Ho finalmente letto il numero 57; che dire? Mi sembra un Daniel leggermente migliorato rispetto ai numeri precedenti, ma personalmente fa fatica a piacermi. Lo ritengo troppo confusionario, troppo intento a stratificare diversi livelli di storia senza però saperli gestire con la necessaria abilità, determinando, almeno secondo me, più confusione che altro. Mentre in Morrison (ma anche in altri autori) il non detto, i piani sovrapposti, gli indizzi sparsi qua e là, spingono il lettore a prestare la massima attenzione per cercare di capire la storia e, perchè no?, di anticipare l'autore stesso nella risoluzione della trama con la formulazione di ipotesi, idee e teorie, e generano interesse, piacere e, a tratti, anche euforia (ero felice come una Pasqua quando le mie ipotesi si sono rivelate esatte sia in Rip che in Batman & Robin) con Daniel questo viene meno, almeno secondo me, in favore, si fa per dire, di uno stato di confusione e, a tratti, di smarrimento. In Daniel compaiono e scompaiono personaggi senza che se ne sia capita del tutto l'utilità, le intenzioni, le tempistiche:
. Inoltre anche la narrazione non riesce a soddisfarmi del tutto:
. Poi l'ultima tavola a conclusione della storia necessita di una spiegazione, direi. Non mi è piaciuto il finale. Carina, invece, la successiva storia, una sorta di
.
In conclusione Daniel non mi piace troppo come autore, ma la mia non è una stroncatura, direi piuttosto una critica costruttiva: Daniel secondo me ha del potenziale e se migliorasse su alcuni aspetti potrebbe diventare un ottimo autore. Attendo con curiosità il reboot per vederlo all'opera con Bruce.
