Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

Scritto da Valentina Giuffrida il 10 febbraio 2011 in Batman e Fumetti DC Comics con nessun commento

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Testi: Neil Gaiman
Disegni: Andy Kubert
Edizione originale: Batman: Whatever Happened to the Caped Crusader? USA
Edizione italiana: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?, C., Planeta De Agostini, 9,95 €


Celebrazione di un mito.

Batman: un nome, una garanzia. Il Cavaliere Oscuro è indubbiamente uno dei supereroi più conosciuti e più letti sin dalla nascita della stessa casta di questi salvatori. Facendosi leggere, Bruce Wayne ed il suo alterego non faticano ora, come non faticarono prima, ad entrare nel cuore dei loro lettori, rimanendoci. Allo stesso modo, quest’affascinante Giustiziere Oscuro ammaliò Neil Gaiman e crebbe con lui. A distanza di anni, il genio dello scrittore riconoscente decide di unirsi al talento puro di Andy Kubert, con un unico intento: la celebrazione di un mito. Nasce così un’opera dalla fusione di due veri e proprio artisti che ha come titolo “Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?”. Superfluo dire che la trama intessuta da Gaiman è perfetta rispetto allo scopo per cui è stata elaborata, come allo stesso modo perfetti sono i disegni del fumettista statunitense. Questi stessi risultano essere un omaggio a tutti i migliori disegnatori che in passato  si sono cimentati nel dipingere su pagine il nostro eroe nero. In modo altrettanto strabiliante, lo scrittore compone un mosaico perfetto in cui si intrecciano diverse storie, alcune delle quali opposte tra loro. Queste apparenti contraddizioni possono essere facilmente comprese se si considera come, in realtà, ogni frammento della storia non sia altro che la trasposizione narrata di quello che il personaggio pensava del Crociato Incappucciato. Solo diversi punti di vista. Esattamente come ipotizzò nel Novecento il geniale autore italiano, Luigi Pirandello, un uomo è “Uno, nessuno e centomila”; Batman è Batman, uno solo, nessuno nei confronti della grandezza di tutto il genere umano, quasi come un granello di sabbia in una spiaggia, ma anche centomila, perché ognuno ha e vede il suo Batman personale. Così scopriamo, ad esempio, che il Cavaliere Oscuro di Catwoman non è quello di Alfred. Proprio nella storia del maggiordomo, nonché amico e complice di Bruce Wayne, emerge un aspetto costante a tutti i vari Batman che hanno affrontato i riflettori del palco. Batman è sempre un eroe, un guerriero che si eleva dalle tenebre in nome della giustizia. Ed ogni guerriero ha bisogno di un nemico. Un nemico che minacci l’ordine, la giustizia che l’eroe deve riportare e difendere. Un mondo senza cattivi è un mondo senza eroi. E’ il principio dell’armonia dei contrari di Eraclito: senza caldo non si può conoscere il freddo, senza luce non si sa cosa siano le tenebre, senza la tristezza non esiste il concetto di felicità. Allo stesso modo, Gaiman sottolinea come Batman sia la necessità di una città culla di criminali, e come questi malfattori siano la necessità di Batman stesso. Una catena costruita magistralmente, perfetta nella complessità dei suoi anelli. Con questi e altri concetti, il Genio di Gaiman tesse la trama complessa e spettacolare che Kubert colora con ogni genere di sfumature, raggiungendo il loro scopo: la celebrazione di un mito.