Batman: la run Morrison (Parte 1)

Scritto da Simone Sperati il 5 settembre 2009 in Batman e Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

I riassunti sono stati scritti dai nostri utenti Occhi nella Notte e Matches Malone, e stiamo discutendo l’articolo in questa discussione del forum. Se non avete ancora letto la gestione di Morrison e vi state apprestando a seguire Batman RIP è per voi essenziale avere queste informazioni, dal momento che queste storie ne rappresentano le fondamenta. Ovviamente il consiglio e di recuperare gli albi e leggerle, dal momento che si tratta di una gran serie…ma se avete fretta potete iniziare così.

Per una Batmobile migliore

1) Per una Batmobile migliore
Edizione originale: Batman #655
Edizione italiana: Batman n. 1
Il commissario Gordon cade dal tetto del palazzo di polizia, ridendo. Il pronto intervento degli uomini della sua squadra lo salva. Rimangono sul tetto solo il Joker e un Batman agonizzante, davanti ad un gruppo di bambini presi in ostaggio. Il Clown sta per sferrare il colpo di grazia ma Batman si rianima, estrae una pistola e gli spara in faccia. In quel momento, il vero Batman appare alle sue spalle.
L’incursione si conclude quasi tragicamente: il Joker è ferito gravemente, ma vivo. Gli ostaggi sono in salvo. Gordon, ricoverato in ospedale succube di una dose massiccia di tossine esilaranti. Il falso Batman, un ex-poliziotto deciso a fare giustizia con addosso gli abiti del pipistrello, morto.
Il giorno successivo Bruce Wayne viene invitato al party Action for Africa a Londra. Decide di andare, convinto da Alfred che un pò di svago non possa che fare bene. Ma sarà veramente così?
La moglie del dott. Langstrom è stata presa in ostaggio da Talia al Ghul, figlia del defunto criminale Ra’s, e chiede come riscatto il siero del pipistrello mannaro (che permetteva a Langstrom di trasformarsi in Man-bat). Il dottore non può fare altro che consegnarle ciò che vuole, in modo da poter salvare sua moglie….
Il party inizia, e Bruce fa del suo meglio per sembrare il classico ricco playboy. Non sa che occhi indiscreti lo osservano attraverso alcuni monitor.

I Man-bat di Londra

2) I Man-bat di Londra
Edizione originale: Batman #656
Edizione italiana: Batman n. 2
Durate la festa Bruce incontra Jezebel Jet, un’ex modella di colore, che ora si occupa di eventi benefici a favore del suo paese d’origine, l’Africa. Fra i due c’è subito feeling, ma i loro discorsi vengono interrotti bruscamente dall’incursione di un gruppo di Man-bat: per Bruce è il momento di indossare i panni del Cavaliere Oscuro ed entrare in azione! Se inizialmente Batman ha la meglio, con il susseguirsi dello scontro il numero sproporzionalmente alto degli uomini pipistrello sconfigge Bruce il quale, cadendo, batte la testa contro una statua e sviene.
Rinviene in una grotta, dove incontra Talia: è lei a comandare l’esercito dei Man-bat.
Ma ciò che è accaduto non era finalizzato ad uccidere Bruce, tutt’altro: la sua cattura serviva a Talia per metterlo di fronte ad un segreto, da lei custodito per parecchio tempo. Bruce ha un figlio, concepito in passato con la stessa Talia, e dopo anni ed anni è ora che padre e figlio si reincontrino.

Ragazzi meraviglia

3) Ragazzi meraviglia
Edizione originale: Batman #657
Edizione italiana: Batman n. 3
Bruce decide di assumersi le proprie responsabilità di padre e porta suo figlio Damian nella Caverna. Cerca di farlo sentire a casa, cerca di farlo sentire in famiglia, ma le cose non sono facili: Damian è un ragazzino cresciuto attraverso gli insegnamenti e la disciplina della Lega degli assassini, un gruppo di killer ninja che l’ha addestrato alle arti marziali e alla lotta. Il loro scopo era trasformare Damian nel miglior combattente del mondo, e forse in questo un pò sono riusciti. Neppure l’arrivo di Robin migliora le cose, anzi le peggiora: Tim era stato accolto in casa Wayne come un vero e proprio figlio e questo pesa nell’animo di Damian, per il quale un estraneo ha preso il posto che gli spetta a fianco di Batman.
Per calmare la situazione ed il ragazzo, Bruce decide di rinchiuderlo in una camera di villa Wayne, con la porta di ingresso controllata da un dispositivo di sicurezza. Ma basterà questo a controllarlo?
Di li a poco un piccolo criminale, chiamato Il Fantasma, viene trovato decapitato.
Robin, tornando alla Caverna dopo il suo consueto giro di ronda, trova Damian che si esercita con la sua spada; è stato proprio lui a decapitare Il Fantasma, dopo essere riuscito a fuggire dalla sua stanza.
I due iniziano a lottare: Tim è nettamente in vantaggio, ma una sua mossa falsa risulta fatale…Damian lo colpisce a tradimento, facendolo precipitare sopra una teca di vetro in fondo alla Caverna. Poi, prendendosi i vestiti di Robin, il ragazzo raggiunge Batman.

Padri assenti

4) Padri assenti
Edizione originale: Batman #658
Edizione italiana: Batman n. 4
Batman, infuriato, torna con Damian alla Caverna e corre a prestare soccorso a Tim. Il giovane eroe ha riportato fratture, perso molto sangue, ma il tempestivo soccorso con le attrezzature e le conoscenze mediche di Alfred scongiurano il peggio.
Intanto Talia continua a mettere in atto i suoi piani criminali: forte del suo esercito di uomini pipistrello ha rapito la moglie del primo ministro britannico. Il suo obiettivo è impossessarsi di Gibilterra, avamposto ideale per le mosse tattiche e strategiche che ha in mente.
Le risorse di Batman sono infinite: con l’uso di un razzo posto sotto villa Wayne, Batman si reca a Gibilterra per impedirne la presa da parte di Talia. Decide di portare con se anche Damian, in modo da poterlo controllare.
Lo scontro ha subito inizio. Batman atterra direttamente sul sottomarino di Talia e affronta i Man-bat. Riesce a liberare la moglie del ministro, ma il tempo a disposizione è limitato: la marina britannica sta puntando verso il sottomarino, decisa a distruggerlo. Talia tenta in tutti i modi di convincere Bruce ad unirsi a lei, nella sua missione di conquista del mondo…con la loro definitiva unione, nessuno avrebbe potuto fermarli. Bruce naturalmente rifiuta, ma si prodiga comunque nell’intento di salvare lei e Damian dall’imminente esplosione che sta per avvenire…ma è troppo tardi. Due missili fanno saltare in aria il sottomarino.
Batman è riuscito a salvarsi ma cosa ne sarà stato di Talia e Damian?

Il clown di mezzanotte

5) Il Clown di mezzanotte
Edizione originale: Batman #663
Edizione italiana: Batman n. 9
E’ inverno. Gli alberi secchi e spogli fanno da cornice ad un funerale che si sta svolgendo in un cimitero nei pressi del cantiere navale di Red Hook. E’ il funerale di Buffotto il Bandito, un clown gangster.
Gli unici partecipanti sono otto clown, facenti parte di un gruppo di sottoposti. I sopravvissuti. Sopravvissuti perchè il loro capo era un tipo instabile, bisognava farlo sempre ridere per rimanere vivi.
Uno di loro, Nocciolina, ride pensando a ciò. A come era facile essere uccisi, pur dimostrando in continuazione la propria fedeltà. Sa di essere un fallito: ha sempre deluso tutti i suoi amici ed il presentimento oscuro, il malessere che prova mentre la cerimonia è in corso, è tutt’altro che rassicurante. Ed infatti la maniglia della cassa da morto che sta trasportando gli scivola di mano, e 200 kg di clown morto si rovesciano su di lui e su i suoi amici presenti. Sembra un numero comico da circo.
Il corteo è straziato dagli spasmi, si contorce e ride, fino a che un silenzio inquietante si rimpossessa di tutto il cimitero. I corvi, dai rami degli alberi, assistono all’ultimo numero comico di otto clown assassini.
Sono le ore 22:23. Piove a Gotham, e la pioggia che cade si colora della moltitudine di colori delle insegne pubblicitarie, delle luci dei palazzi e delle auto che corrono velocemente nelle strade. In cima al Gotham Central, Batman scruta la sua città e ne percepisce le paure, le promesse, i pericoli e le qualità. Come ogni notte il Cavaliere Oscuro vigila sui cittadini di Gotham, sulla loro libertà, sulla loro sicurezza. E’ come se il suo spirito di unisse a quello della città. Sente di conoscerla come nessun altro.
Fra le sue mani c’è la carta da gioco con l’immagine di un jolly…insanguinata. L’ha trovata nel luogo di una piccola strage: otto clown morti in un cimitero. I Ragazzi di San Genesio si facevano chiamare, e tutti, prima o poi, avevano lavorato con la stessa persona. Si può trarre una sola conclusione….
La batmobile sfreccia a tutta velocità verso l’Arkham Asylum. Batman deve assolutamente parlare con il Joker. Dopo il loro ultimo scontro, il Pagliaccio Principe del Crimine era ridotto veramente male. E’ sopravvissuto per miracolo, ha dovuto subire moltissime sedute d’elettroshock. Bendato per la maggior parte del corpo, ora passa il suo tempo su una sedia a rotelle visitato ogni tanto soltanto dalla sua logopedista. Batman prova a fargli domande, ma non ottiene nessuna risposta. Il clown comunica soltanto sbattendo le palpebre utilizzando il codice Morse e quello che dice non è di nessuna utilità.
Alla visita assiste anche il direttore dell’istituto, Jeremiah Arkham. Tenta di screditare le supposizioni di Batman, sottolineando che era impossibile, per un uomo in quelle condizioni, pianificare omicidi: deve ancora riprendersi dalle cure. Solo la sua logopedista, la dottoressa Wisakedjak, ha contatti con lui.
Ma Batman non si lascia ingannare: Wisakedjak è il nome di un dio imbroglione degli indiani Cree. Sotto le spoglie di quella dottoressa potrebbe nascondersi Harley Quinn…
Durante una fase passeggera della sua vita il Joker si era calato nei panni del direttore del Circo Infernale, un circolo apparentemente comune, con l’eccezione che i componenti del gruppo erano persone affette da nanismo o da bizzarre malattie congenite. Per delle persone del genere quella era un’opportunità come poche: lavorare e diventare celebri, pur essendo coscienti del loro aspetto orrido. Solo il capo era divertito da loro… solo il Joker li trattava bene. Un tipo come lui non poteva essere una cattiva persona. E’ in questa circostanza che si conobbero Solomon e Sheba, un uomo e una donna affetti da macroencefalia. Avrebbero dovuto sposarsi, ma ormai è impossibile. Sono tutti morti, anche Solomon. Solo Sheba è sopravvisuta all’enorme incendio doloso dei magazzini Black Brothers. E così sta davanti allo specchio, vestita da sposa, sognando quello che era e quello che poteva essere. Finchè una bella signora, con la testa piena di campanellini, non la prende per mano, porgendole un bouquet nuziale, omaggio del Joker… rose rosse e nere.
Gordon e i suoi uomini hanno trovato un nano morto. Si chiamava Solomon ed indossa un buffo smoking. Nulla di particolarmente strano a prima vista, se non fosse che Batman è presente con Gordon nella scena del delitto. Quando interviene lui, non è mai tutto come sembra. Il nano infatti è stato ucciso da una variante in areosol del veleno del Joker: l’agente nervino viene trasporato dai fiori, entra in azione quando i fiori rossi e neri vengono a contatto. Batman preleva del sangue dal nano morto… è assolutamente necessario sintetizzare un antidoto.
Ma perchè Joker stà facendo tutto questo? Perchè sta uccidendo sistematicamente tutti i suoi sottoposti? Come sempre deve esserci una spiegazione, un disegno preciso e significativo dietro tutti gli omicidi.
La rinascita…è questo il motivo…
Il Joker è solo, nella sua cella vuota e silenziosa. C’è solo un piccolo rumore: il ronzio di una zanzara che dev’essere entrata insieme a Batman quando era venuto a fargli visita. Ronza intorno al Joker e si posa nella sua mano bianca. Punge il clown ed inizia a succhiare il suo sangue. Ma il Joker ci fa poco caso, per quanto è intento a pensare alle cose macabre ed orribili che lo fanno tanto ridere. Il cancro, le mine, l’AIDS, le statistiche, il razzismo, gli storpi, i morti per incidenti, i sombrero…
Avvolto nelle sue bende sembra quasi una larva che cresce nel suo bozzolo cibandosi dei suoi stessi pensieri terrificanti.
La zanzara sembra aver finito il suo pasto. Fa per alzarsi in aria ma presto cade lentamente a terra, contaminata dal quel sangue infetto.
Joker aspetta fremente la mezzanotte…
Harley Quinn. È stata lei a dare alle fiamme i grandi magazzini Black Brothers. E’ stata lei ad uccidere la vera dottoressa Jane Wisakedjak, seppellendola sotto il pavimento di casa sua. Ha usato lei l’identità della dottoressa per far visita al suo amato Joker; è così felice del fatto che sia riuscito ad uscire dal coma!
Ma i suoi pensieri vengono interrotti dalla voce di Batman, che appare dietro di lei. L’ha scoperta. Il Pipistrello cerca di spiegarle che le sue azioni sono assurde, che sta perseguendo un obiettivo folle. Ma Harley non riesce a capire, è troppo innamorata del Joker. E’ più di un amore, è una malattia. Lo considera il genio del crimine per eccellenza. Un genio incompreso.
Con un’agilità incredibile Harley colpisce Batman con il suo revolver, ed intanto salta alle spalle della piccola, deforme, Sheba, puntandole un coltello al collo. Si sta preparando alla mezzanotte. Sarà allora che Joker si trasformerà, dicendo addio al suo passato. Mentre ancora sta parlando Batman si lancia verso di lei, liberando Sheba, ma Harley è veloce, e riesce a fuggire.
Batman consegna Sheba ai suoi amici del quotidiano scandalistico e attende la mezzanotte.
Alle 23:40 Alfred gli comunica che gli allarmi del manicomio Arkham sono stati attivati…
Joker è sempre stato un avido consumatore dei suoi stessi esperimenti chimici. Nel corso degli anni ha sviluppato una sorta di immunità verso quelle sostanze tossiche che possono uccidere all’istante qualsiasi altro uomo. Harley lo sapeva bene, per questo durante le sue visite ha nascosto al di sotto della lingua del clown una pillola contenente un potentissimo veleno.
Il Joker rompe la capsula e mischia il veleno nero alla sua saliva, mentre si dimena sulla sedia a rotelle per attirare l’attenzione della guardia che lo custodisce. Appena un poliziotto entra nella cella, il folle gli sputa addosso la micidiale sostanza nera. Lou muore quasi subito. Joker è libero, ed uccide chiunque trovi per la sua strada. Arriva ad una sala operatoria. E’ giunto il momento di togliersi le bende e vedere che cos’è diventato… di vedere la sua nuova trasformazione. Non è più il Joker di sempre… ora è diverso. E’ come se fosse rinato per la seconda volta.
Gli allarmi di Arkham scattano. Il Dottor Arhkam si chiude nel suo ufficio, chiama la polizia tramite la sua linea rossa e poi afferra la pistola nel suo cassetto.
Il Joker continua il suo giro per l’istituto. I chirurghi hanno fatto un’eccellente lavoro, l’hanno trasformato in un demone diabolico e burlone, evocando in lui quello spirito negativo che ora lo fa sognare ad occhi aperti e che gli infonde una forza ed una spietatezza incredibile. L’uscita del manicomio è poco distante, è quasi del tutto libero, ma una figura strana gli si para davanti. E’ Harley Quinn. Anche lei sente sente che il suo amato è cambiato. Avverte che non è più come prima. Cerca di avvicinarsi con i migliori propositi, ma Joker l’afferra per un polso, le storce il braccio dietro la schiena e si china su di lei, puntandole al collo un affilatissimo rasoio.
Vuole uccidere te Harley, dice Batman appena intervenuto. La ragazza non vuole crederci, com’è possibile che il suo amato possa commettere una cosa del genere? Ma i suoi propositi sono sbagliati. Joker sta per tagliarle la gola, ma Harley si libera prontamente con uno scatto repentino, rompendo il braccio al Joker.
Nello stesso istante Batman gli è addosso, rovesciandolo sopra una barella d’ospedale. Il Joker contrattacca conficcando il rasoio nell’avambraccio del pipistrello. Quello che vuole è solo mutilare Batman, vuole solo farlo arrendere al caos….
Batman si piazza davanti alla porta d’uscita del manicomio. Sa che se Joker riuscirà a uscire sulla città si scatenerà l’inferno. I due si guardano negli occhi, entrambi sono molto determinati. E’ come uno scontro fra la più salda giustizia e la più incredibile follia omicida. Il Joker si scaraventa contro il pipistrello ma viene respinto da un duro pugno. Vorrebbe ribattere ma viene colpito alle spalle da un proiettile del revolver di una arrabbiata e delusa Harley. Cade a terra sconfitto, mentre Batman lo riporta in cella….

I tre spiriti di Batman

6) I tre spiriti di Batman
Edizione originale: Batman #664
Edizione italiana: Batman n. 10
Bruce e Jezebel, continuano a frequentarsi. Passano insieme un breve periodo di vacanza sulla neve, ma Gotham chiama e Bruce risponde…
Dopo il ritorno a Gotham City di Batman, la maggior parte dei criminali sono stati catturati, ma i casi sui quali investigare non mancano: il prossimo è quello che riguarda alcuni omicidi di prostitute. Dicono che ad ucciderle sia stato un mostro, che fa parte del corpo della polizia, e che perciò è abbastanza coperto da sbirri corrotti.
Batman si mette subito all’opera. Le ricerche lo portano verso un casolare abbandonato. I muri, come in altre parti della città, sono coperti da strani graffiti, riportanti la scritta Zur en Arrh. Da tutte le parti ragazze uccise, sangue, fetore e testosterone… l’ormone del maschio alfa. Improvvisamente dall’oscurità spunta un omone enorme, strafatto di steroidi. Somiglia proprio a Bane, ma indossa un completo che ricorda molto quello di Batman.
La battaglia inizia e Bruce ha la peggio. Il presunto Bane lo scaraventa a terra e lo colpisce con una violentissima pedata alla schiena, lasciandolo agonizzante nel suo sangue e nel suo vomito sotto la pioggia che batte nel vicolo esterno al casolare.

Lo schedario nero

7) Lo schedario nero
Edizione originale: Batman #665
Edizione italiana: Batman n. 11
Una prostituta amica di Batman, il quale più di una volta l’aveva aiutata, lo trova e lo carica in macchina decisa a portarlo al più vicino ospedale. Ma Bruce non può permettersi di andare in un comune ospedale, la sua identità sarebbe in pericolo. Decide di farsi portare nel suo attico, in centro città.
Alfred interviene, bendandolo e mettendolo a riposo nel suo letto, ma il sonno di Bruce è inquieto. Un incubo lo perseguita: vede tre spiriti vestiti da Batman. Due li ha già incontrati, sono l’ex poliziotto morto sul tetto del commissariato e l’omone che l’ha ridotto in quello stato… ma il terzo è irriconoscibile. Si sa solo che ha venduto l’anima al diavolo e che aveva distrutto Gotham City.
Bruce si sveglia sudato. Alfred e Tim sono con lui, ai bordi del letto. Se non fosse stato per la sua armatura, Batman avrebbe subito notevoli danni alla schiena.
Bruce, sotto gli effetti della morfina, fa discorsi sconnessi… parla di uno schedario nero, raccolta di documenti che conteneva notizie e storie su avvenimenti misteriosi, fantascientifici, paranormali.
Tim, preso dalla rabbia, indossa il costume ed esce alla ricerca dell’uomo che ha ridotto così Bruce. Ma Bruce non può permettere che Tim corra dei rischi così seri, non si perdonerebbe mai che anche Tim possa farsi del male. Così indossa i panni di Batman ed esce. Raggiunge Robin a battaglia già iniziata: il pettirosso era riuscito facilmente a trovare Bat-Bane nelle strade buie della città, frequentate da prostitute come tutte le sere. Lo scontro è crudele, ma Bruce ha la meglio. Proprio mentre l’uomo è a terra, e Batman sta per scoprire la sua identità, ecco arrivare la polizia. Poliziotti corrotti, che cercano di togliere l’uomo dalle grinfie del pipistrello, per evitare fastidi. Batman è costretto a lasciarlo andare e a fuggire, facendo addirittura esplodere la Batmobile come diversivo.
In un’altra parte del mondo, che non ci è data sapere, Talia, sopravvissuta anch’essa all’esplosione, cerca di curare le ferite che Damian ha riportato. Medici, e attrezzature all’avanguardia hanno clonato tutti gli organi e le parti anatomiche del ragazzo, che possono in questo modo essere trapiantate, in caso di bisogno.

Batman a Betlemme

8 ) Batman a Betlemme
Edizione originale: Batman #666
Edizione italiana: Batman n. 12
La storia è ambientata in un potenziale futuro, in cui ci sono stati conflitti fra le potenze mondiali. Bruce è morto, ucciso diversi anni prima. Ora è Damian Wayne a vestire i panni di Batman!
Siamo a Betlemme, la nuova Gotham, dove la legge della polizia è altamente sommaria e quasi folle. Damian non vive più a villa Wayne, ma in un palazzo in centro città. Alfred è morto.
La città è sconvolta da strani ed efferati omicidi, tutti ad opera dello stesso assassino: il terzo, folle, sostituto di Batman, che anni prima aveva assassinato Bruce per poi scomparire. Di lui si diceva che fosse una specie di anticristo biblico, e che sarebbe tornato in città alla vigilia della battaglia dell’Armageddon.
Il suo ritorno in città voleva dunque dire la fine del mondo?
Damian scopre che gli omicidi compiuti in città, se uniti, formano sulla mappa della città una stella a cinque punte, in mezzo alla quale l’unico edificio rilevante è l’hotel Bethlehem. L’ultimo atto della folle campagna omicida del falso Batman sarebbe avvenuto sicuramente lì.
Damian si precipita, appena prima che il pazzo cominci ad uccidere i primi ostaggi. La battaglia è dura, ma Damian si dimostra più determinato ed agguerrito…tanto da finire il suo avversario spezzandogli l’osso del collo! Il corpo esanime del nemico prende fuoco e viene scaraventato giù dall’hotel, per poi finire impalato in una guglia.
La polizia irrompe e crivella Damian di colpi, ma si scopre che un patto col diavolo fatto la notte in cui Bruce morì (la sopravvivenza di Gotham in cambio della sua anima) aveva regalato delle capacità sovrannaturali al ragazzo.

L’isola del signor Mayhew

9) L’isola del signor Mayhew
Edizione originale: Batman #667
Edizione italiana: Batman n. 12
La scena si apre con un uomo legato, prigioniero a testa in giù di una figura misteriosa che decanta le qualità organizzative di una misteriosa organizzazione chiamata Guanto Nero, il cui attuale dubbio risulta determinare se sia più forte il bene o il male.
Disegni di J.H. Williams IIIIl Batplano solca i cieli. A bordo vi sono Batman e Robin, invitati in una villa su un’isola dei Caraibi da un miliardario di nome John Mayhew. Atterrati incontrano Cyril Sheldrake, il Batman d’Inghilterra: insieme ad altre persone Cyril aveva formato negli anni passati il Club degli Eroi, gruppo ispirato al leggendario Batman di Gotham City ma la cui unione è poi colata a picco rapidamente.
Ci sono il Moschettiere, da tempo ritiratosi; il Legionario, ormai grasso e inattivo; l’Uomo dei Pipistrelli e Corvo Rosso, due vigilantes eroi di una riserva indiana; Wingman, dal costume simile a quello di Batman; Dark Ranger, un combattente australiano; El Gaucho, un rispettato vigilante argentino, e per finire Beryl Hutchinson, la ragazza scudiero del Cavaliere d’Inghilterra.L'entrata di Batman
Il gruppo è riunito nella lussuosa villa, ma del miliardario al momento non c’è traccia.
Entra Batman, cala il silenzio. Appare su un monitor una trasmissione inquietante, un uomo che dichiara di aver ucciso John Mayhew e di indossarne la faccia, e che sfida il gruppo a risolvere tale omicidio. All’esterno, intanto, esplodono i mezzi di trasporto degli Eroi.
Il Legionario, entrato da solo nella sala controllo dei monitor, viene accoltellato ala schiena e soccombe: vantaggio per il male.

Ora siamo morti!

10) Ora siamo morti!
Edizione originale: Batman #668
Edizione italiana: Batman n. 12
Un flashback mostra l’attuale Cavaliere d’Inghilterra bambino, accanto al padre (ai tempi anch’esso Cavaliere), mentre si recavano ad una riunione del Club degli Eroi. Il Cavaliere porta con sè notizie dichiarate gravi, ma il Legionario lo aggredisce nel momento in cui le parole tra l’eroe inglese e John Mayhew iniziano a farsi pesanti.
Torniamo al presente, gli Eroi esaminano il corpo del Legionario. Si separano e perlustrano la casa, mentre emergono i primi conflitti interni in memoria di quell’incontro passato. Rimpianti, rancori, invidia e un po’ di nostalgia. Si scopre anche che, come esiste il Club degli Eroi, esiste una controparte: un fantomatico Club dei Criminali, composto dai vari avversari degli estimatori di Batman.
Improvvisamente si scopre che Cyril Sheldrake è stato aggredito: gli è stato fatto ingoiare qualcosa. Batman accorre, la cosa che ora  si trova nel suo stomaco è una bomba (così come era stata una bomba ad uccidere il padre di Beryl, lo scudiero). Il Capo indiano rimane col Cavaliere, Batman e gli altri continuano la perlustrazione.
Colpi di pistola, arrivati da punti oscuri tra mura e antiche armature, uniti a tanto clamore, separano Robin e lo scudiero da Batman; i due ragazzi si avventurano in un’altra ala della villa mentre Batman, insieme a El Gaucho e al Moschettiere, trova in una stanza il cadavere carbonizzato di Wingman: vantaggio per il male.

Il Cavaliere Oscuro deve morire!

11) Il Cavaliere Oscuro deve morire!
Edizione originale: Batman #669
Edizione italiana: Batman n. 12
Il Cavaliere d’Inghilterra ricorda la notte del flashback: le accuse a Mayhew di aver mentito su qualcosa, il peso di non aver mai trovato le prove e la conseguente perdita di sicurezza di suo padre, che lo portarono alla morte. Intanto, il Capo indiano gli estrae la bomba dallo stomaco con un tizzone ardente, incoraggiandolo a resistere e invitandolo a pensare all’Inghilterra.
Batman #669 disegnato da J.H. Williams IIIBatman ed El Gaucho si trovano a percorrere la stessa via di Robin, il quale però è stato catturato insieme a Beryl e a Corvo Rosso da un uomo che si fa chiamare El Sombrero.
Gaucho viene colpito da lontano: irrompe Dark Ranger, ma Batman capisce che non si tratta del vero Dark Ranger, bensì di…Wingman! Il vero Dark Ranger era mancino, Wingman si è tradito.
Invidioso di Batman, Wingman voleva emergere e il Club era la sua unica possibilità. Batman viene preso alla sprovvista ma El Gaucho interviene, Wingman è a terra.
Robin, lo scudiero e Corvo Rosso stanno intanto per soccombere in una trappola di El Sombrero ma interviene a salvarli il padre di Corvo, il Capo.
Wingman sta confessando ma viene colpito alla testa da una pallottola. El Sombrero sta per decollare con un biplano, Batman però lo raggiunge…solo per scoprire che non si tratta di El Sombrero, ma di John Mayhew: il fondatore del Club, l’uomo che aveva organizzato quella riunione, è solo un miliardario folle che ha provato tutto nella vita, ogni lusso e ogni piacere, e una volta arrivato ad annoiarsi l’unica materia sconosciuta che gli rimane da scoprire è l’omicidio, in modo da potersi svagare ancora.
Mayhew si butta dal biplano, ma una voce misteriosa (la stessa che all’inizio della saga lodava le caratteristiche del Guanto Nero) gli dice che ha perso: per oggi la vittoria spetta al bene. Per Mayhew è finita, l’isola esplode mentre Batman e i superstiti si stanno allontanando in volo.

La resurrezione di Ra’s al Ghul

12) Episodi legati al crossover La resurrezione di Ra’s al Ghul
Edizione originale: Batman #670, 671
Edizione italiana: Batman n. 16, 18
Di questi due episodi legati al crossover citiamo solo alcuni avvenimenti: Ra’s al Ghul è resuscitato ma ha fallito nel suo intento di insediarsi nel corpo di Damian; Batman, durante uno scontro mortale col Sensei a Nanda Parbat, si salva immergendosi nella Fontana della Vita. Non si sa se e quali altri effetti abbia avuto questo bagno, oltre a guarire le sue ferite. Dopo aver battuto Ra’s al Ghul Batman e il suo team tornano a Gotham.

Medicina spaziale

13) Medicina spaziale
Edizione originale: Batman #672
Edizione italiana: Batman n. 26
Il terzo spirito irrompe al commissariato di Gotham! Lo abbiamo già visto, ha lo stesso aspetto dell’Anticristo apparso in Batman #666. Dice di essere stato svegliato da una forza subliminale, ed esige di vedere il commissario Vane; i poliziotti, spaventati, gridano di chiamare un certo Farelli. Mentre Gordon è al telefono con il sindaco in un’altra stanza, il terzo spirito dà fuoco ai poliziotti che aveva davanti.
Il folletto Bat MiteStacco, vediamo Bruce Wayne e Jezebel Jet in televisione, tornati da uno dei loro viaggi; la cronista elogia i loro atti di beneficenza, mentre alcune giornaliste (tra le quali Vicky Vale) si lasciano andare a vari commenti.
La sera dell’attacco al commissariato Bruce e Jezebel si apprestano a fare sky-diving nei cieli di Gotham: il Batsegnale si accende, Bruce fa tuffare la donna per prima fingendo poi di perdere la rotta per potersi recare da Gordon. Il terzo spirito ha portato il commissario sul tetto, dopo aver tenuto in ostaggio il già citato Farelli ed aver affermato di far parte di quel luogo. Si rivolge a Gordon, parlandogli dei suoi due compagni (Muller e Branca) e domandandogli urlando se crede al diavolo. Arriva Batman, il quale ricorda di aver già incontrato quest’uomo in un incubo; dopo una breve lotta il Cavaliere Oscuro viene colpito da uno sparo a bruciapelo al torace. Poco dopo il terzo spirito spara anche a Gordon.
Scosso dall’impatto, Batman capisce di esser prossimo a un infarto: non sente più il braccio sinistro, le orecchie gli ronzano…e in quel momento una mano comincia a scrivere qualcosa, nel nulla.
Zur-en-arrh è la scritta che appare, mentre Batman stramazza a terra sovrastato dall’uomo misterioso. La storia si chiude con un’apparizione incredibile: il folletto Bat-Mite, secondo il quale ora Bruce è nei guai.

Joe Chill all'inferno

14) Joe Chill all’inferno
Edizione originale: Batman #673
Edizione italiana: Batman n. 26
Oscurità. Pensieri. Bruce ripercorre oniricamente le sette settimane di isolamento del rituale Thogal svolto a Nanda Parbat.
Siamo nel passato e vediamo Joe Chill, contorniato dai suoi sgherri, preoccupato. Preoccupato che qualcuno lo possa raggiungere.
“Sono Batman, tutto questo è normale” pensa Bruce…e lo vediamo sorvolare Gotham sul Bat-cottero, per poi apparire nella Caverna insieme ad Alfred.
“Lotta di classe!” è la personale giustificazione di Chill per i suoi crimini…la scusante per sfuggire all’incubo che lo sta tormentando da un mese: Batman. Ogni sera Batman va a fargli visita, a terrorizzarlo.
Il Thogal prosegue, i ricordi e i pensieri proseguono…Bruce è bambino ed osserva un funerale, Bat-Mite gli dice che l’oscurità non è poi così brutta.
Rivediamo l’esperimento spaziale. Dieci giorni di isolamento…
Perché l’hai fatto Bruce?
Volevo tentare di capire come funziona la mente del Joker.
Dieci giorni? Ma questo è il trentesimo giorno del Thogal…o forse il ventisettesimo?
Quand’è che sono morto?
Chill ha di fronte Batman.
Ti ho riportato la tua pistola, Joe.
Mio dio…io ho creato Batman! Mi uccideranno, mi faranno a pezzi…come posso vivere così?
Sogni d’oro, Joe.
BLAM!
Fuori campo, Batman sui tetti di Gotham…Joe Chill si è suicidato.
Fine del Thogal, fine dei sogni…ritorno alla realtà. Batman si sveglia legato ad una sedia, il terzo spirito lo ha salvato dall’infarto con un defibrillatore ed ora incombe su di lui.

Batman muore all'alba

15) Batman muore all’alba
Edizione originale: Batman #674
Edizione italiana: Batman n. 27
Prigioniero, Batman ascolta i discorsi del terzo uomo. Finalmente tutto è svelato: i tre spiriti facevano parte di un progetto volto a individuare dei sostituti in caso Batman fosse scomparso, un progetto della polizia e dei militari supervisionato da un dottore chiamato Simon Hurt…lo stesso dottore che anni prima aveva sottoposto Bruce all’esperimento spaziale.
Batman inizia a ricordare, comandi impressigli nella mente iniziano a riaffiorare…Bat-Mite gli parla, gli domanda se si ricorda chi gli
abbia infilato quei comandi nella testa.
Tutte le informazioni sono contenute in un dossier, che il terzo uomo si sta preparando a bruciare. Sul tetto della stazione di polizia intanto gli agenti stanno soccorrendo Gordon, il quale chiede spiegazioni al già citato Farelli.
Trovandosi davanti ad un muro di silenzio il commissario sbotta, e finalmente gli viene rivelato tutto: il progetto, i rimpiazzi e il luogo in cui si è svolto tutto: i sotterranei del commissariato! Gordon si fa condurre di sotto.
Il terzo spirito continua a raccontare…il primo rimpiazzo, Muller, quello che ha sparato in faccia al Joker, è finito male. Il secondo rimpiazzo, Branca, dopo essere stato riempito di Venom da Hurt, aver perso il senno e ucciso la propria famiglia è stato rinchiuso nel luogo dove Batman l’aveva trovato, lasciato in compagnia di prostitute.
Batman ricorda dalla voce dell’uomo che gli sta parlando un caso, il caso Lane…giovane poliziotto, famiglia massacrata dai satanisti. Pare proprio esser lui.
Hurt aveva scoperto la forza motrice di Batman: un forte e violento trauma. Ma chi era Hurt? “Hurt era il diavolo”, afferma il terzo spirito. Il progetto, già macchiato da troppo sangue, fallì; Hurt scomparve, il caso passò sotto silenzio quando Vane perse il posto e Gordon tornò ad essere commissario. Solo alcuni poliziotti (tra cui Farelli) ricordavano tutto.
Durante il monologo del terzo uomo Batman ha dislocato la propria spalla per potersi liberare…e così, mentre attacca il nemico, inizia a riemergere un suo pensiero ricorrente: cosa succederebbe se ci fosse nell’ombra un nemico finale, un nemico grande e con macchinazioni incredibilmente lunghe e complesse, conscio di tutte le capacità di Batman, nascosto nell’ombra da tempo e pronto ad attaccare?
Nel frattempo irrompe Branca, ma l’arrivo della polizia lo ferma: Farlli gli spara. Batman svanisce nell’ombra, mentre Farelli gli grida che se non fosse stato per lui nulla sarebbe accaduto.
Il terzo uomo riesce a fuggire, e Batman rimane a porsi interrogativi sull’esistenza di questo nemico finale e sul fatto che possa essere ormai vicino ad affrontarlo. La storia si conclude con Bruce Wayne che si infila in un cassonetto, chiamando Alfred e dicendo di  convocare la stampa in modo da risolvere la questione del suo sky-diving con Jezebel.

Il demone con nove occhi

16) Il demone con nove occhi
Edizione originale: Batman #675
Edizione italiana: Batman n. 27
Bruce e Jezebel sono a cena, all’ultimo piano di un ristorante tutto per loro, scortati dalle guardie del corpo di Jezebel. La donna è ormai sospettosa, tutte le volte che Bruce non risponde, che si comporta in modo strano, il fatto stesso che sia precipitato in un cassonetto senza conseguenze…la discussione cresce, e Bruce sembra voler liquidare il tutto. Ferita, Jezebel inizia a chiedergli se prova davvero
qualcosa…quando il cameriere stramazza a terra.
Un uomo vestito da ninja, bendato e con un occhio dipinto su ogni dito delle mani li minaccia. All’uomo manca un dito.
Accompagnato da due scagnozzi, i quali mettono fuori gioco le guardie, porta Jezebel nella stanza accanto dicendo ai due di pensare a Wayne e poi portarglielo. Allontanatosi, il ninja rivela di esser stato esiliato da una tribù del deserto. Attende l’arrivo dei suoi compagni, chiedendosi perchè ci stiano mettendo così tanto a sistemare Wayne.
Talia, Merlyn e Damian stanno seguendo le vicende della coppia da un po’ e consci del fatto che qualcuno sta alle costole di Batman da tempo pianificano di intevenire. Robin e Nightwing, intenti a pattugliare la città e a discutere sul fatto che Bruce possa aver riportato conseguenze dal periodo di isolamento a Nanda Parbat (il Thogal), notano che qualcosa di strano sta accadendo al ristorante.
Il ninja è con Jezebel nelle cucine, va via la luce. Bruce lo sta braccando: olio bollente sulle dita, il ninja urla di dolore. Bruce lo attacca e inizia a gridargli chi sia il Guanto Nero.
Jezebel vede tutto e, mentre irrompono Robin e Nightwing, comprende: Bruce Wayne è Batman.

Risorse

A cura di Alessandro Spaccini e Simone Sperati