Fumetto bellissimo, anche se ammetto di essermi perso più d'una volta. Buona parte degli elementi della trama vanno a ricongiungersi nella parte finale, ricordando appunto il serpente che si mangia la coda, l'Oroboro che da il titolo al primo ed all'ultimo capitolo. Alcune parti, però, sono davvero incomprensibili, sono d'accordo con chi ha detto che De Matteis s'è un po' perso su più riprese, o quantomeno non riesce ad essere sempre comunicativo a livello concettuale.
Tuttavia, anche grazie ai disegni d'una bellezza quasi commovente, questo fumetto non perde mai potere evocativo, e mi ha lasciato una stranissima sensazione nel petto a fine lettura, come se avesse trovato vita attraverso me.

Per me è da avere, è difficile tenere il filo in alcuni punti, ma non fosse per quello è un cazzo di capolavoro.