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Dragonero - di Enoch, Vietti e Matteoni

Started by Mordecai Wayne, 09 December 2011, 15:14:11

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Auross

Devo dire che a conti fatti ho apprezzato questo primo story arc di Dragonero, anche se sento di dovermi accodare a voi altri sulla questione delle critiche ad esso rivolte.
Puntualizzo che di Enoch ho letto solamente il primo omnibus di Gea e questi 4 numeri di Dragonero, però noto in queste sue opere una tendenza di fondo, ovvero quella di pescare a piene mani nel tradizionalismo, nel consolidato, nel "già fatto" e da lì strutturare le sue storie, che attenzione, non sono male, ma peccano di originalità e per la troppa semplicità.
Ad esempio Dragonero è classificabile come un fantasy classicissimo: non c'è quasi nulla che non sia già stato visto da qualche parte, e questa volontà di creare un mondo narrativo di questo genere mi fa pensare che Enoch sia voluto andare sul sicuro, strutturando una storia facilmente riconoscibile come "fantasy" evitando che i lettori italiani si trovassero di fronte a qualcosa di assolutamente non familiare.
E qui partono le speculazioni: siamo noi lettori italiani una community di persone attaccate al classico e alla tradizione?
In parte mi viene da rispondere sì considerando la gamma di fumetti bonelliani, e questo giustificherebbe in parte il discorso trattato qui sopra (anche se l'ultima scelta è sempre dell'autore e non del tutto del mercato, sia chiaro).

Poi boh, un'altra cosa che mi ha dato leggermente fastidio, soprattutto nel secondo e terzo volume, è l'eccessiva fretta con cui vengono trattate certe parti della storia.

Mordecai Wayne

Si ma dovete anche dare il tempo alla serie di carburare. Penso che questi sono discorsi che si potranno affrontare tra una decina di numeri.
Per questi primi era ovvio che gli autori andassero a pescare in qualcosa di facile comprensione per i lettori.
Van Helsing: A moment ago, I stumbled upon a most amazing phenomena. Something so incredible, I mistrust my own judgement.
Look!


Ganthet

#167
Quote from: Auross on 09 October 2013, 14:24:59
Devo dire che a conti fatti ho apprezzato questo primo story arc di Dragonero, anche se sento di dovermi accodare a voi altri sulla questione delle critiche ad esso rivolte.
Puntualizzo che di Enoch ho letto solamente il primo omnibus di Gea e questi 4 numeri di Dragonero, però noto in queste sue opere una tendenza di fondo, ovvero quella di pescare a piene mani nel tradizionalismo, nel consolidato, nel "già fatto" e da lì strutturare le sue storie, che attenzione, non sono male, ma peccano di originalità e per la troppa semplicità.
Ad esempio Dragonero è classificabile come un fantasy classicissimo: non c'è quasi nulla che non sia già stato visto da qualche parte, e questa volontà di creare un mondo narrativo di questo genere mi fa pensare che Enoch sia voluto andare sul sicuro, strutturando una storia facilmente riconoscibile come "fantasy" evitando che i lettori italiani si trovassero di fronte a qualcosa di assolutamente non familiare.
E qui partono le speculazioni: siamo noi lettori italiani una community di persone attaccate al classico e alla tradizione?
In parte mi viene da rispondere sì considerando la gamma di fumetti bonelliani, e questo giustificherebbe in parte il discorso trattato qui sopra (anche se l'ultima scelta è sempre dell'autore e non del tutto del mercato, sia chiaro).

Poi boh, un'altra cosa che mi ha dato leggermente fastidio, soprattutto nel secondo e terzo volume, è l'eccessiva fretta con cui vengono trattate certe parti della storia.

In che senso scusa? Prova a trovarmi fumetti di fantascienza del calibro di Nathan Never, con una continuity lunga oltre 260 numeri+speciali+tie in vari che vende ancora e che, a mio parere, può essere considerato un fumetto di qualità. Poi che la maggior parte dei lettori Bonelli di vecchia data non si apra ad altri generi (e su questo NON ci metterei la mano sul fuoco) è un altro paio di maniche, ma purtroppo c'è un gap generazionale non indifferente. La realtà italiana è viva e vegeta e in costante evoluzione (vedi il progetto Orfani). Non so cosa ti aspettassi tu da Dragonero, ma io che ho appena finito di leggere il quinto numero (il primo per me) mi sento pienamente appagato. Il mondo fantasy è questo, stravolgerlo significherebbe denaturarlo. Non bisogna cercare rivoluzione o sperimentazione (che nelle maggior parte diventa fine a sé stessa) a tutti i costi: un prodotto classico ma godibile come Dragonero, capace di regalarmi un oretta di divertimento per me non pregiudica assolutamente i gusti degli italiani (anche perchè non è che all' estero si giochi chissà quale gioco: i fumetti americani sono nel bene e nel male sempre gli stessi da sempre e così via).

Comunque ottimo numero, ora mi faccio ridare il volumozzo delle grandi storie che avevo regalato ad un mio amico pensando che non avrei mai cominciato questa serie, in quanto alcune parti mi sfuggono  :asd:
Sorry but you are not allowed to view spoiler contents.

Auross

Quote from: Ganthet on 13 October 2013, 19:53:28
In che senso scusa? Prova a trovarmi fumetti di fantascienza del calibro di Nathan Never, con una continuity lunga oltre 260 numeri+speciali+tie in vari che vende ancora e che, a mio parere, può essere considerato un fumetto di qualità. Poi che la maggior parte dei lettori Bonelli di vecchia data non si apra ad altri generi (e su questo NON ci metterei la mano sul fuoco) è un altro paio di maniche, ma purtroppo c'è un gap generazionale non indifferente. La realtà italiana è viva e vegeta e in costante evoluzione (vedi il progetto Orfani). Non so cosa ti aspettassi tu da Dragonero, ma io che ho appena finito di leggere il quinto numero (il primo per me) mi sento pienamente appagato. Il mondo fantasy è questo, stravolgerlo significherebbe denaturarlo. Non bisogna cercare rivoluzione o sperimentazione (che nelle maggior parte diventa fine a sé stessa) a tutti i costi: un prodotto classico ma godibile come Dragonero, capace di regalarmi un oretta di divertimento per me non pregiudica assolutamente i gusti degli italiani (anche perchè non è che all' estero si giochi chissà quale gioco: i fumetti americani sono nel bene e nel male sempre gli stessi da sempre e così via).

Quello che intendevo io non era un discorso sulla qualità delle testate, quanto piuttosto su quanta sperimentazione ci sia nel mercato italiano, ponendo una domanda in tale senso.
Con questo non voglio dire che in Italia non si sperimenta, piuttosto ho voluto utilizzare l'esempio di Dragonero, che ha un approccio classicissimo al fantasy, per chiedermi (e chiedere a voi tutti): quanto piace l'innovazione, la sperimentazione a noi lettori italiani?

Riguardo a Dragonero, anche io sono dell'idea che l'approccio classico, se fatto bene, non tolga assolutamente nulla alla qualità del fumetto; però c'è anche da dire che essendo un genere molto sviscerato negli ultimi anni in una grande multitudine di media, leggere Dragonero può portarti a strappare quel "Buono, però è roba già vista davvero tante volte" come è successo a me, proprio perchè in questo primo story arc si è posto (sempre secondo la mia opinione) come una delle tante storie che trattano il genere senza primeggiare per originalità a riguardo.
Poi come diceva Mordecai Wayne, in maniera giusta tra l'altro, bisognerà aspettare un pò per vedere che direzione prenderà la serie, e in quel caso un giudizio più globale sarà possibile.

Ganthet

Quote from: Auross on 15 October 2013, 16:19:21
Quote from: Ganthet on 13 October 2013, 19:53:28
In che senso scusa? Prova a trovarmi fumetti di fantascienza del calibro di Nathan Never, con una continuity lunga oltre 260 numeri+speciali+tie in vari che vende ancora e che, a mio parere, può essere considerato un fumetto di qualità. Poi che la maggior parte dei lettori Bonelli di vecchia data non si apra ad altri generi (e su questo NON ci metterei la mano sul fuoco) è un altro paio di maniche, ma purtroppo c'è un gap generazionale non indifferente. La realtà italiana è viva e vegeta e in costante evoluzione (vedi il progetto Orfani). Non so cosa ti aspettassi tu da Dragonero, ma io che ho appena finito di leggere il quinto numero (il primo per me) mi sento pienamente appagato. Il mondo fantasy è questo, stravolgerlo significherebbe denaturarlo. Non bisogna cercare rivoluzione o sperimentazione (che nelle maggior parte diventa fine a sé stessa) a tutti i costi: un prodotto classico ma godibile come Dragonero, capace di regalarmi un oretta di divertimento per me non pregiudica assolutamente i gusti degli italiani (anche perchè non è che all' estero si giochi chissà quale gioco: i fumetti americani sono nel bene e nel male sempre gli stessi da sempre e così via).

Quello che intendevo io non era un discorso sulla qualità delle testate, quanto piuttosto su quanta sperimentazione ci sia nel mercato italiano, ponendo una domanda in tale senso.
Con questo non voglio dire che in Italia non si sperimenta, piuttosto ho voluto utilizzare l'esempio di Dragonero, che ha un approccio classicissimo al fantasy, per chiedermi (e chiedere a voi tutti): quanto piace l'innovazione, la sperimentazione a noi lettori italiani?

Riguardo a Dragonero, anche io sono dell'idea che l'approccio classico, se fatto bene, non tolga assolutamente nulla alla qualità del fumetto; però c'è anche da dire che essendo un genere molto sviscerato negli ultimi anni in una grande multitudine di media, leggere Dragonero può portarti a strappare quel "Buono, però è roba già vista davvero tante volte" come è successo a me, proprio perchè in questo primo story arc si è posto (sempre secondo la mia opinione) come una delle tante storie che trattano il genere senza primeggiare per originalità a riguardo.
Poi come diceva Mordecai Wayne, in maniera giusta tra l'altro, bisognerà aspettare un pò per vedere che direzione prenderà la serie, e in quel caso un giudizio più globale sarà possibile.

Boh, dipendi cosa intendi per sperimentazione e così via. Per me Dragonero fa benissimo il suo dovere fino ad ora. Vabbè vedremo più avanti come si evolverà la creatura di Enoch, io al momento sono in super scimmia per la dimostrazione del GDR a Lucca  :evilgrin:

Auross

Quote from: Ganthet on 15 October 2013, 17:18:40
Quote from: Auross on 15 October 2013, 16:19:21
Quote from: Ganthet on 13 October 2013, 19:53:28
In che senso scusa? Prova a trovarmi fumetti di fantascienza del calibro di Nathan Never, con una continuity lunga oltre 260 numeri+speciali+tie in vari che vende ancora e che, a mio parere, può essere considerato un fumetto di qualità. Poi che la maggior parte dei lettori Bonelli di vecchia data non si apra ad altri generi (e su questo NON ci metterei la mano sul fuoco) è un altro paio di maniche, ma purtroppo c'è un gap generazionale non indifferente. La realtà italiana è viva e vegeta e in costante evoluzione (vedi il progetto Orfani). Non so cosa ti aspettassi tu da Dragonero, ma io che ho appena finito di leggere il quinto numero (il primo per me) mi sento pienamente appagato. Il mondo fantasy è questo, stravolgerlo significherebbe denaturarlo. Non bisogna cercare rivoluzione o sperimentazione (che nelle maggior parte diventa fine a sé stessa) a tutti i costi: un prodotto classico ma godibile come Dragonero, capace di regalarmi un oretta di divertimento per me non pregiudica assolutamente i gusti degli italiani (anche perchè non è che all' estero si giochi chissà quale gioco: i fumetti americani sono nel bene e nel male sempre gli stessi da sempre e così via).

Quello che intendevo io non era un discorso sulla qualità delle testate, quanto piuttosto su quanta sperimentazione ci sia nel mercato italiano, ponendo una domanda in tale senso.
Con questo non voglio dire che in Italia non si sperimenta, piuttosto ho voluto utilizzare l'esempio di Dragonero, che ha un approccio classicissimo al fantasy, per chiedermi (e chiedere a voi tutti): quanto piace l'innovazione, la sperimentazione a noi lettori italiani?

Riguardo a Dragonero, anche io sono dell'idea che l'approccio classico, se fatto bene, non tolga assolutamente nulla alla qualità del fumetto; però c'è anche da dire che essendo un genere molto sviscerato negli ultimi anni in una grande multitudine di media, leggere Dragonero può portarti a strappare quel "Buono, però è roba già vista davvero tante volte" come è successo a me, proprio perchè in questo primo story arc si è posto (sempre secondo la mia opinione) come una delle tante storie che trattano il genere senza primeggiare per originalità a riguardo.
Poi come diceva Mordecai Wayne, in maniera giusta tra l'altro, bisognerà aspettare un pò per vedere che direzione prenderà la serie, e in quel caso un giudizio più globale sarà possibile.

Boh, dipendi cosa intendi per sperimentazione e così via. Per me Dragonero fa benissimo il suo dovere fino ad ora. Vabbè vedremo più avanti come si evolverà la creatura di Enoch, io al momento sono in super scimmia per la dimostrazione del GDR a Lucca  :evilgrin:

Ecco, tanto per parlare di Dragonero, oggi sono passato in fumetteria e lo avevano già terminato  <_<
Spero che non vada esaurito subito, sennò reperirlo sarà impossibile!

Nightmist

Nah prova fare un giro per edicole e vedrai che lo trovi, mi sembra strano che vada esaurito, a meno che non abbiano ridotto di molto la tiratura. da me te lo tirano addosso  :P

Ganthet

Quote from: Auross on 15 October 2013, 20:10:45
Quote from: Ganthet on 15 October 2013, 17:18:40
Quote from: Auross on 15 October 2013, 16:19:21
Quote from: Ganthet on 13 October 2013, 19:53:28
In che senso scusa? Prova a trovarmi fumetti di fantascienza del calibro di Nathan Never, con una continuity lunga oltre 260 numeri+speciali+tie in vari che vende ancora e che, a mio parere, può essere considerato un fumetto di qualità. Poi che la maggior parte dei lettori Bonelli di vecchia data non si apra ad altri generi (e su questo NON ci metterei la mano sul fuoco) è un altro paio di maniche, ma purtroppo c'è un gap generazionale non indifferente. La realtà italiana è viva e vegeta e in costante evoluzione (vedi il progetto Orfani). Non so cosa ti aspettassi tu da Dragonero, ma io che ho appena finito di leggere il quinto numero (il primo per me) mi sento pienamente appagato. Il mondo fantasy è questo, stravolgerlo significherebbe denaturarlo. Non bisogna cercare rivoluzione o sperimentazione (che nelle maggior parte diventa fine a sé stessa) a tutti i costi: un prodotto classico ma godibile come Dragonero, capace di regalarmi un oretta di divertimento per me non pregiudica assolutamente i gusti degli italiani (anche perchè non è che all' estero si giochi chissà quale gioco: i fumetti americani sono nel bene e nel male sempre gli stessi da sempre e così via).

Quello che intendevo io non era un discorso sulla qualità delle testate, quanto piuttosto su quanta sperimentazione ci sia nel mercato italiano, ponendo una domanda in tale senso.
Con questo non voglio dire che in Italia non si sperimenta, piuttosto ho voluto utilizzare l'esempio di Dragonero, che ha un approccio classicissimo al fantasy, per chiedermi (e chiedere a voi tutti): quanto piace l'innovazione, la sperimentazione a noi lettori italiani?

Riguardo a Dragonero, anche io sono dell'idea che l'approccio classico, se fatto bene, non tolga assolutamente nulla alla qualità del fumetto; però c'è anche da dire che essendo un genere molto sviscerato negli ultimi anni in una grande multitudine di media, leggere Dragonero può portarti a strappare quel "Buono, però è roba già vista davvero tante volte" come è successo a me, proprio perchè in questo primo story arc si è posto (sempre secondo la mia opinione) come una delle tante storie che trattano il genere senza primeggiare per originalità a riguardo.
Poi come diceva Mordecai Wayne, in maniera giusta tra l'altro, bisognerà aspettare un pò per vedere che direzione prenderà la serie, e in quel caso un giudizio più globale sarà possibile.

Boh, dipendi cosa intendi per sperimentazione e così via. Per me Dragonero fa benissimo il suo dovere fino ad ora. Vabbè vedremo più avanti come si evolverà la creatura di Enoch, io al momento sono in super scimmia per la dimostrazione del GDR a Lucca  :evilgrin:

Ecco, tanto per parlare di Dragonero, oggi sono passato in fumetteria e lo avevano già terminato  <_<
Spero che non vada esaurito subito, sennò reperirlo sarà impossibile!

I Bonelli conviene farseli in edicola, le fumetteria hanno un guadagno di pochissimi centesimi ad albo ed ovviamente non stanno ad ordinarne troppi, nè a guardare se arrivano per tempo.

alexmarvel

Purtroppo anche quest'albo non mi ha convinto. Non riesco ad identificare bene cosa non mi piaccia in particolare, forse alcuni dettagli come i nomi dati a persone, luoghi o cose che salto a piè pari a volte oppure la sensazione che la storia più che raccontare la vita e le avventure dei personaggi si incentri a spiegare il mondo in cui vivono e le cose che esistono in quel mondo cioè mi sembra tutta una grossa descrizione mascherata da qualche dialogo scialbo e qualche episodio che su di me non fa presa.
Aspetto comunque che si concluda il primo anno di pubblicazione per decidere cosa fare.

Nightmist

A me invece questo numero è piaciuto, sembra quasi non succeda niente ma ci vengono date tante informazioni sul contesto in cui si muove Ian, tra l'altro mi è piaciuto il suo confronto con Alben alla fine dell'albo. Preferisco una storia del genere, a roba con scene action da macho e dialoghi da film trash anni 80'  :asd:

Ganthet

Quote from: Nightmist on 17 October 2013, 17:12:53
A me invece questo numero è piaciuto, sembra quasi non succeda niente ma ci vengono date tante informazioni sul contesto in cui si muove Ian, tra l'altro mi è piaciuto il suo confronto con Alben alla fine dell'albo. Preferisco una storia del genere, a roba con scene action da macho e dialoghi da film trash anni 80'  :asd:

:quoto:

il problema principale degli Scout comunque sono i ponti, che a quanto pare sono tutti rotti, e i dazi...maledette autostrade per l' Italia  :asd:

Asmina

Quote from: Ganthet on 16 October 2013, 12:09:50


I Bonelli conviene farseli in edicola, le fumetteria hanno un guadagno di pochissimi centesimi ad albo ed ovviamente non stanno ad ordinarne troppi, nè a guardare se arrivano per tempo.

Davvero? Io non la sapevo questa cosa! E pensare che volevo recuperare Dragonero e Orfani dopo l mega dilapidazione di money a Lucca Comics a fine mese... Allora mi consigliate di comprarli in edicola, eh? (Orfani #1 è uscito mercoledì, forse lo trovo ancora...)

Ganthet

a chi interessasse parlare del GDR di Dragonero che verrà presentato a Lucca e di quello che si aspetto da quest' ultimo

http://www.dcleaguers.it/forum/merchandising/dragonero-il-gdr-da-tavolo/

:)

Auross

Anche a me è piaciuto questo quinto numero, ho apprezzato molto la presentazione del gran numero di Scout compagni di Ian, tutti differenti e ben caratterizzati gli uni dagli altri a livello grafico.
A riguardo i disegni son davvero fatti bene, Gmor ha dei primi piani da paura in alcune tavole, credo che l'unica che sia stata disegnata sotto tono in alcuni frangenti è Sera.
Poi come diceva Nightmist (che stimo già solo per l'avatar, sappilo  :D) la cosa davvero interessante è la spiegazione del mondo di Dragonero, del funzionamento degli Scout e di come si muovono nel mondo: queste informazioni sono di vitale importanza per permettere al lettore di inquadrare questo fumetto e fargli cogliere gli elementi originali dell'opera che, come dicevo nei post precedenti, mancavano di esplicitazione nel primo story arc.
Spero che il prossimo numero continui su questa scia  :sisi:

Ganthet

Quote from: Auross on 19 October 2013, 12:37:03
Anche a me è piaciuto questo quinto numero, ho apprezzato molto la presentazione del gran numero di Scout compagni di Ian, tutti differenti e ben caratterizzati gli uni dagli altri a livello grafico.
A riguardo i disegni son davvero fatti bene, Gmor ha dei primi piani da paura in alcune tavole, credo che l'unica che sia stata disegnata sotto tono in alcuni frangenti è Sera.
Poi come diceva Nightmist (che stimo già solo per l'avatar, sappilo  :D) la cosa davvero interessante è la spiegazione del mondo di Dragonero, del funzionamento degli Scout e di come si muovono nel mondo: queste informazioni sono di vitale importanza per permettere al lettore di inquadrare questo fumetto e fargli cogliere gli elementi originali dell'opera che, come dicevo nei post precedenti, mancavano di esplicitazione nel primo story arc.
Spero che il prossimo numero continui su questa scia  :sisi:

da come viene presentato secondo me il prossimo numero sarà più simile ai primi quattro, almeno in termini di plot  :sisi: