Autore Topic: All-New/All-Different: Amazing Spider-Man di D. Slott, G. Camuncoli, S.Immonen  (Letto 27890 volte)

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Sì, "L'ultimo volteggio" è una saga che consiglio senza dubbio.
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Decisamente. Ti consiglio pure di prendere l'ultimo uscito, il nuovo numero 1 di Spencer e Ottley.

Online Azrael

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Letto, #801 USA


Numero carino, ma nulla di piu', niente di paragonabile con Nessuno Morirà Più.
Fedele all'Ordine di Saint Dumas e al Pipistrello
Combatteremo le idee con idee migliori

Offline Amazo

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Letto, #801 USA


Numero carino, ma nulla di piu', niente di paragonabile con Nessuno Morirà Più.
Concordo, anche se è chiaro che l'obiettivo era replicare la potenza di quel numero. La cosa secondo me è che in "Nessuno Morirà Più" c'erano due punti di forza maggiori: 1) Peter era il protagonista assoluto di quel numero (mentre nell'801 non lo è) e 2) la sequenza onirica permetteva soluzioni visive moolto interessanti!

Online Arkin Torsen

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#801
È un'altra storia che tocca le corde giuste, andando a ricordare che l'Uomo Ragno è l'eroe della quotidianità, l'amichevole difensore del quartiere. Mi piace questa dimensione, lo riporta un po' alle origini e Slott dimostra anche nel suo addio di aver colto l'essenza di Peter, sebbene spesso abbia scelto di percorrere strade diverse e addirittura opposte.
Agli albori si rifà anche Martin, che va pescare dalle storie disegnate da Steve Ditko per regalarci uno Spidey dinoccolato e guizzante.
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Letto il #800 (USA)

L'ULTIMO VOLTEGGIO

Sono spesso stato critico nei confronti di Slott in questi anni e tutto quello e non mi rimangio nulla, quasi sempre ottime idee che proseguivano a zig-zag e finivano spesso con un inciampo, ma questa volta no, questa volta Slott ha tirato fuori il Jolly e bisogna dare a Slott, quello che è di Slott.

L'arco pur essendo l'ultimo, partiva subito con quello che poteva essere un inciampo, ossia
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Norman Osborn col simbionte Carnage
ed invece, si è rivelata una mossa che non solo è stata preparata bene, ma che soprattutto ha funziona, dall'inizio alla fine, noostante qualche "slottata" che però al contrario del solito è pesata meno e soprattutto non è stata presentata nei momenti decisivi, ma su cui tornerò tra poco.

Il percorso che fa Osborn, la preparazione al suo piano, la bravura di Slott nell'usare quasi tutti e bene per una volta, i comprimari di Peter prima ancora che di Spidey e lo sfruttare egregiamente il cambiamento di JJJ effettuato da Chip su Spectacular.

Un arco narrativo a cui non manca veramente nulla, a livello di enfasi, combattimenti, emozioni, dialoghi e situazioni anche drammatiche, si rimane incollati dalla prima, all'ultima pagina, anche un momento triste come la
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morte di Flash Thompson è ben descritto e in poche pagine, Slott tira fuori qualcosa che spesso gli è mancato, ossia dare un'anima ai suoi personaggi.

Tornando alle "slottate", ho trovato un po' frettolosa il come è stato fatto
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morire Phil Urich, l'ultimo Hobgoblin, ed anche il modo in cui Osborn scopre tramite JJJ che dietro al costume di Spidey, ci fosse Peter Parker, JJJ che è presente anche nella terza e ultima slottata, ovvero il modo in cui scopre che dietro a Venom c'è Eddie Brock.

Un arco narrativo che verrà ricordato e in cui Slott chiude qualche cerchio, ma ne lascia aperto qualcuno, dando in eredità al prossimo scrittore, i cambiamenti di Octavio e del piccolo Normie.

PS: Dopo la stupenda citazione di "Ritorno al Futuro" che se non avete notato siete dei Biff, a Slott gli si vuole anche po' di bene.


Letto il #801 (USA)

Numero carino, se ne sono visti tanti di numeri così, è la più classica delle storie quando un autore lascia un personaggio.


Finalmente Slott lascia la serie principale del ragno, 10 anni che per me da lettore, sono stati poco piacevoli. Slott ha spesso avuto buone idee, portate avanti con fatica e finite quasi sempre male. Meno male che almeno il suo ultimo arco narrativo si è rivelato molto valido, ma per il resto, di questi 10 anni salverei poco e nulla, anche se al contrario di Stracz che l'ha preceduto, non ha fatto danni al personaggio.
Ed ora si va con Spencer sperando faccia meglio.
« Ultima modifica: 30 Novembre 2018, 13:54:54 da Cosmonauta »


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letto il 709 chiudendo così il ciclo di slott

per colpire il lettore usano sempre queste tecniche emozionali mettendo una qualunque persona di città che viene aiutata dal ragno e che a sua volta aiuta il ragno come segno di ringraziamento  :ahsisi:

Offline Venom

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L'Uomo Ragno 701-703-705-706-707-708 - La saga del Goblin Rosso

Spoiler  :
Tra la moltitudine di gente che in misura e modalità varie ha i poteri dell'Uomo Ragno e simbionti nati, moltiplicati, divisi e clonati che se ne vanno in giro, è dura stare dietro alle faccende dell'Uomo Ragno per chi non le segue con costanza. Poi c'è anche tutto l'insieme di parenti, amici e personaggi di contorno che arrivano e partono, cambiando ruoli, carriere, status quo...Che se uno provasse a sintetizzare in un diagramma l'evoluzione delle vicissitudini di Spidey e di chi gli ruota attorno, siano essi alleati che nemici, verrebbe fuori qualcosa di così assurdo da rivaleggiare con le trame di certe soap opera. Il segreto penso sia non cercare di collegare tutti i puntini e grossomodo limitarsi a seguire il Goblin che al solito vuole far soffrire l'Uomo Ragno.
Nonostante qualche scelta di comodo che Slott ha usato per dirigersi dove voleva andare, la storia mi è piaciuta, anche grazie alla relativa lunghezza che ha consentito uno sviluppo della trama un minimo articolato.

L'unione tra il folletto verde e il simbionte rosso è esplosiva, teoricamente un concentrato di malvagità ineguagliabile all'interno del ragnomondo. Slott però secondo me non ha sfruttato al meglio le potenzialità di un Carnage-Goblin, le ha fatte intravedere per un momento nel capitolo "Allarme rosso parte 3", ma poi, dando il controllo della simbiosi a Norman Osborn, non si è spinto molto oltre l'idea di un Goblin rafforzato.



Flash Thompson: e dire che era così contento di essere diventato l'Anti-Venom ^_^, ma figuriamoci se è morto. Appena un autore troverà utile affidargli un nuovo ruolo in qualche storia, verrà riesumato. Qui serviva una vittima illustre per aggiungere amarezza al lieto fine ("lieto"...facendo finta che non ci sia il bimbo-Carnage) e penso sia stato scelto perché tra tanti arrampicamuri da una parte e Venom diventato "buono" dall'altra, l'Agente Super-infermiere tutto sommato impicciava. Mi viene anzi da pensare che sia stato creato più in funzione di questa storia, dove il suo potere curativo è stato fondamentale, che per chiudere la questione simbionte-Flash sulle pagine di Venom dopo ha fatto la prima apparizione.

Eddie Brock/Venom: è il personaggio più legato a Carnage e trovandosi da anti-eroe nella stessa città in cui sta avvenendo la scorribanda del Goblin Rosso, non farlo partecipare sarebbe stato un errore madornale. Tuttavia gli viene regalata appena una comparsata in cui aiuta MJ (che non ha proprio dei bei trascorsi con lui). A differenza di altre volte in cui si sono alleati per sconfiggere Carnage, ci sta che qui alla rissa finale partecipi soltanto Spidey perché il vero nemico è Goblin, che però Eddie gli ceda addirittura il costume, cosa che un tempo sarebbe stata inconcepibile, sa proprio di sudditanza psicologica dell'arbitro nei confronti di chi gioca in casa. :D E' chiaro che Slott voleva togliersi lo sfizio di rimette il costume alieno addosso a Peter prima di salutare.



Carnage (il simbionte): parte che sembra essere un pericolo anche per il suo nuovo ospite e poi finisce che si lascia strappare via da Goblin appena quest'ultimo lo decide. E' accettabile che la mente di Osborn sia più forte ma una cosa come il simbionte rosso non dovrebbe essere così facile da togliere. La si rende forzatamente facile se l'obiettivo è concludere con un duello classico tra il Ragno e Goblin, eh!

Norman Osborn: "Sapete, ho sentito dire che un colpo uguale a quello ricevuto può far tornare un uomo in sentimenti"...Ecco, prima o poi...Ma per adesso l'hanno parcheggiato.