The Good, the Bad and the Ugly – Chuck Dixon, Esteve Polls

Scritto da Andrea Sistarelli il 17 febbraio 2010 in Comics Dark Horse, Image e altri editori con nessun commento

The Good, the Bad and the Ugly – Chuck Dixon, Esteve Polls.
Direttamente dagli States, un nuovo western targato Chuck Dixon!

 

Testi: Chuck Dixon.
Disegni: Esteve Polls.
Edizione originale: Dynamite, albetti e volumi.
Edizione italiana:  Inedito

Il genere western è stato, senza dubbio, il più duraturo contributo americano al mondo cinematografico. Ma non solo.
Dopo le undici uscite della serie The Man with no name, la Dynamite rincontra il cowboy senza nome, reso immortale da Clint Eastwood nei film di Sergio Leone, in una nuova regular dal nome familiare: The Good, the Bad and the Ugly. Distribuita a partire da luglio 2009 negli states, vanta nel team creativo il veterano Chuck Dixon ai testi (Batman, Nightwing, Joker: l’avvocato del Diavolo), e lo storico artista spagnolo Esteve Polls alle matite.

Prendendo le radici dal genere spaghetti-western, Dixon ricostruisce una trama che molto si avvicina ai capolavori di Leone: il tutto ha inizio con una caccia al famigerato bandito Deveraux, su cui grava una taglia di cinquemila dollari, e gradualmente si trasforma in una caccia al tesoro (un treno merci carico d’oro delle truppe francesi), che vedrà la nascita delle più insolite alleanze ed insospettabili situazioni. Proprio come nei film di John Ford, in The Good, the Bad and the Ugly, l’onore della parola data cede il passo alla smania dell’arricchimento individuale. Questo permette di stravolgere la storia con situazioni al limite del paradossale, con un susseguirsi di meccanici colpi di scena, talvolta gratuiti, talvolta inaspettati, che spiazzano il lettore, lasciando ad esso, come unico punto di riferimento, l’obiettivo ultimo dei personaggi: l’avaro accumulo d’oro.

Lo scrittore riesce a dosare bene i tempi di narrazione ed i suoi equilibri, senza mai esagerare nel tentativo di renderli epici. Le battute che hanno reso leggenda i western di Sergio Leone di certo non mancano, ma sono distribuite in modo tale da non renderle inflazionate ma funzionali alla storia. In tal senso è ottimo anche il lavoro grafico, particolarmente curato, che ricalca i movimenti e le espressioni facciali di Eastwood, quasi da non farne sentire la mancanza. Peccato solo per le matite di alcune tavole, che appaiono incerte e spesso poco definite. Nonostante questo, il lavoro di Esteve Polls è egregio, soprattutto per la fluida costruzione delle pagine che rende più longilinea la lettura.
Possiamo vedere qualche esempio:
The Good, The Bad and the Ugly #1 Preview:
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Le cover della regular edition sono a cura dello straordinario Dennis Calero, accompagnate dalle variant di Sergio Cariello. Eccone alcune:

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La maggiorparte dei fumetti che provano a raccontare nuove storie utilizzando personaggi cinematografici, non riscuotono buoni risultati perché non riescono ad introdurre nulla di nuovo rispetto al materiale originale, se non qualche scialba parodia di successi ormai tramontati. Non è assolutamente il caso di The Good, the Bad and the Ugly di Chuck Dixon ed Esteve Polls, che rappresenta non un ennesimo tentativo di scopiazzare e riproporre un universo morto da decenni, ma bensì un nuovo entusiasmante capitolo, all’altezza dei precedenti, che aggiunge qualcosa di nuovo e sicuramente interessante . Se siete appassionati del genere, allora il vostro prossimo appuntamento non potrà che non essere in fumetteria. L’uomo senza nome vi aspetta.

A cura di Doktor Sleepless

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