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Il Discorso del Re

Aperto da Nexus, 29 Gennaio 2011, 20:14:39

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Slask

Citazione di: Clark Kent il 06 Febbraio 2011, 16:13:34
peccato l'abbia visto nel 2011 perchè avrei già voluto potergli conferire la palma di miglior film che ho visto nel 2010.  ^_^

tanto sempre un film del 2010 è  :asd:

Lois Lane

Citazione di: Slask il 08 Febbraio 2011, 16:19:32
Citazione di: Clark Kent il 06 Febbraio 2011, 16:13:34
peccato l'abbia visto nel 2011 perchè avrei già voluto potergli conferire la palma di miglior film che ho visto nel 2010.  ^_^

tanto sempre un film del 2010 è  :asd:

è il miglior film che vedo da qualcosa di più di una anno  :asd:

Un Fumettaro

Visto ora, abbastanza bello :sisi:

BlackJack

Visto, buon film se piace il genere :sisi:

Slask

visto. Bel film.
però 12 nomination, bah..

Det. Bullock

Bel film, a tratti veramente divertente.  :asd:
Il logopedista è un mito.  :sisi:
"I pity the poor shades confined to the euclidean prison that is sanity." - Grant Morrison
"People assume  that time is a strict progression of cause to effect,  but *actually*  from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more  like a big ball  of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor
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Selina Kyle

#21
C'era già il topic e non ho dovuto aprirlo.. ma gran film. :lol:

Pensavo fosse noioso, e invece mi è piaciuto un sacco, gli interpreti (TUTTI) sono ottimi davvero. Ho apprezzato molto naturalmente i due protagonisti (Colin Firth e Geoffrey Rush) ma anche Helena Bonham Carter. E' un bell'affresco dell'Inghilterra degli anni '30 (o meglio, della sua famiglia reale), delle tensioni pre-belliche, e del difficile rapporto fra aspettative, responsabilità e paura/personalità.. chiaramente in un contesto monarchico tutto è amplificato.

Ma è una bella storia di amicizia, con dialoghi brillantissimi e interpreti pazzeschi. Colin Firth da applausi.. bello.
Durante la visione pensavo alle gag sulla voce di Bruce e ridevo  :lolle: :lolle: :lolle:

Post Uniti: 28 Febbraio 2011, 08:37:37



Splendida Helena Bonham Carter :D


Una mela al giorno...

King Mob

Io amo Rush, come attore. Devo proprio vederlo sto film.  :sisi:

Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?

Lois Lane

io adoro questo film.

lo adoro davvero.

una regia fantastica, dei colori, delle musiche, ma poi i dialoghi...così...boh azzeccati.

stupendo

The Joker

Appena ho visto il trailer ho deciso che dovevo andare a vederlo (anche se in effetti il trailer... lo fa sembrare quasi una commedia :sick:).
Interpretazione straordinaria da parte di tutti gli interpreti, anche se forse tutte quei premi sono esagerati.
I dialoghi sono straordinari, voglio, devo vederlo in inglese, non mi immagino neanche cosa mi sia perso a vederlo in italiano.
Quell'humor sottile poi, certe battute, meravigliose.

Peccato per l'accuratezza storica, quella sensazione da "tratto da una storia vera" è terribilmente rovinata se si scoprono un pò come sono andati i fatti. Anche se questo non tange ovviamente la bellezza e l'intensità del film.
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Selina Kyle

In inglese è molto bello, non semplicissimo da seguire rispetto ad altri film, ma bello veramente. Qui li trasmettono sottotitolati, per cui.. ;)


Una mela al giorno...

The Joker

Ma quello che mi dispiace perdere soprattutto nelle produzioni in inglese sono gli accenti, che siano film o serie televisive (l'ultimo esempio da cui sono uscito, per quanto possa essere distante, è Misfits).
Ti mettono in una stanza un americano, un inglese e un australiano e sembra quasi che parlino tre lingue diverse, l'italiano per ovvie ragioni ti ammazza quasi il dialogo, o almeno, per quanto possano essere bravi i doppiatori il risultato sarà molto diverso.
In un film che verte così tanto sull'importanza della parola poi c'è poco da dire :asd:
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BlackJack

Infatti io l'ho visto in inglese :lolle:

Lois Lane

ecco una recensione del film che a mio dire sa rendergli giustizia:

CitazioneIl discorso del Re - la recensione del film
Con 14 nomination ai Bafta e 12 candidature agli Academy Awards (ne ha poi vinti quattro, n.d.R.), Il discorso del Re è una perfetta macchina da Oscar. Impeccabile, elegante, delicatamente ironico, a tratti malinconico, può fare affidamento su un impianto narrativo solido, su un terzetto di attori che padroneggiano perfettamente il proprio mestiere e su un protagonista – il re balbuziente Giorgio VI – costretto dagli eventi a combattere una durissima battaglia contro  un handicap.
Queste caratteristiche, insieme al ritmo dolce del racconto e all'appeal che sempre possiedono le alterne vicende della monarchia britannica di ieri e di oggi, lo rendono rassicurante come solo i film in costume di provenienza britannica riescono ad essere.
Ora, il termine rassicurante non ha necessariamente una connotazione negativa, almeno per quanti non sentono costantemente il bisogno di un cinema disturbante. Nel caso dell'opera seconda di Tom Hooper non va confuso, per esempio, con due aggettivi che sempre più spesso definiscono i cosiddetti acchiappa-premi, e cioè ricattatorio e consolatorio. Il discorso del Re non è ricattatorio perchè non indugia mai sul dramma personale  del povero sovrano per caso né rende il personaggio un santo. Al contrario, ne mostra l'irritabilità mista ad arroganza, lo snobismo e l'iniziale arrendevolezza. Pur regalando, inoltre, allo spettatore delle scene di forte impatto emotivo, conserva in ogni inquadratura e battuta una misura e un rigore che sono la conseguenza di un grande lavoro di regia e di sceneggiatura.

Ancor meno potremmo parlare di un film consolatorio, visto che la vicenda si svolge in uno dei momenti più difficili della storia d'Europa: un momento in cui la propaganda di Hitler minacciava follia collettiva e distruzione, e la guerra era imminente. Una zona temporale di precarietà, insomma, in cui la conservatrice e millenaria corona inglese si trovò per la  prima volta di fronte alla pericolosa coincidenza fra pubblico e privato. Colpa della diffusione della radio, che rese ogni cosa politica e trasformò la politica in uno show.
In questo senso il dramma di Giorgio VI° fu proprio l'impossibilità di condurre questo show e di stare al passo con una modernità espressa anche dalla caotica e licenziosa esistenza di quell'Edoardo VIII che rinunciò al trono per amore di un'americana pluridivorziata.
Simili riflessioni rendono il film interessante e sottile, anche se il suo biglietto di prima classe per la celebrità è senza dubbio Colin Firth, attore di robusta formazione teatrale rimasto in sordina per molti anni e finalmente e prepotentemente uscito allo scoperto. E' sorpendente il lavoro che ha fatto sul personaggio: con la voce, diversa da quella abitualmente usata, e con il corpo, goffo, ingobbito, timido.
E cosa dire di Geoffrey Rush e della sua pefetta miscela fra sobrietà, istrionismo e tenerezza? Un ultima nota di merito va alla regia di Tom Hooper, che con la sua macchina da presa si incolla al protagonista, seguendolo per stanze e corridoi, e schiacciandolo in spazi angusti o accerchiandolo grazie a obiettivi appena deformanti.

Un'ultima notazione, anzi un consiglio: Il discorso del  Re va visto in originale, a costo di aspettare che arrivi in quell'unica sala della città in cui ancora si privilegia la lingua di chi recita, tanto più se si tratta della lingua di Shakespeare.

http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Recensioni/Page/?Key=5129

Vincent91

Bellissimo film !!Grande Firth !