Orfani – La prima stagione

Scritto da bruno doper il 20 Settembre 2014 in Fumetti Europei e Sudamericani con nessun commento
I protagonisti della prima stagione di Orfani

I protagonisti della prima stagione di Orfani

Circa un anno fa, faceva il suo esordio nelle edicole italiane il fumetto creato da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari. Con la pubblicazione del numero 12, che corrisponde alla fine del primo arco narrativo, possiamo tirare un primo bilancio su questa nuova collana targata Sergio Bonelli Editore.Orfani non è una miniserie come le altre: abbiamo a che fare con quello che potremmo definire un Bonelli geneticamente modificato, nel cui DNA sono state innestate alcune cellule tipografiche, editoriali e fumettistiche inedite per la casa editrice di via Buonarroti.La prima novità riguarda l’utilizzo del colore. Se si escludono gli albi fuori serie pubblicati in occasioni speciali e le ristampe allegate ai quotidiani, l’uso del colore in una produzione destinata al mercato delle edicole rappresenta un piccolo grande primato. All’inizio, gli autori volevano applicare la colorazione solo nel primo numero, ma il compianto Sergio Bonelli – il cui occhio lungo ha fatto la differenza fino alla fine della sua lunga e fortunata attività – ebbe l’idea di estendere l’iniziativa a tutta la serie: frutto di prove e sperimentazioni da parte di un nutrito team di professionisti, il risultato è un prodotto molto valido.

Screenshot del video in cui De Felici colora una tavola di Orfani

Screenshot del video in cui De Felici colora una tavola di Orfani

L’operazione presentava delle difficoltà legate principalmente alla porosità della carta, che in fase di stampa tendeva ad assorbire luminosità. Ciò nonostante i coloristi – un gruppo che include De Felici, Leoni, Florean, Pastorello, Niro, Bertelé, Simeone e Cavenago – sono riusciti a individuare soluzioni cromatiche in grado di minimizzare gli effetti della dispersione luminosa. Inoltre, la tavolozza alterna toni caldi e freddi per comunicare meglio gli stati emotivi dei vari momenti della storia.
Un altro aspetto interessante di Orfani è l’adozione del modulo editoriale già introdotto da Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli sulle pagine di John Doe: in analogia con le stagioni dei serial televisivi, ogni successivo blocco di episodi viene approvato in base al gradimento del pubblico. Nel momento in cui scrivo, grazie al riscontro positivo offerto dai dati di vendita in possesso della Sergio Bonelli Editore, Orfani è stato confermato per altre due stagioni.
Il riferimento alla serialità televisiva americana non si limita alla confezione: tutto l’impianto dell’opera si ispira al registro narrativo che contraddistingue le produzioni statunitensi di ultima generazione. Il racconto per immagini scorre più veloce, i dialoghi appaiono meno ingessati e alcune interessanti scomposizioni movimentano la classica griglia bonelliana; cito in particolare la doppia splash page vista nel numero 11, la prima a occupare due pagine senza alcuna diadascalia o balloon.
Orfani ha aperto una nuova fase anche per quanto concerne il marketing e la comunicazione online. L’avventura editoriale è iniziata con un accordo tra la Sergio Bonelli e il portale multiplayer.it, che si è concretizzato nella distribuzione di un numero zero presso tutti i negozi della catena Gamestop. Paralleramente, sono stati coinvolti uffici stampa specializzati nella promozione attraverso internet. Il lancio della prima stagione è stato accompagnato da un video trailer ufficiale, in cui alcune brevi interviste si alternano alla visione di tavole in anteprima, da un action trailer ispirato ai vecchi telefilm di fantascienza e da una stretta sinergia tra il sito web della casa editrice e le pagine facebook legate al progetto.
L’integrazione dei social network nella campagna promozionale ha contribuito alla nascita di fenomeni virali spontanei, che stanno interessando anche la presentazione del prossimo ciclo di storie. Solo pochi giorni fa, per rispondere al conto alla rovescia innescato su sergiobonellieditore.it attraverso la copertina parzialmente nascosta dell’albo che darà inizio alla seconda stagione, molti fumettisti e utenti comuni si sono sbizzarriti in parodie di tutti i tipi.

Parodia di Leo Ortolani

Parodia del conto alla rovescia pubblicato dalla SBE ad opera di Leo Ortolani

Nello sviluppo della trama, gli autori si sono messi in gioco, rischiando proprio come fanno i produttori dei serial più coraggiosi: il racconto parte in un modo, per poi cambiare completamente direzione verso metà del percorso, lasciando sorpreso il lettore.
Il modulo narrativo della prima stagione si basa su una struttura inedita nel contesto del tipico fumetto avventuroso italiano: una storia divisa a metà, in stile “Full metal jacket”, dove a una prima parte retrospettiva segue il presente dei protagonisti.

Orfani 7 - Bugie e pallottole

Orfani 7 – Bugie e pallottole

All’inizio, ci troviamo di fronte una storia che si rifà al filone generato dal celebre romanzo di Robert Heinlein, “Fanteria nello spazio”. Un filone a cui appartengono dozzine di film, videogiochi e fumetti. Si parte con la classica invasione aliena, a cui segue una riposta militare altamente tecnologica da parte della popolazione terrestre. Tuttavia, già nei primi numeri, alcuni conti non tornano. I protagonisti, un gruppo di ragazzi destinati a diventare una elite di supersoldati, si muovono tra presente e passato, in un mondo fatto di intrighi, contraddizioni e mezze verità.
Gli indizi che gli autori ci mettono a disposizione, e di cui solo pochissimi lettori intuiscono il significato sui vari social, cominciano a definire il complotto ordito dai vertici politici e militari. Il chiarimento definitivo avviene nel numero 7, intitolato “Bugie e pallottole”. A quel punto, le atmosfere fantamilitariste alla Heinlein cedono il passo alle tematiche paranoiche care al “visionario tra i ciarlatani” Phillip K. Dick: l’invasione aliena non c’è mai stata, i nemici che i soldati credevano di vedere erano frutto di un abile inganno e tutta l’operazione militare è solo una messa in scena. Il complotto viene messo in atto da un vertice politico di cui sappiamo ancora pochissimo, che usa paura e disinformazione come strumenti di controllo delle masse. Un gruppo di potere destinato ad avere maggiore spazio nelle stagioni successive.
Il finale della serie, che vede Ringo, l’ultimo sopravvissuto del gruppo, unirsi ai ribelli dopo avere rivelato al mondo la verità, cambia nuovamente le carte in tavola, portandoci in piena fantascienza sociologica alla Frederik Pohl. La domanda che sembrano porre gli autori è: potrà la razza umana compensare il dislivello tra evoluzione tecnologica e arretratezza sociale senza rischiare l’estinzione?
Dal punto di vista psicologico, la serie è popolata da personaggi sfaccettati e borderline, piccole bombe a orologeria che vengono analizzate durante la costruzione e poi fatte deflagrare nei numeri finali.
Il gruppo dei protagonisti cresce in condizioni durissime, messo continuamente alla prova da un addestramento sfibrante, trattamenti medici dolorosi e l’assenza di una qualsiasi figura amorevole. Nella loro famiglia disfunzionale, gli “orfani” sperimentano sentimenti contraddittori, provano odio misto a rispetto per l’autorità e nessuna compassione per i nemici. Gli stessi legami tra i membri del gruppo – come sottolineano i rimandi continui tra passato e presente – sono costruiti su un equilibrio precario pronto a rompersi al primo scossone. E infatti il drammatico scontro fratricida, raccontato negli ultimi episodi, sbriciola amori, amicizie e qualsiasi sentimento di fratellanza mai esistito.
In conclusione, per la qualità espressa grazie alle sperimentazioni tecniche e alle scelte editoriali, Orfani si afferma non solo come una bella novità nel panorama fumettistico italiano, ma soprattutto come un importante precedente nella strategia di un editore che ha deciso di rispondere al calo generale dei lettori con una politica molto dinamica.
La Sergio Bonelli, pur rispettando la tradizione, sembra decisa a cimentarsi con nuove ricette editoriali. Un catalogo costituito da proposte diversificate, che, se da un lato accontentano gli affezionati del classico fumetto avventuroso made in Italy, dall’altro tentano di intercettare nuovi lettori.
Vedremo quali saranno i frutti di questa politica. Per adesso, restiamo in attesa della seconda stagione di Orfani, che ricomincia il mese prossimo con un nuovo titolo: “ Ringo”.