BATMAN E CATWOMAN: POLVERE DA SPARO

Scritto da Simone Sperati il 2 maggio 2010 in Batman e Fumetti DC Comics con nessun commento

Testi: Ann Nocenti
Disegni: Ethan Van Sciver
Edizione originale: Batman and Catwoman: Trail of the Gun #1-2 (Agosto-Settembre 2004)
Questa storia negli USA non è mai stata raccolta in volume.
Edizione italiana: Play Press, brossurato; Planeta DeAgostini, Batman La Leggenda n.90 (collana pubblicata in edicola e in fumetteria) cartonato, 9,90 euro.

Sapete una cosa? Il mondo è un posto complicato e per farlo muovere c’è bisogno di un ego cieco. Tutti i più grandi ce l’hanno.. persino voi sapete chi. Sapete chi… quel tizio, quell’ombra, quella spina nel fianco, quel sassolino nella scarpa, quella scheggia nell’occhio.. riuscivo a sentirlo là fuori, mentre rovinava tutto.

Batman, Catwoman e il sottobosco criminale di Gotham City sono sicuramente ottimi ingredienti per raccontare una vicenda urbana e drammatica. Se a questo si aggiunge una profonda riflessione su un tema importante come la diffusione e la vendita fin troppo facile delle armi da fuoco nella società americana è chiaro che il risultato può essere davvero di qualità. Questo è il caso della miniserie Batman: Polvere da Sparo, di Ann Nocenti e Ethan Van Sciver, storia pubblicata dalla DC Comics nel 2004 che si inserisce perfettamente nel durissimo dibattito sull’utilizzo delle armi nato negli USA in seguito alla terribile strage nel liceo di Columbine (1999) e diventato uno dei punti più controversi della presidenza Bush.

In questo frangente Batman e Catwoman incarnano i due “punti di vista” differenti portati avanti all’interno del racconto sia nei dibattiti televisivi che nella dinamica narrativa: da una parte il Cavaliere Oscuro è di certo contrario all’utilizzo delle armi in qualsiasi forma (l’eco della morte dei suoi genitori è ovviamente ancora presente) mentre Selina è concentrata sul possibile profitto derivante da un furto di una potentissima arma di distruzione di massa, e non si pone quindi problemi di ordine morale, anche se allo stesso tempo emergono inquietanti flashback sul passato della Gatta e la sua infanzia difficile. Qui Catwoman è ancora un personaggio “borderline” ed egocentrico che non ha problemi ad infrangere la legge per trarne vantaggio, parzialmente diversa dalla vigilante dell’East End che nello stesso periodo stava affascinando il pubblico sulle pagine della serie regolare scritta da Ed Brubaker.

La trama è costruita in maniera solida e accattivante ed è arricchita da ottimi dialoghi che caratterizzano alla perfezione i personaggi, e il modo in cui Ann Nocenti decide di raccontare gli eventi, intrecciando i livelli temporali, tiene il lettore sulle spine fino all’ultima vignetta. Come al solito le cose non sono mai quello che sembrano, e Catwoman si trova inaspettatamente coinvolta in un violento piano criminale, nonostante la sua esperienza, troppo difficile da gestire. Lo svolgersi degli eventi spingerà inoltre Selina a rivedere le proprie posizioni “utilitaristiche”, e il duro confronto con Batman rappresenta (anche se il Pipistrello è qui defilato rispetto ad altre storie) una delle dinamiche più interessanti di tutta la miniserie. I rapporti umani sono davvero dipinti da parte della scrittrice con grande profondità ed efficacia.

Merita una menzione speciale poi Ethan Van Sciver, che in quest’occasione probabilmente ha raggiunto il suo apice grafico. Il Batman protagonista di Trail of the Gun ricorda molto quello di Brian Bolland, e Catwoman è rappresentata, come di consueto, in maniera conturbante e seducente. Il costume e il look ricordano da vicino quello super sexy degli anni 90, ma qui il colore è grigio e non viola, e di conseguenza il pensiero corre all’indimenticata Selina Kyle della serie animata di Dini/Timm. La costruzione delle pagine inoltre esalta al meglio il bell’intreccio narrativo costruito da Ann Nocenti, regalando agli appassionati un piccolo gioiello grafico.

Ancora una volta il fumetto si conferma dunque un mezzo efficacissimo per discutere con abilità e serietà di temi di grande rilevanza sociale.

A cura di Elena Pizzi