New X-Men #121

Scritto da Andrea Ruscito il 6 febbraio 2012 in Fumetti Marvel Comics e X-Men con un commento

Silenzio: Salvataggio Psichico in Corso”

 

Sceneggiatura: Grant Morrison

Disegni: Frank Quitely

Ed. USA: X-Men 121 del Febbraio 2002

Ed. ITA: Gli Incredibili X-Men 147 (mensile) del Settembre 2002

 

IL CROLLO DELLA PAROLA

11 Settembre 2001

Il mondo, come noi abbiamo imparato a riconoscere e vedere, cambia.
E’ il punto di rottura tra una era e quella successiva, non rappresenta la caduta di un Muro o la disgregazione di un vecchio colosso  che decade su se stesso, è l’antico che cede il passo al nuovo e la libertà che muore, schiacciata dal crollo delle Twin Towers di Manhattan, NY.
Lamerica, come dicevano Morrison e i suoi Doors, smette di essere un faro, si spegne e decede sotto interminabili ore di puro terrore nero.

NUFF SAID

Il lutto, il dolore, l’orrore, la morte, la disperazione, la fine, il crollo, il pianto, la morte ancora, il silenzio e il frastuono, l’omicidio, la concreta terminazione, il bianco, il grigio, la frattura che torna, la chiusura, la follia, l’assedio, il tempo che scorre, il fumo, il fuoco, le lamiere, la roccia e il cemento, i corpi, i muri.
Nell’ascendente bolgia di un inferno in terra smette di essere presente l’unica cose che non porta (apparentemente) alcun aiuto e che blocca ogni via di possibilità: LA PAROLA.
Lamerica, ancora quella dei Doors, è figlia di una Europa antica e terminale, Lamerica lascia presagire un futuro e per questo motivo è figlia di una speranza suprema; la stessa speranza che questa nazione (che si ami o che si odi) ha sempre trasmesso e continua a trasmettere in quei modi che ha adottato per creare una sotto cultura popolare che nei decenni è divenuta discendente di indiscussa iconicità.
Il fumetto supereroistico, i comic-books Marvel e DC in primis, sono una delle più belle espressioni culturali che la terra dalle stelle e dalle strisce ci abbiano regalato: in quei giorni in cui il lutto, il dolore, l’orrore, la morte, la disperazione, la fine, il crollo, il pianto, la morte ancora, il silenzio e il frastuono, l’omicidio, la concreta terminazione, il bianco, il grigio, la frattura che torna, la chiusura, la follia, l’assedio, il tempo che scorre, il fumo, il fuoco, le lamiere, la roccia e il cemento, i corpi, i muri erano le uniche cose che si vedevano, le uniche parole che si potevano pronunziare, le sole immagini da trasmettere e le incomparabili forme di una preesistente frase da mostrare; ecco, in quello stesso frangente il fumetto tace.

IL MUTISMO DELLA MENTE

La Marvel propone, nei mesi successivi alla tragedia, dei numeri muti in cui a farla da padrone sono unicamente le immagini.
Nel Febbraio del 2002 arriva negli shop USA l’albo New X-Men 121 ad opera di Grant Morrison e Frank Quitely: Silence: Psychic Rescue in Progress.
L’autore scozzese è già al timone della Testata X da alcuni mesi e sta per imbastire, ancora, la prima parte di quella che diverrà la più bella run degli X-Men degli ultimi anni.
Cassandra Nova, un mummudrai (entità puramente psichica molto potente) si insinua nel corpo di Charles Xavier e ne trasferisce la mente all’interno di quello che era il suo decadente fisico; viene smascherata poi dalla Bestia.
Jean Grey tenta di accedere alla mente di Xavier e di comprendere i piani di Nova e nel recarsi nella psiche di Charles viene accompagnata da Emma Frost: entrambi telepati di altissimo livello, le due donne condurranno un tortuoso viaggio all’interno della parte più nascosta del loro mentore, scoprendo una verità celata da molto tempo: Cassandra Nova è la gemella di Xavier mai nata.
I due, ancora nel grembo materno, si diedero battaglia da cui solo Charles emerse, ma le forti energie psichiche che erano anche di Cassandra plasmarono per lei un corpo di pura energia tramutatasi poi in mummudrai, appunto.
In opera psichica completa, le due accedono ad un substrato presente nella zona più profonda di Charles e intervengono nel centro nevralgico del problema: la mente stessa.

PIANO ASTRALE

La particolarità dell’esperimento del mutismo morrisoniano (da notare che l’autore coglie l’occasione del “nuff said” per accedere ai meandri oscuri della sua run e consegnare uno degli episodi più belli del suo ciclo) diventa un insieme di immagini, similarmente di natura iconica, volte alla naturale espressione di ciò che le due operano all’interno di questo mondo astrale: Jean e Emma si muovono in un antico e cadente regno, con al centro una torre irraggiungibile.
Emma resta a difesa nella retroguardia mentre Jean accede, come una rossa stella luminosa, alla torre (questa è un simulacro della perfetta mente del Professore, ma nel contempo è anche una prigione per la stessa, fatta da elementi che hanno accompagnato l’esistenza di Xavier).
Toccando la sua volontà, Jean assiste alla genesi dei fratelli Xavier, alla caduta di Cassandra e scopre la realtà che risiede dentro la memoria di quel maestro che per tanto tempo è stata la figura più importante nella vita di Fenice.
Particolare lo scambio di simboli usato da Jean ed Emma per comunicare: Morrison inserisce un linguaggio simbolico (proprio dell’autore, da notare anche nella prima parte di Crisi Finale o di Supeman Beyond in 3D) ultra-pop e coloratissimo e, in due occasioni, permette al lettore di comprendere in modo diretto “i dialoghi che non ci sono” (Jean forma delle lettere nell’aria per comunicare con Emma e nell’ultima pagina della storia Jean si rivolge a Scott e Logan).

IL DINAMICO DUO

Grant Morrison si sa, è una delle più innovative essenze dell’arte fumettistica ed è padrone indiscusso del genio (brutto/buono e cattivo/buono) che alberga in lui e solo in lui.
La sua è una run (quella dei New X-Men) completamente figlia del citazionismo e delle riscritture (Claremont e Byrne in primis, ma anche in secundis e in tertiis) ed arricchita da alcuni dei suoi classici temi (vedasi le analogie con la sua recente run su Batman).
L’originalità di Morrison risiede negli aspetti essenziali delle trame che propone e nei personaggi che tratteggia: i suoi sono tridimensionali e vivi (anche troppo in alcuni casi) e siccome rappresentano coralmente ogni parte che l’autore intende esplorare divengono, infine, degli eccezionali esempi di raffigurazione allegorica di una scrittura stilisticamente funzionale.
Di sua arte e per sua grazia Frank Quitely qui, in questa stessa storia, realizza alcune delle tavole più belle che un fumetto degli X-Men abbia avuto negli ultimi quindici anni: alcuni passaggi che portano Jean da un luogo (fisico) ad un altro (mentale, e lo stesso dicasi per la Regina Bianca) sono ricchi di riferimenti escheriani (la discesa nella mente di Xavier ad opera di Jean Grey è uno dei disegni più belli ed emblematici dell’intera storia) e alle incisioni di Gustave Doré (non solo riferendosi alle incisioni della Divina Commedia).
Quitely trasporta le due donne in un arco rinnovato ed è apprezzabile il fatto che sembra di poter sentire il suono profondo del silenzio e la potenza dell’abisso, senza mai dimenticare che, a livello visivo, la storia è una ricchezza unica per la run e per ciò che ha rappresentato nel  progetto “nuff said”.
In particolare, potrebbe anche suggerire ai lettori che la desolazione della mente del povero Charles è figlia, e non poco, di quel disastro avvenuto l’undici Settembre del 2001, quando il mondo ha cessato di esistere e si è rifugiato altrove, dimenticando per sempre il passato.


Informazioni sull'autore

Andrea Ruscito [Jor-El]Nato a Cassino (FR) e residente a Pontecorvo (FR), classe 1982. Cultore del brand mutante di Casa Marvel (gli X-Men) con specializzazione nella Forza Fenice e Jean Grey. Amante della DC Comics, vede in Superman la più grande forma di rappresentazione ed espressione del fumetto supereroistico. Tra le passioni s'annoverano la musica, la Science Fiction, il fumetto, il cinema, la poesia e la pittura. Serie tv preferita? Battlestar Galactica!Leggi tutti gli articoli di Andrea Ruscito