GREEN HORNET: YEAR ONE

Scritto da Simone Sperati il 24 febbraio 2010 in Comics Dark Horse, Image e altri editori con nessun commento

Gli anni 30-40 sembrano essere tornati di moda, nel fumetto d’oltreoceano: oltre alla popolarità che non conosce sosta di un gruppo come la JSA, rivitalizzata da qualche tempo grazie a una lunga gestione targata Geoff Johns, si susseguono progetti interessanti sia da parte delle major che delle case editrici indipendenti. E’ sufficiente elencare alcune pubblicazioni recenti come Vendicatori/Invasori, Project Superpowers, The Twelve, The Red Circle, fino ad arrivare al lancio di Pulp DC, una nuova linea editoriale che “reinventerà” gli eroi noti al grande pubblico (fra i nomi degli autori spicca quello di Brian Azzarello) collocandoli in uno suggestivo scenario anni 30, rievocando le atmosfere dell’epoca.

E’ previsto poi il rilancio, a partire da fine marzo, dell’eroe Golden Age Green Hornet proprio ad opera della Dynamite Entertainment, con una serie regolare che segnerà il ritorno ai fumetti di Kevin Smith, il regista più amato dai nerd, che ha riscosso in passato molti consensi anche come scrittore di comics grazie all’ottimo rilancio di Freccia Verde e a un lavoro assai riuscito su alcuni personaggi Marvel come Daredevil e Spider-Man. Alla regular di Smith si affiancherà un’altra testata realizzata da Matt Wagner e Aaron Campbell, Green Hornet: Year One, la quale “tornerà alle origini” riproponendo il personaggio originale che, negli Stati Uniti, ha conosciuto grandissima non solo grazie ai fumetti, ma anche per merito di trasmissioni radio e serie televisive.
Gli autori hanno rilasciato un’intervista al sito specializzato Newsarama sul loro progetto, fornendo alcune anticipazioni e spiegando il legame con un’altra testata di punta della Dynamite, Lone Ranger.

Vi riportiamo qui gli estratti più significativi:

Wagner : Come ho già detto in altre occasioni, ho esperienza con questo tipo di storie. Ho spesso a che fare con i personaggi mascherati e il loro mondo, bisogna cercare la chiave di lettura che li rende unici. In questo caso specifico (Green Hornet) ho cercato di capire bene cosa lo rende furioso. Il suo alter-ego senza maschera, Britt Reid, è il figlio di un giornalista idealista e l’erede di una fortuna editoriale, quindi, se lui in realtà ha già la possibilità di combattere il crimine in questo modo, cosa lo spinge a diventare un vigilante mascherato? Nei vecchi spettacoli televisivi o trasmissioni radio non c’è accenno alle sue origini o motivazioni. Ci possono essere state nei fumetti dell’epoca, ma ho evitato appositamente di leggerli. Volevo essere fresco e innovativo.

Attingerò pochissimo alla serie TV. Quel periodo è più vicino al lavoro che Kevin Smith vuole fare con la sua serie. Dato che la mia è ambientata negli anni 30, i temi e la struttura saranno più vicini allo spettacolo radiofonico e ai film che lo seguirono. Certo, non vuol dire che ci non ci saranno similitudini, anche perché lo show televisivo degli anni 60 era un adattamento di quelle stesse tematiche e spunti narrativi. I lettori troveranno ancora Britt e Kato che combattono il crimine nei panni delle loro controparti in costume, guidando una macchina che si chiamerà “Black Beauty” (Bellezza Nera) con un sacco di strani optional.

Campbell: Ho lavorato molto sul look di Kato affinchè non sembrasse identico a Bruce Lee. Non fraintendetemi, Bruce Lee era fantastico, ma vorrei che fosse una sorta di Michael Kane in “Batman Begins.”’

Wagner: Esploreremo le motivazioni del personaggio. Perché fa questo nonostante disponga di altri mezzi per ottenere gli stessi scopi, senza sporcarsi le mani? Non si tratta di un vigilante che agisce sul confine fra legalità e illegalità, ma di un criminale a tutti gli effetti. Analizzeremo come arriverà a questa scelta e il suo approccio a tutto questo.

Campbell: Le motivazioni di Green Hornet rappresentano qualcosa con cui ho combattuto un po’ all’inizio, anche perché capisci che possono alterare il modo di ritrarre un personaggio. Sapevo che doveva sembrare un criminale, ma non capivo fino a che punto volesse apparire così, e come questo influenzava il legame fra lui e Kato. All’inizio volevo rappresentarli come duellanti in contrapposizione, poi Matt mi ha detto: “Ricordati che, nella dinamica fra i due, Hornet è il boss della criminalità e Kato il suo scagnozzo muscoloso”. E ho capito.


Wagner:  Per me sono alleati, non padrone e servitore. Volevo che Kato fosse fondamentale nel team, non solo un combattente di Kung Fu. Nel corso della prima storyline di sei numeri vedremo come la relazione fra Britt e Kato si è formata e come mai finiscono per mascherarsi e combattere insieme il crimine. Dovevo specificare come mai Kato accetti la leadership di Britt, anche perché, a differenza delle altre storie di eroi e sidekicks, Kato è il può duro e forte dei due! Quindi per quale motivo decide di sposare la causa di questo uomo ricco, che se volesse potrebbe schiacciare come un moscerino? Lo capiremo insieme e scopriremo le origini di un’amicizia collocate nel contesto di un evento storico reale.

Wagner:: Non parleremo apertamente della relazione fra Green Hornet e Lone Ranger. Come forse alcuni sanno, entrambi i personaggi furono creati dal drammaturgo radiofonico Fran Striker negli anni 30. Hornet è il pronipote di Lone Ranger, infatti hanno molto in comune. Per ora non è previsto nessun crossover (se ne deve parlare!) ma sono state ideate alcune connessioni fra i due.

Campbell: Sto cercando di creare alcune sorprese che possano alludere a questo legame. Non c’è nulla che collega direttamente a Lone Ranger, ma in alcune scene troverete qualcosa di particolare.

Wagner: Di solito Hornett non è associato a criminali in costume, il suo obiettivo sono i gangster e i gestori dei racket. Mi ispirerò a Dick Tracy, con criminali della mala violenti e depravati, con soprannomi strani. L’ha fatto anche il creatore di Batman, ma a suo tempo aggiunse costumi colorati. Io cercherò di mantenere la serie più aderente al reale, e le sue avventure iniziali saranno ambientate a Chicago con un boss ispirato ad Al Capone. La serie è ambientata negli anni 30. L’ incontro fra Britt e Kato avviene durante un famoso evento tragico del ’37, si trasferiscono a Chicago e iniziano la loro lotta nel ’38. Ciò naturalmente influenzerà moltissimo il look, creato dal copertinista John Cassaday, grande appassionato dei due film tratti dallo show radiofonico. Però Hornet non userà una pistola a gas, che è un arma che non mi piace. E Aaron sta facendo davvero un grandissimo lavoro su questa serie, con tavole accurate in ogni dettaglio e di classe. Finalmente i lettori potranno scoprire le origini di una delle icone della cultura popolare

Campell: Mi sto divertendo molto a disegnare questi personaggi squallidi. Facce strane, nasi enormi, baffi pomatati, cicatrici, sguardi lugubri.. qualsiasi cosa possa sembrare orribile può servirmi. La serie dunque sarà scritta da Matt Wagner e disegnata da me, i colori sono di Francesco Francavilla, con copertine di John Cassaday, Alex Ross, Stephen Segovia.. e spero di aver reso giustizia a tutti!

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A cura di Elena Pizzi