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X-Men - di Lobdell, Nicieza, Kubert, AA.VV.

Started by Fantomex, 23 August 2011, 12:25:27

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Cosmonauta

Non lo so, quello dipende dai tuoi gusti, io posso dirti che a livello di testo ce ne sta molto meno di Claremont.

Vorador

Quote from: Cosmonauta on 05 September 2020, 09:53:05
Non lo so, quello dipende dai tuoi gusti, io posso dirti che a livello di testo ce ne sta molto meno di Claremont.

Credo che questo basti.
Poi ci sarà lo scoglio dei disegni di Romita Jr.  :lol:

Cosmonauta

Il Romita Jr di una volta non era il Romita Jr di oggi.

LoBoFyah

be in ogni caso in questi ultimi omnibus di lobdell i disegni fanno proprio schifo  :asd:

Colosso


Io non definirei Lobdell moderno. Le storie erano totalmente incentrate sull'introspezione dei personaggi  (che era anche una specialità di Claremont ma in maniera meno invasiva) e c'era scarsa attenzione su combattimenti e scene d'azione che invece X-Chris scriveva divinamente. Non che Lobdell non ci provasse ma non ne era proprio capace.
Inoltre mi irritava tantissimo in Scott la sua marcata simpatia o antipatia per certi personaggi, che caratterizzava tutta la sua gestione. I cinque X-Men originali per lui erano come divinità, in particolare Ciclope e l'Uomo ghiaccio, mai analizzati così in profondità. Xavier venne messo al centro di tutto e diventò ingombrante come con Claremont non era mai stato. Invece i preferiti di Claremont come Tempesta o anche Wolverine vennero scritti male e messi da parte. Inaccettabile l'odio dimostrato nei confronti di Colosso, a cui Lobdell fece succedere una catena di tragedie e catastrofi incredibili fino a privarlo della sua stessa vita.
In generale i gusti sono gusti ma non c'è proprio paragone fra i due scrittori, Lobdell sta 10 spanne sotto.

CABLE

Premettendo che amo (parecchio) queste storie, la scrittura di Lobdell è comunque datata, meno verbosa di Claremont ma assolutamente lontana dalla modernità del fumetto dai primi '00 in poi...

Vorador

Quote from: CABLE on 05 September 2020, 17:28:41
Premettendo che amo (parecchio) queste storie, la scrittura di Lobdell è comunque datata, meno verbosa di Claremont ma assolutamente lontana dalla modernità del fumetto dai primi '00 in poi...

era proprio questo che cercavo di capire  :ahsisi:
E pensare alle meraviglie che Peter David, invece, stava facendo a livello di scrittura su Hulk negli stessi anni (e anche molto prima).
Mah, a sto punto finirò a fatica il terzo omnibus di Claremont/Lee e proverò quello di Extinzione. Credo che quello sia un buon banco di prova per capire se Lobdell mi piace o no, giusto?

CABLE

Quote from: Vorador on 05 September 2020, 17:35:23
Quote from: CABLE on 05 September 2020, 17:28:41
Premettendo che amo (parecchio) queste storie, la scrittura di Lobdell è comunque datata, meno verbosa di Claremont ma assolutamente lontana dalla modernità del fumetto dai primi '00 in poi...

era proprio questo che cercavo di capire  :ahsisi:
E pensare alle meraviglie che Peter David, invece, stava facendo a livello di scrittura su Hulk negli stessi anni (e anche molto prima).
Mah, a sto punto finirò a fatica il terzo omnibus di Claremont/Lee e proverò quello di Extinzione. Credo che quello sia un buon banco di prova per capire se Lobdell mi piace o no, giusto?
Lo stile è quello. Meno aulico/pomposo ma a tratti ugualmente melodrammatico e ingenuotto. La scrittura è leggermente più snella ma non mancano (ad esempio) le lunghissime nuvolette in cui il personaggio esprime il suo stato d'animo e le successive didascalie che commentano il suddetto stato d'animo :lol:

Colosso

Comunque parlate dello stile di scrittura con nuvolette di pensiero e didascalie come se fosse il male assoluto. Questo è un modo di pensare da Millennials che non hanno capacità di concentrazione e vogliono finire la storia in 5 minuti. Certe storie di oggi contengono pochissimo dialogo, zero didascalie e sono formate da illustrazioni a tutta pagina, ma come qualità sono decisamente inferiori ai classici degli anni 80 e 90. Lo scrittore che lascia tutto il lavoro al disegnatore limitandosi al minimo indispensabile non è certo più bravo di un Claremont che scriveva un romanzo per sceneggiare 22 pagine. Il problema non sta in Claremont ma in chi crede che il fumetto non debba sfruttare le proprie tecniche base ma somigliare a un film dove nessuno commenta l'azione e non c'è spazio per i pensieri dei personaggi.
Per tornare a Lobdell, non è affatto meno verboso di Claremont, solo meno abile e interessante. Non possiede neanche l'abilità di X-Chris di seminare in ogni storia mille sottotrame e accenni ad avvenimenti futuri.

nickorso90

Quote from: CABLE on 05 September 2020, 17:48:32
Quote from: Vorador on 05 September 2020, 17:35:23
Quote from: CABLE on 05 September 2020, 17:28:41
Premettendo che amo (parecchio) queste storie, la scrittura di Lobdell è comunque datata, meno verbosa di Claremont ma assolutamente lontana dalla modernità del fumetto dai primi '00 in poi...

era proprio questo che cercavo di capire  :ahsisi:
E pensare alle meraviglie che Peter David, invece, stava facendo a livello di scrittura su Hulk negli stessi anni (e anche molto prima).
Mah, a sto punto finirò a fatica il terzo omnibus di Claremont/Lee e proverò quello di Extinzione. Credo che quello sia un buon banco di prova per capire se Lobdell mi piace o no, giusto?
Lo stile è quello. Meno aulico/pomposo ma a tratti ugualmente melodrammatico e ingenuotto. La scrittura è leggermente più snella ma non mancano (ad esempio) le lunghissime nuvolette in cui il personaggio esprime il suo stato d'animo e le successive didascalie che commentano il suddetto stato d'animo :lol:
Almeno non ci sono i pensieri che descrivono i disegni  :lolle:

Vorador

Quote from: Colosso on 05 September 2020, 18:58:47
Comunque parlate dello stile di scrittura con nuvolette di pensiero e didascalie come se fosse il male assoluto. Questo è un modo di pensare da Millennials che non hanno capacità di concentrazione e vogliono finire la storia in 5 minuti. Certe storie di oggi contengono pochissimo dialogo, zero didascalie e sono formate da illustrazioni a tutta pagina, ma come qualità sono decisamente inferiori ai classici degli anni 80 e 90. Lo scrittore che lascia tutto il lavoro al disegnatore limitandosi al minimo indispensabile non è certo più bravo di un Claremont che scriveva un romanzo per sceneggiare 22 pagine. Il problema non sta in Claremont ma in chi crede che il fumetto non debba sfruttare le proprie tecniche base ma somigliare a un film dove nessuno commenta l'azione e non c'è spazio per i pensieri dei personaggi.
Per tornare a Lobdell, non è affatto meno verboso di Claremont, solo meno abile e interessante. Non possiede neanche l'abilità di X-Chris di seminare in ogni storia mille sottotrame e accenni ad avvenimenti futuri.

C'è un mondo in tutto quello che hai descritto e risolverlo così mi sembra un po' troppo sbrigativo. Non si tratta di "pensare da Millenials", si tratta esclusivamente di stili che possono piacere o no. Un Peter David, che ho già citato, su Hulk non ha assolutamente nulla da invidiare a Claremont, eppure stiamo parlando di un altro classico degli 80 e 90. Nel suo caso però la narrazione è molto più asciutta e priva di quelle ridondanze delle quali Claremont fa abbondante uso. Se i disegni riescono a farti capire al volo una situazione senza la necessità di righe e righe di descrizione per introdurre la scena, onore al merito, direi.
Ora mi fermo, credo di essere andato abbondantemente OT.  ^_^

CABLE

Non è che le nuvolette di pensiero e le didascalie siano il male assoluto, è che sono presenti quindi va fatto sapere a chi si approccia che questo non è uno stile moderno. Nessuna analisi comparativa sulla qualità, si valutano le differenze.

Dopodiché i Millennials sono la generazione che va dai primi anni '80 e i primi '90 (mentre i Zoomers sono i 2000) ed essendo io nato nei primi '80 preferisco la roba antiquata alla Lobdell, ma non per tutti è così.

Murnau

Quote from: LoBoFyah on 05 September 2020, 15:27:35
be in ogni caso in questi ultimi omnibus di lobdell i disegni fanno proprio schifo  :asd:
quindi farebbero schifo Andy Kubert, John Romita Jr e Joe Madureira, con partecipazioni di Greg Capullo, Jae Lee, Adam Kubert e Joe Quesada. Interessante.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987

LoBoFyah

Quote from: Murnau on 18 September 2020, 18:12:56
Quote from: LoBoFyah on 05 September 2020, 15:27:35
be in ogni caso in questi ultimi omnibus di lobdell i disegni fanno proprio schifo  :asd:
quindi farebbero schifo Andy Kubert, John Romita Jr e Joe Madureira, con partecipazioni di Greg Capullo, Jae Lee, Adam Kubert e Joe Quesada. Interessante.

e' interessante che tu ti ricordi solo di loro,,purtroppo avendo letto l omnibus recentemente ho visto pure i lavori di tali Mike McKone, Wiesenfield, Sharp, Bennet, Cruz... poi fai te

Murnau

Ricordo quelli perché sono i disegnatori principali e il grosso degli omnibus è opera loro. Poi c'è qualche fill in ogni tanto, ma sono saltuari. Per non parlare del fatto che quando il fill in è disegnato da gente come Liam Sharp e Mike McKone, c'è poco da lamentarsi.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987