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recensione di Iago Menichetti sul nostro sito.
Testi: Neil Gaiman
Disegni: Dave McKean
Edizione originale: 1995, Vertigo, paperback, 96 Pg.
Edizione Italiana: Magic Press, lire 35.000 / Mondadori € 16,00 2005, 92 p., ill., rilegato
"Al mare, in una malinconica galleria dei divertimenti, un ragazzino incontra un misterioso burattino con un oscuro passato e una donna che si guadagna da vivere recitando la sirena.
Presto le loro vite si intrecciano. Le loro storie si rivelano, e il ragazzino è costretto ad affrontare segreti di famiglia.
Strani burattini e un incubo di violenza e tradimento, in una fiaba nera i infanzia, innocenza e adulto dolore."------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sublime.
Proseguendo nella lettura delle sue opere, lentamente si scopre come il tema del ricordo e della memoria stia particolarmente a cuore a Gaiman. le sue storie infatti sono spesso filtrate attraverso gli occhi dei bambini e in questo stesso Mr Punch traspare chiaramente un filo conduttore, artistico e tematico, con la sua prima opera in coppia con Dave McKean, Casi Violenti.
Nel racconto di vicende passate,un dramma familiare finisce per incastrarsi, nella mente di un bambino,con la vicenda del burattino omicida Mr Punch. Alla falsità della vita degli adulti, si contrappone la cruda realtà della vicenda artistica del Burattino, tanto che alla fine la finzione sembra sfondare il muro invisibile del palcoscenico e materializzarsi nella vita autentica.
Alla base di tutto questo c'è un'incompatibilità di fondo tra il bambino e l'adulto,il primo incapace di cogliere pienamente il male nella sua complessità e il secondo capace solo di mentire. A questa situazione,mutevole, fa da contraltare la messinscena dei burattini, l'arte, la commedia, sempre tragicamente valida, incapace di
morire o di avere una conclusione migliore.
McKeane accompagna questa complessa struttura narrativa con uno stile votato al completo servizio della storia, meno mutevole e più uniforme, ricco di dettagli, con sapiente (ma mai eccessivo) uso di collage e fotografie, con forti rimandi pittorici, quando all'espressionismo, quando a Klimt.
L'impressione è quella di trovarsi davanti ad una regia grafica non invasiva ma fortemente evocativa, perfettamente simbiotica alla storia.
Le emozioni e i cortocircuiti emotivi che quest’opera è capace di trasmettere, sono fin troppo variegati e sfaccettati per sintetizzarli in poche righe, caratteristica che accomuna solo e unicamente i grandi capolavori.