Autore Topic: Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche  (Letto 131469 volte)

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Ecco il topic all'interno del quale discutere (anche con rilievi critici, purchè argomentati ed esposti in maniera sobria, educata e civile) delle scelte editoriali effettuate dalla Panini Comics, che offre la possibilità di dire che cosa condividiamo, che cosa no, e di esporre i nostri suggerimenti all'editore (nel caso passasse e ci leggesse).


N.B. (1): nelle intenzioni di chi scrive questo topic nasce con l'intento di raggruppare tutti i post che hanno per tema valutazioni di carattere generale sull'operato della casa editrice ed eventuali lamentele e critiche, alleggerendo così i topic dedicati alle uscite mensili o quelli che hanno per oggetto i progetti futuri.

N.B. (2): come sottolineato in apertura, il presupposto essenziale affinchè questo topic possa esistere ed essere di una qualche utilità risiede nell'elevato livello di educazione che dovranno avere tutti gli utenti che parteciperanno alla discussione.


E con ciò diamo il via alle danze  :lol:
« Ultima modifica: 30 Maggio 2014, 19:26:08 da Azrael »

Offline Ryo Narushima

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Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
« Risposta #1 il: 03 Dicembre 2019, 14:57:37 »
  • Il fumetto è solo un'impressione che si sia espanso con gli anni, è la rete che riunisce quei pochi appassionati, ma restano sempre gli stessi alla fine. L'unico mercato che davvero si è espanso alle masse è quello dei videogame, e ci è riuscito sopratutto grazie al cambio culturale che non ti bolla più come sfigato asociale che gioca. Alla fine è tutto dovuto alla cultura e alle mode, se non cambiano queste c'è poco da espandersi.
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    Offline Lumatt

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #2 il: 03 Dicembre 2019, 14:59:43 »
  • Il fumetto è solo un'impressione che si sia espanso con gli anni, è la rete che riunisce quei pochi appassionati, ma restano sempre gli stessi alla fine. L'unico mercato che davvero si è espanso alle masse è quello dei videogame, e ci è riuscito sopratutto grazie al cambio culturale che non ti bolla più come sfigato asociale che gioca. Alla fine è tutto dovuto alla cultura e alle mode, se non cambiano queste c'è poco da espandersi.

    Assolutamente d' accordo.
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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #3 il: 03 Dicembre 2019, 15:02:06 »
  • Io do la colpa a tre fattori:
    A) ci sono molti meno figli che nei tempi passati, quindi le vendite sono destinate ad un continuo calo.

    B) la lettura è uno degli hobby che non prende piede, vuoi per la debole spinta che si dà al medium, vuoi perché tutt'ora viene visto come un hobby sfigato.


    C) tra Netflix, Youtube, Twitch, videogiochi potenzialmente infiniti ( Minecraft, Fortnite o Fifa), il fumetto non ha modi per potersi far valere. I giovani sono letteralmente bombardati da offerte di passatempi più immediati ed economiche di un fumetto.


    Purtroppo siamo nell'era dell'apparire e gran parte dei genitori sono più tonti dei figli. Un bambino di 10 anni con il cellulare che costa uno stipendio non darà mai valore ai soldi spesi per quel telefono, ed allo stesso modo il genitore non lo sta aiutando a fargli sviluppare una coscienza ed un modo di ragionare in autonomia dalla massa.
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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #4 il: 03 Dicembre 2019, 15:03:40 »
  • Guarda, quel che dici è in parte vero e io concordo anche parzialmente. Cioè che è un cane che si mangia la coda.
    E no, gli italiani non sono tra i più ignoranti del mondo, ma leggono molto meno di altri. E questo è un fatto che colpisce i fumetti, i libri e le riviste.

    Quanto ai soldi, io non ho figli ma se guardi i ragazzini di oggi hanno a 10 anni uno smartphone e non hanno problemi a farsi comprare la console appena uscita.
    Quindi è la scelta di non dedicare soldi a un prodotto che non attira più o che secondo loro non ha niente da dire. Da ciò il tentativo disperato di risollevarli attraverso i film.
    Poi hanno capito che si attingeva a due bacini di clientela diversi, ma vabbè.

    Per molti poi i fumetti sono roba da bambini o da nerd, la maggior parte delle persone, anche istruite, non sa che esiste altro oltre ai prodotti per giovanissimi. E su questo do ragione a Sissel, purtroppo è così quasi ovunque in Europa tranne che nei Paesi di lingua francese.

    Comunque da noi esiste(va) una cultura del fumetto. Un fumetto popolare, però. Un fumetto che si comprava in edicola e che era accessibile a tutti.
    Questa cultura, per via del progresso della tecnologia e di quanto detto sopra circa la lettura, è in pericolo e la scelta degli editori le darà il colpo di grazia.

    Smartphone e console li comprano anche a 150€ e poi durano anni. Un fumetto da 2/3€ per 24pp e che devi comprare 1 o 2 volte al mese, pesa di più anche solo mentalmente. Poi spesso sono anche bene di consumo degli adolescenti o di quella fascia che lavora, ma vive ancora coi genitori e qui fa molto la differenza. Quando si lavora anche all'inizio e si vive coi genitori ci sono molti più soldi da spendere rispetto al doversi comprare col proprio stipendio ogni cosa, dal cibo al pagarsi tasse, benzina, affitto/mutuo. Infatti si dice che spesso chi manda ancora avanti l'Italia sono i pensionati e i nonni o genitori più grandi, perchè ancora permettono alle classi sotto di avere qualcosa, ma che in futuro sarà un bel casino.

    La questione di persone con pregiudizi che giudicano i fumetti come roba da sfigati o minorati però c'è da sempre, anzi, oggi forse in misura minore che 30 anni fa, eppure vendevano di più ed i prezzi degli stessi era nettamente più abbordabili col potere d'acquisto che si aveva.

    Sulla sparizione della cultura da edicola e del prodotto popolare, la causa per me è stata anche quella di far sparire via via il materiale dalle edicole, ma non provare a supportare e pubblicizzare il mercato digitale che poteva fungere almeno parzialmente da tampone. Il disastro sarà compiuto proprio quando tutto diventerà per pochi e con soldi da spendere. Disastro per noi che amiamo le edizioni meno costose ovviamente, alle case editrici potrebbe andare anche bene per i soliti motivi dello stampare in base ai preordini... così come a tutto quel pubblico che nei recenti anni ha schifato lo spillato come un lebbroso e fatto virare sempre più il mercato sui soli volumi e di questa gente ne ho vista già tanta piangere, però in parte sono comunque causa del proprio male.

    Credo che comunque ormai siamo vicinissimi ad un cambiamento strutturale enorme e che nei prossimi anni ne vedremo delle belle (ma potenzialmente in senso negativo)

    La cosa triste è che anche solo in relazione ai fumetti, si finisce per pensare a quanto il nostro paese stia andando in malora e che probabilmente peggiorerà pure, come dicevo sopra, sspesso è tutta una conseguenza.

    Comunque per me il pensiero di Ryo non è del tutto realistico, la percezione che leggano solo le persone dei gruppi social è errata, c'è tanta gente che sui social non compare per più motivi,a ma compra e legge in silenzio. Il web è indicativo, ma assai parziale per trarre conclusioni.


    C) tra Netflix, Youtube, Twitch, videogiochi potenzialmente infiniti ( Minecraft, Fortnite o Fifa), il fumetto non ha modi per potersi far valere. I giovani sono letteralmente bombardati da offerte di passatempi più immediati ed economiche di un fumetto

    Una delle ragioni per cui in futuro, tutto o quasi potrebbe spostarsi su piattaforme in streaming, come avviene in parte già ora con Marvel Unlimited e Comixology, ma da noi come funzionerà? Già è dura nel mercato USA, figuriamoci in Italia dove siamo sempre restii a cambiare abitudini, sia noi, che chi sta sopra e vuole sempre il metodo per guadagnare più facilmente da subito e non rischiare di guadagnare anche maggiormente, ma in prospettiva.
    « Ultima modifica: 03 Dicembre 2019, 15:10:42 da Cosmonauta »


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    Offline SisselMarston

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #5 il: 03 Dicembre 2019, 15:03:45 »
  • Il fumetto è solo un'impressione che si sia espanso con gli anni, è la rete che riunisce quei pochi appassionati, ma restano sempre gli stessi alla fine. L'unico mercato che davvero si è espanso alle masse è quello dei videogame, e ci è riuscito sopratutto grazie al cambio culturale che non ti bolla più come sfigato asociale che gioca. Alla fine è tutto dovuto alla cultura e alle mode, se non cambiano queste c'è poco da espandersi.

    Assolutamente d' accordo.
    E rendere "figo" leggere fumetti è difficile...

    Si può, infatti Zerocalcare c'è riuscito, cosi come altri autori social, anche se cosa non facilissima, ma in teoria si può, sopratutto in libreria che è l'unico mercato dove il fumetto è in crescita, risetto all'edicola almeno, ed è chiaro che quindi gli autori puntino quindi tutto lì.

    Offline SisselMarston

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #6 il: 03 Dicembre 2019, 15:13:14 »

  • Una delle ragioni per cui in futuro, tutto o quasi potrebbe spostarsi su piattaforme in streaming, come avviene in parte già ora con Marvel Unlimited e Comixology, ma da noi come funzionerà? Già è dura nel mercato USA, figuriamoci in Italia dove siamo sempre restii a cambiare abitudini, sia noi che chi sta sopra e vuole sempre il metodo per guadagnare più facilmente da subito e non rischiare di guadagnare anche maggiormente, ma in prospettiva.

    Cosmo, sempre chiuse nelle tue convinzioni. Ma lo vuoi capire che una osa come Netflix in Italia non possibile ? orca miseria lo dicono quelli cne nel settore ci vivono, e devi caire che tu non sei più intelligente di loro ne esperto di marketing- In un mercato dove ci stanno cosi tanti lettori una cosa del genere non è possibile, come a momenti neanche sta altrove una cosa del genere non è l'italia il problema. Non fare il qualunquista. Come una cosa del genere magari farebbe arrivare nuovi lettori, cosi ne potrebbe far scapare di vecchi che non ne vogliono sapere di sta cosa magari facendo passare la voglia, e alla fine le cifre sempre tanto potrebbe restare, che sono sempre esigue perché non c'è la cultura dietro. Se conveniva cosi tanto ci avrebbero già pensato tutti gli editori, eppure nessuno l'ha fatto nonostante sia stato dimostrato che alla panini interessano solo i soldi, ma nonostante questo niente, perché se risparmi i soldi della carta da una parte hai nuove spese dall'altra, e tutto questo con il fatto che ogni novità orta sia nuovi lettori che vecchi ad andarsene, come ho detto.
    Tutti esperti di marketing più degli editori e chi ci lavora nel settore, se sapete farlo proponetevi e mettete tutto in moto voi.

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #7 il: 03 Dicembre 2019, 15:15:26 »
  • Noi siamo l'unico paese che ha la Bonelli, che da 70 anni fa uscire ogni mese in edicola lo stesso albo ad un prezzo popolare, che ha lanciato tantissime altre serie di valore e che ha il grandissimo pregio di sapersi reinventare nonostante gli anni.
    Perdere la possibilità di avere delle uscite in edicola a prezzo ridotto sarà davvero brutto, anche perchè lo spillato è inevitabilmente il modo più semplice per cominciare a leggere comics: se prima 1 ragazzo su 100 lo riuscivi a convincere ad acquistare lo spillato di Spiderman o Batman, se adesso ci chiudiamo nelle fumetterie avremo che gli acquirenti saranno potenzialmente molto molto meno.

    Questo è il motivo per cui la loro scusa di dire che faranno uno spillato con carta superbellissima, certificazioni ONU, copertina translucida in pelle di coccodrillo è una ca*****: lo spillato per definizione dovrebbe essere economico, magari anche stampata su carta igienica e riciclata...chi se ne frega della qualità, lo spillato deve essere economico e quanto più vicino alle uscite americane. A chi piace poi la storia o la gestione è rivolta l'offerta di cartonati, omnibus, deluxe ect ect


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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #8 il: 03 Dicembre 2019, 15:17:39 »
  • Però Zerocalcare è il tipico autore capace di attirare anche i "casual". Un po' come i giochini da tablet, che non hanno niente a che fare con i videogames più "hardcore", se mi passate il termine.

    Però se si pensa che a Lucca sono capaci ogni anno di fare cifre stellari proprio tra i casual, gente che avrà visto tre puntate del Treno di spade, un po' di tristezza mi viene.  A me sta cosa non piace, o sei appassionato di fumetti o non lo sei, le fiere fanno i numeri ma sono anche piene di roba che con i fumetti non ha niente a che fare.
    Non so neanche se voglio una cosa del genere, ma tant'è.

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #9 il: 03 Dicembre 2019, 15:25:19 »
  • I solidi veri nel settore si fanno proprio con tutto, tranne che sui fumetti  :asd:

    Offline Lumatt

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #10 il: 03 Dicembre 2019, 15:26:29 »
  • Il fumetto è solo un'impressione che si sia espanso con gli anni, è la rete che riunisce quei pochi appassionati, ma restano sempre gli stessi alla fine. L'unico mercato che davvero si è espanso alle masse è quello dei videogame, e ci è riuscito sopratutto grazie al cambio culturale che non ti bolla più come sfigato asociale che gioca. Alla fine è tutto dovuto alla cultura e alle mode, se non cambiano queste c'è poco da espandersi.

    Assolutamente d' accordo.
    E rendere "figo" leggere fumetti è difficile...

    Si può, infatti Zerocalcare c'è riuscito, cosi come altri autori social, anche se cosa non facilissima, ma in teoria si può, sopratutto in libreria che è l'unico mercato dove il fumetto è in crescita, risetto all'edicola almeno, ed è chiaro che quindi gli autori puntino quindi tutto lì.

    Occhio che ho scritto difficile, non impossibile eh  ;)

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    Re:Panini Comics: considerazioni, analisi, perplessità e critiche
    « Risposta #11 il: 03 Dicembre 2019, 15:26:38 »

  • Cosmo, sempre chiuse nelle tue convinzioni. Ma lo vuoi capire che una osa come Netflix in Italia non possibile ? orca miseria lo dicono quelli cne nel settore ci vivono, e devi caire che tu non sei più intelligente di loro ne esperto di marketing- In un mercato dove ci stanno cosi tanti lettori una cosa del genere non è possibile, come a momenti neanche sta altrove una cosa del genere non è l'italia il problema. Non fare il qualunquista. Come una cosa del genere magari farebbe arrivare nuovi lettori, cosi ne potrebbe far scapare di vecchi che non ne vogliono sapere di sta cosa magari facendo passare la voglia, e alla fine le cifre sempre tanto potrebbe restare, che sono sempre esigue perché non c'è la cultura dietro. Se conveniva cosi tanto ci avrebbero già pensato tutti gli editori, eppure nessuno l'ha fatto nonostante sia stato dimostrato che alla panini interessano solo i soldi, ma nonostante questo niente, perché se risparmi i soldi della carta da una parte hai nuove spese dall'altra, e tutto questo con il fatto che ogni novità orta sia nuovi lettori che vecchi ad andarsene, come ho detto.
    Tutti esperti di marketing più degli editori e chi ci lavora nel settore, se sapete farlo proponetevi e mettete tutto in moto voi.

    Io resto dei miei pensieri e delle mie opinioni e come ogni persona pensante e fino a prova contraria lo sei anche tu e anche gli altri, siamo qui proprio per condividere le nostre impressioni, le nostre valutazioni in base a quel poco di concreto che abbiamo nella mani. Altrimenti arriverebbe il saputello di turno, direbbe la sua e finita lì. Pensa quante pagine e pagine e pagine avremmo sbagliato tutti quanti a commentare scrivendo noi tutti, delle nostre semplici opinioni, o chiamale convinzioni se ti fa credere che quelle altrui siano sbagliate.

    Le persone del settore dicono cose diverse, dipende a chi chiedi e questo già fa capire quanto il panorama è vasto e di difficile conclusione.

    Il futuro per come vanno le cose nel mercato popolare, per me sono servizi in streaming e futuro non significa domani o entro il 2021.
    Poi ho precisato che è già di difficile uso negli USA e figuriamoci noi, che notoriamente e culturalmente siamo un paese molto tradizionalista. Poi che spesso si preferisca guadagnare oggi, piuttosto che rischiare e guadagnare potenzialmente meglio in prospettiva idem. Sono valutazioni e soprattutto opinioni, non serve che ti scaldi tanto solo perchè leggi il mio nickname, sono passati i tempi di 10 anni fa coi videogiochi, scioglielo quel nodo al dito.

    Quando noi tutti saremo non pensanti, penderemo dalle labbra di Tizio o Caio che sia, sperando che però dicano tutti la stessa cosa e non che ognuno dica una cosa diversa, dando quindi l'impressione finale di volersi portare l'acqua al proprio mulino.


    Però Zerocalcare è il tipico autore capace di attirare anche i "casual". Un po' come i giochini da tablet, che non hanno niente a che fare con i videogames più "hardcore", se mi passate il termine.

    Però se si pensa che a Lucca sono capaci ogni anno di fare cifre stellari proprio tra i casual, gente che avrà visto tre puntate del Treno di spade, un po' di tristezza mi viene.  A me sta cosa non piace, o sei appassionato di fumetti o non lo sei, le fiere fanno i numeri ma sono anche piene di roba che con i fumetti non ha niente a che fare.
    Non so neanche se voglio una cosa del genere, ma tant'è.

    I casual piacciono da sempre ad ogni azienda. Sono quelli che se riesci ad attirarli, ti fanno fare numeri enormi. Soprattutto oggi dove spesso c'è un po' la sensazione di società da mente alveare. Guarda i successi dei cinecomics Marvel. In parte è derivante dallo stesso concetto.
    « Ultima modifica: 03 Dicembre 2019, 15:50:05 da Cosmonauta »


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    « Risposta #12 il: 03 Dicembre 2019, 17:31:41 »
  • Purtroppo non ci vuole chissà quale esperto per capire che un modello alla netflix sui fumetti, in Italia al momento sarebbe un suicidio commerciale. Per lo meno con un abbonamento a prezzo popolare, che presupporrebbe una grande quantità di abbonati per guadagnare qualcosa. Già i lettori di fumetti in generale sono pochi, molti di questi poi essendo anche collezionisti o semplicemente amanti della vecchia carta non pagherebbero mai per un fumetto digitale, senza contare quelli che farebbero il caro vecchio discorso all'italiana: "Se devo leggere in digitale perchè pagare, se lo trovo online gratis?". Probabilmente anche se tutti i lettori leggessero solo in digitale, con 10 euro al mese non manderebbero avanti la baracca.

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    « Risposta #13 il: 03 Dicembre 2019, 17:44:08 »
  • Purtroppo non ci vuole chissà quale esperto per capire che un modello alla netflix sui fumetti, in Italia al momento sarebbe un suicidio commerciale. Per lo meno con un abbonamento a prezzo popolare, che presupporrebbe una grande quantità di abbonati per guadagnare qualcosa. Già i lettori di fumetti in generale sono pochi, molti di questi poi essendo anche collezionisti o semplicemente amanti della vecchia carta non pagherebbero mai per un fumetto digitale, senza contare quelli che farebbero il caro vecchio discorso all'italiana: "Se devo leggere in digitale perchè pagare, se lo trovo online gratis?". Probabilmente anche se tutti i lettori leggessero solo in digitale, con 10 euro al mese non manderebbero avanti la baracca.

    Infatti è un qualcosa di futuro e per futuro si intende davvero futuro, quindi dal decennio a salire e nel caso non credo saranno gli editori singoli che acquistano i diritti per pubblicare materiale estero, ma direttamente l'editore principale che al massimo inizierà a far tradurre in più lingue sui suoi sistemi digitali e questo avverrebbe nel caso di un calasso totale del mercato, ossia quando non converrà nemmeno più acquisire i diritti per pubblicare. Oggi è un'ipotesi remota, ma domani potrebbe essere l'attualità.

    Discorso diverso se si vuole tentare qualcosa da subito e qua trovo più probabile il modello che proponeva Kaz, ossia prezzi del digitale più bassi del cartaceo, ma non economicissimi per il formato. Ad esempio un fumetto che da Gennaio in cartaceo costerà 3€ lo metti in digitale a 1.50-2€ (semplifico al massimo).

    È chiaro che l'azienda punti sul guadagno maggiore nel presente, anche a costo di un guadagno maggiore in futuro, ma che rischioso e che quindi come potrebbe farti andar meglio, potrebbe farti andare pure peggio. Oggi si preferisce galleggiare e sfruttare sempre di più il bacino di lettori aumentando i prezzi e calando le tirature. Però è un sistema che prima o poi collasserà.

    Comunque un servizio da 10-15€ mensili sottoscritto da TUTTI i lettori sarebbe un'enorme cifra. Spesso pensiamo che tutti i lettori si spendono 100-200€ al mese, ma c'è gente che si spende i soldi di un singolo albo o meno (se d'uscita più irregolare) con la differenza che il digitale ha molti meno costi anche per chi produce e una cifra bassa di un sistema d'abbonamento con cataloghi enormi, fa sempre gola anche a quel pubblico più casual che spesso si cerca. Prima di Netflix c'era tanta gente che vedeva poche serie TV, ma un servizio così grande e a buon mercato, ha attirato tantissima utenza e anche lì vige un po' il discorso del "se è gratis, perchè pagare?", tutto quello che si trova su Netflix, lo si trova in pochi secondi in streaming gratis.

    Però ripeto, tolta l'eventualità di uscite di costo poco inferiore a quelle del cartaceo, ad oggi è chiaro che per l'Italia un sistema alla Marvel Unlimited sia purtroppo impossibile, ma le cose cambiano velocemente in un anno, buttando la mente al mercato che ci sarà tra 10 anni, il tutto diventa più plausibile.

    Sull'immediato per me vedremo già cambiamenti di mercato da questa primavera o al massimo dall'autunno 2020. Da un lato sono molto curioso, ma dall'altro sono anche molto preoccupato.


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    Offline Noiro

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    « Risposta #14 il: 03 Dicembre 2019, 18:03:59 »
  • Purtroppo non ci vuole chissà quale esperto per capire che un modello alla netflix sui fumetti, in Italia al momento sarebbe un suicidio commerciale. Per lo meno con un abbonamento a prezzo popolare, che presupporrebbe una grande quantità di abbonati per guadagnare qualcosa. Già i lettori di fumetti in generale sono pochi, molti di questi poi essendo anche collezionisti o semplicemente amanti della vecchia carta non pagherebbero mai per un fumetto digitale, senza contare quelli che farebbero il caro vecchio discorso all'italiana: "Se devo leggere in digitale perchè pagare, se lo trovo online gratis?". Probabilmente anche se tutti i lettori leggessero solo in digitale, con 10 euro al mese non manderebbero avanti la baracca.

    Ma è lo stesso discorso che si poteva dire con Spotify o Netflix.

    Una Bonelli potrebbe avere una rinascita con il digitale, evidentemente hanno paura di perdere gli incassi delle ristampe tra quotidiani e volumoni da libreria.
    C'è pure da considerare che il mercato bonelliano è solamente italiano (e croato), però potrebbe fare il miracolo se si provasse con l'inglese.

    Magari creare delle leggi che abbattino la pirateria.


    Comunque per me questo abbandono della cultura deriva dalla prepotenza con cui, dall'arrivo di Berlusconi in poi, c'è stata una sempre più spinta corsa verso il celebrare il trash, l'ignoranza e il mors tua vita mea, tra grandi fratelli, Maria de Filippi e talent.
    È come se vigesse la convinzione che studiare o farcela è tutto frutto del caso e del bel faccino, lo studio e la costanza sono perdita di tempo.
    « Ultima modifica: 03 Dicembre 2019, 18:16:59 da Orion »
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