Cable: la serie

Scritto da Massimo Rubbino il 15 maggio 2010 in Fumetti Marvel Comics e X-Men con nessun commento

Testi: Duane Swierczynski
Disegni: Ariel Olivetti
Edizione originale: Cable, serie regolare
Edizione Italiana: pubblicato sul mensile X-Men di Marvel Italia a partire dal n.222

Come sa chi ha letto Messiah Complex, il crossover mutante da poco conclusosi sulle pagine italiane degli X-Men, Cable è disperso nel futuro, intenzionato a proggere l’unica bambina mutante nata dopo l’M-Day (giorno in cui quasi tutti i mutanti hanno perso i poteri).
La nuova serie regolare, scritta da Duane Swierczynski e disegnata da Ariel Olivetti, ci mostra un Cable in fuga ed inseguito da Alfiere, un tempo membro degli X-men e oggi deciso ad uccidere la bambina, convinto che ella un giorno causerà un sorta di apocalisse per i mutanti. Due anti-eroi schierati l’uno contro l’altro per la vita della bambina: uno morirebbe per proteggerla, l’altro uccide(rebbe) per cancellarla dal continuum spazio-temporale. I due uomini perseguono obiettivi così lontani tra loro, eppure così vicini…
Swierczynski per me è una sorpresa: non sapevo cosa aspettarmi e le solite recensioni in rete ne parlavano come se fosse l’ultimo dei ciarlatani reclutati da Joe Quesada. Invece si sta rivelando un ottimo narratore, preciso e secco come una pallottola, dalla narrazione spedita come un treno e i dialoghi puliti ma efficaci. Dilata un po’ la narrazione, è vero, ma leggendo il fumetto in TP la cosa non da nessun fastidio, e da anzi la possibilità allo scrittore di creare una bella atmosfera di disfatta e pericolo perenne, con Cable che fugge senza sosta come Linda Hamilton in quel di Terminator, incapace di sbarazzarsi di un temibile inseguitore che pare inarrestabile ed indistruttibile.
E Arnold Schwarzenegger torna ancora nella nuova serie su Cable, dato che lo scrittore ed il disegnatore tornano alle origini del personaggio e lo ritraggono proprio come l’attore austriaco, calando poi il personaggio in scenari e situazioni care ai film di fantascienza anni ’80 che proprio Schwarzenegger interpretava, tra inseguimenti, sparatorie e battaglie senza sosta.
Una serie d’azione e fantascienza, insomma, come francamente se ne vedono poche in giro attualmente. Può benissimo fare da contraltare al Lanterna Verde di Geoff Johns, che della sci-fi ’80 ripesca l’altra faccia, quella più avventurosa e “spaziale” di Star Wars e affini.  Come dire:  Schwarzie vs. Harrison Ford!  Ovviamente la fantascienza di Geoff Johns/George Lucas ha la meglio, ma gli amanti di quell’altro sottogenere sono invitati alla festa.
Il disegnatore usa chiaramente il computer e sostanzialmente i risultati sono buoni, tranne qualche sfondo qui e lì, qualche automobile eccessivamente “finta”.
Non si tratta della serie dell’anno, non è un capolavoro né qualcosa di imprescibibile. Ma se cercate un fumetto d’azione futuribile, diverso dal solito e dal ritmo sostenuto, vi conviene non perdervi i TP che la Marvel pubblica semestralmente (o seguire l’italica edizione sulle pagine del mensile Panini Gli Incredibili X-Men).


Informazioni sull'autore

Massimo RubbinoNon ricorda di essere nato nel 1982; non ricorda d'essere un appassionato di fumetti dal vecchio Uomo Ragno N° 48 (Maggio 1990); non ricorda di non aver mai pubblicato su carta nulla di ciò che ha scritto; non ricorda di aver collaborato ad un sito che ha contribuito a lanciare e che adesso ha cancellato dalla sua memoria (qualcosa come W la F. it); non ricorda perché stia scrivendo questa bio in uno stile da far impallidire Beavis & Butthead.Leggi tutti gli articoli di Massimo Rubbino