Il pendolino non è più utilizzabile.
Continua a indicarmi il magazzino eppure ho cercato da cima a fondo e non ho trovato niente... devo cercare altrove.. almeno la notte è ancora lunga.
Conosco quei simboli sul muro.
Il Joker.
Un fottuto stronzo che si diverte a massacrare gente e a spargere il terrore.
Quel bastardo pensa che sia divertente scatenare l'inferno in terra, pensa di essere un diavolo, uno che è capace di portare il male nel cuore della civiltà.
Non sa quanto si sbaglia.
Non riesce a immaginare che lì sotto è pieno di esseri che passerebbero l'eternità a scorticarlo senza ritegno.
Povero bastardo.
La pagherai e quando avrò finito con te non rimarranno nemmeno i resti della tua anima nera nel tuo corpo.
Potrei andare a casa, evocare qualche tizio, gettargli una maledizione terribile, mettergli dietro un segugio infernale o qualche spirito vendicatore.
Non posso farlo ora purtroppo devo prima trovare Elizabeth e poi potrò vendicarmi.
Affidarsi alla magia è un processo che stanca e devo essere in forze.
Stavolta dovrò affidarmi alla mia abilità investigativa.
Comincio dai barboni attorno al magazzino, gli offro una sigaretta, gli lascio una sterlina (per ricevere in risposta sguardi offesi) e gli chiedo se è successo qualcosa di strano.
Mi parlano di risate miste ad urla nel bel mezzo della notte.
Di urla furiose e disumane e canti blasfemi che li hanno svegliati e diamine non gli hanno permesso di dormire per settimane.
Qualcosa non torna.
Sembra quasi che tutti siano daccordo nel dire si trattasse di gruppi di persone che non si sono nemmeno disturbati troppo per aver fatto un casino di inferno.
Gli chiedo come mai nessuno abbia avvertito la polizia allora.. dallo sguardo di risposta capisco che a Gotham devono avere un grande problema con la corruzione.
Qualche barbone ha fatto persino un nome, ha detto che più di una volta ha sentito cori di voci deliranti parlare di "
Bambini delle Tenebre".
L'affare si fa sempre più losco e mostruoso.
Sembrano però tutti daccordo nel dire che il magazzino è stato usato solo nella settimana in cui è scomparsa Elizabeth.
Accendo una sigaretta, una boccata di nicotina è proprio quello che ci vuole per schiarire il pensiero.

Dopo aver parlato con i barboni mi rimane ben poco da fare.
Passeggio nella notte e passo davanti a negozi, prostitute, supermercati.
Gotham devi essere davvero una ragazzaccia..
Afferro un giornale lasciato per terra e rimango colpito dal numero di crimini sventati dal pipistrello.
In basso in un trafiletto si parla del tredicesimo bambino scomparso da un anno a questa parte.
Tredici bambini. "Bambini delle Tenebre".
Pensa John, pensa.
Più mi caccio dentro questa storia e più vorrei uscirne.
Lo schifo che rischia di essere vomitato fuori è qualcosa di grosso e sicuramente poco piacevole.
Non mi rimane che giocare la carta magica alla fine.
Ho già provato a contattare lo spirito della bambina ma non mi ha risposto.
Pensavo fosse qualcosa di positivo ma adesso temo per l'anima di quella ragazzina.
Stavolta contatterò qualcuno che sicuramente la sa più lunga di me e sono sicuro che mi darà le risposte che cerco.
Trovo un posto tranquillo per non dare nell'occhio.
Mi siedo, gambe incrociate e mani che formano mudra.
Chiudo gli occhi e lo visualizzo.

Fermo l'immagine nella mente e lo chiamo.
"Aleister... sono John Constantine puoi sentirmi?""Parla, cane rognoso""Sono contento di sentirti anche io. Purtroppo non abbiamo tempo per queste stronzate. Voglio delle informazioni.""Informazioni? Riguardo cosa, figlio di una cagna""Traffico di anime. Voglio sapere se i tuoi padroni ultimamente se la sono spassata. Con anime di bambini magari""Cosa ti fa pensare che io ne sappia qualcosa?""Andiamo Ally, sappiamo benissimo che sei uno dei più grossi figli di puttana li dentro"Faccio appello alla mia forza di volontà, non scendo a patti, sono io a comandare e lo spirito ubbidirà.
"Forse so qualcosa"****
Il bastardo, come previsto, ha parlato.
Devo dire che lo sforzo mi ha affaticato molto.
Tra qualche ora sarà l'alba e il taxi finalmente è arrivato.
Scendo giù e quello che vedo mi fa cagare sotto.
Per la seconda volta in una notte.