Sub-Mariner: Abissi

Scritto da Vittorio Petrone il 25 settembre 2011 in Altri Eroi Marvel Comics e Fumetti Marvel Comics con nessun commento

Edizione originale:Sub-Mariner: The Depths #1-5
Edizione italiana: Sub-Mariner: Abissi, cartonato Panini (€ 15,00), in alternativa sulle Grandi Saghe n° 89 (€ 9,99)
Testi: Peter Milligan
Disegni: Esad Ribic

“L’uomo ha smarrito il vero senso della terribilità del mare” – Herman Melville

Atlantide è una delle leggende più interessanti e famose al mondo, descritta come il più grande enigma della storia. Conosciamo tutti la leggenda, l’isola leggendaria sprofondata “in un singolo giorno e notte di disgrazia” ingoiata dal mare dopo maremoti e terremoti, secondo Platone (nel Timeo e nel Crizia) nel mezzo dell’Oceano Atlantico al di là delle Colonne d’Ercole ed estesa come la Libia e l’Asia messe insieme. Esiste o non esiste? E’ ovvio che un mito del genere non poteva che generare tutta una scia di film, letteratura, e animazione, dal classico “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne al film d’animazione Disney “Atlantis” ispiratosi al libro dello scrittore francese passando per la saga di Atlantide di Nathan Never e tante altre creazioni. Atlantide, il suo popolo e la loro fine, ha ispirato anche personaggi dei fumetti, come Namor il Sub-Mariner e Aquaman.
Namor, il protagonista di questa storia, è un personaggio storico della Marvel, il primo antieroe del fumetto ed anche il primo mutante di una lunghissima serie, nacque nel lontano 1939 sulle pagine di Motion Picture Funnies Weekly e da allora divenne la punta di diamante della casa editrice (all’epoca Timely Comics) insieme alla Torcia Umana e Capitan America durante il periodo denominato Golden Age. Nato dall’unione di un capitano di nave umano e una principessa atlantidea, Namor siede al trono di Atlantide sfatando il mito del burbero dal cuore d’oro.
Peter Milligan e Esad Ribic uniscono le loro forze per dar vita a questo progetto che ha lo scopo di mostrare ai lettori la vera natura del Sub-Mariner e la sua eterna missione in quella che non è una storia di supereroi: infatti non compare nessun uomo in calzamaglia ma solo comuni mortali e Namor, naturalmente.
Mi ricordo ancora la prima volta che lessi questa graphic novel un anno fa, nel buio totale se non con il conforto di una lampada: mi sembrava l’atmosfera più adatta, mi faceva immaginare un faro che irradiava un mare in tempesta.
Milligan non è nuovo alla Marvel anche se è meglio conosciuto per le opere targate Vertigo, come la sua gestione di Hellblazer o Enigma, opere che non prevedono la narrazione di supereroi. Per questo Milligan è adatto a questo tipo di storia, diversa dalle altre. Non è tanto lontana dalla etichetta sopraccitata trattandosi di una storia a tinte forti e dell’orrore. La parola “eroe” o “supereroe” non compare in nessuna pagina. Namor, in questa storia, non è un supereroe. Non è nemmeno un antieroe. Namor qui assume le fattezze di una creatura che personalmente trovo molto azzeccata: il Sub-Mariner stesso, come Atlantide, è una leggenda del mare, la cui esistenza è messa in dubbio. Il mostro messo a guardia di Atlantide, come il Leviatano sorvegliava l’ingresso della città in Atlantis. Namor il Sub-Mariner è l’oceano stesso, il peggior nemico dell’uomo. Il compito di Milligan, quindi, è quella di raccontare una storia horror.
Il mare. Tutto comincia e finisce con il mare. La storia si apre con una citazione di Herman Melville, lo scrittore del famoso “Moby Dick”, una veduta degli abissi, completamente bui, e con un diario del capitano le quali ultime parole sono “Credo di vederla… è bellissima”. Il capitano Marlowe scompare misteriosamente, viene creduto morto, ma le sue ultime parole arrivano in superficie, arrivano a coloro che decidono di organizzare un’altra spedizione negli abissi per scoprire Atlantide. Gli abissi sono la dimora di Namor, del Kraken, di tutte le leggende metropolitane, ma anche delle paure e delle inquietudini dei marinai o degli sventurati che si trovano con loro. Sono un luogo di follia. I disegni di Esad Ribic rendono benissimo l’atmosfera claustrofobica della storia, disegni che sembrano tanti affreschi con colori e sfumature utilizzati che aiutano a creare un mondo fumoso ed oscuro dove il più piccolo movimento viene captato e registrato. La storia è inquietante.

“L’oceano sembra meraviglioso in superficie, ma se vai giù trovi un mondo completamente diverso. Un mondo pericoloso.”

Immaginatevi in un sottomarino ad 11.000 metri sotto il livello del mare, lì dove assume il colore nero della morte e del silenzio. Immaginate. C’è un essere non identificato che si aggira attorno a voi e siete indifesi, in trappola come topi. Se solo usciste da quel sottomarino (con la forza, vorrei ben dire) non penso riuscireste a risalire in superficie tanto presto. L’ossigeno diminuisce e…
Basta una piccolissima perdita lì dove la pressione raggiunge le 8 tonnellate per essere inghiottiti dagli abissi, come Atlantide. A 11.000 metri sott’acqua si è soli e spaventati. Soli con i propri pensieri e spaventati per Lui. Dicono che in un viaggio sottomarino il maggior pericolo sia rappresentato dalla paura e dalla follia che ne deriva. Il Sub-Mariner, essendo rappresentato come un mito, appare fisicamente poche volte ma la sua presenza è totale, primaria, è il pensiero fisso dei marinai, è il loro incubo. Come in un film dell’orrore Milligan decide di tenere sulle spine il lettore: a me è sembrato di vedere una figura allontanarsi in un disegno. Ho visto delle mani che premevano contro il finestrino cieco del sottomarino. O un’ombra illuminata per un brevissimo istante. Pozzanghere d’acqua salata sul pavimento. Ma forse mi sono sbagliato, vero? Non starò mica diventando pazzo, Lui non esiste. Giusto?!
Ma il sangue l’ho visto, oh sì, quello eccome se l’ho visto. Anche il più scettico adesso inizierebbe a credere all’esistenza di una creatura, di un qualcosa, proprio come scettico ci viene presentato il protagonista umano di questa storia, lo scienziato Randolph Stein. Questa scelta di logorare a poco a poco le menti dei marinai con piccoli segni è una delle cose che più mi ha fatto piacere il volume. Le acque nere sono il mondo di Namor e gli ospiti non sono i benvenuti.

La trama è molto semplice: una spedizione alla ricerca dell’esistenza della città perduta, Atlantide. Ma c’è qualcuno che non ha fatto ritorno o se lo ha fatto è diventato pazzo, lì nella Fossa delle Marianne. Non esiste la fortuna: il Sub-Mariner ti lascia vivere solo per un motivo: per negare l’esistenza di Atlantide, della sua terra sommersa incontaminata dalla distruzione degli esseri umani. Tutti gli altri non servono allo scopo. Dicono che chi lo guarda negli occhi morirà, è una creatura spaventosa e senza pietà. Fisicamente compare nelle ultime pagine del volume: Namor è rappresentato bianco come un cadavere, con occhi neri privi di pupilla come il vuoto e l’abisso, denti aguzzi e ferocia di un mostro. Mi ha ricordato molto Dracula o comunque i vampiri classici del folklore, rappresentazione delle paure delle persone e devo dire che le tavole hanno molto impatto. L’inquietudine che ammanta l’equipaggio è reso benissimo così come gli abissi neri se non per una piccola luce (di speranza?) fioca e debole come la mente di una persona. Ci sono disegni, concedetemi il gioco di parole visto il tema, da togliere il fiato. Esistendo Namor esiste anche Atlantide, ma il segreto non può essere rivelato. E come poterlo fare se le acque nere ti tolgono la voce, ti fanno scomparire dalla faccia della Terra?
Sub-Mariner: Abissi è una graphic novel ben riuscita da molti punti di vista. Forse non sarà un capolavoro ma secondo me è anche vero che è passata un po’ in sordina, e non lo merita. La storia è accattivante, Milligan scrive bene e i disegni di Ribic, non c’è bisogno di ribadirlo, sono molto belli che non perde lo smalto mostratoci in Silver Surfer: Requiem. Namor e le sue apparizioni, infine, sono la ciliegina sulla torta. Consiglio assolutamente la lettura della storia, promossa a pieni voti, che narra di un Sub-Mariner diverso dai soliti supereroi a affascinante come il mito di Atlantide.

“Il mare distruggerà ogni prova di quanto è successo laggiù. E il mare non svela facilmente i propri segreti.”

Due paroline sull’edizione: in Italia Sub-Mariner Abissi è stata pubblicata sia in versione economica nella collana Grandi Saghe e sia in una versione più appagante e lussuosa, un cartonato ben fatto e più grande del solito, che rende giustizia a quest’opera; cartonato completo di tutte le cover suggestive e maestose come il mare (e, quindi, Namor) comanda. Ma alla fine è la storia che conta, è la storia la cosa più importante, no?
Ah, un’ultima cosa… indovinate com’è affondato il Titanic adesso?