Autore Topic: Daredevil di Bendis & Maleev  (Letto 181615 volte)

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Offline Hugostrange70

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Re:Daredevil di Bendis & Maleev
« Risposta #1485 il: 25 Novembre 2020, 08:24:30 »
  • Opera meravigliosa  :wub: purtroppo una roba del genere sono sicuro che non la leggerò mai più  :cry:

    Offline moebius

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1486 il: 26 Novembre 2020, 13:46:34 »
  • Letti anche Il processo del secolo e Spregevole, al momento sono più o meno a metà di Hardcore.

    Avrò parecchio da dire quando arriverò alla fine: mi sta piacendo e prendendo tantissimo :wub:

    Si prosegue con la fine di Hardcore e via con Il re di Hell's Kitchen. Non vedo l'ora :wub: poi finalmente si passa al secondo omnibus

    Offline moebius

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1487 il: 29 Novembre 2020, 20:22:15 »
  • Finito il primo omnibus, del secondo ho letto La Vedova e L'Età Dell'Oro :wub:

    Insomma scrivo qua perché ho finito ora il #74........... Ragazzi seriamente: questo è un sogno vero? Non può esistere un finale così maledettamente incredibile e pazzesco come quello di #74................ Devo essere svenuto in qualche lettino d'ospedale e tutto questo deve essere frutto della mia immaginazione.

    Sono scioccato. Ditemi che è una specie di scherzo. Scioccato.

    Andrò avanti, però ora devo prendermi una pausa perché al momento ho paura del buio e delle camere di casa :ph34r:

    Offline Hugostrange70

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1488 il: 29 Novembre 2020, 20:27:40 »
  • No non è uno scherzo  :asd:

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1489 il: 29 Novembre 2020, 21:03:29 »

  • Io di questa run ho letto solo l'inizio e mi era puaciuta tantissimo, ma a leggere i commenti di di moebius mi viene voglia di azzannare i due omnibus che ho in liberia... :lol:

    Offline Hugostrange70

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1490 il: 29 Novembre 2020, 21:21:06 »

  • Io di questa run ho letto solo l'inizio e mi era puaciuta tantissimo, ma a leggere i commenti di di moebius mi viene voglia di azzannare i due omnibus che ho in liberia... :lol:
    Io invece credo che pur lodando molto questa serie sono stato anche di manica stretta, adesso che è passato un po di tempo capisco meglio quello che ho letto. Una roba epocale  :jawdrop: ecco se dovessi consigliare un solo fumetto ad una persona che non ne ha mai letti consiglierei questa. Mi è rimasta nel cuore e nell anima  :wub:

    Offline moebius

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1491 il: 29 Novembre 2020, 21:38:44 »

  • Io di questa run ho letto solo l'inizio e mi era puaciuta tantissimo, ma a leggere i commenti di di moebius mi viene voglia di azzannare i due omnibus che ho in liberia... :lol:
    Fallo.

    Punto. Non aggiungo altro. Fallo.

    Se ho capito un minimo i tuoi gusti (storie metropolitane, supereroi "umani"), fidati sarà una lettura INCREDIBILE.

    E non ho ancora finito eh :asd: però cioè questo #74 è stato.......... Indescrivibile. Va letto. Apri quei maledetti volumi e leggi :ahsisi:

    Offline Hugostrange70

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1492 il: 29 Novembre 2020, 21:56:32 »
  • Io ricordo che quando sono arrivato all arc decalogo mi sono quasi caca.. sotto  :unsure: in quelle pagine sembra quasi esserci il
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    diavolo
    in persona. Una vera onda di emozioni che mi ha travolto, incredibile  :o

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1493 il: 29 Novembre 2020, 22:32:33 »
  • Io ricordo che quando sono arrivato all arc decalogo mi sono quasi caca.. sotto  :unsure: in quelle pagine sembra quasi esserci il
    Spoiler: ShowHide
    diavolo
    in persona. Una vera onda di emozioni che mi ha travolto, incredibile  :o
    Concordo :ph34r: veramente la paura :ph34r:

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1494 il: 30 Novembre 2020, 10:22:26 »
  • Ci arrivo, ci arrivo.
    È che ho iniziato un recupero/rilettura cronologico e sono ancora a Miller.
    Così nel frattempo esce il secondo di Bru e mi sparo questo uno/due... :D

    Offline moebius

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1495 il: 30 Novembre 2020, 19:40:20 »
  • Finito l'ultimo arco narrativo di Bendis e Maleev Le carte di Murdock. Mi mancano solo le ultime tre storie disegnate da Bill Sienkiewicz, che penso mi leggerò stasera con calma.

    Sul finale di Le carte di Murdock ho avuto una fitta al cuore: stava finendo una delle letture più belle che abbia mai fatto :cry: Da quello che so la run di Brubaker (di cui adesso è in circolazione il primo omnibus di due complessivi) è immediatamente successiva a questa di Bendis, giusto? Cioè volendo posso comprarmi il primo omnibus di Bru e andare direttamente con quello senza altre spese, giusto?

    La vera domanda è: il ciclo di Bru vale, non dico "quanto quello di Bendis", ma... insomma, vale la pena? Non sono pochi soldi :ahsisi: e ho tante tante cose belle da recuperare. Mi consigliate di andare avanti con Brubaker oppure magari di recuperare qualche altra lettura su Devil che non ho ancora fatto fra volumi della DD Collection o altro?? (per ora ho letto: l'omnibus di Miller, Rinascita, Amore e Guerra, L'Uomo Senza Paura, Diavolo Custode, Parti di un Buco, i due omnibus di Bendis). Per dire, di sicuro vorrò recuperare Elektra Vive Ancora e Elektra: Assassin di Miller, anche se temo che per queste due dovrò aspettare qualche ristampa perché al momento non mi sembrano granché reperibili :nono: avete altri consigli particolari oppure mi butto su Brubaker?

    A breve ad ogni modo arriva un commentone complessivo su tuuuutta la run di Bendis: brace yourself :asd:

    Offline Clint Barton

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1496 il: 30 Novembre 2020, 20:11:31 »
  • Buttati senza paura (reader without fear :asd:) su Brubaker, riprende esattamente da dove lascia Bendis. E merita come la run che hai appena finito (giusto un pelino sotto).

    Offline Clod

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1497 il: 01 Dicembre 2020, 12:05:13 »
  • Leggi leggi, per me fanno un unicum queste due gestioni.

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    We are called Cybermen. We were exactly like you once, but our cybernetic scientists realised that our race was getting weak. Our lifespan was getting shorter, so our scientists and doctors devised spare parts for our bodies until we could be almost completely replaced. Our brains are just like yours, except that certain weaknesses have been removed. Weaknesses like... emotions, pain. You will become like us. You will be upgraded.

    Offline moebius

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1498 il: 02 Dicembre 2020, 03:49:08 »
  • Come promesso, eccomi qui per lasciare un commento più ragionato e definitivo sul Daredevil di Bendis e Maleev.

    Inizierei sovvertendo l'ordine delle cose, partendo cioè da un "voto": se fosse in decimi darei 10, se fosse in centesimi darei 100, se fosse in millesimi darei 1000, insomma..... avete capito, no? :asd:

    Commentando il Devil di Frank Miller mi sono soffermato su quella che ho identificato come la "trinità" del personaggio: la città, il passato, le donne. Ho discusso di come Miller sia riuscito a dare vita nelle sue storie a quello che reputo un "uomo vitruviano" contemporaneo: l'umanità, la "rotondezza" e la malleabilità di un perfetto corpo forte ed allenato che danza su una rapsodia jazz urbana, inscritto nelle rigide e schematiche forme geometriche della moderna giungla d'asfalto metropolitana, dei palazzi con le loro infinite finestre (le vignette del fumetto), con l'ironia di un salvatore in abito di diavolo, di un personaggio cieco che esiste solo in quanto visto dai suoi lettori. Ebbene dopo aver letto tutto il Devil di Miller, è lecito aspettarsi che un personaggio nel genere non potrà più godere di una nuova vita altrettanto riuscita. Insomma parliamoci chiaro: finito Miller, si ha la sensazione che oramai sarà impossibile dare un tocco veramente innovativo al personaggio. Semplicemente perché ormai ha pensato a tutto lui... e questo è stato indubbiamente vero leggendo il Diavolo Custode di Smith e le Parti Di Un Buco di Mack: due buone storie, fondamentali per il personaggio, ma che aggiungono direi nulla dal punto di vista dell'interpretazione di Matt Murdock in quanto uomo e in quanto eroe, rispetto a quella che aveva lasciato Miller. Insomma il Devil del buon Frank è ingombrante: una statua pesante e lucida, non soggetta a intemperie o a erosione, il suo personaggio funziona alla meraviglia ed è talmente solido che ci si chiede semmai potrà essere di nuovo scalfito e vivere di nuova vita. Può una versione leggendaria e iconica di un personaggio essere reinterpretata in modo altrettanto iconico?

    Ebbene questa premessa per dire che ciò è proprio quanto accade col Devil di Bendis e Maleev. Sia ben chiaro, comunque la "trinità" Milleriana rimane là: città, passato, amori. Rimane là l'indole violenta di Matt, la sua determinazione, la sua testardaggine, ma anche la sua rettitudine e la sua integrità, il suo senso di smarrimento, di solitudine, di malinconia, il suo senso dell'umorismo, le sue frustrazioni. Rimane là la sua danza con la città. Però..... però c'è qualcosa di estremamente diverso. Non so come spiegarlo: c'è la danza, ma la musica di sottofondo è decisamente cambiata. Il jazz è lo stesso, ma chi ama il jazz (eccomi) sa che il jazz può assumere mille forme, dalle più delicate alle più giocose, dalle più allegre alle più malinconiche, dalle più meste alle più punk. Ecco qui ho avuto l'impressione che siamo arrivati alle sonorità di John Zorn e alla sua geniale interpretazione musicale della città: l'ordine e lo schema della metropoli si trasformano in una cacofonia costruita dal rapido e confuso avvicendarsi di assordanti rumori e delicate sinfonie, di sguaiati lamenti e impalpabili silenzi. La musica di John Zorn (soprattutto del suo geniale complesso "Naked City") è un trionfo della confusione e dello smarrimento del cittadino metropolitano che viene investito da un incomprensibile e indistricabile labirinto di informazioni visive, uditive, olfattive... e qui veniamo a quella che per me è la geniale innovazione di Bendis. Il personaggio di Miller era un uomo vitruviano curvilineo (Devil) inscritto in perfetti rettangoli (vignette) urbani: per quanto questa sia una sintesi perfetta fra uomo e ambiente, queste restano comunque due entità ben distinte ai nostri occhi (le curve dell'uomo dagli spigoli dell'ambiente). Nel Devil scritto da Bendis e disegnato da Maleev invece tutto è uno: Devil è la città e la città è gli uomini che la abitano (un po' come se Picasso avesse messo mano all'opera di Leonardo facendo confondere i quadrati e i cerchi con il corpo dell'uomo inscrittovi e viceversa). La serenità nella danza del Devil di Miller era un simbolo di speranza nel fatto che potesse esistere un modo per l'uomo moderno di convivere in armonia con il suo nuovo habitat, e seppure la città era uno schifo anche con Miller, c'era quantomeno la speranza di poterla proteggere e migliorare. Nel Devil di Bendis invece la danza di Matt fra i tetti di New York è un'inquietante processo di transfert e di immedesimazione dall'uomo alla città e viceversa, un grottesco e oscuro e demoniaco rito mesmerico in cui il grigio e lo sporco dei palazzi diventa proprio dell'animo umano: la città non può essere protetta, va governata! Matt Murdock diventa Hell's Kitchen e le sue strade buie, i suoi vicoli angusti, i suoi angoli ciechi, le sue inquietanti ombre (vedi la visita silenziosa fatta da Matt all'agente FBI Henry Dobbs nel #37: l'orrore). Ed è allora, quando Devil diventa Hell's Kitchen, che in questi meandri urbani dimenticati da Dio inizia ad aggirarsi veramente il Diavolo in persona :ph34r: Leggere per credere.

    Ebbene sì: il male, il maligno, l'oscurità. Questo è ciò di cui sono impregnate le pagine scritte da Bendis e disegnate da Maleev. Si ha sempre l'impressione che ci sia qualcuno nascosto fra le tante ombre degli inchiostri, che qualcosa ci spii fra gli angoli delle pagine: quei vicoli e quegli anfratti ci stanno osservando :ph34r: La "cacofonia" metropolitana (John Zorn) va avanti e procede fra amore, rabbia, tristezza, urla, gioia, angoscia, spiazzando in continuazione e lasciando sullo sfondo una dura e pesante sensazione opprimente e claustrofobica. Il male è fra noi, fra gli uomini, e sta trasformando tutte le nostre certezze in un caos di forme e suoni, dai più dolci e soavi ai più sgraziati e insopportabili. Ne escono fuori vite distrutte, fatte a pezzi come uno specchio infranto, tartassate, vessate, tormentate dai problemi della quotidianità. Matt non resta il simbolo di speranza che era in Miller, ma diventa bensì anche un monito a chi volesse intraprendere quella strada, a chi volesse capire come stanno realmente le cose, a chi volesse sporcarsi le mani fra i segreti ingranaggi della società: attenti, questo è ciò che vi potrebbe succedere.

    Qui finalmente la vicenda di
    Spoiler: ShowHide
    Karen Page
    raccontata in Diavolo Custode vede le sue conseguenze sull'interpretazione del mondo di Matt... cosa che non aveva assolutamente fatto Smith, il quale aveva fatto accadere al povero Matt una cosa così importante senza che poi ne uscisse un personaggio effettivamente e sensibilmente modificato. Le rigide vignette rettangolari e le curvilinee forme del Devil di Miller lasciano spazio a un'impostazione grafica ben più "filmica" e dal tratto molto più uniforme e apparentemente (solo apparentemente) realistico di Maleev. Il grande Maleev riesce qui a rendere il concetto che l'uomo è la città in maniera perfetta: i corpi sono duri e graffianti come i palazzi, e le vignette si storcono e vibrano come gli animi dei personaggi. Le sue tavole mi ricordano quando da bambini si mettevano i fogli contro un muro e si ripassava con un carboncino per far venire un effetto "texturizzato" irregolare: le ombre di Maleev sembrano graffiate via da un muro, i suoi corpi sembrano emergere dalla texture ruvida e casuale di un palazzo, la quale randomicamente genera sulla pagina forme ed emozioni. La paletta di colori di Matt Hollingsworth è perfetta: essenziale e dura, conforma corpi e palazzi, cielo e terra, donando atmosfere teatrali e scenografiche dai rossi ai blu, passando per i grigi onnipresenti. Esemplare dell'uso "filmico" di disegni e colori è il sensazionale albo #34 Scoperto pt. 3 in cui una disposizione grafica vertiginosa dal taglio cinematografico accompagna il discorso di Foggy mentre Matt esce sotto la pioggia in costume, in un climax al cardiopalma che culmina nell'inizio del #35 con Matt che si sporge dal lampione: poesia pura. Paradossalmente questa evidente diversità grafica fra Miller e Maleev (che non è dovuta solo al periodo storico in cui vengono scritte le due run, bensì c'è proprio un'impostazione totalmente diversa) è pienamente coerente con l'idea di "espressionismo" che era tanto cara a Miller e Janson (di cui ho già parlato nel topic della loro run, in riferimento all'intervista presente alla fine dell'omnibus di Miller): il disegno distorce la realtà in funzione delle emozioni dei protagonisti. Ebbene essendo successo a Matt quello che è successo in Diavolo Custode, e volendo rimanere coerenti con gli insegnamenti sull'espressionismo dei maestri Miller e Janson, come poteva questa nuova run di Bendis e Maleev non avere un'impostazione grafica totalmente diversa? Essendo questa run poggiata su una "musica" e su una "danza" così diversa da quella di Miller e Janson (vedi sopra), come poteva non avere un'impostazione grafica del tutto più oscura e cupa? Questo è il Devil di Maleev: mascherato da realismo grafico, nasconde invece un tetro incedere di ombre e paure in un'esemplare "orrorificazione" crescente della metropoli :ph34r: espressionismo.

    Qui secondo me c'è uno dei più grandi punti di forza di questa run: non è "dark", cupa, matura, adulta, violenta, oscura, solo "così tanto per", come a voler semplicemente ingraziarsi i lettori... Questa run è tutte queste cose perché ne ha bisogno ai suoi fini narrativi: necessita queste atmosfere per raccontare ciò che vuole raccontare. Per tornare brevemente al discorso che facevo nel topic di Diavolo Custode riguardo la volontà in casa Marvel di lanciare la linea Marvel Knights con l'obiettivo di aprire a storie più "adulte", "mature", "oscure" e "dure": in quel tentativo si sentiva che il sangue e le malattie infettive erano un espediente per camuffare da storia adulta una storia che di adulto aveva ben meno del Devil di Miller. Qui invece nella run di Bendis un pugno è un pugno. Fa male. Non è un espediente per dare al lettore ciò che vuole leggere, bensì è una necessità narrativa per dare allo scrittore ciò che vuole scrivere. Questo fa si che un pugno del Matt di Bendis pesi più di mille atrocità del Bullseye di Smith :ahsisi: ne è un esempio l'arco stupendo Il Processo Del Secolo, in cui nonostante si mandi a zero l'azione e la violenza, si rimane su un livello di complessità (e quindi di "adultità") estremamente alto grazie alla dialettica e al dialogo, e quando alla fine arriva inesorabile la violenza (in una delle sequenze più memorabili della run) fa estremamente male e ferisce per davvero.

    Insomma non penso sia un caso che nella bella introduzione di Janson al primo omnibus di Bendis e Maleev lui dica esplicitamente che leggere questa run lo ha infastidito :asd: i due novellini sono riusciti a andare oltre i maestri dando un segno altrettanto iconico e nuovo al personaggio :clap: sono riusciti a far "sparire Bullseye fra la folla" (leggete per capire di cosa parlo: è una sequenza incredibile in cui leggendo l'introduzione di Janson si riesce a capire quanto sia cinematografica l'impostazione visiva della run di Bendis e Maleev, ossia riescono a fare una scena che si riesce a far bene solo nei film solitamente). Ualà! Magia! Tanto basta per far infastidire Janson, che nella sua grandezza capisce subito che i ragazzi stanno marcando pesantemente il territorio e che sarà difficile tornare indietro: ormai è andata! :ahsisi:

    Ho adorato anche le citazioni e i riferimenti vari presenti nella run. In Svegliati un Urich angosciato dal ricordo di Elektra sogna quella sala cinematografica (se non avete letto l'omnibus di Miller, cosa state aspettando?) in cui vediamo proiettato il Robert De Niro di Taxi Driver (penso una delle più grandi ispirazioni per le atmosfere del Devil "moderno" di Miller). Nella scelta di una giuria viene ribadito come Matt sappia distinguere un pacemaker da un cuore sano (leggere l'omnibus di Miller per scoprire come mai!). Ne La Cupola (che senza esagerazioni può tranquillamente essere definita "il Padrino dei comics") dopo un'esplosione Matt Murdock afferma che odia Bruce Springsteen: la cosa divertente è che nell'intervista presente alla fine dell'omnibus di Miller il buon Janson rivelava che eventi energici come un live di Bruce Springsteen lo ispiravano a dare il 110% nel suo lavoro. Che vi sia un qualche riferimento dietro? Chissà che questa presa di posizione di Matt Murdock non abbia contribuito al fastidio provato da Janson nella lettura di questa run :asd: i novellini si mettono pure a punzecchiare :asd: Poi, guarda tu il caso, la torre di Wilson Fisk viene venduta a Mr. Donald Trump diventando la celebre Trump tower: ho adorato questi riferimenti alla vita concreta per far capire inequivocabilmente chi è chi :sisi: chi lo avrebbe mai detto nel lontano 2002 che sarebbe diventato presidente! Chissà che ne pensa Bendis... Poi c'è Lori, l'amica di Milla (personaggio che ho trovato semplicemente geniale e perfetto :wub:), che di Matt dice che "sembra Robert Redford quando era giovane", laddove Miller nell'intervista contenuta nel suo omnibus indicava proprio Redford come modello per il suo Murdock. Altra cosa che ho trovato estremamente interessante: un sicario della Yakuza (di nome Sano) afferma riferendosi ai newyorkesi che "questi supereroi vi fregano prima ancora di uscire di casa. Non devono mettersi più neanche il costume, basta che vi guardino come Jack Nicholson in Shining e vi mettete a piangere". Bhe non so se avete visto il documentario Room 237 che riguarda Shining di Kubrick (che io reputo uno dei film più belli della storia del cinema), però lì si fa esplicitamente riferimento allo sguardo di Nicholson in quel film, che Kubrick ha usato come espressione facciale anche in altri dei suoi capolavori. Insomma ci sarebbe tanto da dire su quello sguardo di Nicholson, e anche su qualche legame fra questa run e Shining effettivamente (l'incursione traumatica del passato e della violenza della storia dell'uomo nella vita odierna, che si trasforma in un incubo psicologico e orrorifico senza fine), ma insomma mi basta far notare che nella conclusione di Scoperto (#37) c'è quella visita silenziosa di Matt all'agente FBI che ho già menzionato: lì lo sguardo di Matt è veramente quello di Nicholson in Shining. E infatti mi sono [email protected]#to sotto :ph34r:

    Vogliamo poi parlare di Typhoid Mary che nel #47 (Hardcore pt. 2) canta Monday Monday dei The Mamas & The Papas mentre fa ciò che fa? Avete mai letto quella scena mentre ascoltate quella canzone? Ebbene fatelo. E' qualcosa di incredibile: diventa una scena degna del miglior Tarantino. Questo sempre per riagganciarmi all'impostazione visiva molto cinematografica nella run: leggete quella scena del #47 con quella canzone nelle orecchie e poi mi dite :asd: sembra di stare al cinema.

    Sempre parlando dell'impostazione "filmica": #50 (conclusione di Hardcore)
    Spoiler: ShowHide
    scontro fra Kingpin e Matt. A un certo punto Fisk sta strozzando Matt e a questa vignetta ne segue una totalmente nera, apparentemente inutile, dopo la quale c'è Matt che grida e prova (riuscendoci) a liberarsi dalla stretta del nemico. Quella vignetta nera è una cosa puramente tipica delle serie tv o dei film di azione: uno stacco visivo dalla scena di azione, che va al cuore come il balzo che si prova sulle montagne russe, uno stacco di apnea in cui "oh mio dio come andrà a finire!?!?!?" per poi riattaccare subito dopo con la ribalta del protagonista e la sua vittoria.
    Il tutto svolto con grande maestria :ahsisi:

    Questo fumetto dona oltretutto fra le riflessioni sul supereroismo più belle mai fatte. Non solo ne Il Processo Del Secolo... ma anche ad esempio ne Il Re Di Hell's Kitchen pt. 1 (#56) in quel meraviglioso incontro al parco fra un "rinnovato" Matt Murdock e i suoi amici Peter Parker, Stephen Strange, Luke Cage e Reed Richards... ragazzi seriamente ma cosa si può volere di più a livello di riflessione su un genere e sui dilemmi che pone?

    Frasi che mi ricorderò per sempre?
    L'Età Dell'Oro pt. 5 (#70):
    Spoiler: ShowHide
    Del Toro vuole una risposta alla domanda: "Perchè indossi un costume e ti batti?"
    Matt Murdock la fa saltare fra due tetti.
    Matt: "Bene. E ora prova a picchiarmi"
    Del Toro: "Voglio solo parlare"
    Matt: "Stiamo parlando. Mi hai fatto una domanda. Questa è la risposta"

    Decalogo pt. 4 (#74):
    Spoiler: ShowHide
    Lawrence: "è un ninja, sapete? Lo sapete cos'è un ninja? Sicuri? Le arti oscure degli antichi guerrieri delle tenebre. Sapete quante persone ci sono su questa terra che sanno quello che sa Matt Murdock? Cinque. Forse. Il suo maestro morì portandosi dietro più segreti di quelli che gli aveva rivelato. Ma Matt ne sa molti di più di quelli che lui gli ha detto. Conosce tuuuutti i segreti e i trucchi dei ninja. Per esempio... può restarsene seduto in una stanza senza che nessuno se ne accorga. Può sedersi accanto a voi. E non ve ne accorgereste... fino a che non lo notate. Dico bene, Matthew?"

    Sul volantino della seduta è scritto "IL DIAVOLO E' TRA DI NOI" ed è effettivamente vero in tutti i sensi possibili ed immaginabili (sia Daredevil in persona, che il Diavolo vero e proprio che alberga dentro Lawrence) :ahsisi: sensazionale. In quella stanza Matt con il cappello si vede sia all'inizio di Decalogo (#71) seduto in mezzo a tutti gli altri, sia nel #73 quando insieme al prete aiuta a bloccare la tizia che in un gesto di rabbia schiaffeggia la moglie di un killer di donne: è lì, proprio lì, coperto sempre o dal cappello o dai balloon di chi parla. E' lì sotto ai nostri occhi, celato fino alla fine. E la cosa impressionante è che veramente in quelle pagine si respira l'ansia e si ha la sensazione che ci sia il diavolo nella stanza :ph34r:
    a me ha messo letteralmente i brividi questo Decalogo. Dico davvero: finora solo questo arco narrativo e il From Hell di Moore sono riusciti a farmi avere una paura fot#@ta al punto da farmi interrompere la lettura :ph34r: mi ha ricordato i migliori aspetti delle ambientazioni di Saw, per certi versi :sisi: Questa scena in particolare che conclude il #74 penso sia semplicemente... il climax più sconvolgente, inquietante, angosciante, ben riuscito, ben realizzato, di tutti i fumetti che io abbia mai letto. Fate un po' voi...

    Poi vabbè con Le Carte Di Murdock si raggiunge proprio il punto in cui tutti i nodi vengono al pettine. TUTTO in questa run è funzionale al punto di arrivo. Tutto serve a qualcosa in funzione di ciò che vuole raccontare Bendis e della situazione in cui vuole porre il povero Matt alla fine. E' tutto perfetto. E che punto di arrivo ragazzi e ragazze! Ci vogliamo mettere, fra tutti i pregi che ho sviolinato finora, pure il fatto che questa run mette Matt in una situazione del tutto insolita e originale e che lascia con una voglia matta di andare avanti per esplorare le conseguenze di tutto ciò? Bene, mettiamoci pure questo. Perché la run di Bendis e Maleev ha anche il grandissimo pregio di non essere solo una monumentale opera chiusa definitivamente e difficilmente scardinabile, bensì il suo finale fornisce anche un interessantissimo ed inaspettato "assist" a chi verrà: nella postfazione scritta da Bendis stesso pare che sia stato proprio Ed Brubaker ad arrivare a desiderare quella che era l'unica conclusione logica e spiazzante a cui voleva arrivare Bendis con la sua run. Insomma: se sto totalmente scalpitando per comprare l'omnibus di Brubaker, ne do un grandissimo merito a Bendis :asd:


    Non so manco come concludere questo commento :asd: l'unica cosa che mi sento di dire è: non siate indecisi, comprate e leggete questi due omnibus! Detto ciò, mi sento comunque di non consigliarla come primissima lettura così di schianto. Ci sono moltissimi riferimenti a opere precedenti (come le storie di Miller che sono almeno altrettanto sensazionali, come minimo) e c'è un'evoluzione del personaggio di Matt Murdock per arrivare all'inizio di questa run che vale veramente la pena di fare (oltre che per il fatto di leggere storie eccezionali in sé) anche per godersi al meglio questi due omnibus: come ho detto in questo commento, il Devil di Bendis è la conseguenza di ciò che gli è successo in altre storie a livello profondamente emotivo e quindi anche grafico e visivo (grazie all'uso dell'espressionismo Milleriano), e non leggerle è un peccato. Io consiglio caldamente di leggere tutto il Devil di Miller (compreso Rinascita, L'Uomo Senza Paura, Amore e Guerra) e tutti i vari anelli di congiunzione (Diavolo Custode, Parti Di Un Buco) che legano quelle storie a questa run di Bendis. Questa lettura per me è stato il punto di arrivo di un percorso svolto da zero sul personaggio di Daredevil, e al complesso di queste letture io do il voto più alto che possa dare a un qualsiasi fumetto: è un'avventura indimenticabile che consiglio a chiunque :wub:

    Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato con consigli preziosi per effettuare questo recuperone che veramente ricorderò per tutta la vita :hug: ci vediamo spero presto sul topic di Brubaker per altri miei commenti estremamente logorroici, spero altrettanto entusiasti :asd: :up:
    « Ultima modifica: 02 Dicembre 2020, 15:20:11 da moebius »

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    Re:Daredevil di Bendis & Maleev
    « Risposta #1499 il: 02 Dicembre 2020, 05:27:31 »
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