@Segugio:
il fumetto è certamente uno svago, ma deve essere anche valido. A me piacerebbe leggere qualcosa di diverso oltre i vari Tex e Topolino, in Italia.
Un progetto veramente ben riuscito è stato PK, che ha durato 3 serie e poi ha chiuso.
Sì, mi ero dimenticato di citare i soldi, comunque è vero. Essendo in un periodo di crisi la gente compra meno. Ma sono sicuro che se avesse un po' più soldi comprerebbe molte ma molte più cose, e non andrebbe su opere nuove italiane. Ho sentito parlare troppe persone su questo argomento e la penso così.
Io sono uno che è costantemente senza soldi, e non perchè spendo troppo in fumetti: prendo un po' di tutto, non spendo 1000 euro al mese di fumetti, ma comunque leggo un po' di tutto.
@nikdd:
purtroppo io di come si diventa un editore ne so poco, comunque è proprio quello che dicevo prima.
@fanboy:
il discorso è un po' diverso. Io di serie italiane ne ho seguite, e ti assicuro che dopo un po' le storie sono tutte uguali. Tex, per esempio, i numeri nuovi hanno le stesse identiche storie dei primi. L'ambiente non cambia, i discorsi non cambiano, i personaggi sono sempre gli stessi.
E comunque non puoi confrontarmi la Marvel o la DC con le serie italiane. In quelle italiane c'è pochissima caratterizzazione psicologica dei personaggi, cosa che nelle serie americane è presente. Nelle serie americane c'è una miriade infinita di personaggi, che agiscono insieme. In Tex questo non succede.
Io non intendo la pubblicazione di serie di autori emergenti, ma di autori validi e pubblicabili (è ben diverso).
Ho fatto 3 anni di corso di fumetto, con un fumettista italiano abbastanza famoso come insegnante, e la situazione dell'editoria italiana me l'ha detta com'è.
A me non fa schifo fare un po' di gavetta, anzi, ma oltre ad essere un disegnatore io sono uno che vuole raccontare delle storie alla gente. Se io, disegnatore con talento, andassi da sergio bonelli e gli chiedessi: "Ti propongo una storia, se ti interessa la pubblichiamo?" quello mi ride in faccia, perchè secondo lui i fumetti che non sono come quelli che pubblica lui stesso non sono validi.
E il problema diventa molto più difficile se io avessi uno stile di disegno diverso da quello italiano. La possibilità di lavoro sarebbe dello 0,1 %.
E comunque sì, i fumetti bonelli sono validi, per carità, il problema è che ripetono la stessa identica formula da 50 anni. Uguale identica.
Il fumetto commerciale italiano ha molto da invidiare a quello americano.