Superman: Un Profilo

Scritto da Marco Cecini il 25 marzo 2010 in Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics e Superman con 4 commenti

Superman è un alieno con sembianze umane. La sua diversità è solo una scusa per dare un’ origine ai suoi poteri. È più umano lui di molti altri. Chi è Clark Kent in fondo? È un uomo, è stato adottato, è stato amato, ed è dotato di tante capacità particolari. In Clark Kent sono presenti tante lezioni: l’amore può arrivare da ogni luogo e in ogni modo. Non esiste solo la genetica, ma esiste innanzitutto la dedizione e l’educazione dei genitori!
Essere genitori significa prendersi una responsabilità immensa.
Per la formazione di un individuo è essenziale che dietro ci siano due persone pronte ad amarlo e a insegnargli tutto ciò che ritengono importante.
Clark infatti cresce con i desideri che tutti noi abbiamo: chi non desidera un amore grande?e dei buoni amici? E un buon lavoro?
Il bello di Clark è che forse tutto questo ce l’ha anche perché è Superman! Forse il vero motivo per cui Clark ha tutto questo è perché non si può negare che sia una bella persona. L’animo di Superman, non c’è solo nel costume con la esse rossa. C’è innanzitutto nel modo in cui ama, nel modo in cui soffre, e nel modo in cui si affeziona.
Ci sono medici con mogli, figli, amici….persone che lavorano tutto il giorno! E usano i loro talenti, come possono: essere un occhio attento in una diagnosi, o una mano precisa con un bisturi per salvare una persona.
Ci sono poliziotti che fanno la stessa cosa. Giudici che ogni giorno ponderano al millimetro per emettere una sentenza giusta.
Ci sono madri che si dannano per fare un doppio lavoro per i figli.

Tutte queste sono persone che usano le loro capacità per qualcun altro. E non importa che sia un figlio o un paziente, l’importante è che qualcuno alla fine ci ricava qualcosa. In un modo o in un altro esistono persone che potrebbero usare le loro capacità in altra maniera, in primis per loro stessi solamente, e non lo fanno!
Perché? Ma perché il mondo è sfaccettato. Ci sono persone che hanno ricevuto un’educazione, che credono in certe cose e quindi trovano essenziale e naturale estendere la propria capacità al prossimo.
E quindi chi è Clark Kent? È una metafora di noi stessi. Non tutti. Perché al mondo esistono criminali e persone cattive. Ma esistono anche nel mondo di Clark. Prendete Lex Luthor: grande uomo d’affari e genio assoluto. Lex è l’altra faccia della medaglia. È quella parte di noi più egoista, ma è anche quel gruppo di persone che si sono rassegnate al loro egoismo e ad una visione oscura e grigia del mondo e delle persone.
Lex alla fine ha anch’egli dei poteri. Ma li usa per se stesso. Per alcuni fa bene, per altri no. E anche questo, altro non è che la metafora della nostra vita. La scelta. A volte noi ci alziamo sul bus per far sedere una vecchietta, ben sapendo che possiamo farlo perché il nostro fisico ce lo permette. Non lo fanno tutti.
Sono piccoli gesti, è vero, ma che nella vita di alcune persone sono importanti.
Quando si legge della grandi gesta di Superman, spesso non si capisce, magari, l’idea che ci può esser dietro. Come le parabole di biblica memoria.

Superman salva aeroplani, ma c’è gente che potrebbe compiere una medesima (e rapportata) impresa, semplicemente mettendo a disposizione degli altri le proprie capacità.
Non è possibile? Io non credo. In vita mia ho conosciuto amici leali, e persone fantastiche, che nel loro piccolo si sono dannate per me e per altre persone. E questa è la metafora.
E ciò che rende Superman un personaggio speciale è la dicotomia della sua metafora; Kal-El è il più forte della galassia e al tempo stesso il più debole, è il più amato e popolare eroe del nostro tempo, ma è anche l’essere più solo, un esule in un mondo straniero. Ogni uscita di Superman contro un nemico dotato di kryptonite dimostra come il suo eroismo non stia nei muscoli e nella capacità di volare, ma nell’umanità di Clark Kent, che non tralascia di dare speranza agli uomini con il suo esempio e non smette di salvarli anche se sa che potrebbe andare incontro alla morte. E’ uno spirito di sacrificio che lo rende un eroe messianico ed epico. Batman è, viveversa, l’antieroe moderno… lui non si getta mai in una situazione dalla quale non sia sicuro di poter uscire vincitore e, soprattutto, vivo.
Superman è l’eroe classico, quello alla Ettore e Achille, quello che si gettava nella mischia a cuore aperto, quello che si farebbe ammazzare pur di non sacrificare una vita umana…
Batman è un altro tipo di eroe: lui la battaglia la vince già nella Batcaverna, dova ha pianificato tutto sin nei minimi dettagli, non nel campo aperto. Batman accetterebbe di sacrificare una vita umana, se essa servisse a salvarne 10.000. In questo sta la sua “oscurità”… La sua è una giustizia efficiente, pragmatica, funzionale, reale. Sta in questo il suo fascino no? Superman è invece l’eroe delle fiabe, delle leggende. E’ l’eroe dei sogni e delle speranze, ecco perché a me piace.
Siegel e Shuster, ebrei, hanno voluto ricreare il Messia in un fumetto, peraltro dandogli un nome ebraico che richiamasse alla sua funzione (Kal-El = Voce del Cielo). Inoltre che sia una figura messianica lo dimostra proprio il suo non coinvolgersi attivamente nelle questioni umane. Non è Lenin, non è Garibaldi, è Superman. Non mi risulta che Gesù abbia preso a fulmini in testa Tiberio, facendo crollare l’impero romano giusto? Eppure, era il figlio di dio… Sarebbe troppo facile imporre il proprio potere, molto più difficile è persuadere con l’esempio, con il sacrificio, con l’amore.
Ad oggi l’intento dei due creatori ebrei è stato ripreso da autori moderni che hanno intinto la figura messianica di Superman di caratteristiche cristiane. Basti pensare ad esempio alla morte e successiva Resurrezione di Superman, oppure a quella scena di Superman Returns che lo vede cadere a braccia divaricate, richiamando l’immagine del Cristo sulla croce. Oppure, sempre in quel film, il richiamo alla Passione attraverso il pestaggio e le sofferenze inflittegli da Luthor, o ancora, la lama di kryptonite infilatagli proprio all’altezza del costato, come la lancia di Longinus.
Tutto questo è uno strato superficiale che va poi a fondersi con ciò che Superman da decenni rappresenta all’interno dei comics: speranza, umanità, sacrificio, compassione. Che le sue azioni non portino a nulla, che l’umanità non apprenda dal suo esempio, fa anche questo parte del messaggio messianico di fondo. Voglio dire, anche nella realtà, purtroppo nel nome delle religioni sono state commesse le peggiori nefandezze, e solo pochi hanno davvero seguito un esempio giusto.
Nelle gesta di Kal-El io rivedo gli stessi intenti d’amore e fratellanza di quell’uomo di 2000 anni fa, e rivedo le stesse frustrazioni. Rivedo la difficoltà di farsi comprendere dagli uomini, rivedo il suo amore smisurato per il mondo, vessato dagli interessi terreni. Rivedo il suo rispetto per la vita, e per il libero arbitrio degli uomini. Superman potrebbe sterminare come formiche intere porzioni di globo, se volesse. Come una irrefrenabile bomba atomica a ripetizione potrebbe distruggere tutti gli eserciti che vessano la terra, tutti i ladri, potrebbe trucidare Luthor. Ma avrebbe fallito… Suo compito non è ripulire, né comandare. E’ insegnare…
Se il male assoluto è spesso sotto i nostri occhi, nella forma di genocidi, mutilazioni, torture, sevizie, disastri, il bene assoluto, la virtù, la giustizia sono spesso delle chimere… le si insegue perchè si sogna un mondo migliore e perfetto, ma non si ha la risposta alle tante domande. E’ stata propio l’assenza di risposte a domande esistenziali a rendere gli eroi della vecchia guardia degli archetipi ormai superati per le nuove generazioni degli anni navanta, che più di ogni altra prima di loro si sono interrogati sull’esistenza e sui suoi significati. L’appeal dei nuovi eroi, come l’Elite, trova terreno fertile nel vuoto morale e nella relatività dei valori che l’umanità attuale ha scelto come modus cogitandi di riferimento in una società alla deriva esistenziale e, fondamentalmente, incapace di rispondere alle tante domande che gli imperativi morali, qualora si scelga di seguirli, suscitano.
Il problema è: se tu abusassi della tua forza per cambiare le cose, abbattendo il politico di turno, o rubando milioni di tonnellate di cibo e scaricandoli in Somalia o altro, non andresti a commettere qualcosa che non hai il diritto di commettere, pur se con una giusta intenzione?
Io posso anche avere ragione nel dire che il politico tal dei tali è un corrotto, un criminale, ma se lo arrostissi con la vista calorifica mi ergerei a dio dei milioni di elettori che lo hanno votato, calpestando la loro dignità.
Il problema è proprio questo… Fare la cosa giusta non significa fare la cosa migliore in senso assoluto, ma fare la cosa migliore in quel contesto. Senza ledere la libertà altrui, senza destabilizzare un ordine che gli uomini privi di superpoteri hanno creato, portare rispetto al loro libero arbitrio. Non è casuale che i supereroi si siano ridotti ad aiutare solo nelle circostanze particolari, rapine, scippi, violenze, erc. Hic et nunc… semplicemente perché il loro potere è una responsabilità, non un privilegio.

A cura di Marco Cecini e Roberto Giordano


Informazioni sull'autore

Marco Cecini [Barry Allen]Nato a Roma, classe 1982. Appassionato, volitivo, amante di tutto ciò che è epico, eroico, e che rimanda al sapore antico e primigenio del vivere. In quanto tale, il fumetto supereroistico rientra di diritto nel novero delle sue passioni più grandi.Leggi tutti gli articoli di Marco Cecini