ATTENZIONE: La quest è stata sospesa per mancanza di giocatori interessati. Se qualcuno volesse farsi avanti basta dircelo e la riprenderemo da dove è stata lasciata.
Ci sono scie di sangue che possono portarti non solo ad un cadavere ma anche a scoprire cose su te stesso che non pensavi ti appartenessero.
Molto di quello che successe negli anni successivi, cominciò proprio quella notte.
Una notte in cui astri splendenti erano a guardia del cielo... peccato che noi non potessimo vederli ottenebrati come eravamo dalle luci della città... curioso che della luce oscuri altra luce.
Curioso come all'epoca mi fermai appena un attimo a pensare a questo dettaglio.. eppure oggi mi guardo indietro e trovo incredibile la mia ingenuità dell'epoca... forse all'epoca non ero abbastanza forte per riconoscere la verità...
New York 1968Decisamente non è il mio stile.
Eppure la mancanza di alternative mi ha ridotto a questo.
Sono sul retro di un locale, lo Yog-Shototh, a cercare di far sputare una confessione, una pista, qualsiasi cosa possa essere utile ad un verme.
Con questi scarti dell'umanità bisogna andarci giù pesanti.
Le sue parole sono confuse non capisco se mi stia maledicendo o stia semplicemente chiamando sua madre.
Ne ho abbastanza quando lo prendo per il collo, lo sollevo e lo scaravento verso un muro facendo in modo che un vistoso fiotto rosso sangue gli esca dalla bocca... non amo la violenza, ma il tempo stringe...
Una setta apocalittica, influenzata dalle trame di Lovecraft sta cercando di fare un attentato.
Qualcosa di grosso a quanto pare.
Il signore qui davanti si chiama Elvis Presley.. curioso caso di omonimia.
Dai dati che ho raccolto è uno degli insetti che sta dentro la setta.. non so se sia una delle menti criminali ma dal puzzo di paura che fa credo sia semplicemente un esecutore.
Resto ipnotizzato dal cupo ultimo respiro che esala quando la pallottola lo attraversa da parte a parte.
Mi giro verso i quattro uomini, due sono corpulenti e armati di spranghe e coltelli uno ha la pistola e l'ultimo resta in disparte.
Vedo nei loro occhi lo spettro della sorpresa.. pensavano di trapassare me e il vecchio elvis insieme e invece, a quanto pare ci vuole ben altro per fregarmi.
Il vicolo e stretto e loro sono vicini.
Corro verso il più grande che farmi esplodere la testa con una sprangata.
Leggo i suoi movimenti, muovo i passi nel modo giusto e gli piazzo un pugno dritto allo sterno.
Se l'ho preso bene gli ho mozzato il fiato e l'ho reso inerme per un pò altrimenti temo di avergli rotto lo sterno.
E' il turno di quello con la pistola.
Con lui decido di non andarci leggero il suono secco del suo braccio rotto anticipa di poco quello della gomitata che gli rompe il naso e buona parte delle ossa del suo viso.
Il quarto uomo, quello che dà ordini, urla qualcosa all'energumeno che mi attacca.
Sa tirare bene di boxe ma il mio stile pulito e fluido non gli lascia il tempo di reagire.
Uso il Dim Mak su questa bestia così sono sicuro che avrà bisogno di aiuto anche per sollevare una tazzina di caffè.
Il quarto uomo mi guarda.
Sembra chiedersi perchè oggi la sua sorte si sia così tanto rovesciata.
Con un calcio lo mando gambe all'aria ma senza stordirlo.
Gli sono subito sopra e mi aspetto che parli.
<< Hai pochi secondi per illustrarmi il tuo piano..>>