritture vive secondo i precetti di povertà e sono chiarissime le distanze fra ciò che rappresenta e il potere di fede corrotto della congrega vescovile.

Io ho visto in lui una sorta di San Francesco, come punto di rottura rispetto alla corruzione ecclesiastica, intento al presidio di vecchie rovine che allegoricamente stanno ad indicare l’attesa della rifondazione di una Chiesa più pura e praticamente più onesta rispetto ai precetti biblici, così come fece Francesco nella costruzione della sua piccola Porziuncola.
Quella cattedrale un tempo era il faro del popolo dell’isola, era il simbolo della speranza, ma ora è distrutta dalla corruzione dittatoriale e la sua ricostruzione sarà parallela alla riconciliazione alla libertà del popolo di Damanuestra.

Jodorowsky qui si spinge agli estremi, diventando chiaramente blasfemo, e gli contrappone Seraphino, il gobbo figlio della più grande prostituta dell’isola, chiamato anche “figlio di tutti” perchè di padre ovviamente sconosciuto, che trasforma in Papa.
(Forse c’è un riferimento velato alla storia della Maddalena, che seppur prostituta, viene salvata da Gesù e diventa uno dei personaggi più importanti della bibbia in quanto diretta testimone della crocifissione e anche della resurrezione al sepolcro).
Alla sua morte, dalla sua gobba nascerà “l’uomo dell’anima” cioè l’anima che ridarà vita alla cattedrale.

facedelune5Anche in questo caso i signifiati simbolici dell’uovo sono evidenti: nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente.
Concetti come l’«Uovo Cosmico» o «Uovo del Mondo», ad esempio, diffusi in tutte le culture più antiche, esprimono un significato cosmologico profondo che, ad esempio, hanno anticipato già seimila anni prima di Cristo.
Un significato di vita eterna, di nascita della vita, di fecondità e rinnovamento.
Addirittura nell’Alchimia, come «Uovo dei Filosofi», l’uovo è il ricettacolo di quella trasformazione, interiore, da materia grezza a oro filosofale, la cosiddetta Grande Opera.

Ecco che l’esempio di religiosità e l’esempio di promiscuità e peccato si fondono insieme, vengono accomunati strettamente per un fine superiore in cui il confine fra buono e cattivo non è mai netto e distinto.

Anche nel peccato, nella vita di un’essere umano apparentemente il più lontano possibile da un messaggio cristiano, può nascere la testimonianza più reale, una fede più concreta.Ancora adesso non riesco a capire quale sia veramente il pensiero di Jodorowsky.

Le citazioni alla Bibbia, così come i riferimenti a Cristo e al suo messaggio, sono evidenti ma è altrettanto chiaro che questo non coincide con la Chiesa, che è più uno stato accentratore di potere che esempio biblico.
Penso che se Dio esiste, allora quest’opera lo riconosce nella natura come meccanismo vivente universale in cui anche l’uomo ha il suo posto e la sua funzione. Per questo anche l’uomo è divino, ma deve rinoscere la sua divinità riscoprendola nei veri precetti fondamentali e non nell’illusione del potere.

Coloro che pretendono di essere nella luce pur odiando il loro fratello, dimorano ancora nella tenebra.
Per loro il sole diverrà nero come un sacco di crine, e cadranno come fichi immaturi dall’albero sbattuto da un forte vento.

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Informazioni sull'autore

Alessandro Spaccini [Occhi nella Notte]Da sempre affascinato dal disegno e dalla grafica, crede nel fumetto, non solo come mezzo d'intrattenimento, ma soprattutto come forma d'arte vera e propria. Cresciuto con l'Alan Ford di Magnus ed essendo legato per diritto di nascita alla rivoluzione dark ipertrofica "Image", segue fiducioso la sua forte curiosità verso lidi fumettistici ed artistici sempre diversi, più maturi e autoriali. Ama incondizionatamente le opere cyberpunk, metafisiche, psichedeliche e tutto ciò che sfugge alla banalità. Dal settembre 2006 collabora con i ragazzi della community di "DCLeaguers" come grafico, articolista, recensore e membro dello Staff. Si illude ancora fortemente che ciò che scrive sia interessante.Leggi tutti gli articoli di Alessandro Spaccini