Hourman

Scritto da Claudio Grossi il 19 aprile 2012 in Altri eroi DC Comics e Fumetti DC Comics con un commento

Testi: Tom Peyer
Disegni: Rags Morales
Edizione italiana: Universo DC: Hourman

Il concetto di legacy è sempre stato a cuore alla DC; come suggerisce il termine (che di fatto significa eredità), tale concetto mostra il passaggio del “mantello” di un dato eroe ad un’altra persona, che possa perseguire il lavoro compiuto dal predecessore mantenendo alto il nome attraverso il perseguire i principi che voglion essere trasmessi.
In genere tra vecchio e nuovo esiste sempre una relazione di qualche tipo: in certi casi una parentela più o meno stretta, in altri un’amicizia di lunga data in altri ancora può essere il puro caso; per Hourman si potrebbe dire che la causa sia un po’ una commistione di tutte queste.

L’eredità dei Tyler
Il primo Hourman fu Rex Tyler; proprietario delle famose indutrie chimiche Tyler, Rex ideò la fonte dei suoi stessi poteri: la pillola Miraclo, in grado di conferire forza, velocità e resistenza sovrumana per l’arco di un’ora. Questa invenzione gli garantì non soltanto una brillante carrierà nella comunità dei supereoi negli anni ’40, ma anche l’ingresso nella famosa Justice Society of America, meglio conosciuta come JSA.
Tale pillola, tuttavia, creò una forte influenza Rex, rendendolo non soltanto dipendente, ma riesumando un carattere e una personalità del tutto estranea per i suoi cari e amici, creando non pochi problemi, specialmente in famiglia.
A tal proposito, a succedere nel ruolo di Hourman fu suo figlio, Rick, il quale proprio a causa del Miraclo sviluppò una grave forma di leucemia.
Arriviamo quindi al terzo Hourman, decisamente il più atipico e diverso tra gli eroi a portare tale nome, ma al tempo stesso quello maggiormente legato.
Nella lunga run di Morrison della JLA, ci viene presentata la Lega della Giustizia dell’853°secolo; come si potrebbe presupporre, oltre alle versioni futuristiche di Superman, Batman e Wonder Woman, spunta tra i membri anche il discendente di Hourman: diverso dai predecessori perchè androide, ma al tempo stesso legato a Rex poichè costituito dalla sua matrice genetica.
A seguito di una crisi di cui lui stesso fu in parte responsabile, questo Hourman decise di trascorrere tempo nel 20°secolo, incuriosito della vita dell’epoca, ma soprattutto per risalire le radici del precursore.

Come si diventa eroi
In quanto frutto di una tecnologia avveniristica, il nostro Hourman si presenta dotato di poteri che sfuggono alla comprensione di un uomo comune; poteri che se non controllati in maniera adeguata e senza una certa esperienza possono creare non pochi grattacapi. Perchè al nostro protagonista è proprio l’esperienza a mancare: il potere di un dio concentrato in un essere con la mentalità di un bimbo; una cosa che si fa sentire fin da subito, poichè porta al ritorno di un vecchio nemico.
Come prima cosa ecco che lo stesso Hourman si autoimpone un limite: come per Rex anche lui potrà usuifruire dei suoi poteri soltanto per un’ora.
Sistemato ciò, rimane il problema di come interagire con gli “indigeni” dell’epoca: ad entrare in aiuto è una persona che con gli eroi ha avuto parecchio a che fare, capace di fornire grandi consigli e perle di saggezza: quello scapestrato di Snapper Carr. Tra i due nascerà una forte amicizia, che verrà messa alla prova e in cui l’aiuto sarà reciproco: perchè se è vero che per il nostro protagonista non sarà facile adattarsi, Snapper dal canto suo dovrà liberarsi dai demoni interiori che per tanto tempo l’hanno assillato.
Ma Snapper è soltanto l’inizio: tra demoni stanchi del loro lavoro, ex professori pazzi e scorbutici capi di polizia, tutto si può dire dei comprimari si Hourman tranne che siano ordinari; e i nemici non son da meno.

Io, Amazo
Uno dei classici nemici della JLA è l’androide noto come Amazo: creato dal folle genio del professor Anthony Ivo, è in grado di replicare le abilità degli eroi; nonstante le numerose sconfitte, negli anni si è potuto assistere ad una continua evoluzione in versioni sempre più sofisticate e letali.
Tra queste, alcune delle più riuscite son quelle in questa serie: non soltanto perchè esplorano temi e situazioni inusuali, ma perchè permettono di approfondire questo personaggio, spesso relegato a villain di serie B.
Un avversario che metterà a dura prova il nostro eroe e che sarà catalizzatore di sconvolgimenti nella sua sfera personale.

Per concludere
La serie è una sequela di fresche idee, in cui si è partecipi di situazioni surreali, con personaggi unici. La narrazione procede fluida e i disegni di Morales, pur non raggiungendo gli apici ottenuti nelle ultime sue opere sono comunque molto godibili.
Per chi vuole approfondire la conoscenza di questo personaggio, un occasione unica; per gli altri una lettura caldamente consigliata.