Batman: Vita dopo la morte

Scritto da Luca Massari il 24 marzo 2011 in Batman e Fumetti DC Comics con nessun commento

Testi: Tony Daniel
Disegni: Tony Daniel, Guillem March
Edizione originale: Batman 692-699
Edizione italiana: Batman: Vita dopo la morte, B, 192 pp, 16,95€ (Planeta DeAgostini)

Vita dopo la morte è il primo ciclo di ampio respiro totalmente affidato alla cura di Tony Daniel. Il disegnatore (conosciuto per aver collaborato, con Morrison, alla parte grafica di Batman R.I.P) aveva già precedentemente realizzato Battaglia per il Mantello (anche nella sua sceneggiatura), ma la run serviva più che altro da starting point per varie testate, come Le strade di Gotham ed appunto questo ciclo di Batman, risultando in definitiva poco più di un tafferuglio, con unico punto focale quello di aver riportato sulla scena il personaggio di Maschera Nera.

Questo ciclo, fortunatamente, è di bel altra pasta. Anche se sono visibili ampi margini di miglioramento, Daniel recupera dal passato personaggi come i Falcone (visti in Il Lungo Halloween, Vittoria Oscura e When in Rome di Jeph Loeb e Tim Sale) e il Mietitore (Batman: Anno Due), in quello che è ovviamente un omaggio ai fumetti degli anni ’80-’90. In sei episodi viene portato a conclusione il piano del nuovo Maschera Nera (ed anche qui, senza anticiparvi nulla, dico solo che Daniel ha fatto infine germogliare i semi sparsi in vari anni di storie dai più svariati autori), anche se si poteva certamente ridurre la run di un paio di numeri, dato che a volte risulta troppo diluita e verbosa. Banale invece l’introduzione di un nuovo personaggio, Kitrina Falcone che, sin dalla presentazione, lascia intuire come verrà poi utilizzato, dato che veste un capo d’abbigliamento “emblematico”.

Una nota di merito per Indovina indovinello, mini di due che chiude il numero (a livello di sceneggiatura decisamente inferiore alla prima storia, dato che riprende a piene mani il cliché del “killer dei killer”, utilizzato già tantissime volte sulle pagine delle testate del Pipistrello), se non altro per i disegni di March, che riempe la pagina infarcendola, come una torta, di gustosi particolari. La colorazione, la cura per l’espressione dei personaggi, per le loro anatomie e le loro movenze ne fanno quasi un cartone animato su carta, per non parlare poi delle numerosissime citazioni (ce n’è una anche de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller) sparse qua e là.

Soliti errori Planeta, come parole mancanti/in più (aver essere stato, per fare un esempio), ripetute (addirittura, in modo macroscopico, nella titolazione di un capitolo, qui denominato Giochi Mentaligiochi), mozzate…la solita festa.

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