100 Bullets

Scritto da Carlo Adinolfi il 26 novembre 2010 in Fumetti DC Comics e Vertigo & Wildstorm con nessun commento

Cover

Testi: Brian Azzarello
Disegni: Eduardo Risso
Edizione originale: 100 Bullets, 13 TP DC Vertigo
Edizione italiana: 100 Bullets. TP 1-3 Magic Press, TP 6-13 Planeta. Vertigo Presenta 1-50 (contiene i numeri che compongono i primi 5 TP più parte del 6°).
Nel 2011 è prevista un’edizione deluxe absolute della Planeta

NOTA: La seguente recensione NON contiene spoiler di rilievo sulla trama.

Azzarello, il noir e la creazione
Se pensiamo al fumetto noirhard boilerpulp come dir si voglia, uno dei nomi che sicuramente viene in mente per primo è quello di Brian Azzarello.
Se pensiamo a Brian Azzarello, il primo titolo che ci viene in mente è 100 Bullets.
Non si sa bene chi abbia creato chi, se sia stato davvero Azzarello, grazie all’alchimia perfetta con l’argentino Eduardo Risso, a creare 100 Bullets e a entrare così nel gotha dei grandi autori, oppure se sia stata l’opera stessa a crearsi da sola e ad aver trovato in Azzarello-Risso un vettore per uscire fuori dal mondo della fantasia per divenire reale, permettendo così al duo disegnatore-scrittore di entrare in quello stesso gotha di cui sopra.
Ma qui non vogliamo entrare nel meta-fumetto o nella meta-letteratura. Prendiamo solamente atto che esiste un’opera come 100 Bullets, che ai suoi testi c’è Azzarello e ai disegni c’è Risso, e ringraziamo quella Musa particolare (o forse in questo caso ce n’è stata più d’una, chissà) che ha permesso quest’esistenza.
Il ringraziamento è d’obbligo, perché per chiunque ami i comics, sia esso un nerd terminale con la teca di Kandor sul comodino accanto alla Lanterna-Batteria o anche un semplice amatore-collezionista, 100 Bullets rappresenta uno degli apici di questa forma d’arte e letteratura purtroppo sottovalutata da una critica ufficiale troppo abituata a fare della noia accademica e dell’esistenizalismo spicciolo da psicanalisi adolescenziale l’unico oggetto del suo inutile studio.

La storia che si crea da sé
Ma cos’è esattamente 100 Bullets? Ok, è il capolavoro noir dell’etichetta Vertigo. Ma è molto altro. Quando ponevo la domanda su chi ha creato chi non era solo la classica e pomposa retorica da recensione chick. La domanda è legittima, perché 100 Bullets non segue nessunoschema visto prima d’ora. La storia semplicemente va avanti, scorre come la vita, come le vite dei protagonisti e personaggi della serie e non accade nulla che tu possa prevedere perché 100 Bullets non è una storia “fiction”, è come una telecamera puntata su quello che accadrebbe nella realtà se davvero esistessero quelle persone, quei presupposti e quegli antefatti.
Per questo è molto difficile che Azzarello abbia programmato tutto dall’inizio. Ma è anche impossibile che uno scrittore vada avanti a braccio senza schemi e riesca non solo a non scrivere una ciofeca immonda, ma addirittura a confezionare un capolavoro. Misteri della creazione artistica.

Schemi e regole del gioco
Parlavamo di schemi. Che nella realtà non ci sono, non sono reali, ma a cui tutti vogliamo riportare ogni cosa per averla sotto controllo o almeno solo per crederlo. 100 Bullets narra anche di questo. Di uno schema, un gioco con delle regole precise. Il fatto è che per buona parte della storia vedi solo le pedine (e le Regine), poi man mano entrano gli alfieri, i cavalli, le torri. E i giocatori? Beh, quelli si capiscono solo alla fine…  O forse no, perché quelli che credono di essere giocatori forse sono solo i Re, e quindi anche loro pezzi dello stesso gioco. E sono proprio loro, i “giocatori” che hanno deciso le regole del gioco e muovono i pezzi a seconda delle loro regole. Ma cosa accade se i giocatori diventano schiavi delle regole del loro gioco e ne subiscono le conseguenze mentre le pedine, arrivate alla fine della scacchiera, capiscono di essere solo una parte del gioco, capiscono le regole e quindi ne escono buttando all’aria tavolo e pezzi? 100 Bullets parla anche di questo.

Ma insomma, cos’è 100 Bullets??
Scusatemi, capisco che chiunque sia arrivato fin qui possa giustamente chiedersi “sì, ok, belle parole, ma di che parla? Dov’è il noir?”
Il difficile è proprio questo, perché se vi dicessi che la serie parla di un vecchio che consegna una valigetta contenente 100 proiettili non rintracciabili a varie persone che possono fare qualunque cosa senza subire conseguenze legali, non vi direi affatto la storia di 100 Bullets, ma solo l’introduzione dell’incipit, una sorta di prefazione al primo atto. Per dirvi cosa accade dopo, dovrei svelarvi cose che è bene si svelino piano piano, pagina per pagina, albo per albo, perché è questo il modo per apprezzare al meglio questo capolavoro. Posso solo dirvi che 100 Bullets è una storia di vendettaintrigopoterecorruzionecriminalità ma anche lealtàamorescelte e drammatiche conseguenze.
E il noir? Il pulp? C’è tutto, ma proprio tutto. Per 100 numeri Azzarello condisce in salsa noir ogni angolo del mondo umano, dalle baraccopoli di poveracci e relitti umani alle normali abitazioni di casalinghe e lavoratori medi, dai ghetti con i loro spacci e microcriminalità ai deserti con i loro traffici nascosti e abbandonati, dalle prigioni e le loro storie fino ai piani più alti del potere mondiale. Angoli segretamente legati da una trama sottile tessuta per anni. Ma che oltre a imprigionare, crea legami indissolubili e pericolosi.

Buona lettura. E, ovviamente… CROATOA!