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Punisher (2022) - di Jason Aaron

Aperto da Mordecai Wayne, 29 Giugno 2022, 17:09:20

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eddiekrueger

Per me una monnezza. Soprattutto uno spreco dei disegni di Saiz.

Deadpool

Citazione di: eddiekrueger il 11 Settembre 2023, 14:45:34Per me una monnezza. Soprattutto uno spreco dei disegni di Saiz.
:quoto:

Alcuni numeri li ho trovai ok, ma nel complesso è una monnezza indecente e quasi irrispettosa del personaggio.

Mordecai Wayne

Van Helsing: A moment ago, I stumbled upon a most amazing phenomena. Something so incredible, I mistrust my own judgement.
Look!


Arkin Torsen

Ho riletto #1-3 e poi sono andato avanti fino a #10. La prossima settimana dovrebbero arrivarmi gli ultimi due.
L'interesse c'è, Aaron ha costruito una trama che mi ha tenuto incollato alle pagine e l'ha scritta bene, sia per quanto riguarda le didascalie che per quanto riguarda i dialoghi. Ci sono elementi che non mi convincono. Le motivazioni di
Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler.
per rompere così tanto le scatole a Frank sono un po' deboli o banali; non amo la teoria della predestinazione degli eroi, degli antieroi e dei cattivi. Non che sia per forza la predestinazione, in realtà, ma insomma mi dà un certo fastidio vedere la loro strada segnata già dall'infanzia o comunque dalla giovane età. Mi sembra che Aaron abbia fatto un'operazione simile a quella di Strac con i poteri di Peter Parker e a quella di Morrison dopo Batman RIP. Però gli altri due autori hanno dato vita a qualcosa di respiro più ampio, soprattutto Morrison, perciò più profondo e apprezzabile. È anche vero che, stando a quanto ho letto finora, il giovane Frank non ha davvero ceduto alla Mano, però andare a seminare il germe di Punisher già ai 10 anni di Castle e poi a 18... boh... preferisco pensare che Punisher sia nato in guerra e rinato a Central Park, anche perché si va un po' gratuitamente a sputare su Maria, Lisa e Frank Jr, sul rapporto che il marito e il padre aveva con loro.
D'altra parte trovo corretto mostrare come Frank, "privato" della disperazione nata al parco, si smarrisca e sia più debole, quasi un'imitazione di se stesso: Punisher è tale perché ha perso e non ha più nulla da perdere, non deve proteggere nessuno. Frank non è Batman che protegge ed evita che capiti a qualcun altro quello che è successo a lui. Frank punisce, agisce dopo e non prima. Cura, non previene.
Per quanto concerne i disegni... alto livello! Soprattutto quando ai colori c'è Stewart! In particolare valorizza il tratto di Saiz: la combinazione tra le sue matite e quei colori che a volte sembrano quasi metallici mi piace da matti.
Ho goduto parecchio quando Frank se l'è presa con la vecchia, aspettavo dal primo capitolo quel momento. Molto bella e tenera la scena con i bambini nella tenda in giardino.
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

Arkin Torsen

#14-15
Con questi due capitoli si chiude il secondo avvento di Aaron sul Punisher. Per l'occasione ha scelto una strategia diversa rispetto al primo ciclo, in cui confrontava Frank con altri grossi calibri quali Bullseye e Kingpin. Attraverso di loro lo sceneggiatore metteva in risalto la forza del Punisher. Stavolta, invece, ha deciso di dare rilevanza alla sua debolezza e, per farlo, si è concentrato su Frank stesso e su Maria, che diventa un po' la somma di tutto: se stessa e i suoi figli, la famiglia insomma.
Aaron ha a cuore il concetto di prezzo da pagare, l'ha già dimostrato in Doctor Strange e lo conferma qui. Tra l'altro Strange è uno dei buoni che compaiono nel finale per cercare di fare ragionare Castle. Il prezzo da pagare per il Punisher è altissimo: Aaron vuole dirci che non si tratta solo di Maria e dei bambini, non si tratta solo della guerra, delle missioni lontano da casa, ma c'è di più. C'è un malessere, c'è un vuoto che Frank ha dentro di sé da sempre, da quando era bambino. Come scrivevo in precedenza, questo aspetto non mi fa impazzire... però devo ammettere che attraverso i pensieri di Maria Aaron mi ha quasi convinto. Sicuramente mi ha fregato anche verso l'epilogo, perché per la seconda volta ho temuto che il massacro del parco fosse stato architettato da qualcuno proprio per trasformare Castle nel Punisher. Un bel depistaggio, reso molto credibile dalle didascalie!
Nell'ultimo capitolo vengono portati alla luce del sole i limiti degli eroi, si rimarca il fatto che, se loro fossero capaci di fare davvero ciò di cui c'è bisogno, allora non servirebbe il Punisher. Invece, da qualche parte ci sarà sempre bisogno di lui.
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

pizzul

Letti tutti e 15 i numeri in 3 giorni. Non ho letto nulla di Punitore, se non i primi numeri di Garth Ennis. Questo ciclo non mi è dispiaciuto, soprattutto tutta la seconda trama dedicata alla sua vita con la moglie e i figli e il continuo domandarsi su "Dov'è casa?", visto che appunto è completamente stato distante dalla famiglia anche se vuole sempre proteggerla. Mi è piaciuto molto questo lato familiare di Castle raccontato da Aaron. Anche se la storia della Mano pecca un po', mi è piaciuto il fatto di dover usare la mano per raggiungere i suoi scopi per la famiglia, pensando sempre a moglie e figli.