James Asmus e Clay Mann firmano Gambit!

Scritto da Giuseppe Pulvirenti il 2 maggio 2012 in Fumetti Marvel Comics e X-Men con nessun commento

Per uno come me, cresciuto a pane, mutanti e ragni negli ormai lontani 90’s, un personaggio come Gambit (ladro sbruffone ed eroe suo magrado, ma anche terribilmente tormentato dai sensi di colpa) era il massimo.
Era un personaggio cardine nelle x-storie di Lobdell e Nicieza, aveva una bella serie scritta proprio da quest’ultimo impreziosita dai disegni di Steve Skroce.
Insomma, se la passava bene il cajun.
Ma quando arrivò la gestione Quesada (che tanto bene ha fatto alla Marvel, non dimentichiamolo mai), purtroppo Gambit si ritrovò povero di autori a lui interessati, non tanto per una serie regolare, ma proprio nelle stesse x-storie, dove per oltre una decade non ha fatto altro che da sfondo e bona lì.
(Ricordo interviste di Quesada, Bendis e Brubaker che, parlando degli X-Men in sedi separate, non esprimevano molto gradimento verso il ladro mutante; ricordo persino che Millar, quando al tempo scriveva Ultimate X-Men, non volle sceneggiarne due episodi – il #13 e il #14, che poi realizzarono Chuck Austen e Esad Ribic –  perché Gambit non gli piaceva affatto, mentre gli x-fan premevano per una sua apparizione nell’universo Ultimate).
Da allora di tempo ne è passato, Gambit ha pure trovato uno scrittore – Mike Carey – interessato a lui nella serie X-Men: Legacy, ma non è bastato.
Notizia di questi giorni è invece che Gambit dopo anni di buio incontrastato vedrà un po’ di luce: ad agosto negli Usa partirà una serie regolare a lui dedicata, scritta da James Asmus (Generation Hope) e disegnata da Clay Mann (Age of XMagneto: Not a hero).

Mann è un volto noto ai mutanti, il suo tratto pulito e dinamico ricorda a metà strada sia quello di Jim Lee che quello di Olivier Coipel, mantenendo però uno stile tutto suo; Asmus è per lo più noto per una manciata di x-episodi realizzati qua e là negli ultimi anni, e per l’aver traghettato Generation Hope verso la sua naturale conclusione.
La nuova serie, a detta di Asmus (fan del personaggio sia nella sua versione cartacea, sia nel cartoon dei 90’s), vedrà Remy LeBeau muoversi in ambienti di dubbia moralità, avendo a che fare con un vero e proprio ritorno alle origini: quando non si troverà ad insegnare presso la Jean Grey School, rivedremo Gambit tornare ai suoi vecchi passi, quelli del ladro truffaldino con un sorriso da sbruffone sempre stampato in faccia, in avventure che Asmus promette di essere a metà strada tra Indiana Jones e Ocean’s 11.
Vedremo il buon cajun interagire con buona parte del Marvel Universe, e saranno della partita anche gli X-Men, magari non subito però.
Spiega Asmus che lungo la strada non mancheranno personaggi cardine del background di Gambit – quali Rogue o la Loggia dei Ladri – ma solo lungo il cammino della serie, le loro apparizioni non saranno quindi per nulla forzate.
Riguardo l’aspetto “Morte” (Gambit è stato in passato uno dei Cavalieri di Apocalisse, Morte per l’appunto, e pare che parte di quell’esperienza sia rimasta ancora in lui), Asmus non conferma nulla, non nell’immediato futuro almeno.
Questo promettono Asmus e Mann, ridare del lustro ad un antieroe sexy e coinvolgente, sempre in bilico tra il bene e scelte spesso sbagliate, per un appuntamento immancabile a partire dal prossimo agosto.
Io ci sarò. E voi?