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The Filth - di Grant Morrison e Chris Weston

Started by Fabraxas Choule, 13 September 2009, 14:13:58

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Peter Parker

Quote from: franck3971 on 09 May 2011, 22:24:14
... ma quando dovrebbe uscire?

E' stato annunciato sul Mega di aprile, quindi credo giugno/luglio...

Slask


The Joker

Me lo inizio adesso, m'è venuta voglia di Vertigo :sisi:
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franck3971


Green Hankey

o avrà l'edizione inglese o  i Vertigo Presenta  :ahsisi:
I've got new kidneys. I don't like the colour.

The Joker

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Azrael

Dalla Planeta

QuoteLo schifo: Oltre le apparenze

La storia di Grant Morrison come sceneggiatore della linea Vertigo è la storia di un autore pervicacemente impegnato a convincere il mondo intero che, senza alcun cambiamento, non è possibile pensare di progredire. Malgrado la paura dell'uomo, malgrado la sua resistenza e i suoi tentativi di ostacolare il cambiamento, è indubbio che ogni processo di trasformazione, per quanto traumatico e violento, per quanto brusco e spesso sanguinario, sia l'unica garanzia per una qualche forma di progresso. Senza il cambiamento, non ci resterebbe altro da fare che fermarci, infiacchirci fino alla putrefazione, fisica e mentale; senza il cambiamento, collasseremmo in un marasma di decadentismo ontologico nel quale le cose e gli esseri viventi arrivano alla morte non come completamento di un ciclo vitale, ma semplicemente perché non vogliono vivere, perché non hanno desiderio di resistere all'entropia, perché non vogliono crescere e si oppongono a ogni tipo di evoluzione.

Dare corpo a questa certezza a livello artistico, in una storia a fumetti, non è stata un'impresa facile per lo sceneggiatore scozzese. Morrison arrivò alla DC Comics verso la fine degli anni Ottanta, direttamente dalle pagine della celebre pubblicazione britannica di fantascienza 2000 AD; il suo primissimo contributo per la casa editrice di Superman e compagni, fu una serie supereroistica a dir poco atipica, qualcosa che nessuno aveva sperimentato prima di allora: Animal Man. La serie, in una spirale di eventi all'apparenza privi di connessione e di qualsiasi logica, culminava in un incontro dal sapore catartico tra il creatore e la creatura, tra lo steso sceneggiatore e il protagonista della collana; un procedimento che in molti hanno associato a esperienze letterarie di pubblico dominio caratterizzate dai medesimi echi demiurgici, come quella vissuta da Unamuno sulla sua Niebla o quella di Pirandello e del suo Sei personaggi in cerca d'autore. Questa prima fermata del viaggio intrapreso da Morrison nel mondo della metafinzione (o, nel nostro caso, del metafumetto) trovò una forma di completamento in un'altra serie a fumetti scritta sempre dallo sceneggiatore di Glasgow. Anche in questo caso si trattava di una collana supereroistica e anche in questo caso, la testata sarebbe divenuta uno dei punti di riferimento della Vertigo, la sottoetichetta della DC Comics. Molti di voi avranno già capito che stiamo parlando della strampalata e bizzarra Doom Patrol, sulla quale l'autore diede libero sfogo alla sua frenata immaginazione, deliziandoci con storie surreali, condite da rimandi a William S. Burroughs, società segrete e ingenti dosi di sperimentazioni narrative. Con quella serie, il mondo dei comics conobbe... il caos. Un caos puro, affascinante, distillato. Perfetta metafora del cambiamento e, allo steso tempo, filosofia di vita.

Nel 1991, potendo contare sulla potenza espressiva delle matite di un Duncan Fegredo in stato di grazia, Morrison firma una miniserie destinata a rilanciare un supereroe caduto nel dimenticatoio di nome Kid Eternity. Per questa sua nuova impresa, Morrison si giocò il tutto per tutto, senza riserve e proclamò la fondazione della Magia del Caos. Si trattava di una credenza agnostica, sincretica ed empirica di taglio New Age, che prevedeva l'esistenza di un modello di contrapposizione duale che i Signori dell'Ordine e quelli del Caos avevano imposto nell'universo magico della DC Comics quando erano apparsi per la prima volta sulle pagine di un albo uscito intorno al 1940 (in una riuscitissima operazione di ret-con). Come risultato di questa pianificazione metafisica, Kid Eternity diventò un po' l'arco di volta dell'esperienza di Morrison in seno alla Vertigo: un'opera chiave imprescindibile per analizzare e apprezzare il percorso intrapreso dall'autore, nella quale, per la prima volta, veniva posto l'accento – senza ambiguità alcuna – sulla natura benigna del caos come portatore di cambiamento, sui pericoli insiti nell'ordine sinonimo di staticità e sull'importanza di dare libero sfogo al caos, per l'appunto, al fine di poter concepire e attuare una forma di progresso.

Dopo questo lavoro, fu la volta di due piccoli "bozzetti": una miniserie dal sapore steampunk che, nonostante le buone premesse, non ha riscosso un grande successo, Sebastian O, e un piccola "rappresentazione sacra" mascherata da whodunnit intitolata The Mistery Play (edita da Planeta DeAgostini all'interno de Vertigo Voices: Grant Morrison). Se nella seconda Morrison esplorava le radici del perdono adottando una prospettiva esistenzialista, nella prima l'autore ci fornì una sua personale visione del concetto semiotico e postmoderno di "simulacro", di "apparenza", interpretandolo come il maggior meccanismo di controllo, di stabilità che il mondo iperreale (proprio come descritto da Umberto Eco e Jean Baudrillard) dispone e apparecchia sull'ordito di ciò che è percepibile ai sensi e conoscibile alla ragione. Si tratta senza dubbio di due opere a fumetti interessanti, ma che funzionano più che altro, come dicevamo, alla stregua di "bozzetti", di "lavori preparatori" per il grande viaggio che lo scrittore scozzese avrebbe intrapreso a partire dal 1994 con la creazione di The Invisibles.

The Invisibles venne concepita da Morrison come un simbolo magico – l'hypersigil – destinato a guidare l'umanità verso un cambiamento del paradigma sociale e culturale in coincidenza con l'arrivo del nuovo millennio. La serie divenne la cattedrale eretta da Morrison per contenere tutto il suo universo referenziale e concettuale, con al centro lo gnosticismo e la Magia del Caos come assi portanti. Con il senno di poi, ci sentiamo di dire, l'ambizioso proposito di Morrison non ha trovato compimento, ma gli oltre sei anni di The Invisibles hanno avuto comunque una loro giustificazione: in questo periodo, lo sceneggiatore è riuscito a esporre il suo bagaglio di idee e a chiarirlo (o quasi) al mondo intero, per la prima volta, senza più filtri, senza sovrastrutture, in tutto il suo splendore. Mentre si cimentava con questo enorme progetto (suddiviso in tre serie e conclusosi nel 2000), Morrison ha avuto il tempo per creare altri due interessanti lavori, altri due "studi" fondamentali nella sua carriera: Kill your boyfriend (del 1995 e anch'esso pubblicato all'interno di Vertigo Voices: Grant Morrison) incentrato sui pericoli del caos erroneamente interpretato come semplice e volgare nichilismo; e Flex Mentallo (1996), un canto d'amore metanarrativo dedicato alla storia del fumetto supereroistico. Dopo quest'opera, sembrava che lo scrittore avesse detto ormai la sua ultima parola su alcuni dei temi ricorrenti (diremmo quasi delle sue "ossessioni") che lo avevano tenuto impegnato per ben 12 anni. Ma quest'impressione venne smentita nel 2002, quando affrontò la sua nuova sfida fumettistica (e non) creando Lo Schifo.

I 13 numeri di questa maxiserie, capitolo conclusivo di una trilogia spirituale inaugurata con Flex Mentallo e proseguita con The Invisibles, non rappresenta un semplice stravolgimento e punto di svolta dei soliti temi trattati dall'autore. Lo Schifo è, a tutti gli effetti una "summa morrisoniana" in piena regola che raccoglie l'essenza di tutti i lavori menzionati qui sopra. In quest'opera è possibile ritrovare tutti quegli aspetti che Morrison ha toccato nella sua precedente carriera: la riflessione demiurgica di Animal Man, il vorticante surrealismo e la controcultura beat di Doom Patrol, lo gnosticismo sincretico e la Magia del Caos di Kid Eternity, la fantascienza alla Philip K. Dick di Sebastian O, l'esistenzialismo de The Mistery Play, l'amore per la Nona Arte di Flex Metallo, il nichilismo autodistruttivo di Kill your boyfriend e, soprattutto, l'amalgama referenziale ricco di riferimenti a Burroughs e a Cronenberg di The Invisibles. Tutti questi elementi condensati, volutamente, in un formato "ristretto" di 13 numeri e senza alcun "punto di fuga". Dopo Lo Schifo, la carriera dello scrittore non si è arrestata (tutt'altro, dovremmo dire), ma Morrison da quel momento in poi ha intrapreso sentieri diversi, anche quando si è ritrovato a scrivere per la Vertigo. Lo Schifo non è solo una delle sue migliori opere, ma si prefigura, al tempo stesso, come una specie di testamento, l'ultima parola di un Morrison ormai sicuro di aver trovato finalmente la più pura alchimia che desiderava tanto offrirci; quella che ha cercato per tutta la sua vita: la metafinzione nei comics, intesa come strumento postmoderno, come ambito concettuale dal quale far scaturire un esistenzialismo nuovo, ammodernato, che provochi il lettore, che lo smuova, e che lo cambi facendolo diventare capace di resistere e di opporsi anche al più perfetto sistema di controllo sociale. Un mezzo, in definitiva, per spingere i lettori ad avventurarsi, ad andare oltre una vita che si rivela sempre più come un mero succedaneo. Per andare oltre l'apparenza.


José Torralba

Alcune Tavole :

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Fedele all'Ordine di Saint Dumas e al Pipistrello
Combatteremo le idee con idee migliori

Slask


MrDark


Corto Maltese

"Sarebbe bello vivere in una favola."


Zaphod

ma la planeta, dopo un passato di titoli non tradotti, va a tradurre proprio questo, che ha un appeal (a mio modesto parere) davvero molto basso in italiano  :lolle:

Slask


Green Hankey

Quote from: Zaphod on 10 June 2011, 22:35:30
ma la planeta, dopo un passato di titoli non tradotti, va a tradurre proprio questo, che ha un appeal (a mio modesto parere) davvero molto basso in italiano  :lolle:

parliamo di Morrison  :ahsisi:
I've got new kidneys. I don't like the colour.

Murnau

Quote from: Zaphod on 10 June 2011, 22:35:30
ma la planeta, dopo un passato di titoli non tradotti, va a tradurre proprio questo, che ha un appeal (a mio modesto parere) davvero molto basso in italiano  :lolle:
se questo titolo ha poco appeal, allora il 90 % delle pubblicazioni Planeta è carta straccia.
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987