Scopriamo Batman R.I.P.

Scritto da Simone Sperati il 13 settembre 2009 in Batman e Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

INTRODUZIONE A BATMAN RIP: PARTE SECONDA

Avete letto Batman 26? Vi ha lasciato perplessi? Bene, vediamo allora di far luce su alcune cose.

Lo Schedario Nero

Dicevamo che Morrison, nell’affrontare la sua run su Batman, ha posto una premessa: tutta la storia editoriale del personaggio, a partire dalla fine degli anni ’30, gli è accaduta realmente in una ideale timeline di circa 15 anni.
Batman - Lo Schedario NeroPer rimarcare questo concetto lo scrittore ha attinto ad alcune significative storie della Silver Age, storie assai diverse da quelle attuali: era un’epoca diversa, nella quale la facevano da padrone storie spensierate e surreali, in cui Batman e Robin si trovavano ad affrontare vicende soprannaturali come altre dimensioni e viaggi spaziali. Al giorno d’oggi quelle storie tendono ad essere ignorate, ma Morrison ha pensato che, se più di un decennio di tempo dominato da storie di questo tipo non è riuscito a scalfire il mito di Batman, forse un certo valore intrinseco lo possedevano anch’esse.

Il passo successivo è quindi consistito nel recuperare certi avvenimenti di quell’epoca e farli ricordare, attualizzarli nella run odierna.
Ecco allora che lo stesso Batman ci informa della loro esistenza, su Batman n. 11 della Planeta DeAgostini: «Lo chiamavamo lo Schedario Nero! Vampiri, dischi volanti, viaggi nel tempo…tutte le cose che vedevamo e non riuscivamo a spiegare finivano nello Schedario Nero.»

Il primo recupero integrale degli avvenimenti Silver Age viene effettuato nella trilogia comparsa su Batman n.12, nella quale facciamo la conoscenza del Club degli Eroi: questo gruppo di vigilanti era originariamente apparso su Detective Comics #215 (1955) e World’s Finest Comics #89 (1957).
Ma sono alcune storie in particolare a porre le basi per quello che avete appena letto su Batman n.26 e che leggerete con Batman RIP: quelle contenute in Batman #113 (1958), Detective Comics #267 (1959) e Batman #156 (1963).

Nella prima, Il Superman del pianeta X, Batman si trova catapultato su un lontano pianeta, il pianeta Zur-en-Arrh (questa parola, appena letta alla fine di Medicina Spaziale, vi dà per caso un senso di deja vu? Riprendete Batman n.1 e date un’occhiata ai graffiti sui muri nelle prime tavole…), il quale rappresenta per lui lo stesso della Terra per Superman. Dotato di superpoteri viene invocato da Tlano, il Batman di quel pianeta, il quale gli chiede aiuto contro una minaccia aliena; sconfitti i nemici, Batman viene rimandato a casa e solo un oggetto chiamato Bat-Radia (utilizzato sul pianeta alieno come arma contro gli invasori) gli impedisce di considerare un sogno tutta la vicenda.
Morrison ha (giustamente) ritenuto troppo bizzarro questo racconto per poterlo effettivamente considerare canonico, ma un avvenimento occorso pochi mesi prima su Detective Comics #247 gli ha fornito l’opportunità di poterlo utilizzare: ne L’uomo che mise fine alla carriera di Batman, il Cavaliere Oscuro inalava una dose di un particolare gas nel laboratorio del Professor Milo; l’effetto di tale gas è stato esplicato in un’avventura successiva, nella quale Batman perdeva ogni motivazione (salvo poi ovviamente riuscire a riprendersi nel finale), ed è stato usato da Morrison come causa dell’incredibile avventura su Zur en Arrh: si sarebbe trattato di una potente allucinazione…anche se rimane inspiegato il mistero della Bat-Radia.

Il Batman di Zur en Arrh

Detective Comics #267, Batman incontra Bat-Mite, ci mostra l’origine dello strano essere visto nell’ultima pagina di Medicina Spaziale. Si tratta di un folletto proveniente da un’altra dimensione, proprio come il Mr. Mxyzptlk di Superman, dotato di poteri apparentemente illimitati ma anche della giocosa mente di un bimbo. Nella storia il folletto interferisce varie volte con le missioni del Dinamico Duo, desideroso di aiutare ma finendo per combinare più guai che altro. Solo alla fine riuscirà a rimediare ai propri errori permettendo a Batman e Robin di catturare dei criminali che aveva involontariamente aiutato a fuggire. Bat-Mite torna alla sua dimensione, ma sembra che ora gli sia venuta voglia di tornare. Ma chi è questo Bat-Mite, è realmente un essere interdimensionale o si tratta di un’allucinazione? È una minaccia o potrà rivelarsi un buon alleato?

Bat-MiteL’altra storia cardine è quella che viene ripresa completamente dai flashback di Joe Chill all’Inferno: Robin muore all’alba.
In essa Batman si sveglia su un pianeta alieno apparentemente deserto. Poco dopo incontra Robin, insieme al quale viene aggredito da un gigantesco idolo di pietra; durante la fuga Robin viene accidentalmente colpito da un masso scagliato dall’idolo, morendo.

Idolo di pietraDisperato, Batman vaga per il deserto pianeta fino al momento in cui incontra un’altra creatura mostruosa, che lo attacca. Sconsolato e depresso, l’eroe si lascia aggredire senza reagire…solo per poi trovarsi sul pavimento di una camera chiusa, collegato ad alcuni cavi. Viene liberato da Robin, vivo e vegeto, e da due estranei: un dottore e un generale dell’Esercito; gli viene ricordato di essersi offerto volontario per un esperimento volto a determinare gli effetti dell’isolamento prolungato sul corpo degli astronauti, e di aver contribuito in modo determinante allo sviluppo della medicina spaziale.

Medicina Spaziale

Poco tempo dopo però si scopre che l’esperimento ha lasciato qualcosa in Batman: l’eroe continua a subìre allucinazioni, le quali mettono a repentaglio la sua vita e la sua missione: l’unica cosa da fare sembra essere il ritiro dall’attività. Tuttavia, nel momento in cui Robin appare realmente in pericolo mortale come accaduto nelle allucinazioni dell’esperimento, lo shock scuote Batman riportando la sua mente alla normalità…

…ma abbiamo appena scoperto che forse le cose non si sono risolte del tutto.

Qualcosa non vi torna? Venite a discuterne qui.