Batman: la run Morrison (Parte 2)

Scritto da Raffaele Radaelli il 4 ottobre 2010 in Batman e Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

Tra poco partirà in Italia la pubblicazione dell’attesa miniserie Il Ritorno di Bruce Wayne. Abbiamo già ripercorso la parte del ciclo di Grant Morrison che ha portato a Batman RIP, ora ci occuperemo di ciò che è venuto in seguito.

Cerchiamo di fare il punto sulla situazione su quanto successo finora, riassumendo gli eventi principali di RIP, di Crisi Finale (leggi anche la guida a Crisi Finale) e della nuova serie cominciata subito dopo: Batman & Robin!

BATMAN RIP

Durante gli eventi narrati da Morrison nella sua gestione su Batman abbiamo visto il Guanto Nero, guidato dal dottor Hurt, cercare di piegare la volontà di Bruce al servizio del male.
ImmagineÈ proprio questa la missione del Guanto Nero: corrompere la volontà di uomini buoni e votarli al male.
Bruce però aveva previsto le mosse di Hurt e si era affidato alla sua preparazione per non essere preso alla sprovvista (emblematiche le frasi “Batman pensa a tutto” e “La vittoria sta nei preparativi”).
Non riuscendo nel suo intento, Hurt maledice il costume di Batman, affermando che la prossima volta che l’eroe lo indosserà sarà anche l’ultima.
Dopo lo scontro finale nella baia di Gotham, Bruce torna alla caverna in tempo per rispondere alla chiamata della Justice League: serve il suo aiuto per scoprire chi ha assassinato Orion.

CRISI FINALE

Bruce dà un contributo fondamentale nelle indagini sulla morte di Orion, suggerendo a Flash l’ipotesi che il proiettile abbia viaggiato nel tempo.
Una volta ritrovatolo, Batman lo custodisce nella propria cintura per poterlo analizzare meglio in seguito.
Il Cavaliere Oscuro viene però tramortito e trasferito a Bludhaven, dove Symian e Mokkari lo intrappolano in un macchinario. Il loro scopo è copiare i ricordi di Bruce per dar vita a dei cloni che abbiano le sue stesse motivazioni (stimolate dal ricordo dei traumi subiti), la sua forza e la sua abilità.
Batman però usa i suoi ricordi come un’arma e riesce a liberarsi facendo distruggere tutti i cloni (tranne uno, come verrà rivelato in seguito).
Provato dalle fatiche fin qui sopportate si confronta con Darkseid e lo ferisce mortalmente con il proiettile teotossico che aveva custodito nella cintura. Viene però colpito dalla Sanzione Omega, che apparentemente sembra ucciderlo e carbonizzarlo.

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Scopriamo alla fine di Crisi Finale che Bruce è è stato mandato indietro nel tempo fino alla preistoria: è in una caverna e sta incidendo il simbolo del pipistrello su una parete.

BATMAN & ROBIN

La storia del dinamico duo viene sviluppata attraverso story-arc di tre numeri ciascuno.

Nel primo arc Batman e Robin si confrontano con il professor Pyg: uno psicopatico che con particolari maschere applicate sul viso delle persone pensa di renderle dei perfetti bamboltroni (in realtà le maschere contengono un virus che ne distrugge l’identità). Nel primo arc lo vediamo proprio effettuare questo trattamento ad un uomo e sua figlia, Sasha, che rivedremo presto.
ImmagineVeniamo a sapere che Pyg ha assoldato Toad e alcuni membri di un circo estremo per condurre il traffico di una droga in grado di controllare la mente e che Pyg vuole diffondere per tutta Gotham, proprio attraverso i bamboltroni. Batman riesce a trovarlo e a farlo arrestare, scoprendo intanto, nel laboratorio del nemico, l’antidoto al virus-droga che si sta diffondendo.
Già in questo primo arc, Morrison inserisce un elemento ricorrente che, sebbene non pare avere la stessa importanza dei graffiti con la scritta “Zur-en-Arrh”, sembra aver destato l’attenzione di Dick: le tessere del domino.
Ne viene trovata una in mano a Toad morto nella cella e ne viene trovata una seconda (“lasciata lì di proposito”) vicino all’antidoto nel covo di Pyg.
Chi sta lasciando le tessere del domino e perchè?

Nel secondo arc assistiamo al ritorno di Jason Todd nei panni di Cappuccio Rosso e ritroviamo Sasha nei panni di Scarlet.
ImmagineQuesta strana coppia si distingue subito dal dinamico duo per il modo in cui vogliono combattere il crimine: i due ricorrono anche all’omicidio per fermare i criminali.
Jason fa una strage ad una riunione di boss malavitosi, da cui scopriamo che dietro al traffico della nuova droga in grado di rendere schiavo e dipendente chiunque c’è un messicano chiamato El Penitente.
Facciamo inoltre la conoscenza con Oberon Sexton, uno scrittore e detective inglese che sta indagando su una serie di omicidi (scopriamo dai ritagli sul suo letto che questa scia di omicidi riguarda i membri del Guanto Nero, dato che notiamo il titolo riguardante il Cardinal Maggi).
ImmagineChi sta uccidendo i membri del Guanto Nero? Talia e il Joker hanno entrambi giurato di vendicarsi su di loro, quindi potrebbe essere uno di loro due. Oppure potrebbe essere proprio Oberon il colpevole di questi omicidi…(durante la telefonata che riceve in hotel, El Penitente, riconoscibile proprio perché si sta fustigando creando una W (=Wayne?) sulla sua schiena, dice ad Oberon che “i suoi peccati lo hanno tradito”).
Durante lo scontro che vede coinvolti Dick, Damian, Jason, Scarlet e Flamingo (una sorta di bizzarro sicario), Robin rimane ferito alla schiena e paralizzato; Flamingo viene sconfitto ma non viene trovato nessun corpo, Jason viene arrestato e Sasha scappa via da Gotham, nuovamente con la sua vera faccia.

Il terzo arc vede Dick che, spinto dalle parole di Jason, decide di usare una fossa di lazzaro per resuscitare Bruce.
ImmagineIl corpo di Batman era stato dapprima seppellito in una tomba anonima di fianco a quella dei genitori, secondo le volontà di Bruce stesso, ma dopo gli eventi narrati ne La Notte più Profonda e dopo aver recuperato il cadavere, Dick decide di tenerlo al sicuro in un bunker segreto (la cui password vocale è “Zur en Arrh”). Ecco dunque Dick che parte per Londra alla ricerca di un pozzo da utilizzare, e sulla propria strada incontra nientemeno che…Batwoman, oltre a Knight e Squire (i rappresentativi inglesi di Batman e Robin già visti nella storyline sul Club degli Eroi).
Scopriamo però che il corpo non è quello di Bruce ma è uno dei cloni creati da Mokkari e Symian.
Dalle sue parole sconnesse possiamo però trarre qualcosa di utile per il futuro: i ricordi del clone sono gli stessi di Bruce e quando questi si trova di fronte a Damian lo sentiamo affermare che il figlio è il suo “più grande errore” e che “lo hanno mandato per sostituirlo”.
Bruce aveva analizzato il dna del ragazzo per scoprire se fosse effettivamente suo figlio e, scopriamo da RIP, che Bruce voleva parlare direttamente con Tim degli esiti del test. Forse non solo per l’impatto emotivo della notizia, dato che Tim ora è figlio di Bruce a tutti gli effetti, ma forse per qualche altro motivo. Noi sappiamo che Damian è stato geneticamente potenziato e reso perfetto: è qualcosa riguardo a questo?
Una volta fermato il clone Dick capisce ciò che Tim aveva saputo fin dall’inizio: Bruce è ancora vivo e bisogna trovarlo.

Il primo numero del quarto arc introduce ciò che vedremo anche durante Il Ritorno di Bruce Wayne. Analizzando meglio villa Wayne e i quadri di famiglia, Dick inizia a prendere in considerazione l’ipotesi che Bruce sia intrappolato in qualche modo nel passato e che abbia lasciato indizi e messaggi per loro all’interno della casa che porteranno a scoprire una sezione segreta di cui nessuno era a conoscenza.
Iniziamo a scoprire che il pipistrello era legato alla storia della famiglia Wayne ben prima della scelta di Bruce di vestire i panni di Batman.

Se torniamo indietro al titolo del primo episodio scopriamo che è “Effetto domino”, cioè una catena di eventi casuali in cui ciascuno è la causa del successivo: nel gioco del domino  il tassello che precede fa cadere il seguente.
Questo è anche il modo in cui i vari arc sono collegati tra loro: Pyg trasforma Sasha in Scarlet, Scarlet diventa la compagna di Cappuccio Rosso, sono le parole di Jason a convincere Dick ad andare a Londra per resuscitare Bruce, ed è la scoperta che il corpo non appartiene a Bruce a far iniziare la ricerca per scoprire dove sia…

Se guardiamo l’ultima pagina di Batman n. 35 vediamo quattro immagini che riassumono i quattro story-arc. L’ultimo riquadro raffigura il Dottor Hurt, vestito come alla fine di RIP, che tiene in mano le chiavi di Villa Wayne… e abbiamo visto che il quarto arc è ambientato soprattutto nella casa di Bruce.
Per scoprire come continueranno a cadere le varie tessere del domino fino ad arrivare al Dottor Hurt non ci resta che continuare a leggere…

Restate con noi!

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Informazioni sull'autore

Raffaele Radaelli [Bruce Wayne]Classe 1987, ama sezionare e analizzare fino al più piccolo particolare ogni storia. Affascinato dagli strabilianti risultati che si possono ottenere dalla commistione di testi e immagini, nutre una grande passione per Batman, Morrison, Gaiman, Moore... senza dimenticare il mitico Sergio Toppi, che ha fatto nascere la sua passione per il medium fumetto.Leggi tutti gli articoli di Raffaele Radaelli