Autore Topic: Sara - di Garth Ennis e Steve Epting  (Letto 225 volte)

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Offline eddiekrueger

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Sara - di Garth Ennis e Steve Epting
« il: 08 Settembre 2019, 08:48:18 »



  • NAZI OCCUPIED RUSSIA, 1942.
    In the second terrible winter of the siege of Leningrad, seven women snipers find themselves caught up in the struggle against the German invader.
    Their deadliest shot is Sara, whose inner demons may yet prove her undoing- but with the enemy to their front and the agents of the Soviet state lurking in the shadows, how long can any of the squad survive the terrifying maelstrom of war?

    “One of the finest works of [Garth Ennis’] career." - Alan Moore

    “A master class in comics storytelling.” - Doom Rocket


    Autori: Garth Ennis, Steve Epting
    17x26, B., 144 pp., $ 17.99
    Full six-issues series in collector's box: $ 24.99
    TKO Studios

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    Re:Sara - di Garth Ennis e Steve Epting
    « Risposta #1 il: 08 Settembre 2019, 08:58:33 »
  • Puo' essere interessante.
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    Re:Sara - di Garth Ennis e Steve Epting
    « Risposta #2 il: 08 Settembre 2019, 16:56:15 »
  • Anche qui faccio copia incolla da Lo Spazio Bianco.

    Sul primo numero di Sara:
    Il primo numero del nuovo fumetto di Garth Ennis ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale si presenta, a livello strutturale, in maniera estremamente semplice. Sara, abile cecchino dell’esercito sovietico, se ne sta appollaiata su un albero aspettando che il suo bersaglio, un colonnello nazista, faccia la sua comparsa. A inframezzare questo lungo momento, dei flashback che illustrano la routine che la ragazza conduce nel campo militare in cui è di stanza. Stop.
    Appare dunque chiaro che non è sull’intreccio o sulle svolte narrative che l’autore ha voluto puntare in questo esordio, bensì sulla costruzione di quella che è, a tutti gli effetti, la vera protagonista dell’albo: l’attesa. Il tema dell’attesa, della pazienza, è infatti il leitmotiv che attraversa tutta la narrazione. Pazienza che è la caratteristica fondamentale che ogni buon cecchino deve possedere e che, in un sottile gioco metanarrativo, l’autore stesso sembra intimare ai lettori.
    La calma, il senso di anticipazione, la minuziosa pianificazione, il tempo che sembra dilatarsi man mano che si avvicina il fatidico momento di premere il grilletto, scandito dai respiri sempre più regolari di Sara, e infine tutta la tensione accumulata che viene rilasciata di colpo quando lo spruzzo di sangue annuncia che il proiettile ha raggiunto la sua destinazione.
    Tutto ciò viene reso magistralmente da Ennis, mediante l’impiego di efficaci monologhi interiori, che vanno a delineare in modo credibile e sfaccettato la psicologia della protagonista, e a una gestione dei tempi ben studiata.
    Fanno la loro figura anche i disegni di Steve Epting che col loro tratto aspro si adattano ottimamente al setting esteuropeo attanagliato dalla morsa del gelo.
    La miglior vendetta è vivere bene, e stronzate del genere (John Constantine)
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