Spero di non essere "fuori luogo". Ho "visto morire" Jason Todd tra le mie mani, in un albo Glenat negli anni '90. Rimasi "scosso" (per quanto un fumetto possa "scuotere" e commosso per quella fine così ingiusta di un adolescente-monello, non certo modello, e quindi forse più umano e simpatico).
Da quel momento non ho fatto altro che pensarci e fantasticare su questo capitolo oscuro e profondo come un baratro, della storia di Batman.
Ho pensato al suo ritorno, a colpi di scena, ho aspettato e aspettato che succedesse qualcosa. Mi sono anche immaginato storie, sceneggiature, disegni, tavole... Invece, per tanto tempo, niente. Jason era una lapide, un costume in una teca, un ricordo triste che affiorava di tanto in tanto, e niente più.
Quando è ritornato, ovviamente, ho detto: lo sapevo io!

Meglio tardi che mai!
Trovo Jason un personaggio affascinante, che può e deve essere utilizzato meglio (mi sono perso qualcosa lo so, spero di reintegrare presto

). Per la sua debolezza, per il suo tormento, trovo che sia, tra tutti i Robin, quello che somiglia di più a Batman stesso. Paradossalmente, forse è quello che più ricalca le orme di Bruce Wayne. Se Bruce è morto quella notte in cui i suoi genitori furono assassinati e rinato dopo come Batman, Jason è morto per mano di quello che incarna il male e tutte le nemesi di Bruce. Ed è rinato, in qualche modo, anche lui. Stessa rabbia, stesso tormento, diverse certezze, diverso, diversissimo modo di reagire. Interessante, secondo me troppo interessante. Ci sarebbe da scriverci per secoli.