Trama

Scritto da Alessandro Spaccini il 20 gennaio 2013 in Comics Dark Horse, Image e altri editori con nessun commento

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Autore: Ratigher
Casa Editrice: Grrrzetic
Provenienza: Italia
Prezzo: 18€, 17×24, 128 pp, b/n, cart.

C’è una festa esclusiva di giovani ricchi in collina.
Lavinia e Giulio, cugini, rampolli dell’alta borghesia, oziano in attesa di recarvisi ma, dalle rocce, spunta un essere deforme, coperto di fango e armato di forcone, con la ferma intenzione di imbucarsi alla festa. Quando la raggiungeranno niente sarà più come prima.

Così inizia TRAMA, primo romanzo a fumetti di Ratigher, una graphic novel memore dell’avventuroso e surreale raccontare di Daniel Clowes e dei fratelli Hernandez, un tributo implicito alla scuola americana e un’esplicita citazione nella veste grafica di una delle più belle collane di narrativa italiana, gli Omnibus Mondadori.
“Trama” è si il titolo dell’opera ma, a pensarci bene, è anche l’unica cosa che manca.
tuttetavoletrama__450pxNon c’è una particolare complessità strutturale quantopiù un collaudato binario narrativo, lineare, che abbracciando l’incipit della cinematografia horror più storica, porta i protagonisti al repentino incontro con la paura, la loro conseguente fuga per la salvezza, fino al finale che abbraccia tutte le tappe percorse infondendo un senso “morale” generale quasi a dimostrazione che anche il male è uno strumento utile, forse imprescindibile, al raggiungimento di una purificazione più alta.
In questo senso, ripetendo il titolo “Trama”, non penso tanto al significato di “insieme delle vicende”, bensì all’assonanza con la parola “trauma”, che nel profondo è la vera sensazione che l’abilità di Ratigher riesce ad incutere al lettore.
Il disorientamento, il non capire, il non rendersi conto mai fino in fondo di ciò che accade… questo è il vero punto di forza, il vero motore della struttura che, abbinato ad un sapiente utlizzo del ritmo narrativo in costante lento crescendo sino al finale, dona la stessa sensazione di quando ci si risveglia da un incubo articolato e vivido e ce lo si porta dentro senza capirne il perché.
E’ lo spirito della vendetta che ti mette davanti alle tue colpe e le sue parole sono lame forgiate nelle fornaci della verità e del giudizio”. Bimbo Fango.
Di lui l’autore dice: “è il mio pupillo, compare in tante mie storie, anche come personaggio di contorno. E’ stato protagonista di una serie interamente a lui dedicata, serializzata sulle pagine di Vice magazine. è un monito per tutti noi.” (Ratigher ha pubblicato sul suo blog l’origine di questo personaggio, “Paura oltre la morte” )
E’ forse il vero protagonista, l’incipit da cui scaturisce sia l’immediatezza di tinte forti d’inquietudine e sia  la velata, quasi suggerita, incarnazione di una sorta di entità politica, per come ho avuto modo d’interpretarla.
Bimbo Fango è un personaggio trasfigurato nel rappresentare il brutto, il disagiato, il povero, il reietto che cerca un riconoscimento, un’appagamento sociale (seppur breve), contro la classe borghese, fatta di soldi, eccessi, divertimento, agiatezza e sballo.
Questo scontro di classe prevede l’utilizzo della forza, nello specifico nell’utilizzo del forcone (riferimento chiaro al mondo proletario), che diventa uno strumento allegorico già nell’immagine di copertina dove la testa di Lavinia viene separata dal resto del corpo proprio attraverso quest’oggetto, così da indicare non tanto un distacco fisico quantopiù morale, esistenziale. Il prima dal dopo.
Ed è forse proprio grazie a questa chiave di lettura che possiamo arrivare a capire, ed a rispondere, alla domanda: “quanto pesa una testa mozzata?“.Questo è il filo conduttore che lega ogni stile, ogni scelta, ogni personaggio, nonchè l’obbiettivo del racconto.
In questo senso, se la testa rappresenta il centro nevralgico della nostra coscienza, il mezzo attraverso cui ci interfacciamo con la realtà che ci circonda e che forma il nostro essere, e se il suo peso rappresenta l’importanza della nostra morale, soppesare una testa mozzata significa capire, attraverso un incontro\scontro (magari anche violento) con una realtà esistente ma profondamente diversa dalla nostra che non avevamo mai considerato prima, quant’è integra la nostra etica, qual’è il livello della nostra virtuosità. Che tipo di uomini siamo.
E’ anche per questo che Bimbo Fango desidera partecipare alla festa dei ricchi con così tanta insistenza; egli vuole metterli davanti alla sua realtà e al suo odio, se lo vogliono capire, e la sua violenza, sia fisica che psicologica, sarà necessaria ad interrogarli e accusarli sui loro privilegi, a sbattergli in faccia la verità su loro stessi, a rendere il loro concetto di “normalità” più elitario.
Una consapevolezza sociale bagnata nel dramma.
1__450px5Una menzione particolare va data all’eremita del bosco, così “particolare” che sembra quasi capitato in mezzo alla storia per caso, quasi come si fosse trovato immischiato in qualcosa che non lo riguardava.
L’autore in un’intervista ha dichiarato: “Il vecchietto per me è la cultura, incapace di riformarsi, costretta ad esiliarsi per non impazzire, che abbandona l’azione in favore della catalogazione.
Anche lui però è estremamente utile, sia perchè sembra essere l’unica persona buona che subisce passivamente una violenza che non merita, e sia perchè in realtà all’inizio sembra l’esatto opposto… una sorta di pericolo misterioso più grande, rispetto ai camionisti incontrati, però in un’aura totalmente fiabesca, come una sorta di Hansel e Gretel che arrivano dinanzi alla casetta di marzapane. Componente fiabesca portata poi l’estremo con la costruzione architettonica della casa stessa.
Dal punto di vista tecnico “Trama” è estremamente intelligente perchè Ratigher è perfettamente consapevole di aver costruito un plot striminzito, ma sa colmare questa mancanza giocando con una costruzione narrativa che, seppur con alcune piccole lacune, possiede un ritmo estremamente frenetico e malato che non concede tempi morti al lettore facendolo rimanere incollato alle pagine (pensando ad un parallelo cinematografico, per alcune scelte mi ha ricordato moltissimo “Non aprite quella porta”), e l’azione è ben dosata con parti più tranquille ma altrettanto folli.
La violenza, intesa anche come splatter, non è palesemente mostrata ma finemente intuita; si percepisce ma senza mai essere distinguibile in modo netto, per tutta la durata del racconto.
Il disegno è sinergico all’atmosfera generale.
Per quanto io non lo ritenga particolarmente brillante, alle volte legnoso o irrispettoso di alcune proporzioni (sicuramente incerto soprattutto in alcune inquadrature dei visi), è naif e sa giocare bene nell’alternanza bianco\nero nonchè nell’aggiunta di retini in alcune scene importanti.
Una delle idee più estrose è quella del flashforward, per cui ogni tot pagine, ce ne infila una che è dieci pagine circa più avanti, quando il racconto ha già cambiato fase e quel che state leggendo è del tutto superato, il tutto proposto come il negativo di una foto in cui anche i dialoghi raccolgono solo qualche parola, infondendo al lettore una sensazione di ovattato stordimento.

reperto 01…alla fine di ognuno dei nove capitoli c’è una tavola che “anticipa” il futuro, fino ad arrivare all’ultimo salto temporale che conduce oltre la fine della storia disegnata. Nella prima stesura della sceneggiatura questo “trucco” non c’era; concludevo ogni capitolo con un climax che spingesse il lettore a non poter interrompere la lettura. Uno stratagemma antico che a me ha sempre catturato. Ho inserito anche i salti temporali perché volevo che la storia fosse pienamente raccontabile solo con il mezzo fumetto. Se venisse infatti tradotto il libro in qualsivoglia altra forma narrativa sono convinto che l’espediente non funzionerebbe altrettanto bene.

“Trama” è un volume che merita di essere provato, anche solo per la prova coraggiosa di questo giovane autore italiano. Ci sono ovviamente alcuni difetti, dovuti magari alla brevità del racconto che non permette un’adeguato approfondimento rispetto a tutti personaggi ed in particolare dei ragazzi protagonisti, dovuti magari alla confusione narrativa in alcuni punti, ma nel complesso, considerando anche che come prima opera porta indizzi sul probabile miglioramento dell’autore, sa affascinare e colpire.

Vi consiglio di approfittare della possibilità di leggerlo gratuitamente, in modo perfettamente legale grazie alla benevolenza dell’autore.

 


Informazioni sull'autore

Alessandro Spaccini [Occhi nella Notte]Da sempre affascinato dal disegno e dalla grafica, crede nel fumetto, non solo come mezzo d'intrattenimento, ma soprattutto come forma d'arte vera e propria. Cresciuto con l'Alan Ford di Magnus ed essendo legato per diritto di nascita alla rivoluzione dark ipertrofica "Image", segue fiducioso la sua forte curiosità verso lidi fumettistici ed artistici sempre diversi, più maturi e autoriali. Ama incondizionatamente le opere cyberpunk, metafisiche, psichedeliche e tutto ciò che sfugge alla banalità. Dal settembre 2006 collabora con i ragazzi della community di "DCLeaguers" come grafico, articolista, recensore e membro dello Staff. Si illude ancora fortemente che ciò che scrive sia interessante.Leggi tutti gli articoli di Alessandro Spaccini