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Batman: L'Invisibile di Doug Moench e Kelley Jones

Aperto da Azrael, 20 Gennaio 2011, 15:45:21

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Azrael



BATMAN: L'INVISIBILE

di Doug Moench e Kelley Jones

Contiene: Batman: The Unseen 1-5
16,8x25,7, C, 128 pp, col.
€ 12,95

Il Bat-Team Doug Moench/Kelley Jones si riunisce per introdurre un nuovo villain alla già nutrita schiera di avversari di Batman in questa avvincente miniserie. Orribili omicidi stanno tenendo Gotham City col fiato sospeso, morti bizzarre che avvengono attraverso tutta la città, ma il colpevole è sconosciuto. Anche quando avvengono in presenza di testimoni, tutto ciò che si riesce a vedere è uno strano, irreale "uomo senza pelle" che sembra sparire nel nulla subito dopo il crimine. L'unica speranza di Gotham è il Detective migliore del mondo, ma come può Batman trovare e combattere contro un Uomo Invisibile?
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Azrael

Dal sito Planeta


CitazioneQuando lo specchio non ricambia lo sguardo

A volte, alcune storie hanno un valore aggiunto, totalmente indipendente dalla caratteristiche apprezzabili in modo oggettivo. Ci riferiamo ai casi in cui gli editori operano consciamente per rinverdie antichi fasti, soddisfacendo così i lettori più nostalgici, recuperando autori i team creativi i cui lavori precedenti sono ricordati e amati con affetto dai fan.

Questo volume è un esempio perfetto di questa pratica; materializzazione di un progetto le cui origini risalgono al 2005, quando gli editor Michael Siglain e Joey Cavalieri fecero materializzare il sogno di molti lettori nelle pagine di Batman: Dark Detective, miniserie nella quale avvenne la storica riunione di Steve Englehart e Marshall Rogers. Il mitico duo, responsabile di quella che molti considerano la versione "definitiva" del cavaliere oscuro (Detective Comics #471-476, raccolti nell'imprescindible Classici DC: Batman 1), convinse Siglain della bontà dell'idea, al punto che prima ancora della fine della miniserie già si stava domandando quale altro team creativo poteva riunire; alla fine decise di optare per un classico del fumetto d'avventura americano: il duo Doug Moench e Kelley Jones.

Doug Moench (Chicago, Illinois, 1948) scrive da oltre tre decenni e si è misurato con cinema, televisione, radio, il mondo dei fumetti, la stampa periodica e la letteratura in prosa. È stato capace di accumulare esperienze in varie case editrici, lavorando su innumerevoli testate e personagi, ostentando una bibliografia quasi impareggiabile. All'inizio degli anni Settanta è stato particolarmente produttivo, su collane come Master of Kung Fu o Werewolf by Night –testata per la quale ha creato Moon Knight– è diventato uno degli scrittori più prolifici di Curtis Magazines, linea di riviste in bianco e nero che, sotto gli auspici della Marvel, ha dato i natali a innumerevoli serie.

Tra i suoi collaboratori abituali, spicca il nome del disegnatore Paul Gulacy, con il quale ha realizzato la già menzionata Master of Kung Fu e diversi progetti personali, prima di arrivare a Batman: Preda. Il Cavaliere Oscuro è uno dei personaggi cui si è più spesso dedicato, arrivando a gestire a lungo le sceneggiature delle testate Batman, Legends of the Dark Knight, oltre a numerosi speciali e miniserie.

Kelley Jones (Sacramento, California, 1962) ha mosso i primi passi nel fumetto mainstream nel 1983, disegnando la collana Micronautas, della Marvel Comics. Dopo essere diventato una colonna portante della serie, ha realizzato diversi episodi di Cronache di Corum, ispirata all'universo fantastico creato dal romanziere Michael Moorcok. Diviene noto al grande pubblico nel 1988, quando inizia a lavorare su Action Comics Weekly dove, liberatosi delle influenze di Neal Adams, fa sfoggio di una personalissima visione dell'alter ego di Boston Brand, in un ciclo raccolto nel volume
Deadman, di Kelley Jones.

Dopo una serie di lavori minori, la sua carriera è arrivata a un punto cardine dovuto alla collaborazione a The Sandman, capolavoro dello sceneggiatore britannico Neil Gaiman. Assistito da artisti come Mike Dringenberg e Matt Wagner, lasciò il suo indelebile segno sull'arco narrativo Stagione delle nebbie, dopo aver completato Le terre del sogno con le storie brevi Calliope e Sogno di mille gatti. Ha collaborato frequentemente anche con l'editore Dark Horse –Conan: The Book of Thoth, The Messengers, ZombieWorld– oltre ad aver co-creato la serie The Crusades, pubblicata con il marchio Vertigo e, indimenticabile, Batman: Gotham dopo mezzanote, con testi di Steve Niles.

Il lettore più attento al mondo dei fumetti si sarà accorto che queste brevi biografie mancano di alcuni titoli importanti firmati a quattro mani dai due autori. Si tratta di un'omissione voluta, perché quelle opere meritano un discorso a parte: la ragione che ha spinto DC Comics a volerli riunire è legata al segno profondo che Moench e Jones hanno lasciato sul mondo dell'Uomo Pipistrello, negli anni; soprattutto tramite la linea Elseworlds, altri mondi, nella quale hanno presentato versioni atipiche dei personaggi della casa editrice. Hanno realizzato insieme: de Batman/Dark Joker: The Wild (1993), e la trilogia di miniserie Pioggia rossa (1992), Tormenta di sangue (1994) e Nebbia cremisi (1999), raccolta da Planeta DeAgostini Comics nel volume Batman & Drácula.

Ma l'esperienza comune di Moench y Jones non si limita agli altri mondi, visto che la loro particolarissima visione di Batman si è tradotta anche nella continuità dell'Universo DC. A partire dal febbraio 1995 e fino al marzo 1998, sono stati uno dei team creativi più durevoli della serie regolare Batman, realizzandone i numeri dal 515 al 552, con l'eccezione di qualche fill in pianificato a bella posta per consentire al disegnatore di riposare di tanto in tanto. Decine di albi nei quali i due autori hanno rinforzato il lato più gotico e truculento di Gotham City, dando forma a una versione del personaggio – mmantato nelle tenebre, sempre curvo, con grandi orecchie affilate e muscolatura ipertrofica coperta da un mantello senza fine– che cozzava con buona parte dei canoni estetici della testata. Una concezione personale e unica, difeso strenuamente da chi lo gradiva e detestato dai detrattori, che è stato recuperato poi in Batman: Haunted Gotham (2000).

Tenendo conto di quanto detto finora, forse il lettore può già capire perché l'editor Michael Siglain fosse tanto entusiasta del progetto che nel 2009, dopo una serie di ritardi, riuniva Moench e Jones. Con il titolo di Batman: The Unseen –Batman: L'invisibile– questa miniserie di cinque uscite attinge a piene mani dalle pellicole prodotte da Hammer e Universal, quali L'uomo invisibile (1897) di H.G. Wells; un romanzo che, al di là degli elementi che l'hanno reso uno dei classici della fantascienza, conteneva implicazioni etichee filosofiche legate a una circostanza che, tutt'altro che ovvia, invitava alla riflessione: il condizionamento della condotta degli individui quando sanno di essere osservati dai loro simili.

Tanto nel caso di Griffin –il protagonista del romanzo di Wells– quanto in quello delle incarnazioni successive dell'archetipo, il protagonista soffre un triplo trauma di perdita: di sanità mentale, a causa della difficoltà nell'accettare quanto gli è successo, di rispetto delle regole più elementari del vivere comune, per la possibilità di agire al riparo dal giudizio della società e, ovviamente, di visibilità; circostanza, quest'ultima, che diviene motore e causa di tutto il processo. Come prova di quanto detto, basta citare una folgorante battuta del film L'uomo invisibile, diretto nel 1933 da James Whale: "Un uomo invisibile può governare il mondo. Nessuno lo vedrà arrivare o andare via. Può ascoltare ogni segreto. Può rubare, violentare, assassinare!". O, pensando al più recente Uomo senza ombra (2000) di Paul Verhoeven: "È sorprendente quello che puoi fare... quando non devi poi guardarti allo specchio." Tutti questi personaggi godono di totale impunità, non hanno inibizioni né timore di vedersi rinfacciare le conseguenze delle loro azioni, come se la perdita di doveri, morale e visibilità alterasse il corso del loro stesso destino. Cercano di saziare una brama di potere stimolata dall'emergere di una personalità repressa, instabile e scatenata dalle atipiche circostanze. Il potere drammatico di questa situazione è evidente, come ha intuito chiunque lo abbia trattato, con diversi gradi di aderenza all'originale di Wells.

Nella storia di cui ci stiamo occupando, Moench parte da uno stile da romanzo d'appendice, nel quale l'elemento misterioso la fa da padrone, per avviare una trma incentrata sull'indagine di Batman in merito a una serie di omicidi. Allo stesso tempo, uno dei malvagi ricorrenti della galleria di personaggi di Gotham contatta il nostro uomo invisibile: il dottor Nigel Glass, chiaro omaggio al canone degli scienziati pazzi tanto caro all'immaginario popolare, elemento scatenante per affrontare gli interrogativi elencati poc'anzi. Però Moench y Jones approfittano della premessa per giocare con un'altra interessante considerazione: proprio come succede all'Uomo Invisibile, il miglior detective del mondo ha problemi a riconoscere la propria immagine allo specchio... difficoltà da intendere in senso metaforico. Dopo aver investito ingenti quantità di tempo, denaro de energia per creare un'immagine che instilli terrore nel cuore dei criminali, Batman si rende conto che la sua personale messa in scena di teatralità e intimidazione ha perso buona parte della propria efficacia, tanto che i suoi nemici cominciano a guardare l'uomo che si nasconde dietro alla maschera.

In che modo questo cambierà la sua crociata contro il crimine? Come catturare colui che l'occhio umano non può vedere? A questi e ad altri interrogativi rispondono Doug Moench e Kelley Jones, nell'ennesima dimostrazione di intesa creativa, a memento e rivendicazione di una delle versioni più personali e originali di Batman nei suoi oltre settanta anni di storia.


David Fernández

Alcune Tavole

Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler.
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eddiekrueger

cacchio, troppo piccole le tavole per adocchiare l'ortografia :lolle:
ammettilo, Planeta, l'hai fatto apposta

Azrael

Citazione di: eddiekrueger il 20 Gennaio 2011, 16:53:55
cacchio, troppo piccole le tavole per adocchiare l'ortografia :lolle:
ammettilo, Planeta, l'hai fatto apposta

:lolle: :lolle:

Comunque Domani Ovviamente MIO  :batman:
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crispus allen

Magari la storia e' buona, come tante disegnate negli anni 90...ma Kelley Jones...Kelley Jones...diciamo cosi'...non e' il mio disegnatore preferito.  :nono:

"Non è tanto chi sono, quanto quello che faccio, che mi qualifica" (Da "Batman Begins")

Ned Ellis

Io invece salto. Per il momento mi concentro sugli acquisti del materiale in continuity...che già è costoso di suo :sisi:
Sette anni fa abbiamo stipulato un trattato con l'uomo bianco. Ci ha promesso che la terra dei bufali sarebbe stata nostra per sempre. Adesso minacciano di prenderci anche quella. Dovremmo cedere, fratelli? O invece dire loro: "Dovrai uccidermi prima di impossessarti del mio paese".

Vendo sul forum
http://www.dcleaguers.it/forum/mercatino/(vt)-vendo-berserk-batman-nuova-serie/new/#new

track2285


Mio Sabato! Più per una questione di "nostalgia" che altro....gli albi di Moench nella serie regolare mi sono rimasti nel cuore....e il trittico del Batman vampiresco è stato uno dei primi fumetti del pipistrello che ho avuto!
:batman: :batman:

Azrael

Citazione di: track2285 il 20 Gennaio 2011, 22:16:26

Mio Sabato! Più per una questione di "nostalgia" che altro....gli albi di Moench nella serie regolare mi sono rimasti nel cuore....e il trittico del Batman vampiresco è stato uno dei primi fumetti del pipistrello che ho avuto!
:batman: :batman:


Bravo Track  :batman:  :clap: :clap:
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Bucky Barnes

Conosciuto precedentemente come Doctor Mid-Nite

The Dark Knight

Per ora passo,poi magari con commenti supermegaiperpositivi... :rolleyes: Ma non credo...
"And as the sun, that had been too afraid to show its face in this city, started to turn the black into grey, I smiled. Not out of happiness. But because I knew... that one day, I wouldn't have to do this anymore. One day, I could stop fighting. Because one day... I would win. One day, there will be no pain, no loss, no crime. Because of me, because I fight. For you. One day, I will win." Batman - Bruce Wayne


Guardiano della Notte

ALL OF EXISTENCE SHALL BE MINE!

Murnau

Ce l'ho da parte in casella, la settimana prossima sarà mio.  :batman:
Vendo vari Alan Moore, Grant Morrison, Frank Miller




Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                   La notte, 1961

Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua. Quella dell'Uomo e della Donna.
                                                                                                                                    Il cielo sopra Berlino, 1987

eddiekrueger