Autore Topic: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?  (Letto 31159 volte)

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Offline Murnau

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Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
« Risposta #45 il: 03 Dicembre 2010, 12:54:27 »
  • Citazione
    Guarda, anche io preferisco il Batman noir, investigativo e rabbioso, in lotta contro il crimine di Gotham;

    Devi leggere Batwoman :lolle: :lolle: :lolle:

    C'è una presa per il culo di "quel" Batman?  :lol:
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #46 il: 03 Dicembre 2010, 12:56:25 »
  • Ognuno ha i suoi gusti, anche a me piace il Batman originale ma nn vedo nulla di sbagliato nell'opera di Miller se fosse per me potrebbero fare una collana di Batman regolare scritta solamente da Miller.
    Miller presenta: "Il dannato batman" di sicuro le preferirei di quelle Harrypottate morrisoniane
    Lunga vita al dannato Batman

    basterebbe che insieme a Earth One, facessero scrivere a Miller una regular su Earth31  :lolle:

    Provate a dire a un amico che non legge fumetti da un po' di tempo o che non ne ha mai letti "in pratica Wayne è morto, Nightwing (fu Robin) diventa Batman, Damien (figlio di Wayne e Talia [figlia di Ras' Al Ghul]) diventa Robin, Robin diventa Red Robin, ma non preoccupatevi perché Wayne torna viaggiando nel tempo, poi fonda una corporazione di Batman in tutto il mondo!". Io ci ho provato e le reazioni sono state tutte similari e riassumibili in "Ma che è sta stronzata?".
    Secondo me è difficile avvicinare o ri-avvicinare lettori con la gestione morrisoniana, (io ci sono riuscito perché ho superato i miei pregiudizi e i miei dissapori con Grant) mentre quella milleriana mi sembra accessibile a tutti, siano 100 pagine di origini, siano gli ultimi giorni del cavaliere oscuro, siano le follie di un pipistrellone pieno di sè e con la barba incolta.

    secondo me nè il Batman di Miller, nè quello odierno di Morrisono sono accessibili.
    Nel senso che del primo l'unica opera che potresti fare leggere a un niubbo che ha sete di pipistrello è appunto Anno Uno; indubbiamente è quella la vera essenza dell'uomo pipistrello, l'identità più pura che un autore abbia mai potuto dare a questo personaggio. Il Batman di Anno Uno è IL Batman, non si discute, ma le altre? per quanto TDKR sia una lettura imprescindibile, e meno estremista rispetto al suo seguito (DK2) e al suo prequel (ASB&R), sarebbe comunque spiazzante per chi non è avvezzo ai fumetti.
    Del secondo non potresti fargli leggere quasi niente, perchè la run di Morrison ha gettato le basi per qualcosa che va al di là delle classiche storia batmaniane, e ben oltre lo stile e il tono che ha sempre caratterizzato il mondo di Batman. Entrambi a loro modo hanno fatto una rivoluzione con questo personaggio.
    Personalmente penso che per poter leggere roba come TDKR o la saga pre e post-RIP bisogna avere un'infarinatura generale del Batman che tutti conosciamo (e cmq dei comics anglo-americani in generale), magari partendo proprio da quell'Anno Uno che è il punto ideale per chi voglia scoprire chi è veramente Bruce Wayne, via via seguendo saghe e graphic novel che l'hanno caratterizzato al meglio negli ultimi 20/25 anni (con una spruzzata di Silver Age per i più curiosi)..
    Solo a quel punto si potrebbe virare un pochino dalla tradizione e mettersi nell'ottica di questi 2 autori eclettici, provando a scoprire da una parte un Batman "elseworld" egocentrico e vittima del proprio delirio di onnipotenza (autoironico, come suggerisce Hush), figlio del pulp/hard-boiled che ha reso famoso il Miller-style, e dall'altra l'evoluzione esoterica/mistica che Morrison ha dato alla continuity attuale cercando appunto di rinnovare e rinfrescare una serie che stava divenendo vittima dei propri stereotipi e di eccessiva staticità.

    Offline Murnau

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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #47 il: 03 Dicembre 2010, 13:00:19 »
  • DKR è perfetto per i niubbi, ci sono intere generazioni che hanno iniziato a leggere il personaggio proprio grazie a quella storia. E' il volume più letto da quelli che abitualmente non seguono Batman, proprio perché è fuori continuity e ti ricrea da capo tutto il suo mondo, senza necessitare di conoscenze pregresse. Anche Green Arrow entra in scena e non ti serve sapere altro, Miller in due parole ti ha detto quanto ti serve. Il lettore medio che non segue i supertizi ha SEMPRE a casa una copia di quel volume, lo ama e non sente il bisogno di aver letto altro, per capirne la storia.
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #48 il: 03 Dicembre 2010, 13:00:54 »
  • Per Massimo: no, nessuna presa in giro, mi spiego meglio :D
    Batwoman la scrive Rucka, e il cinghialone è colui che ci ha "regalato" l'imparanoiatissimo Batman di Omac Project e di Assassino/Fuggitivo. Un Batman molto serioso, oscuro e solo. ;)
    Questa è la visione che Rucka ha di Batman, e l'ha traslata parzialmente in Batwoman, caratterizzando Kate in maniera non così paranoica, ma creando una storia MOLTO urbana e tipicamente batmaniana.  :up:
    Quando io dicevo che quello che mi aspettavo di trovare in Batman l'ho trovato in Batwoman c'era un motivo. ;)
    Batwoman è una testata che avrebbe potuto scrivere Brubaker in maniera molto simile.

    La crociata di Kate è diversa da quella di Batman, ma allo stesso tempo simile, e, se avrete la pazienza e il desiderio di leggerla senza eccessivi pregiudizi, vedrete perchè.  :D


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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #49 il: 03 Dicembre 2010, 13:04:54 »
  • DKR è perfetto per i niubbi, ci sono intere generazioni che hanno iniziato a leggere il personaggio proprio grazie a quella storia. E' il volume più letto da quelli che abitualmente non seguono Batman, proprio perché è fuori continuity e ti ricrea da capo tutto il suo mondo, senza necessitare di conoscenze pregresse. Anche Green Arrow entra in scena e non ti serve sapere altro, Miller in due parole ti ha detto quanto ti serve. Il lettore medio che non segue i supertizi ha SEMPRE a casa una copia di quel volume, lo ama e non sente il bisogno di aver letto altro, per capirne la storia.
    infatti fu la prima cosa di Batman che lessi. è facilmente accessibile

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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #50 il: 03 Dicembre 2010, 13:05:38 »
  • DKR è perfetto per i niubbi, ci sono intere generazioni che hanno iniziato a leggere il personaggio proprio grazie a quella storia. E' il volume più letto da quelli che abitualmente non seguono Batman, proprio perché è fuori continuity e ti ricrea da capo tutto il suo mondo, senza necessitare di conoscenze pregresse. Anche Green Arrow entra in scena e non ti serve sapere altro, Miller in due parole ti ha detto quanto ti serve. Il lettore medio che non segue i supertizi ha SEMPRE a casa una copia di quel volume, lo ama e non sente il bisogno di aver letto altro, per capirne la storia.

    Secondo me invece è un volume con cui è facile entrare in sintonia e che non è di difficile accessibilità, ma che può invece spiazzare moltissimo, proprio perchè propone un Batman estremizzato. Di quel "sempre" non sono così sicura.  ;)


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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #51 il: 03 Dicembre 2010, 13:08:19 »
  • DKR è perfetto per i niubbi, ci sono intere generazioni che hanno iniziato a leggere il personaggio proprio grazie a quella storia. E' il volume più letto da quelli che abitualmente non seguono Batman, proprio perché è fuori continuity e ti ricrea da capo tutto il suo mondo, senza necessitare di conoscenze pregresse. Anche Green Arrow entra in scena e non ti serve sapere altro, Miller in due parole ti ha detto quanto ti serve. Il lettore medio che non segue i supertizi ha SEMPRE a casa una copia di quel volume, lo ama e non sente il bisogno di aver letto altro, per capirne la storia.

    Secondo me invece è un volume con cui è facile entrare in sintonia e che non è di difficile accessibilità, ma che può invece spiazzare moltissimo, proprio perchè propone un Batman estremizzato. Di quel "sempre" non sono così sicura.  ;)

    E' estremizzato per te, non per uno che non lo ha mai letto. Chi si avvicina al personaggio per la prima volta, non ha nessun preconcetto.

    In Italia uscì quando da non non si vedeva più nulla su Batman e fu una rivoluzione. In fumetteria da me sono tutti sui 50 anni, quasi nessuno legge supereroi ma TUTTI hanno amato DKR, senza farsi pippe mentali sull'estremizzazione di un personaggio che in realtà non conoscevano neanche, prima di quel fumetto.
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #52 il: 03 Dicembre 2010, 13:12:45 »
  • Non sono d'accordo, nel senso che non ci può essere una maniera universale di avvicinarsi a una storia.  ;)
    Cioè, non metto in dubbio quello che tu dici riguardo ai clienti della tua fumetteria, certo, ma è questo ragionare sempre per assoluti in cui non mi ritrovo. O è così, o è così, senza sfumature intermedie.. lo trovo limitante, nell'approccio a un personaggio. :D


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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #53 il: 03 Dicembre 2010, 13:17:46 »
  • Non sono d'accordo, nel senso che non ci può essere una maniera universale di avvicinarsi a una storia.  ;)

    Sarà, ma resta il volume più venduto di Batman, proprio perché acquistato continuamente anche da chi di solito non lo segue. Quando è uscito l'ultimo bat-film di Nolan la gente si è fiondata su DKR, facendolo schizzare al primo posto delle classifiche di vendite; è stato quel volume ad essere bersaglio di chi usciva dalla sale cinematografiche, non Anno Uno o Arkham Asylum. Mi sa che i fatti ti danno torto.  :lolle:
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #54 il: 03 Dicembre 2010, 13:25:05 »
  • Che sia un volume di facile accessibilità e che piaccia spesso moltissimo l'ho scritto sopra, che sia il Batman in cui tutti si debbano riconoscere in maniera automatica (e io lo adorai, quando lo lessi, lo adoro ancora) mi sembra un'equazione non vera. Conviverò felicemente col mio essere in torto :lolle:


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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #55 il: 03 Dicembre 2010, 13:26:11 »
  • Che sia un volume di facile accessibilità e che piaccia spesso moltissimo l'ho scritto sopra, che sia il Batman in cui tutti si debbano riconoscere in maniera automatica (e io lo adorai, quando lo lessi, lo adoro ancora) mi sembra un'equazione non vera. Conviverò felicemente col mio essere in torto :lolle:

    Infatti è un batman diverso che è piaciuto a tanti , ma proprio perchè è l'eccezione ... se fosse una regola non mi piacerebbe  :batman:
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #56 il: 03 Dicembre 2010, 13:27:23 »
  • Che sia un volume di facile accessibilità e che piaccia spesso moltissimo l'ho scritto sopra, che sia il Batman in cui tutti si debbano riconoscere in maniera automatica (e io lo adorai, quando lo lessi, lo adoro ancora) mi sembra un'equazione non vera. Conviverò felicemente col mio essere in torto :lolle:

    Infatti è un batman diverso che è piaciuto a tanti , ma proprio perchè è l'eccezione ... se fosse una regola non mi piacerebbe  :batman:

    E' la stessa cosa che penso io  ;)


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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #57 il: 03 Dicembre 2010, 13:28:10 »
  • Che sia un volume di facile accessibilità e che piaccia spesso moltissimo l'ho scritto sopra, che sia il Batman in cui tutti si debbano riconoscere in maniera automatica (e io lo adorai, quando lo lessi, lo adoro ancora) mi sembra un'equazione non vera. Conviverò felicemente col mio essere in torto :lolle:

    Aspetta, ma allora c'è stato un equivoco: non ho detto che sia quello in cui tutti si identificano, ho solo detto che è quello con il quale la maggior parte della gente inizia a leggere il personaggio. Poi magari più avanti leggono quello cazzone degli anni '50 e gli piace di più, dicevo solo che DKR è il classico starting point per neofiti, lo è da 24 anni.
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #58 il: 03 Dicembre 2010, 13:28:38 »
  • Che sia un volume di facile accessibilità e che piaccia spesso moltissimo l'ho scritto sopra, che sia il Batman in cui tutti si debbano riconoscere in maniera automatica (e io lo adorai, quando lo lessi, lo adoro ancora) mi sembra un'equazione non vera. Conviverò felicemente col mio essere in torto :lolle:

    Infatti è un batman diverso che è piaciuto a tanti , ma proprio perchè è l'eccezione ... se fosse una regola non mi piacerebbe  :batman:

    E' la stessa cosa che penso io  ;)

    beh non a casa abbiamo spesso gli stessi gusti  :D
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    Re: Miller vs Morrison: fino a che punto è giusto reinterpretare Batman?
    « Risposta #59 il: 03 Dicembre 2010, 13:32:05 »
  • Cioè, per fare un esempio non legato al solo Batman: a me la Wonder Woman di All Star, così "femminista", estrema, è piaciuta moltissimo. E' la caratteristica (meno accentuata) che mi ha fatto adorare quella di Cooke in The New Frontier, lo sapete. Mi diverte, la trovo azzeccatissma nel contesto di All Star. Lo stesso vale per Canary. Una riproposizione di Wondie in questa chiave mi piacerebbe tanto.. ma non sulla regular.  :D

    Non si può dire che si tratti della "vera Wonder Woman" o del "vero Batman". Sono sempre discorsi che partendo da presupposti giusti (il gusto personale) li ergono a un'oggettività che non c'è. Che DKR sia un blockbuster della storia del fumetto è vero. Che lo si debba amare o ritrovarcisi per forza no.
    « Ultima modifica: 03 Dicembre 2010, 13:35:17 da Selina Kyle »


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