Sandman: Vite Brevi

Scritto da Andrea Vincenti il 1 agosto 2012 in Fumetti DC Comics e Vertigo & Wildstorm con 2 commenti

 

Testi: Neil Gaiman
Disegni:Jill Thompson
Edizione Italiana: Planeta DeAgostini, brossurato, 4,95 Euro per albo.
Edizione Americana: The Sandman #41-59

Gods die. And when they truly die they are unmourned and unremembered. Ideas are more difficult to kill than  people, but they can be killed, in the end.

Del complesso mosaico creato da Neil Gaiman di certo le vicende degli immortali rappresentano uno dei punti più interessanti e originali dell’epopea di Sandman.

Molti degli immortali che abbiamo già incontrato conservano i loro status di divinità (vedi La Stagione delle Nebbie) ma che ne è stato di quelle divinità dimenticate appartenenti a pantheon antichissimi e di cui nessuno si ricorda?

In Vite Brevi Neil Gaiman risponde a questa domanda approfondendo e arricchendo ulteriormente il mondo diviso tra realtà e sogno di Sandman.

Il ciclo in questione è uno dei più appassionanti della saga e si concentra, oltre che sul tema degli immortali, sulla ricerca di Distruzione uno dei componenti della famiglia degliEterni.

Sogno, convinto dalla sorellina Delirio, si imbarcherà nell’impresa di ritrovare il fratello a lungo scomparso in un viaggio non solo nello spazio ma soprattutto nei ricordi degli immortali che hanno conosciuto Distruzione nella loro lunga vita.

Apprenderemo di come gli immortali sono sopravvissuti all’oblio adattando la loro forte natura allo scorrere del tempo senza tuttavia dimenticare se stessi.

Questo tema è particolarmente caro a Neil Gaiman e lo approfondirà ed espanderà nelle sue due opere successive American Gods e I Ragazzi di Anansi.

Le divinità nel mondo di Sandman, come gli Eterni del resto, sono figlie di concetti, di idee, di sogni a cui i mortali credono ed innalzano al ruolo di divinità, plasmandone le caratteristiche proprie e dandogli così potere.

Toccanti e poetiche sono le parole di Ishtar approposito degli immortali:

 

Sai come nascono gli Dei, Roger. Iniziamo come sogni. Poi veniamo sulla terra. Siamo amati e adorati e prendiamo per noi quel potere.

Poi un giorno non rimane nessuno ad adorarci. 

 

Dimenticati, mendicanti, prosciugati di ogni potere, sospesi tra un passato da sogno e un presente da incubo, immortali ma torchiati dal tempo più degli stessi mortali eppure, nonostante il peso dei millenni, desiderosi di vivere più che mai.

Sebbene il tema degli immortali sia il filo che unisce la saga, il vero protagonista della vicenda è Distruzione.

Egli infatti è presente sullo sfondo in ogni momento e le stesse vicende degli immortali ruotano attorno alla sua figura.

Come già detto infatti, gli immortali possono solo abbracciare il cambiamento per sopravvivere, distruggendo il loro vecchio essere e reinventando se stessi.

E’ proprio parte del dominio di Distruzione il ruolo duplice di distruttore e creatore come egli stesso spiegherà a Sogno in uno dei dialoghi più importanti e suggestivi dell’intera saga: sotto un cielo stellato infatti Distruzione, guerriero e filosofo della famiglia degli Eterni, parlerà a Sogno della natura stessa degli Eterni e di come definendo se stessi definiscano anche il loro contrario.

Sogno e Realtà, Morte e Vita, Distruzione e Creazione in un gioco che va avanti dall’inizio dei tempi e che vedrà la sua conclusione con la fine dei tempi, narrata tra l’altro in The Books of Magic.

In questa saga avremo inoltre la conclusione delle vicende di Orfeo, figlio di Sogno e Calliope (protagonista della storia omonima facente parte del ciclo Le Terre del Sogno),  evento che sarà fondamentale per il ciclo Le Eumenidi.

Per finire,  l’abilità di Gaiman non si smentisce e l’unica vera pecca della saga è nei disegni di Jill Thompson altalenante e non sempre all’altezza della situazione sebbene in alcune tavole, come la danza di Ishtar o il dialogo tra Sogno e Distruzione, si dimostri in grado di trasformare la poetica di Gaiman in disegni.

In conclusione Vite Brevi è una delle saghe più riuscite di Sandman, capace di aggiungere nuovi elementi suggestivi e trasportare il lettore in un mondo in cui antichi dei camminano ancora su questa terra.

Non mi resta che consigliarvi di recuperare questa saga (e tutta l’opera se non lo avete già fatto) e invitarvi a dedicare un pensiero, un sogno, una idea, un gesto agli antichi Dei dimenticati: Belili, Bastet, Taranis, Cernunnos, Epona, Freya… infiniti nomi impossibili da elencare tutti,  e magari un giorno ci ritroveremo anche noi come Shadow, il protagonista di American Gods, a tirare una moneta in cielo sperando che sparisca.

Buonanotte..

 

Sogno o son desto?

L’angolo dei miti che escono dai libri ed entrano nel fumetto.

Belili e Ishtar

Incontriamo Belili, in questa saga, intenta a lavorare come spogliarellista.

Belili parla del locale come suo ultimo tempio e trae potere dal desiderio che provoca negli spettatori.

Nella mitologia sumerica Belili era la divinità della luce e associabile ai culti della grande madre.
Ishtar era dea dell’amore e della maternità oltre che della guerra e delle tempeste.Belili usa come nome d’arte nel fumetto Ishtar, nome di una dea molto più famosa e conosciuta.

Una delle porte di Babilonia era inoltre dedicata alla Dea.


Informazioni sull'autore

Andrea Vincenti [Morfeo]Appassionato di fumetti sin dalla più tenera età, una volta approdato nel sito dcleaguers conosce la dannazione, finendo per sperperare tutte le proprie finanze in titoli Vertigo. L'ultima volta è stato avvistato in un angolo remoto del Tibet, si narra che scriva le sue recensioni con il proprio sangue mentre un rarissimo esemplare di falco delle steppe siberiana volteggia sopra di lui per favorire i vortici della magia. Avido lettore, ma ancora più avido con i soldi, attualmente risulta essere una forma di vita spirituale, residente nel Guinee. Nonostante l'ascensione è ancora più molesto.Leggi tutti gli articoli di Andrea Vincenti