• 02 Settembre 2014, 18:38:08

Autore Topic: Supreme - di Alan Moore  (Letto 23690 volte)

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Offline Murnau

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Supreme - di Alan Moore
« il: 03 Settembre 2009, 20:31:15 »


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    Testi: Alan Moore
    Disegni: autori vari
    Edizione originale: Per chi volesse recuperare tutto in inglese, sono disponibili due volumi dal titolo Supreme – The Story of the Year ($ 26.95 per dodici episodi) e Supreme – The Return ($ 24.95 per dieci episodi) editi dalla Checker Publishing, oltre al volume unico Judgment Day ($ 16.95, sempre Checker). Qualche anno fa la Avatar ha ristampato i numeri 0-1-2 di Glory, promettendo che almeno il primo ciclo di storie sarebbe stato completato. Promessa non mantenuta. Degli Youngblood esistono invece solo gli spillati usciti un po’ di anni fa per la Awesome Comics di Liefeld.
    Edizione Italiana: Nel nostro paese Supreme fu pubblicato inizialmente dalla Phoenix, che pensava di poter presentare al pubblica italiano una tale perla proponendola in edicola, due storie per volta (un po’ come le attuali collane Ultimate della Panini). Peccato che il fumetto fosse troppo sofisticato e complesso (soprattutto dal punto di vista filologico) per il lettore medio. Uscì un solo numero, poi il silenzio per un annetto. Subentrò la Lexy: un volume con sei episodi (compresi quelli già editi dalla Phoenix). Il fallimento della suddetta casa editrice causò l’acquisizione dei diritti da parte della Free Books, che riprese pubblicando due volumetti con tre storie ciascuno (concludendo la prima grande saga, lunga dodici numeri). Infine, altri tre volumi con cinque storie completarono il lavoro, accompagnato da due TP dedicati alla miniserie Judgment Day. Purtroppo sono inediti nel nostro paese Youngblood e Glory (in entrambi i casi, dei cicli di storie incompleti negli USA, per cui sarà impossibile una pubblicazione italiana. Nessuno manda in stampa una storia senza finale…).


    1938 – Jerry Siegel e Joe Shuster creano Superman: l’Uomo d’Acciaio, l’Uomo del Domani, più veloce di una pallottola, più blablablablablabla…

    1992 – Rob Liefeld e un gruppo gi amici fondano la Image: terzo polo fumettistico americano, nuova casa editrice, nuova colosso editoriale, nuovo universo narrativo, nuovo blablablablabla…

    Passano pochi mesi e Liefeld ha la "geniale" idea di creare una sua versione di Superman, aggiornata e al passo con tempi e stilemi Image. Ovvero: violenta e spietata, brutale ai limiti della cattiveria. In pochi numeri vediamo il Maestoso Gigante d’Alabastro (soprannome di Supreme) tornare sulla Terra dopo un lungo esilio volontario (l’unica bella idea del concept originale, poi casualmente ripresa da Singer per il film Superman Returns) e massacrare un gruppo di terroristi asserragliatisi in un aeroporto. Alcuni fatti letteralmente a pezzi con calci e pugni, altri fusi con la vista calorifica. Sembra uno splatter-punk degli anni ’80, invece è (o vorrebbe essere) un Superman moderno e cool.

    Potrà anche sembrare strano, eppure questo titolo tira avanti per 40 numeri, mentre altre collane Image chiudono i battenti. Certo, per trattenere i lettori il buon Liefeld (o meglio, Jim Valentino, lo sceneggiatore di turno) ha bisogno di “svecchiare” ulteriormente il personaggio tramutandolo in un cattolico pazzo e invasato. Però il fumetto vende, se la cava e riesce a non soffocare sotto altri fumetti sui super-tizi. Intanto, in Italia la Star Comics ha comprato tutto il parco Image e pubblica le prime storie di Supreme nello speciale Star Magazine Oro 8. Il pubblico italiano sembra apprezzare, ed ecco che Supreme diviene ospite fisso sulla collana Extreme, un antologico con il meglio dei lavori firmati Liefeld. Ma la pacchia dura poco e con il numero 12 la collana italiana chiude. All’attivo, solo 11 episodi di Supreme.



    1996 – Alan Moore giunge alla corte di Liefeld con il compito (e la gran voglia, evidente dall’entusiasmo che il Bardo infonde nei suoi progetti) di ricostruire e ri-scrivere tutto l’universo narrativo creato da Rob (detto Extreme Universe, poi Awesome Universe). Purtroppo l’operazione non va completamente in porto, a causa dei problemi finanziari cui sono vittima Liefeld e le case editrice che egli fonda e vede fallire nel giro di pochi anni (dimenticavo: nel frattempo Rob è stato cacciato dalla Image). Ma che sia la Maximum o la Awesome, l’operazione di Moore è ben precisa e tira dritta come un treno: restituire verginità al fumetto supereroistico. Ancora alla Image scrive la miniserie di 6 numeri intitolata 1963, nella quale riscrive a modo proprio il Marvel Universe con i suoi “eroi dalle grandi responsabilità”. Disegni retrò di Rick Veitch (molto kirbyani, puro stile anni ’60) fanno sì che la Star Comics referisca lasciare inedita questa mini nel nostro paese. Ma 1963 è solo il primo passo, un mezzo utilizzato da Moore per riprendere familiarità con gli uomini in calzamaglia (non ne scriveva più le gesta da molti anni) e capire bene in che modo impostare il “Rinascimento fumettistico”. Lo scrittore inglese era all’epoca molto amareggiato dalla piega oscura e violenta presa dal fumetto americano, che dalle sue opere (Killing Joke, Watchmen, V for Vendetta) pescava solo gli elementi più superficiali, estremizzandoli sino all’eccesso (per gli eroi Image era normale uccidere senza porsi tanti problemi, ad esempio). Con 1963 inizia ad infondere ingenuità e sense of wonder a storie e personaggi, creando atmosfere tipicamente Silver Age (il fumetto che lui più ama). Poi Liefeld gli porge su di un piatto d’argento l’Extreme Universe e Moore le rivolta come un guanto (o inizia a rivoltarlo; vedremo infatti come l’operazione resterà purtroppo incompiuta). Il punto di inizio è appunto Supreme, il titolo commercialmente più forte tra quelli pubblicati dall’etichetta di Rob. L’idea di Moore è questa: Supreme è una copia di Superman? Allora perché non spingere il pedale sino in fondo e vedere dove conduca la corsa? Bisogna oltretutto ricordare due cose fondamentali: a) Moore adora Superman; b) Moore odia la DC e nel 1986 ha giurato di non lavorarvi più. A questo punto, Supreme diventa il modo migliore per scrivere le storie di Kal-El senza avere a che fare con i dirigenti della DC.
    Il Bardo di Northampton inizia a scrivere la collana del Maestoso Gigante d’Alabastro con il numero 41, e si comporta come se si trattasse di un numero 1 vero e proprio (espediente da lui già utilizzato, anche se in maniera un po’ diversa, su Captain Britain e Swamp Thing). Parte un meccanismo di ricostruzione del passato del personaggio (con la scusa di un’amnesia, Supreme insieme a noi scopre passo passo la proprie origini) che ricalca fedelmente la vita di Superman. In un gioco di rimandi e citazioni, è sufficiente per Moore cambiare i nomi ed ecco Ethan Crane/Clark Kent, Little Heaven/Smallville, Omegapolis/Metropolis, Daris Dax/Lex Luthor, Judy Jordan/Lana Lang… bastano un paio di numeri e la nostra mente compie in automatico il meccanismo di traslazione delle storie, che “assorbiamo” come avventure di Superman nonostante il cambio dei nomi. A partire dal quarto episodio, questa rifondazione si espande a tutto il DC Universe con l’introduzione del Professore Notte e Crepuscolo (Batman e Robin), Glory (Wonder Woman), Mighty Man (Capitan Marvel), Roy Roman (Aquaman) e Waxman (Sandman). E questo solo per citare i più importanti!
    Non pensiate però che il lavoro di Moore sia stato solo un riscrivere personaggi già noti. In verità, egli rimodella l’universo narrativo di Liefeld sino a dargli coesione, inserendone i personaggi (gli Youngblood in primis) in un contesto nel quale non solo la Silver Age non è mai finita, ma il meta-fumetto la fa da padrone. Con il progredire dei numeri infatti Moore affonda gli artigli in tutta la Storia del Fumetto (da Kurtzman a Kirby, da Sterenko a Siegel), costruendo una lunga cavalcata alla riscoperta dell’avventura e del divertimento. Lontano anni luce dai blood-qualcosa che caratterizzavano gli inizi di Liefeld. Di quest’operazione fa parte anche la miniserie Judgment Day, una sorta di crossover che coinvolge tutti i personaggi del solito Rob e che parte da questa domanda: cosa succederebbe se un supereroe commettesse un omicidio? Quali leggi andrebbero applicate al suo crimine? Quale tribunale lo giudicherebbe? E quale giudice lo condannerebbe? L’epilogo di tale miniserie è poi un albo nel quale Moore ricrea i vecchi personaggi di Liefeld e li prepara al rilancio, sempre sotto la propria penna.
    Purtroppo, a questo punto Liefeld si ritrova definitivamente senza un centesimo e tutta l’operazione di Moore va a puttane. Supreme chiude con il 22esimo episodio, ovvero due in meno rispetto a quanto previsto dallo stesso scrittore inglese (per fortuna l’episodio 22 non si conclude con un cliffhanger, ma sembra anzi chiudere il cerchio con la primissima storia. Quasi un finale di gestione, insomma); di Youngblood escono il numero 0 e i primi tre; di Glory lo 0 e i primi due. La serie dedicata agli Alleati (ovvero la JLA) non vede mai la luce.



    Per quanto incompleto questo lavoro (per Youngblood erano già pronte una decina di sceneggiature, idem per Glory), quanto fatto da Moore per l’Extreme Universe è di fondamentale importanza per diverse ragioni: non solo inventa il meccanismo dei flash-back “d’epoca”, nei quali il disegnatore imita lo stile di disegno del periodo storico in cui il flash-back è ambientato (tale idea la copieranno tutti, da Mark Millar a Brian Michael Bendis); soprattutto Supreme restituisce al fumetto supereroistico quella freschezza e quella purezza così lontane dai panorami apocalittici del Revisionismo anni ’80.

    Tutt’oggi resta una delle opere più importanti di Moore, nonché l’opera più importante degli anni ’90 (almeno, per quanto concerne il supereroismo). Certo un’opera imperfetta (tanti disegnatori, troppi, che rendono disomogeneo il risultato finale), all’epoca sottovalutata nonostante gli Eisner Awards. Con gli anni è stata invece riscoperta e in molti fumetti è possibile riscontrarne influenze grandi e piccole (persino certe idee del Crisi Infinita di Geoff Johns provengono dal primo episodio del Supreme mooriano).

    « Ultima modifica: 13 Luglio 2010, 17:59:21 da Matches Malone »

    Tu non sai che cosa voglia dire sentirli tutti addosso, gli anni, e non capirli più.
                                                                                                                                       La notte, 1961

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #1 il: 03 Settembre 2009, 20:40:54 »
  • Uhm, non sono riuscito a trovare una ceppa sui siti per delle versioni inglesi .. aiutino ?  :unsure:

    Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #2 il: 03 Settembre 2009, 20:43:26 »
  • http://www.bookdepository.com/book/9780971024953/Alan-Moores-Supreme

    http://www.bookdepository.com/book/9780971024960/Supreme

    http://www.bookdepository.com/book/9780974166452/Alan-Moores-Judgment-Day


    Il primo è esaurito, il secondo c'è solo cartonato, lo speciale Judgment Day è esaurito.



    Ti conviene cercare l'edizione italiana, so che si trova facilmente.

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #3 il: 03 Settembre 2009, 20:50:41 »
  • http://www.bookdepository.com/book/9780971024953/Alan-Moores-Supreme

    http://www.bookdepository.com/book/9780971024960/Supreme

    http://www.bookdepository.com/book/9780974166452/Alan-Moores-Judgment-Day


    Il primo è esaurito, il secondo c'è solo cartonato, lo speciale Judgment Day è esaurito.



    Ti conviene cercare l'edizione italiana, so che si trova facilmente.


    Quali sono i TP italiani ? Sempre 3 ?

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #4 il: 03 Settembre 2009, 21:46:01 »
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    Grant Morrison ha sempre ragione, non perdete tempo a pensarla in modo diverso perché sarebbe solo colpa vostra  :ahsisi:
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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #5 il: 03 Settembre 2009, 21:53:03 »
  • Tempo fa sul previews annunciarono una bella ristampa dei tp, ma a distanza di mesi non è ancora uscito nulla.  :(

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #6 il: 03 Settembre 2009, 21:59:38 »

  • Quali sono i TP italiani ? Sempre 3 ?

    Sono 6
    3 TP per Supreme story of the year (il primo edito da Lexy, gli altri da Free Books)
    3 TP per Supreme the Return (tutto edito da Free Books)

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #7 il: 03 Settembre 2009, 22:00:34 »
  • E Judgement Day ?

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #8 il: 03 Settembre 2009, 22:01:26 »
  • Due volumi della Free Books.

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #9 il: 03 Settembre 2009, 22:02:37 »
  • Per un totale di 8 volumi ? E il prezzo ?

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    Offline Murnau

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #10 il: 03 Settembre 2009, 22:05:02 »
  • Ai dont nou, ce li ho in inglese.  :unsure:

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #11 il: 03 Settembre 2009, 22:08:54 »
  • E Judgement Day ?

    Da evitare come la pesta  :lol:



    Grant Morrison ha sempre ragione, non perdete tempo a pensarla in modo diverso perché sarebbe solo colpa vostra  :ahsisi:
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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #12 il: 03 Settembre 2009, 22:09:43 »
  • E Judgement Day ?

    Da evitare come la pesta  :lol:

    Non è per niente vero, è ottimo.

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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #13 il: 03 Settembre 2009, 22:09:49 »
  • Per un totale di 8 volumi ? E il prezzo ?

    Circa 10 euro a volume, euro più euro meno.
    Il primo della Lexy qualcosina in più perché ha più pagine.



    Grant Morrison ha sempre ragione, non perdete tempo a pensarla in modo diverso perché sarebbe solo colpa vostra  :ahsisi:
    Grant Morrison è S.S.I. (Supremo, Sopraffino e Inarrivabile.)
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    Re: Supreme - di Alan Moore
    « Risposta #14 il: 03 Settembre 2009, 22:10:50 »
  • Ai dont nou, ce li ho in inglese.  :unsure:

    Ma torneranno in circolazione ? Perchè diamine, mi sembrano più convenienti, MILLEH.

    Ma quanto tempo ci separa dalla prossima estate?