McCoy, la tua analisi è strepitosa, concordo tantissimo su ciò che hai scritto riguardo ad Authority.

eh, perchè sei della mia opinione, altrimenti invece che strepitosa era
"una boiata di sproloquio di idee sbagliate" 
a parte gli scherzi Elfen chiedeva anche un confronto fra certe opere, soprattutto con moore (in un pauroso OT che magari mi costerà il richiamo da parte degli amministratori) quindi continuo con un altro pregio che non ho detto, ovvero la prosa molto coinvolgente: Millar è grezzissimo e spaccone al massimo, Ellis un po' più ponderato ma spacca il culo uguale. Però mi prendono. perchè? perchè sono reali? o almeno io in quelle situazioni mi comporterei e parlerei in quella maniera. Sono la voce degli anni 90 e del nuovo millennio.
Moore...ecco, signori miei, quì lo dico ben sapendo di attirarmi caterve di improperi e maledizioni: ritengo Moore migliore come soggettista, pensatore, sceneggiatore, ingegnere dei meccanismi narrativi che come "penna". a volte, molto spesso, sfocia troppo in un lessico intellettuale a prescindere dai personaggi, a volte al limite del barocco spinto soprattutto nelle didascalie (vedi certi episodi di ST ma di questo ne parlerò più ampiamente in un mio prossimo commento su la cosa della palude).
Qualcuno dirà. "eh, ma anche i personaggi di Millar e Ellis diventano tutti spacconi e degli stronzi belli e buoni" e in molti casi è vero anche quello.
un difetto inevitabile per i grandi artisti è quello di mettere troppo la propria voce nei personaggi che inventano o scrivono (eccezioni: l'UR, o altri personaggi storci d suo pari, che ormai hanno una voce così forte che è impossibile non cogliere; gli x-men di claremont, ben più di quelli di Morrison dove troppo spesso Grant si sente nelle parole di emma o bestia). Non in tutti certo, altrimenti non sarebbero grandi, ma una grande personalità traborda sempre anche involontariamente in uno o due personaggi.
a parte questo ribadisco che per me la "prosa alta" di moore risulta assai meno digeribile rsipetto al "lessico da strada" di gente come Ellis, Millar o ennis, anche più comprensibile ed adatta a certi generi superoistici: se tizio eroe pesto un supercattivo non mi aspetto che parlino di massimi sitemi ma che si mandino a quel paese o semplicemnte parlino come le persone comune, sebbe straordinarie che sono sotto la maschera. se c'è un evento fantascientifico in corso un "cazzo! guarda che roba!" io lo trovo migliore come traduzione dell'entusiasmo e della meraviglia che devono generare l'evento (un po' alla doctor who, per intendersi). e altre cose del genere.
Ripeto, non dico che Moore scrive male, si badi bene anche se so che ormai ho già sottoscritto la mia condanna a morte fumettistica, anche perchè lavori come From hell, tom Strong e altri hanno una prosa consona e gradevole, solo che a volte la sua ricchezza di linguaggio costituisce per me invece che un valore aggiunto una zavorra che rende difficle la lettura, a differnza del suo collega Gaiman che pur avendo uno stile "alto" ricco di metafore e preziosismi anche lui molto spinti mi scivola via che è una bellezza.
Alla fine preferire un autore è sempre questione di gusti, sintonia con la propria persona (in fondo il segreto della quantità di pubblico che ha uno scrittore è anche e soprattutto l'identificazione), quindi il discorso di Elfen non può avere una risposta giusta. lui parla delle opere nei termini "scuotere, amare, dire qualcosa" e quì si va oltre al sottotesto ma dall'efficacia dell'autore di comunicare il concetto e questo, come nel parodosso quantoistico dell'osservatore/osservato, dipende molto dal recettore del messaggio.
Io mi potrei sperticare in altre analisi su authority e planetary per convincere elfen del loro valore, e lui farebbe altrettanto per dimostrarmi perchè Satrman o il batman di loeb/sale sono al apari se non di più, ma alla fine ognuno penso rimarrebbe sulle sue idee. perchè ormai siamo persone formate, almeno io che ho da poc passato la trentina, e per il solito discorso sulla personalità in relazione alla scrittura, o ad un suo certo tipo.
Va da sè che questa mia ultima considerazione non è un invito a chiudere il contraddittorio, anzi, ben vengano le risposte di Elfen e altri in merito all'argomento, solo non aspettiamoci "illuminazioni sulla via di damasco" o conversioni.
quello che ne può venir fuori magari è apprezzare maggiormente qualcosa che abbiamo cassato prima senza troppe remore, magari con una nuova lettura con l'occhio e la mente che ripensano all'analisi dell'altra parte. Aggiungere un tesoro, seppur minore, alla propria collezione di comics, e qualcosa di nuovo alle nostra conoscenze.
Aggiungere qualcosa di nuovo.
Che è solo un bene.
p.s.: in merito alle mie spregiudicate parole su Moore: l'ultima volta che ho sostenuto una dibattito del genere (prosa Moore vs prosa morrison/Ellis) è stato con un gestore di fumetteria al mare. fortunatamente lil negozio ha annessa birreria e diverse pinte di stout hanno reso il tutto molto civile.
Quindi...
io ho già tirato fuori le guinnes dal frigo
voi fate altrettanto
