• 23 Aprile 2014, 18:58:02

Autore Topic: [WATCHMEN] Confessione (SOSPESA)  (Letto 545 volte)

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Online Morfeo

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[WATCHMEN] Confessione (SOSPESA)
« il: 15 Giugno 2012, 18:16:48 »
  • ATTENZIONE: La quest è stata sospesa per mancanza di giocatori interessati. Se qualcuno volesse farsi avanti basta dircelo e la riprenderemo da dove è stata lasciata.




    Ci sono scie di sangue che possono portarti non solo ad un cadavere ma anche a scoprire cose su te stesso che non pensavi ti appartenessero.
    Molto di quello che successe negli anni successivi, cominciò proprio quella notte.
    Una notte in cui astri splendenti erano a guardia del cielo... peccato che noi non potessimo vederli ottenebrati come eravamo dalle luci della città... curioso che della luce oscuri altra luce.
    Curioso come all'epoca mi fermai appena un attimo a pensare a questo dettaglio.. eppure oggi mi guardo indietro e trovo incredibile la mia ingenuità dell'epoca... forse all'epoca non ero abbastanza forte per riconoscere la verità...

    New York 1968

    Decisamente non è il mio stile.
    Eppure la mancanza di alternative mi ha ridotto a questo.
    Sono sul retro di un locale, lo Yog-Shototh, a cercare di far sputare una confessione, una pista, qualsiasi cosa possa essere utile ad un verme.
    Con questi scarti dell'umanità bisogna andarci giù pesanti.

    Le sue parole sono confuse non capisco se mi stia maledicendo o stia semplicemente chiamando sua madre.
    Ne ho abbastanza quando lo prendo per il collo, lo sollevo e lo scaravento verso un muro facendo in modo che un vistoso fiotto rosso sangue gli esca dalla bocca... non amo la violenza, ma il tempo stringe...
    Una setta apocalittica, influenzata dalle trame di Lovecraft sta cercando di fare un attentato.
    Qualcosa di grosso a quanto pare.
    Il signore qui davanti si chiama Elvis Presley.. curioso caso di omonimia.
    Dai dati che ho raccolto è uno degli insetti che sta dentro la setta.. non so se sia una delle menti criminali ma dal puzzo di paura che fa credo sia semplicemente un esecutore.
    Resto ipnotizzato dal cupo ultimo respiro che esala quando la pallottola lo attraversa da parte a parte.
    Mi giro verso i quattro uomini, due sono corpulenti e armati di spranghe e coltelli uno ha la pistola e l'ultimo resta in disparte.
    Vedo nei loro occhi lo spettro della sorpresa.. pensavano di trapassare me e il vecchio elvis insieme e invece, a quanto pare ci vuole ben altro per fregarmi.
    Il vicolo e stretto e loro sono vicini.
    Corro verso il più grande che farmi esplodere la testa con una sprangata.
    Leggo i suoi movimenti, muovo i passi nel modo giusto e gli piazzo un pugno dritto allo sterno.
    Se l'ho preso bene gli ho mozzato il fiato e l'ho reso inerme per un pò altrimenti temo di avergli  rotto lo sterno.
    E' il turno di quello con la pistola.
    Con lui decido di non andarci leggero il suono secco del suo braccio rotto anticipa di poco quello della gomitata che gli rompe il naso e buona parte delle ossa del suo viso.
    Il quarto uomo, quello che dà ordini, urla qualcosa all'energumeno che mi attacca.
    Sa tirare bene di boxe ma il mio stile pulito e fluido non gli lascia il tempo di reagire.
    Uso il Dim Mak su questa bestia così sono sicuro che avrà bisogno di aiuto anche per sollevare una tazzina di caffè.
    Il quarto uomo mi guarda.
    Sembra chiedersi perchè oggi la sua sorte si sia così tanto rovesciata.
    Con un calcio lo mando gambe all'aria ma senza stordirlo.
    Gli sono subito sopra e mi aspetto che parli.
    << Hai pochi secondi per illustrarmi il tuo piano..>>
    « Ultima modifica: 02 Ottobre 2012, 18:54:02 da Morfeo »
    ehi.. ragazzo.. ricordi quello che ti ho detto sulla terra, ai vecchi tempi.. su ordine e caos e quelle cazzate? L'ordine. Ciarpame.Il caos spazzatura. Erano solo nomi che descrivevano la stessa cosa: il gorgogliare, il vorticare e lo zampillare di protoplasma, illuso che ci sia un senso al mondo.. non c'è nessun senso.. c'è solo carne e morte..
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    Re: [WATCHMEN] Confessione
    « Risposta #1 il: 25 Giugno 2012, 15:16:06 »
  • Hurm.

    New York City. 1968.

    Devo ricordarmi di smettere di arrivare in anticipo. Odio aspettare. Manca ancora un'ora dal mio appuntamento col Gufo. Dovrò avvantaggiarmi.
    Nelle ultime settimane, il Gufo non ha fatto altro che parlarmi di una strana setta, un culto di gente che pensa che la fine del mondo sia cosa buona e giusta. Pare si ispirino ai libri di un certo H. P. Lovecraft. Oggi, dopo esserci occupati di altro nei giorni scorsi, io e Nite Owl dovremmo occuparci di questi fanatici.
    Io nel frattempo mi sono informato. Dietro quella facciata di fanatici religiosi, c'è traffico di droga, armi, prostituzione e omicidi su commissioni. E pare che quelli che si considerano i capi facciano circolare libri esoterici e cose ancora più strane, come "allucinogeni che portano in altri dimensioni". Schifosi tossici. Vogliono la fine del mondo? Avranno la fine dei loro traffici.
    Di Cleto, la Gufo-Nave, neanche l'ombra. E' il caso di avviarsi da soli allo Yog-Sothoth allora. Il Gufo non approva i miei metodi... tanto meglio, almeno non li dovrà vedere (per ora).
    Penso a Lovecraft, cerco di raccogliere le informazioni che ho in mente. Uno scrittore da quattro soldi dei primi anni '30. Ho letto un paio dei suoi racconti. Orribili. Evidente squilibrato mentale con un morboso attaccamento per tutto ciò che striscia, è disgustoso, ha i tentacoli o sbava. Poche donne nelle sue storie però, un punto a suo favore. Odio leggere storie di e da donne.

    Dopo solo dieci minuti e un solo dito spezzato riesco a trovare qualcuno che mi può offrire informazioni. Questo misterioso informatore mi fa cenno di seguirlo. Un altro energumeno chiude la porta del bagno dietro di me.


    "Allora uomo mascherato... cosa ti interessa sapere sui Figli Psichici di Azathoth? Di cosa hai bisogno? Abbiamo tutto quello di cui..."

    "Solo informazioni. Sede. Capi. Tutto. E forse tu e il tuo bruto potrete lasciare il locale. Senza qualcosa di rotto."

    Entrambi ridacchiano. Quello smilzo, l'uomo che mi sta parlando, si accende una sigaretta. Reprimo l'istinto di fargliela ingoiare.
    "Eddai. Sono sicuro che anche te hai qualche vizio... dico bene? Droga, donne o... qualcosa di più delicato?"

    Dalla giacca tira fuori un mucchietto di foto. Foto di bambini e bambine nudi, che subiscono ogni sorta di violenza e umiliazione da parte di adulti. Bambini violentati e torturati. Sento la mano di mia madre, quella fornicatrice, che si schianta sulla mia faccia. La sua voce di vacca mi urla che sono la cosa peggiore le sia mai capitata.
    Pornografia infantile... Ci vedo rosso.
    La sua faccia fa il rumore delle noci schiacciate quando incontrano le nocche del mio pugno. La sigaretta gli si spezza e metà gli finisce in bocca. Alla fine l'ha ingoiata lo stesso. Con il naso rotto e la bocca sfondata finisce a terra, dove doveva stare fin dall'inizio.
    Hurm.
    Ma erano in due.
    Il pugno del bestione mi raggiunge la scapola destra senza pietà. Stupido, dannatamente stupido. Incasso il colpo malamente, ma riesco a rimanere in piedi. Il bruto estrae qualcosa dalla giaca, sembra un crick. E' lento l'idiota e il tempo è tutto quello di cui ho bisogno. Stringendo i denti, mi giro e blocco la sua mano mentre mi sta sferrando un colpo col crick. Con l'altra mano gli blocco l'altro braccio. Mi insulta in una qualche lingua dell'Europa dell'Est. La mia risposta è una testata in volto, testata che lo fa indietreggiare. Lascia cadere il crick, che io intercetto a mezz'aria. Si riprende un attimo e mi assalta con la sua mole. Fermo l'assalto con un calcio ai reni. Si piega leggermente dal dolore. Sorrido, per la prima volta nella serata, constatando che la sua faccia sembra così tanto una palla da baseball e il crick, che ho in meno, assomiglia così tanto a una mazza. Mi basta solo una battuta.

    Torno dall'altro in tempo perché riprenda i sensi. Lo prendo per collottola e gli metto la faccia sul lavandino, in modo da fargli premere la gola sul coccio.


    "Voglio dei nomi. ORA."

    Comincia a gorgogliare roba incomprensibile fra uno sputo di sangue e l'altro. Mi accorgo che, con la gola bloccata, non può parlare. Lo alzo dal lavandino quel poco che serve.
    "I-io... non so nulla... ci sono dei tizi... dei membri... s-sono andati con uno, uno come te... nel retro..."

    "Uno come me?!?"

    "S-si... un vigilante..."

    Piagnucola di lasciarlo andare. E' quello che faccio, lasciandogli andare la faccia contro il lavandino con la delicatezza di un rullo-compressore.
    Deve morire. Lui e quell'altro schifoso pervertito. DEVONO MORIRE.
    Abbandono questi pensieri. No, ancora non mi posso abbassare al loro livello. Non ancora.

    Esco dal locale e mi dirigo verso il retro. Vedo che c'è un vigilante come me, Ozymandias credo si chiami. Trovo quel suo costume scintillante di cattivo gusto e totalmente inadatto alla nostra "professione".
    Sembra stia interrogando un uomo. Mi avvicino zitto e calmo ai due. Voglio proprio sentire cos'ha il criminale da dire.

    "Sarebbe bello vivere in una favola."