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Hypericon - di Manuele Fior

Aperto da Ben-Point, 05 Dicembre 2022, 23:19:44

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Ben-Point



HYPERICON
di Manuele Fior

pp. 144, a colori, cartonato, 21.5 x 29 cm, € 25.00 Coconico Press

La meravigliosa storia d'amore tra Ruben e Teresa, nella Berlino di fine anni Novanta, si alterna con quella di Howard Carter che, nello scetticismo generale, nel 1922 porta alla luce la tomba di Tutankhamen avvolta nell'oscurità da oltre tremila anni. Il nuovo attesissimo graphic novel di uno dei più grandi autori di fumetto contemporanei. Con Hypericon, come già fatto in Cinquemila chilometri al secondo, Manuele Fior ritorna a raccontare le vibrazioni della giovinezza, le inquietudini del cuore, i legami più forti dello scorrere del tempo. 

La vita di Teresa è sempre stata una larga e confortevole linea retta. Un'autostrada che l'ha portata, nell'ammirazione generale, a centrare puntualmente tutti gli obiettivi che si era prefissa. E non è un caso se è stata scelta proprio lei, come assistente scientifica per l'allestimento della grande mostra a Berlino del tesoro di Tutankhamen. La linea retta, invece, è del tutto assente nella personalissima geometria di Ruben, giovane e velleitario artista italiano. Per lui, come per tanti coetanei, Berlino alla fine degli anni Novanta è un enorme parco giochi. Un labirinto magico disseminato di opportunità, in cui perdersi è facile e divertente. Quando Teresa e Rubens si incontrano, il destino cambierà per sempre la traiettoria delle loro esistenze.


(Descrizione e dettagli presi dal sito della Coconico Press)

"The hell am I even doin'?"

Arkin Torsen

#1
Letto.
Anche in questo suo fumetto Fior mette in scena le difficoltà comunicative tra le persone. Lo fa in modo interessante. Se per Teresa è facile entrare in contatto con Carter, lontano da lei un secolo, attraverso il libro dell'archeologo, ben più complesso è per lei parlare con i tedeschi appena arriva a Berlino (dove lo stesso Fior ha vissuto), dato che non conosce la lingua. Ad aiutarla sembra arrivare Ruben, ragazzo italiano con il quale crea subito un legame. Però, anche in questo caso, non tutto fila liscio. I due comunicano facilmente sul piano fisico, ma non altrettanto bene a parole ed emotivamente. L'ascolto non è scontato, neanche quando interazioni di altro tipo sono soddisfacenti.
I disegni sono molto affascinanti, perché Fior dipana la narrazione su due piani temporali. Quando disegna le ricerche di Carter nella Valle dei Re, il realismo e gli ambienti prendono il sopravvento, che si tratti di spazi aperti o delle camere e dei corridoi angusti delle tombe egizie. Egitto che si rintracciava anche in "Cinquemila chilometri al secondo", rispetto al quale qui si evidenza un'evoluzione nel disegno, soprattutto per quanto riguarda le figure umane.
Quando, invece, protagonisti sono Teresa e Ruben, la loro recitazione e le loro fisionomie nascono dalla fusione di verosimiglianza ed esagerazione. Molto evviva anche l'uso del colore, in particolare il ricorso al giallo con le sue gradazioni.
La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)

superxeno

Sempre mearviglioso Fior. C'è tutto quello che mi piace dei suoi fumetti. L'incomunicabilità come diceva già bene Arkin, la passione improvvisa e mai premeditata, le scelte dolorose e tendenzialmente sbagliate, i legami fragili come i fiocchi di neve di Berlino.
Muove come al solito tutto in realtà quasi alternative, in questo caso mescolando piani temporali per rendere il racconto ancora migliore. Ci sono alcuni riferimenti personali (cosa sempre presente se si sa cogliere nei racconti della vita di Fior).
E poi mi piace sempre da morire come descrive le relazioni. Colori vividissimi, sfondi più presenti del solito. Mi è piaciuto molto e credo che come tratto e colori abbia raggiunto l'apice della sua arte.

Voto 8 
Sometimes I feel so deserted