SPIDER-MAN O.M.I.T.

Scritto da Simone Sperati il 19 aprile 2010 in Fumetti Marvel Comics e Spider-Man con 6 commenti

Spoiler Warning

In questi giorni la Marvel Comics si sta divertendo a solleticare i fan con immagini teaser e gustose anticipazioni su diversi progetti futuri. Quesada ovviamente ha fatto lo stesso al Chicago Comic-On, svelando in anteprima alcune interessantissime novità riguardanti l’Uomo Ragno, le cui storie sono da qualche mese molto discusse a causa del rilancio denominato Brand New Day, che ha riportato Peter Parker alle atmosfere degli anni 60, generando così il malcontento di una parte del pubblico.

Il nome del nuovo progetto riguardante Spider-Man sarà O.M.I.T, acronimo di One Moment in Time, e si riferisce esattamente al momento assai controverso in cui è stato cancellato il matrimonio di Spidey e Mary Jane, facendo fare al personaggio un balzo (narrativo) all’indietro di diversi anni. La storia sarà scritta proprio da Quesada e disegnata da Paolo Rivera , e inizierà la sua corsa negli USA su Amazing Spider-Man, a partire dal numero #637 (luglio 2010) fino al #640, che avrà un numero di pagine più cospicuo. Come l’editor in chief della Marvel ha spiegato al sito specializzato CBR l’evento riporterà indietro l’orologio in maniera inaspettata per mostrare cosa è successo davvero in quello che avrebbe dovuto essere il giorno del matrimonio di Peter e Mary Jane, evento pubblicato nel 1987 su Amazing Spider-Man Annual #21.

Leggiamo insieme le dichiarazioni di Quesada su questa importante novità partendo da una domanda fondamentale: cos’è davvero O.M.I.T?

Un fan ha detto che significa “One More Internet Teaser” (Un altro teaser su Internet) e penso sia davvero divertente (ride). Comunque sta davvero per One Moment in Time, ma anche per “omit” (omettere).

Quesada ha poi continuato concentrandosi sulla storia:

La storia è ambientata nella continuity attuale. Comincia con una conversazione partendo da “One More Day ” per poi collegarsi alle storie di oggi. E quindi si torna al matrimonio, utilizzando una grande quantità di spunti attinti dal famoso Wedding Annual e giocando con diversi elementi. Le persone se ne renderanno conto mano a mano che la storia procede. Per chi non ha mai letto l’Annual o non se lo ricorda, beh, abbiamo davvero ripreso alcune pagine di quell’albo. Ci sono scene specifiche di quella storia, che noi abbiamo continuato e ampliato, dedicandoci a momenti non raccontati prima. Speriamo di coinvolgere i lettori facendo loro comprendere la direzione che abbiamo scelto.


Il titolo è stato fortunoso, ma ha un significato profondo. Ne stavo cercando uno che mi permettesse di divertirmi un po’ con “One More Day”, così ho cominciato a giocarci e “One Moment In Time” si adatta assolutamente alla storia. Ho anche fatto l’anagramma del titolo, ed è perfetto! Forse si è trattato di fortuna, casualità, magia.. ma eccolo qui.

Ho sempre avuto tutto sotto controllo anche dopo “One More Day”, ma non sapevo che avrei scritto questa storia. Quando ho deciso di volerlo fare chiaramente ho cercato di darle un senso, dato che si tratta di fare un salto indietro nella continuity pensato anche per chi non ha letto il Wedding Annual e non conosce ogni aspetto della storia di Peter. E anche se non avete familiarità con “One More Day” avrà comunque un senso. E’ una storia lineare. Il nodo centrale è stato questo, e ho cominciato a pensarci solo un anno dopo la fine di “One More Day”.  […] Paolo Rivera si adatterà anche allo stile grafico dell’Annual.. quasi non sarete in grado di notare la differenza.


Questa storia risponde ad ogni domanda che mi è stata fatta da “One More Day” in poi, ho controllato ogni cosa insieme ai miei editor. Non lascia questioni aperte, e non scontenta il lettore. Forse sarebbe stato necessario farlo prima, ma è andata così.  Ci sono altre storie da raccontare? Sinceramente considero questa una trilogia,  e ho solo un’altra storia da raccontare su questi eventi. Forse fra un paio d’anni, ma ce la farò.  […] Spero comunque che le persone siano contente del risultato, anche perché ci tenevo davvero a scrivere questo fumetto. Ho fatto del mio meglio per renderlo coinvolgente e emozionante. Alcune parti sono state difficili da scrivere, anche perché mi sono dovuto confrontare con la continuity, ma è stato divertente. La parola “Omit” (omettere) spinge la gente a chiedersi: cosa manca? Cosa è stato omesso? Ma risponde a un sacco di domande e mostra cosa può succedere quando si verifica un piccolissimo evento, generando poi un effetto domino che nessuno si aspetta. E’ questo il vero nucleo della storia.

A cura di Elena Pizzi